Potere al Popolo - Napoli

Potere al Popolo - Napoli Conosciamoci, organizziamoci e partecipiamo tutti insieme per Potere al Popolo a Napoli !! Siamo la maggioranza e vogliamo decidere !

Siamo i giovani che lavorano a nero, precari, che spesso emigrano per trovare di meglio, i lavoratori che devono far quadrare i conti a fine mese, i migranti che vengono cacciati e ridotti in schiavitù, i disoccupati e i poveri che vengono abbandonati al loro destino, le donne vittime di soprusi e discriminazioni, gli studenti consegnati a un futuro di sfruttamento. Siamo le persone normali, che a

bitano le periferie e subiscono lo smantellamento della sanità, quelli che non hanno voce… ma che non si sono arresi. Abbiamo dato vita, da Napoli, a un progetto che in due mesi ha mobilitato decine di migliaia di persone, attivando percorsi di democrazia diretta in tutto il paese. Da sud a nord oltre 150 assemblee territoriali hanno elaborato collettivamente un programma a partire dai bisogni reali del popolo e stanno scegliendo, per la prima volta, da sé candidati che siano diretta espressione delle quotidiane resistenze che attraversano i nostri territori: figure di rottura e di lotta. Istruzione, sanità, lavoro, tutela ambientale, lotta alla corruzione e alle mafie: mettiamo al centro le nostre esigenze, i nostri desideri, i nostri sogni. Possiamo dimostrare che dal nostro sud devastato da malgoverno, mafie, speculatori, abbandono istituzionale e clientele, si sta ricostruendo un fronte nuovo, aperto, radicale. Possiamo rompere il teatrino della vecchia politica e finalmente scalzarlo con un’alternativa concreta!

ASSEMBLEA PUBBLICA “VOCI DELLA NAPOLI POPOLARE”5/06 H18 - LAZZARELLE BISTROT (GALLERIA PRINCIPE)Guardati attorno, ti par...
29/05/2026

ASSEMBLEA PUBBLICA “VOCI DELLA NAPOLI POPOLARE”
5/06 H18 - LAZZARELLE BISTROT (GALLERIA PRINCIPE)

Guardati attorno, ti pare che dopo quasi 5 anni di amministrazione Manfredi la situazione in città sia migliorata? Eppure sono arrivati tanti soldi! PNRR, cantieri, turismo: dove sono finiti? Chi ci ha mangiato su? Vediamo alcuni farsi sempre più ricchi, non pagare le tasse, occupare abusivamente le spiagge, sfruttare il territorio – e l’attuale amministrazione li aiuta. Poi vediamo tanti ragazzi emigrare, molti lavorare 50-60 ore con salari da fame o a nero, morire sul lavoro, i quartieri popolari fare i conti con gli stessi problemi, i malfunzionamenti dei servizi pubblici, dei trasporti – e l’amministrazione è assente.

Il sindaco riemerge ogni tanto per annunciare grandi eventi, tagliare nastri, intervenire nella politica nazionale e proporsi come premier del centrosinistra, mentre sottobanco sferra attacchi al patrimonio pubblico, colpisce beni essenziali come l’acqua e i trasporti, e rinuncia a governare un flusso turistico che sta trasformando Napoli in un luna-park. L’opposizione di destra lo applaude, perché partecipa alla spartizione del potere, mentre il collasso strutturale della città non fa clamore, almeno per la stampa napoletana, che evita accuratamente di criticare Manfredi.

Eppure in tutta la città si alzano voci di protesta. Innanzitutto contro il “Patto per Napoli”, un vero e proprio “pacco” per la nostra città. Con la scusa di risanare le finanze, il sindaco — in combutta prima con Draghi poi con Meloni — ha vincolato la politica cittadina a una linea di austerità, di vendita del patrimonio immobiliare pubblico, di affidamento della riscossione a soggetti privati, di esternalizzazione dei servizi... L'ultimo tassello di questo disegno è la delibera che affida la gestione del patrimonio alla società NewCo, che agirà “con logica di mercato” per “mettere a reddito” tutto, dalle case popolari ai beni comuni.

Ma pensiamo anche alle voci dei comitati per l’acqua pubblica, che sottolineano come con la recente modifica dell’articolo 67 dello statuto di ABC Manfredi ponga le basi per laprivatizzazione del nostro bene più prezioso... O a quelle di chi lotta per il diritto alla mobilità e denuncia il taglio di linee essenziali di autobus destinate alla maggioranza dei napoletani.

Per non parlare di come (non) viene gestito il turismo: da anni ormai le reti per il diritto alla casa segnalano che la proliferazione incontrollata di B&B espelle gli abitanti dai quartieri storici, fa aumentare fitti e prezzi delle case, mentre le attività storiche cedono il passo a mangiatoie per turisti che invadono con i tavolini ogni metro quadrato di spazio pubblico. Un business che, inoltre, si regge quasi interamente sullo sfruttamento selvaggio dei lavoratori del settore.

Se a Bagnoli abbiamo visto cittadini mobilitati quasi quotidianamente contro l’ennesimo disastro ambientale causato da una finta bonifica per l’America's Cup, a Napoli Est stanno nascendo comitati che si oppongono al mastodontico ampliamento del porto che impatterebbe ancor di più sulla loro salute, come confermano i recenti dati record sui tumori nelle aree Nord, Est e Ovest della città.

Ma in tutti i quartieri i cittadini sentono le istituzioni lontane, le municipalità e le realtà di base abbandonate. A uno scenario che, come ricordano gli ultimi fatti di cronaca, è di profondo degrado sociale e culturale, l’amministrazione Manfredi risponde solo con la repressione, istituendo inutili “zone rosse”, inviando ovunque militari.

Misure che hanno solo buttato via denaro senza risolvere il disagio, senza portare sicurezza sociale e coesione. Se i ragazzi si perdono, c’è bisogno di scuola e di opportunità formative, se lefamiglie fanno fatica c’è bisogno di lavoro sano, se la salute fisica e mentale è a rischio c’è bisogno di servizi sanitari e assistenziali. La violenza e la criminalità non sono catastrofi naturali e non appartengono geneticamente ai napoletani: sono il prodotto di un sistema che la politica dovrebbe contrastare.

Per fortuna a Napoli c’è chi lo fa, chi pratica una politica differente. In ogni angolo della nostra metropoli, singoli, associazioni, centri sociali, comitati, organizzazioni sindacali e politiche, costruiscono una quotidianità diversa attraverso solidarietà, mutualismo, cooperazione e amore per la dignità. Questa è la Napoli popolare, che deve unirsi, costruire un progetto alternativo, per arrivare a far sentire la sua voce fin dentro al Comune.

Tante proposte sono già in campo per una Napoli vivibile, dove i diritti non siano solo sulla carta, dove si possa costruire una vita dignitosa.

Pensiamo a un salario minimo di 12€ l’ora per tutti i lavoratori del Comune e delle ditte in appalto; un serio contrasto al lavoro nero e per la sicurezza sul lavoro, attivando gli strumenti di cui il Comune già dispone; una definizione delle zone ad alta tensione abitativa, la regolamentazione, il monitoraggio e il controllo del mercato degli affitti; il rafforzamento del trasporto pubblico e l’investimento su forme di mobilità alternativa, con una “Napoli città 30” per evitare altre vittime della strada; più asili e spazi verdi; riqualificazione e bonifica di Bagnoli e Napoli Est; attenzione all’edilizia popolare, valorizzazione dei beni comuni; … E potremmo continuare!

Per affermare, per davvero, tali contenuti programmatici c'è bisogno di una azione politica e sociale - dentro e fuori le istituzioni - indipendente, ovviamente, dalle Destre ma anche da quel cosiddetto Campo Largo, che da Palazzo Santa Lucia a Palazzo San Giacomo, è strumento degli interessi dei poteri forti.

Ma sappiamo che i proclami non bastano. La città che vogliamo potrà vedere la luce solo se ci impegniamo tutte e tutti insieme, se inventiamo strumenti di partecipazione, solidarietà e controllo popolare. Se condividi quest’analisi, se vuoi ascoltare un altro racconto sulla città, se ti interessano queste proposte, se appartieni ad associazioni, comitati, realtà di base e vuoi far sentire la tua voce, unisciti alla Napoli popolare!

6 GIUGNO 2026Napoli Est è un SIN – Sito di Interesse Nazionale – dal 1998. L’area comprende i quartieri di Poggioreale, ...
28/05/2026

6 GIUGNO 2026

Napoli Est è un SIN – Sito di Interesse Nazionale – dal 1998. L’area comprende i quartieri di Poggioreale, Gianturco, Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio, riconosciuti dallo Stato come emergenza ambientale e sanitaria a causa degli alti livelli di inquinamento.

Qui convivono, accanto a case, rioni, scuole e ciò che resta dei terreni agricoli, industrie insalubri, depositi di idrocarburi a rischio esplosione, depuratori e discariche abusive. Le bonifiche promesse da anni non sono mai partite: il risanamento resta sotto il 5%.

Nel frattempo si continuano a progettare nuovi impianti dannosi, come il digestore anaerobico di via De Roberto, il nuovo terminal container di San Giovanni a Teduccio e l’inceneritore per carcasse di animali a Cupa Mannini.

Chi abita a Napoli Est è esposto ogni giorno a un ambiente pericoloso per la salute. In questi territori si registrano patologie gravi: tumori, linfomi, leucemie, sclerosi multipla, malattie respiratorie croniche. Ma manca una base scientifica e accessibile: un registro tumorale pubblico, aggiornato e accessibile.

Perché un territorio già riconosciuto come inquinato continua a ricevere nuovi impianti nocivi, invece di bonifiche, servizi, salute e cura?

Napoli Est non è una terra di scarto. Non è una discarica. È un territorio che ha già pagato troppo e che oggi deve essere difeso.

Vogliamo unire le vertenze, non lasciare ogni lotta isolata e mostrare che il problema non è un singolo impianto, ma il modo in cui questo territorio viene usato da decenni.
Vogliamo costruire uno spazio di solidarietà e trasformazione, dove la salute venga prima del profitto e dove chi vive nei quartieri possa decidere del proprio futuro.

Per questo ci vediamo il 6 giugno a San Giovanni a Teduccio.

🔴Dalle 11:00 attraverseremo la spiaggia, da vico I Marina fino al Lungomare, con la campagna di monitoraggio popolare "Alla scoperta dell'acqua calda".

🔴Dalle 16:00 partiremo dal Lungomare, accompagnatə dalla Murga, per raggiungere il Parco Troisi.

🔴Dalle 18:00 inizierà l’assemblea pubblica al parco.

Costruiamo insieme un percorso di lotta comune per mare e verde liberi e puliti per tuttə.

RETE NAPOLI EST

SOLIDARIETÀ A BANCHI NUOVIPRESIDIO 28/05 H17 PIAZZA MUNICIPIOPotere al popolo è solidale con gli attivisti di Banchi Nuo...
27/05/2026

SOLIDARIETÀ A BANCHI NUOVI
PRESIDIO 28/05 H17
PIAZZA MUNICIPIO

Potere al popolo è solidale con gli attivisti di Banchi Nuovi, che in questi giorni hanno ricevuto dal Comune di Napoli un’ordinanza di sgombero dei locali di via Sedile di Porto, oltre ad altre sanzioni.

Attaccando in questo modo Banchi Nuovi, l’amministrazione conferma la sua volontà di ridurre al minimo ogni spazio di confronto e autogestione, per svendere il centro storico agli interessi dei privati, interessati a fare profitti con il turismo di massa.

Difendiamo Banchi Nuovi, partecipando al presidio di giovedì 28 maggio, alle 17, a piazza Municipio, perché siamo convinti che luoghi del genere siano un patrimonio della città.
Un capitale sociale fatto di relazioni umane e produzioni culturali dal basso, slegate da logiche di speculazione e omologazione.

INCENDIO ALLA SANITÀ: NON È VANDALISMO, MA CONTROLLO DEL TERRITORIO Nella notte tra il 23 e il 24 maggio, a piazza San V...
27/05/2026

INCENDIO ALLA SANITÀ: NON È VANDALISMO, MA CONTROLLO DEL TERRITORIO

Nella notte tra il 23 e il 24 maggio, a piazza San Vincenzo nel quartiere Sanità, sono state incendiate giostrine installate soltanto pochi mesi fa. Davanti a immagini del genere, l'errore più grande che si possa commettere è liquidare l'accaduto come una "goliardata".

In un territorio sottoposto al controllo militare della camorra, anche l'incendio di uno spazio dedicato ai bambini è un messaggio mafioso ben preciso rivolto alla popolazione. La regola d'oro del Sistema è semplice: nulla deve funzionare al di fuori del nostro controllo.

Quando il Comune o la Municipalità si svegliano dal loro torpore e provano a fare qualcosa per il quartiere, in questo caso, delle squallide giostrine piazzate quasi in strada, la camorra risponde immediatamente per ristabilire l'ordine. Gli atti "vandalici" sono da sempre uno degli strumenti più asfissianti con cui i clan riaffermano la propria presenza e ribadiscono il concetto: le cose qui devono rimanere esattamente come diciamo noi.

Da questo circolo vizioso non si esce se non si ha il coraggio di identificare chiaramente le responsabilità: l'abbandono assoluto da parte delle istituzioni.
Le rare volte in cui lo Stato si fa vivo nel quartiere, lo fa seguendo sempre lo stesso copione: si convoca l'ennesimo "tavolo tecnico" utile solo a produrre burocrazia, e si manda una camionetta dell'esercito a presidiare una piazza visibile. Una militarizzazione di facciata che non serve assolutamente a nulla, se non a fare propaganda a costo zero.

La camorra non si batte con l'esercito e nemmeno con gli interventi spot. Per rompere questo meccanismo bisogna togliere la terra sotto i piedi al sistema criminale, aggredendo il terreno di coltura di cui si alimenta: i bisogni materiali della popolazione.
Per cambiare davvero le cose alla Sanità servono politiche sociali strutturali che non lascino i giovani per strada e politiche attive del lavoro che offrano dignità e alternative concrete alla manovalanza dei clan.

Finché le istituzioni continueranno a rispondere alla povertà e all'esclusione sociale con la totale assenza o con la pura repressione scenografica, i quartieri di Napoli rimarranno ostaggio di chi usa la violenza per dettare legge.

IL COMUNE DI NAPOLI VINCE IL CAMPIONATO NAZIONALE DI BOX…PESI MASSIMICondividiamo la denuncia di Rete Sociale Nobox - Di...
26/05/2026

IL COMUNE DI NAPOLI VINCE IL CAMPIONATO NAZIONALE DI BOX…PESI MASSIMI

Condividiamo la denuncia di Rete Sociale Nobox - Diritto alla Città.

Mai come in questi ultimi mesi assistiamo ad un grave scollamento tra i cittadini e chi amministra la città. Un segno inequivocabile di un vulnus democratico che giustifica ampiamente l’allontanamento del cittadino dalla politica. Non ci si deve meravigliare poi se va a votare 1 elettore su 2 (quando va bene).

Ovunque l’amministrazione mette gli occhi e le mani sorgono spontanei comitati di protesta (se organizzati) o gruppi di singoli cittadini che manifestano in ogni modo il proprio malessere ed il proprio dissenso.

Sono numerosi gli esempi in tutti i quartieri della città ma, volendosi soffermare solo al Vomero, citiamo i casi di:
Piazza degli Artisti (500 box)
Via Bonito (64 posti auto e 8 moto)
Piazzetta Durante (64 box)
Via Kerbaker (una dozzina di box)
Via Aniello Falcone (120 box)
Via Palizzi (numero box indefinito)
Piazza Quattro Giornate (200 posti auto interrati)
Via San Domenico (240 box interrati).
In cantiere ancora box a Via Saverio Altamura, Via Domenico Fontana, Viale Raffaello.

Progetti di nuova edificazione, colate di cemento, consumo del suolo, eliminazione del verde esistente, profondi scavi per realizzare box privati interrati sia su suolo privato che su suolo pubblico, sia su aree già impermeabilizzate che su aree verdi
È questo il disegno moderno di città che hanno in mente i nostri attuali amministratori?

Il tutto avviene nell’indifferenza generale anche perché nessuno (fatte salve alcune rare eccezioni) chiede conto all’amministrazione dell’esistenza di un piano generale della mobilità e di una sua realizzazione. In questo modo comitati e singoli cittadini si trovano costretti a rincorrere, a macchia di leopardo, le singole devastazioni che si vanno realizzando in città.

LA DELIBERA SUL SALARIO MINIMO A 9 EURO LORDI DEL COMUNE DI NAPOLI SI MOSTRA NUOVAMENTE ESSERE UNA TRUFFA La Napoli Serv...
26/05/2026

LA DELIBERA SUL SALARIO MINIMO A 9 EURO LORDI DEL COMUNE DI NAPOLI SI MOSTRA NUOVAMENTE ESSERE UNA TRUFFA

La Napoli Servizi SPA – società in house multiservizi a totale partecipazione del Comune di Napoli – sta cercando 95 addetti alle pulizie da impiegare in uffici, impianti sportivi, cimiteri, mercati e parchi pubblici, tramite l’Agenzia del Lavoro Umana SPA.

Sull’avviso pubblico si legge che si tratta di lavoro somministrato, part-time di 24 ore settimanali, a tempo determinato con scadenza il 31/12/2026 e che sarà applicato il II livello del CCNL Multiservizi, a questo inquadramento corrisponde un salario lordo di 7,97 Euro orari. Quindi, si tratta di lavoro iperprecario, di fatto esternalizzato tramite il meccanismo della somministrazione e con un salario orario ben al di sotto del limite minimo di 9 Euro millantato dalla Giunta.

«Dopo la finanza creativa, il Comune di Napoli si inventa la matematica creativa: una nuova matematica che dice che 7,97€ possono essere uguali o superiori ai 9€ stabiliti come salario minimo inderogabile nel 2024. Perché stabilire un salario minimo significa che sotto quel minimo non si può andare. E allora due sono le possibilità: o 7,97€ è uguale a 9€ o qualcuno ci sta prendendo in giro. Evidentemente nel regno del campo largo manfrediano 7,97=9!», commenta Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potete al Popolo.

Potere al popolo chiede all’amministrazione di smettere di prendere in giro lavoratori e cittadini e di applicare immediatamente un vero salario minimo di 12 euro lordi legati all’inflazione ed effettuare un piano di assunzione pubblico di lavoro stabile, in modo da garantire dignità ai lavoratori delle partecipate e degli appalti che fanno capo al comune e da superare le carenze dei servizi pubblici comunali.

Salari da fame, precarietà, delocalizzazioni e desertificazione industriale: mentre il Governo parla di “salario giusto”...
20/05/2026

Salari da fame, precarietà, delocalizzazioni e desertificazione industriale: mentre il Governo parla di “salario giusto”, milioni di lavoratori e lavoratrici fanno i conti con stipendi sempre più bassi e un costo della vita sempre più alto.

Per questo il 23 maggio saremo in piazza al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, per salari dignitosi, diritti, occupazione stabile e contro lo smantellamento industriale del Paese.

🚌 È possibile salire con noi in pullman: appuntamento alle ore 9:00 presso l’Hotel Ramada.

📩 Per maggiori informazioni scrivere al +39 360 377 589

18/05/2026

SCIOPERO GENERALE PER LA PALESTINA!
Ancora una volta l’esercito israeliano attacca la , impedendo a centinaia di attivisti di portare gli aiuti umanitari a Gaza.
È importante ricordare che il genocidio in terra palestinese non è cessato, ma continua a protrarsi nel silenzio dei media e delle nostre istituzioni.
Ormai la complicità e la servitù del Governo Meloni nei confronti del duo Trump-Netanyahu è limpido: l’Italia non ha più voce in capitolo sul piano internazionale, ma esegue direttamente gli ordini di Washington.
Questo servilismo non è proprio solo della destra di governo, ma anche del centro-sinistra. A tal proposito è emblematico il caso della nostra città dove, proprio pochi giorni fa, durante il Consiglio Comunale, è saltata la delibera di Giunta che dovrebbe confermare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese.
Mentre Manfredi e Meloni tutelano gli interessi del progetto sionista, il popolo napoletano ancora una volta scende in piazza per dare la sua solidarietà alla popolazione palestinese.

La lotta non si arresta!
Ci vediamo tra poco a piazza Dante per un presidio permanente di solidarietà e alle 16.00 corteo!
Raggiungeteci in piazza con la bandiera della Palestina!

16/05/2026

CHIEDIAMO L’INTERNALIZZAZIONE DEI LAVORATORI DELLE COOPERATIVE SOCIALI

Il lavoro delle operatrici e degli operatori sociali è fondamentale, perché garantisce sicurezza sociale. Infatti, in tutti i contesti, dalla sanità, all’istruzione, all’assistenza nei quartieri, tolgono dalla strada e dalle mani della camorra migliaia di ragazzini.

Tuttavia, spesso questi lavoratori si trovano in situazioni di precarietà, con stipendi da fame, pagati con ritardi di mesi.

Per loro, Potere al Popolo chiede:

- Internalizzazione di tutti i servizi attualmente appaltati a cooperative e privati, in favore di una stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici del settore;

- Assunzione con rapporto di pubblico impiego per le lavoratrici ed i lavoratori del settore attraverso il riconoscimentodell’esperienza maturata tramite l’attribuzione di un punteggio maggiore, utile ai fini concorsuali affinché nessuno perda il posto di lavoro e sia garantita continuità dei servizi;

- un salario minimo di almeno 12 euro orari per tutti i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative e servizi accessori.

Indirizzo

Naples

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