25/03/2021
Negli ultimi anni alcune iniziative di Areadg sulla Corte di appello di Napoli (vedi il ciclo di incontri “L’imbuto”) hanno provato a dare risalto a una difficile situazione, anche in questi giorni denunciata dalla stampa.
Nel settore penale, i dati parlano chiaro: su circa 12.500 processi sopravvenuti ne sono stati definiti, nell’ultimo anno, 9.500, di cui il 40% con sentenza di prescrizione. Ogni anno si accumula un “arretrato” che non potrà essere smaltito. Ad oggi sono oltre 55.000 i processi penali pendenti.
Gli organici della Corte sono stati rivisti in sede di rideterminazione delle piante organiche. Ma, per i numeri e la significativa incidenza dei processi di criminalità organizzata con imputati detenuti, ciò ancora non basta. Se il legislatore vuole mantenere l’appello generalizzato per tutti i reati, noi chiediamo al Ministro di aumentare ulteriormente i posti in organico di consigliere, anche trasformando una parte dei posti di presidenti di sezione in posti di consigliere, e al contempo di adeguare gli organici del personale amministrativo.
L’organico dei giudici deve essere coperto integralmente. Per farlo è decisivo incentivare le funzioni di giudice di secondo grado. Chiediamo al Csm di prevedere, per chi svolge funzioni di appello, un punteggio di merito per il passaggio in Cassazione, garantendo così all’ufficio di legittimità l’ingresso di magistrati con più ampio bagaglio esperienziale, e facendo sì che la corte di appello ritorni a essere una tappa proficua e necessaria per il percorso professionale di ciascuno, con conseguente maggior afflusso alla stessa.
Bisogna rivedere i criteri per l’accesso alle semi-dirigenze: la sola anzianità di servizio non è sufficiente, occorrono scelte di qualità: i semi-direttivi in appello devono sentirsi responsabilizzati. Chiediamo al Csm di nominare magistrati che abbiano dimostrato, sul campo, eccellenti qualità gestionali e una congrua esperienza specifica.
Occorre informatizzare al più presto gli uffici di secondo grado, lavorare sulle priorità e svolgere un ragionamento “a monte” sulla gestione del contenzioso penale, che parta dal primo grado del distretto. Chiediamo ai capi di Corte di organizzare un osservatorio permanente e un tavolo tecnico per la definizione delle priorità e le strategie di gestione dell’arretrato penale nell’intero distretto.
Sul piano associativo profonderemo sempre il massimo impegno per il buon funzionamento della giurisdizione nel distretto.
Il Coordinamento di Areadg, distretto di Napoli