Elohim - la prova del dio alieno

Elohim - la prova del dio alieno Un approfondito studio sugli Antichi Astronauti, in un libro minuzioso e dettagliato che risponde passo passo a ogni dubbio sulla Teoria del dio alieno ELOHIM.

Il termine che nella Bibbia, da secoli, identifica Dio, è in realtà un sostantivo plurale. E se le antiche civiltà avessero voluto raccontarci la storia di una pluralità di individui? Così nasce la TEORIA DEL DIO ALIENO. E' possibile che Antichi Astronauti extraterrestri abbiano visitato la Terra migliaia di anni fa venendo scambiati per divinità e facendo nascere intere religioni? Ne sono convint

i gli scrittori Charroux, Drake, Von Dàniken, Sitchin
e non ultimo Mauro Biglino, balzato agli onori della cronaca senzazionalistica per aver insinuato, attraverso i suoi libri, che nella tradizione letterale delle Sacre Scritture, al posto di Dio, si racconti la storia di UFO e alieni. La Bibbia parla veramente di alieni? Gli Elohim sono davvero una razza di extraterrestri trasformati in Dio dalla Teologia? Yahweh era davvero uno spietato alieno assetato di potere? E Mosè era per davvero il suo fido luogotenente? Dio e il racconto biblico sono veramente un'invenzione per il controllo delle coscienze? Qualcuno ci sta davvero ingannando? Il dibattito va avanti ormai da vari lustri. E' giunta l'ora di verificare tutte le ipotesi messe in campo e appurarne la validità. Questo saggio si pone di METTERE ALLA PROVA la TEORIA degli
ELOHIM ALIENI per poter dare, finalmente, una risposta alla questione. Sarà definitiva? L'Autore promette di svelare l'inganno.

Un altro dato di palese incoerenza della Teoria, riguarda lo sbandierato addestramento militare degli ebrei, concetto ch...
07/07/2026

Un altro dato di palese incoerenza della Teoria, riguarda lo sbandierato addestramento militare degli ebrei, concetto che sottolineerebbe l’identità guerriera dell’alieno Yahweh.
In più occasioni, Biglino illustra la tesi di una studiosa ebrea secondo cui Yahweh aveva fatto costituire a Mosè un vero e proprio campo di addestramento paramilitare. Secondo queste tesi, riprese e ampliate dai sostenitori della Teoria, quello che è abitualmente conosciuto come il popolo di Israele errante nel deserto alla ricerca della Terra Promessa, sarebbe in realtà un esercito ben costituito. Mosè avrebbe organizzato la vita degli Israeliti e delle loro famiglie mediante uno stile militare e rigido, fatto di regole ben precise che avrebbero condotto Israele a diventare esperto di battaglia e predisposto alla conquista bellica del paese che Yahweh si era ostinato a voler governare.
Eppure, di tutta questa scienza bellica non vi è traccia. Non esistono dimostrazioni dell’esistenza di campi d’addestramento militari ebraici, né esistono tracce di strumenti e oggetti atti al combattimento e adoperati per scopo di allenamento od esercitazione. Inolre, la stessa Bibbia non racconta mai di esercitazioni militari o insegnamenti guerreschi. Come mai?

Non dimentichiamo che questo ipotizzato campo di addestramento militare nomade e itinerante, avrebbe impegnato gli ebrei per oltre quarant’anni nel deserto e sarebbe stato supportato dalla sapienza e dall’esperienza di un Elohim guerriero, Yahweh, l’ish milchamah. Per di più, non possiamo non pensare alla grande fortuna degli Israeliti di avere a disposizione un esperto di arti belliche a renderli edotti e specialisti di tecnica militare… ma così non è.
Non esiste nulla, in termini di conoscenze o di arti militari, che sia stato dato all’umanità dall’Israele biblico. Nessuna tecnologia bellica fu mai ideata o sviluppata nel corso della storia da quel popolo il quale mai conquistò manu militari alcun paese vicino né annetté nella storia nessuna nazione alla sua.
Le uniche battaglie che l’Israele di Mosè dovette affrontare, furono quelle contro i popoli che incrociava durante il tragitto per raggiungere la terra di Canaan. In quegli scontri, talvolta tribali, si riuscì ad ottenere la meglio, come precisa la Bibbia, esclusivamente grazie all’intervento di Yahweh e mai per le abilità degli Israeliti. Per contro si specifica, più volte, che in assenza della “benedizione” di Yahweh, Israele subiva tremende sconfitte e inevitabili disfatte.
Infine, non bisogna dimenticare che Israele subì la ferocia militare dei Filistei, degli Assiri, la validità marziale dei Babilonesi, dei Macedoni, degli Asmonei e infine dei Romani: quarant’anni di addestramenti militari nel deserto alla presenza del più esperto guerriero Elohim, per essere perennemente oppressi, dominati e sottomessi, vedersi distruggere il Tempio e finire in diaspora. Qualcosa non torna.

"Nell’ambito dell’archeologia misteriosa la fa sicuramente da padrone un insieme d’idee e supposizioni, diffusesi maggio...
23/06/2026

"Nell’ambito dell’archeologia misteriosa la fa sicuramente da padrone un insieme d’idee e supposizioni, diffusesi maggiormente negli anni sessanta, che suppongono un contatto avvenuto agli albori della storia, tra gli umani e gli extraterrestri. Questi concetti, solitamente raccolti sotto il nome di paleoastronautica, sono oggi alla base di tutte le moderne teorie alternative che speculano sulla presenza aliena sul nostro pianeta e su quello che, in materia, si chiama paleocontatto, che sarebbe avvenuto tra la specie umana e quella aliena, probabilmente durante la presenza sulla terra di civiltà come quelle dei Sumeri, degli Egizi, degli Aztechi o dell’India antica. L’avvenuto contatto antico tra extraterrestri e umani è solo l’idea di base comune a tutte le teorie, le quali poi si separano l’una dall’altra differenziandosi sulle ipotesi di maggior dettaglio.

Alcuni studiosi alternativi sostengono semplicemente che la specie umana avrebbe ricevuto visite di extraterrestri durante le ere più remote. Secondo questi ricercatori il contatto tra gli uomini e gli alieni sarebbe avvenuto unicamente attraverso il fenomeno degli UFO. Gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati non sarebbero quindi una prerogativa dei nostri tempi, ma sarebbero avvenuti anche nel più antico passato dell’umanità. Gli uomini di quei tempi, avrebbero quindi immortalato quegli sconosciuti oggetti visti nei cieli, nelle opere artistiche di ogni tipo, nelle pitture rupestri, nei graffiti e nelle sculture. Tali avvistamenti sarebbero stati presenti in ogni epoca della storia, dalla Preistoria all’Epoca Romana, fino al Medioevo e ai giorni nostri. Questi argomenti, che come tutte le pseudoscienze non hanno alcun fondamento scientifico, sono studiati da una branca dell’ufologia, nota con il nome di clipeologia."

(tratto da "Elohim, la prova del dio alieno").

"Primo atto della loro missione, era stato quello di rendere ospitale quell’inabitabile pianeta; livellare i rilievi, bo...
26/04/2026

"Primo atto della loro missione, era stato quello di rendere ospitale quell’inabitabile pianeta; livellare i rilievi, bonificare il terreno, creare serbatoi d’acqua potabile, realizzare accampamenti e laboratori, approvvigionare i campi abitati di energia e vivande.
Gli uccelli, i pesci, gli animali, li avevano allevati per nutrirsi e forse, chissà, anche un po’ per compagnia. Ma lo scopo principale degli allevamenti era garantire la loro permanenza in quel luogo senza danni alla salute di ognuno: gli Elohim, per poter respirare agevolmente in quell’atmosfera per loro inusuale, necessitavano di frequenti inalazioni di fumi di carni bruciate, fumi che contenevano quegli enzimi che avevano la capacità di regolarizzare il respiro e curare le ripetute crisi a cui andavano sempre più incontro..."

(puoi leggere il resto sul libro "Elohim, la prova del dio alieno".

Ma… cosa stavano facendo gli Elohim? Erano discesi sulla Terra, profittando del fatto che in quell’epoca, Nibiru, il lor...
27/02/2026

Ma… cosa stavano facendo gli Elohim? Erano discesi sulla Terra, profittando del fatto che in quell’epoca, Nibiru, il loro pianeta, era tornato, dopo 3600 anni, a orbitare nel Sistema Solare e, precisamente, molto vicino al pianeta Terra. Era quella un’occasione da non perdere per atterrare su quel desolato corpo celeste che ruotava intorno alla stella Sole. Un posto poco ospitale, ma che possedeva l’unica cosa per cui gli Elohim avevano fatto un viaggio così importante: l’oro.
Nel sottosuolo di quel pianeta, vi era una grande quantità di questo prezioso metallo che agli Elohim serviva per essere vaporizzato nell’atmosfera di Nibiru che stava diventando irrimediabilmente fredda e rarefatta. L’oro terrestre sarebbe stato la salvezza di tutto il pianeta degli Elohim quindi bisognava trasferirsi, probabilmente per lungo tempo, sulla Terra ed estrarre il pregiato elemento dopo aver realizzato ampie miniere nelle quali gli Elohim avrebbero dovuto faticare molto. E così fu.
Anu aveva pensato a tutto. Aveva impiegato secoli per approntare la grande astronave dalla quale discesero oltre seicento Elohim a gruppi di cinquanta. Aveva affidato la spedizione a suo figlio Enki del quale si fidava ciecamente e adesso, sotto i suoi occhi, tutto si stava compiendo nel modo giusto...

(tratto da "Elohim la prova del dio alieno")

– Lei è molto critico verso le teorie degli “antichi astronauti” applicate alla Bibbia. Perché?- Perché sono costruzioni...
25/02/2026

– Lei è molto critico verso le teorie degli “antichi astronauti” applicate alla Bibbia. Perché?
- Perché sono costruzioni moderne proiettate su testi antichi.
La Bibbia nasce in un contesto culturale preciso: il Vicino Oriente antico. I suoi autori parlano il linguaggio simbolico, mitico e teologico del loro tempo. Quando leggo che gli Elohim sarebbero extraterrestri tecnologicamente avanzati, non vedo un’analisi filologica: vedo una sovrapposizione di categorie del XX e XXI secolo su testi di tremila anni fa. L’ebraico biblico è una lingua concreta, sì, ma è anche profondamente teologica. La parola Elohim non è un codice segreto per “astronauti”, è un termine che, nel suo contesto, indica il divino... con tutte le sfumature proprie del pensiero semitico antico. Il problema non è porre domande. Il problema è leggere ciò che si vuole trovare.

– Ma chi sostiene queste teorie dice di basarsi sulla traduzione letterale dei testi.
- La traduzione “letterale” non esiste mai in senso assoluto. Ogni traduzione è interpretazione. Se prendo un termine antico e lo isolo dal suo contesto culturale, religioso e linguistico, posso fargli dire quasi qualunque cosa. Dire che la Bibbia “in realtà” parla di alieni significa ignorare: il genere letterario dei testi, il parallelismo con le altre letterature mesopotamiche, l’evoluzione del monoteismo israelitico, il simbolismo tipico del linguaggio religioso antico... Non è un complotto nascosto dalla Chiesa o dai rabbini. È semplice storia delle religioni.

– Lei quindi esclude totalmente che la Bibbia parli di alieni?
- Assolutamente sì. La Bibbia parla di Dio, dell’uomo, dell’alleanza, del peccato, della giustizia, della misericordia. Parla di un popolo che interpreta la propria storia alla luce della fede. Trasformare tutto questo in un racconto di ingegneria genetica extraterrestre significa ridurre un testo teologico a un copione fantascientifico. È una narrazione affascinante, certo. Ma è moderna. Non appartiene al testo: appartiene all’immaginario contemporaneo. Se vogliamo discutere seriamente della Bibbia, dobbiamo farlo con gli strumenti della filologia, dell’archeologia e della storia delle religioni, non con le categorie della fantascienza applicate retroattivamente.

(da un'intervista a Daniele Arrichiello)

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