14/12/2025
BENI IMMOBILI DEL PATRIMONIO COMUNALE: "VALORIZZAZIONE" PER CHI?
Nell'ultima seduta del Consiglio Comunale dello scorso 11 dicembre, è andata in onda un'altra puntata del festival dell'ipocrisia di un Consiglio - che già in altre occasioni - abbiamo definito come, sostanzialmente, "monocolore".
Ci riferiamo, in particolare, all'approvazione della delibera di proposta al Consiglio n. 532 con cui, dopo la variazione della destinazione d'uso, si è decisa la "valorizzazione" di alcuni immobili (due depositi ANM, Palazzo Cavalcanti, la Galleria Principe di Napoli) precedentemente conferiti al Fondo Comparto Napoli gestito da INVIMIT SGR Spa.
Il dibattito - che si può seguire attraverso il video integrale pubblicato sul sito istituzionale del Comune - è stato un misto di consiglieri che cadevano dal pero, di vere e proprie mistificazioni e di richieste astratte e irrealizzabili.
Pertanto, per la serie di chi chiede all'oste se il vino è buono, c'è stato chi ha chiesto se la valorizzazione potesse presupporre una perdita del controllo del Comune sugli immobili, o che bisognasse destinare l'uso degli introiti provenienti dalla vendita a finalità sociali, chi ha votato contro per questioni riguardanti soltanto uno degli immobili, eccetera;
però, tutto ciò, senza mai ricordare che la delibera all'ordine del giorno era attuativa del "Pacco" per Napoli (l'accordo Draghi-Manfredi del marzo 2022) su cui gli autori degli interventi avevano votato tutti a favore.
Ormai, riteniamo che, purtroppo, non ci troviamo più di fronte soltanto a legittime posizioni politiche diverse ma ad un vero e proprio problema di onestà intellettuale perchè è chiaro che alcuni pensano che i napoletani siano stupidi e si possano aggirare con un po' di "fumo con la manovella".
In tutto questo l'Assessore al Bilancio Baretta ha continuato con la mistificazione sul ruolo "pubblico" dell'INVIMIT che, invece, pur essendo una Partecipata del MEF, NON fa parte del perimetro della P.A. e che ha fatto addirittura un ricorso giurisdizionale contro l'ISTAT per il solo fatto che l'Istituto di Statistica si era permesso di inserire la S.G.R. nelle proprie rilevazioni ricordando che non è una Società in house del MEF e non è soggetta a direttive ministeriali in quanto agisce con una logica di mercato.
E' bene precisare che il fondo "comparto Napoli", formalmente fa parte di quei fondi a "gestione diretta" dell'INVIMIT e ciò non viene minimamente intaccato dal fatto che il Comune ne possegga una quota del 70% anche perchè gli eventuali introiti di tutte queste operazioni - sia per quanto contenuto nel "Pacco" per Napoli che per la specifica normativa riguardante l'INVIMIT - sono destinati alla riduzione del debito e non ad attività sociali per cui sono inutili e fuorvianti le richieste di una diversa destinazione da parte di chi, intervenendo in Consiglio, fa finta di non sapere.
Allora per rispondere al quesito che ponevamo all'inizio di questo post, il tipo di valorizzazione di cui si discute è quella per il mercato e l'alternativa è solo nella creazione delle condizioni sociali e politiche della RINEGOZIAZIONE ANTILIBERISTA DEL PACCO PER NAPOLI con un'altra Giunta ed un altro Consiglio, altrimenti l'impoverimento patrimoniale sarà anche l'impoverimento della gran parte di noi tutti/e ad iniziare dalle fasce più deboli della città.