05/10/2026
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La tragica scomparsa di Salvatore Calignano, lβoperaio edile di 61 anni caduto da un tetto a Caivano, dove lavorava in nero, e vigliaccamente abbandonato in strada in fin di vita, Γ¨ lβennesima pagina di una macelleria sociale che non possiamo piΓΉ tollerare.
Lasciato sullβasfalto come un rifiuto e senza il minimo rispetto per la vita umana. Come abbiamo ribadito con forza durante il nostro Congresso, queste tragedie non sono mai fatalitΓ . Quando si sfrutta la gente senza contratto, si taglia sulla sicurezza per ridurre i costi e poi si scarica un essere umano come un per strada, si fa una scelta precisa e deliberata, che Γ¨ quella di decidere che il profitto vale piΓΉ della vita umana.
E a rendere tutto ancora piΓΉ vergognoso cβΓ¨ il copione ricorrente, ancora una volta, della finta regolarizzazione dellβultimo minuto. Salvatore infatti Γ¨ risultato assunto regolarmente solo il giorno prima dellβincidente.
I lavoratori, i giovani e i precari vengono lasciati soli, ostaggi del ricatto di chi sfrutta e lucra sulla pelle altrui, mentre in Italia si continua a morire a ritmi da bollettino di guerra.
Per questo noi continueremo a chiedere lβintroduzione immediata del reato di omicidio sul lavoro, controlli reali, severi e non a campione sui luoghi di lavoro, una formazione vera e sanzioni durissime per chi specula sulla vita.
La sicurezza Γ¨ il requisito minimo in uno Stato di diritto. Non resteremo i silenzio contro i criminali che speculano sulla vita dei lavoratori.