04/06/2026
“Tutte le volte che si perde di vista il senso dell’individuo umano, e l’individuo si riduce a mera merce di scambio, qualcosa che si può spostare per interessi di più alto livello, abbiamo sempre le porte spalancate alla tragedia. Abbiamo vissuto una serata in cui la memoria di due persone è diventata racconto, è uscita dall’ambito individuale o famigliare ed è diventata memoria condivisa. Condividere la memoria diventa così il presupposto fondamentale per superare le tragedie. Far in modo che quello che avete vissuto voi diventi anche mio, per cui io non mi sento estraneo alla vostra storia, diventa un monito per imparare a guardare diversamente le cose, per poter ritrovare quella luce che accende la speranza. Forse anche oggi il problema è condividere le memorie, le storie di sofferenza che ciascuno si porta dietro e che sino a quando rimangono chiuse dentro di noi, noi abbiamo ragione e l’altro ha torto e, alla fine, non ne usciamo. Condividere le memorie aiuta a crescere”.
Augusto Ferrari, intervento conclusivo alla serata sugli Italiani del confine orientale a Novara.
Grazie a Ausilia Zanghirelli e a Flavio Lenaz che ci hanno portati dentro alla loro storia.
Grazie a Mario Finotti per aver narrato con delicati scatti fotografici i volti e le storie che popolano il Villaggio Dalmazia. Grazie al prof. Augusto Ferrari, per aver riannodato il senso delle storie.