26/11/2025
Pubblichiamo uno dei messaggi letti ieri sera durante il flash mob contro la violenza sulle donne:
“Sono stanca, sono stanca di essere qui, ogni anno, di leggere e rileggere questa sfilza di nomi che si allunga all’infinito, nomi che sembrano tutti uguali, lo stesso nome, per sempre: donna, donna, donna… come fosse la stessa donna massacrata un’infinità di volte. Sono stanca di fare un minuto di silenzio, sono stanca di fare rumore, non ne posso più di questi pugni nello stomaco che arrivano continui, ogni giorno, ogni volta che leggo un giornale, tutte le volte che apro la TV. Sono stanca. E la stanchezza è pericolosa. La stanchezza porta all’abitudine, all’adattamento, alla rassegnazione e alla rinuncia. Alla normalità. E non c’è niente di normale in tutto questo. Mi chiedo cosa debba ancora succedere, di più atroce e aberrante, per arrivare ad una presa di posizione netta da parte di coloro che sono tenuti a prenderla. Il braccialetto elettronico non ha funzionato, è stato manomesso. Il codice rosso… non è bastato. La denuncia era stata fatta ma… non aveva denunciato ma tutti sapevano, eppure… Manca la volontà! Si parla, si dice, si piangono le donne morte, ci si indigna, e poi? Ci stiamo abituando. Ci stanno abituando! Parlano di prevenzione, di educazione, ma pongono limiti, si fossilizzano in stereotipi, si accaniscono in pregiudizi… e non viene fatto nulla. E intanto si muore. Non sanno cosa fare? Perché non lo chiedono a noi? Ringrazio tutte e tutti di essere qui anche oggi, nonostante la stanchezza e la disillusione. E allora continuiamo a fare rumore, sempre più forte! Sempre più forte! Grazie!”
Anna