Palazzo Russo Caprini

Palazzo Russo Caprini Palazzo Russo Caprini è ritenuto essere uno dei palazzi più antichi di Nicosia, forse il più antico. il 28 Settembre 1625 e m. Il Di Gregorio li chiama Russo.

NOTE STORICHE SULLE FAMIGLIE PROPRIETARIE DEL PALAZZO

Nella storia di Nicosia, le famiglie RUSSO e CAPRINI spesso sono identificate come un'unica famiglia e insieme hanno inciso sulla sua storia e sulla sua vita sociale. Tra i vari matrimoni contratti, attraverso i secoli, tra la famiglia Russo e la famiglia Caprini, ne ricordiamo due:
il primo risale al 15 Settembre 1673 e fu contratto tra GIOVA

NNI RUSSO (n. il 3 Febbraio 1689), 2° Principe di Cerami (nel 1675), da cui discendono gli attuali Rosso di Cerami che abitano a Catania, e VIOLANTE CAPRINI (figlia del Barone Giacomo Caprini e Caterina Pannuso);
il secondo, che risale al 1835, vede sposi il Barone NICOLO' RUSSO (n.1800 e m.1884), insigne storico e letterato, e MARIA ANTONIA CAPRINI. A Nicolo' Russo è stato intestato un salone del Palazzo Russo Larcan, il Palazzo della Cultura di Capizzi. FAMIGLIA CAPRINI
Famiglia di antichissime tradizioni, di essa si hanno notizie documentate a partire dal 1200, allorché Girolamo Caprini nel 1230 si distinse nella difesa del Castello di Petrignano di Assisi, contro il Conte d'Anversa. Originaria della Catalogna, sembra essere giunta in Italia attraverso la Corsica. Capostipite del ramo siciliano fu Guerao Gugliemo Caprini che arrivò in Sicilia nel 1282, al seguito di Re Pietro D’Aragona. La tradizione locale racconta che la famiglia Caprini giunse a Nicosia agli inizi del 1400, al seguito di Martino I d’Aragona Re di Sicilia (detto Il Giovane, 1374 – 1409), prestando servizi di vassallaggio. Per questo motivo il Re la ricompensò concedendole un latifondo che in suo onore fu chiamato Piano Martino, oggi Piammartino, presso l’omonima contrada. A Nicosia il casato fu nobilitato da numerosi personaggi illustri la cui presenza è documentata a partire dal 1516, molti medici, giuristi, senatori, canonici e filosofi. Da ricordare, tra gli altri, il Barone Andrea Caprini, nel 1569 nei primi sei Rettori del Monte di Pietà, citato anche come uno dei suoi fondatori. Col doppio cognome Caprini – Russo la famiglia ha inciso autorevolmente nella vita sociale di Nicosia. Arma: d’azzurro o di giallo, alla quercia al naturale, frondata di due rami, passati in croce di S.Andrea, nodrita sopra un terreno verde e sinistrata da una capra rampante d’argento. O cipresso di colore naturale e capra rampante argentata, sovra campo celestino o giallo. Fonti:
L’Albero e il Ceppo - I Baroni di Nicosia, di Giovanni D’Urso, a cura di Salvatore Lo Pinzino, Assoro 2011. Heraldrys Institute of Rome.

,

(Sintesi storica di Giovanni L.M. Castellana Russo)



FAMIGLIA RUSSO / ROSSO
Da Ugone (il) Rosso, uno dei figli di Guglielmo d’Altavilla, signore normanno e consanguineo di Re Ruggero d’Altavilla, secondoché scrive Mugnos, trae origine questa nobilissima, antica e storica famiglia. La troviamo illustre in vari punti d’Italia, e con precisione in Sicilia, dove è citata tra le principali famiglie normanne, di diretta discendenza da Tancredi de Hauteville (Signore di Hauteville-la-Guicharde) e dalla sua prima moglie Muriella. Nel 1132 Rosso Russo I, fratello di Riccardo Rosso, risulta essere il primo possessore del Castello di Sperlinga di cui si abbia traccia storica. Nella corte di Federico II Hohenstaufen (1194 - 1250) fu molto rinomato, come letterato, Rosso Russo II, Barone di Sperlinga e di Martini, uno dei più antichi poeti italiani. La famiglia raggiunse il suo maggiore splendore, nel corso del XIV secolo, vivendo Enrico Rosso III Conte di Aidone (n. 1323 circa - m. 1393, figlio di Rosso Russo III), uno dei personaggi più illustri e famosi della Sicilia di quel periodo, stratega e guerriero insofferente ad ogni prepotenza e tirannide. Nel 1575, Giovanni Russo il Magnifico (1505 - 1583) figlio di Michele Guglielmo Russo (e nipote del nonno Pietro Ponzio Russo, Barone di Cerami) si trasferisce da Cerami a Capizzi, insieme al figlio Melchiorre. Da lui ha avuto origine la famiglia che ha mantenuto lo stemma e il nome Russo. Questo ramo della famiglia è presente tuttora ad Acireale, Catania, Cerami, Trieste e Roma. I suoi discendenti sono gli attuali comproprietari di Palazzo Russo Caprini di Nicosia. Il Palazzo Russo Larcan di Capizzi è di proprietà del Comune che l’ha trasformato in Palazzo della Cultura (2017). Riguardo al cognome di questa famiglia, a partire dal XII secolo, è riportato Rubeus e anche Russus o de Rubeo, tradotto in siciliano Russo e in italiano Rosso. Nei diplomi spagnoli dopo la metà del XII secolo Rosso era il soprannome di alcuni della famiglia e Russo il cognome. Lo spagnolo Surita li dice Russo. Il Gioacchino Di Marzo (in data 1855/56) nella traduzione del Lexicon Topografico dell’Abate Amico (1757/1760), li chiama Russo, traducendo così il Rubeus latino. Negli archivi notarili di Catania e Cerami dal 1500 in poi sono chiamati Russo e così si firmano tutti i componenti della famiglia (sino a metà dell’ottocento), e ne fanno fede, a Catania, gli antichi registri e i documenti conservati alla nobile Arciconfraternita dei Bianchi (chiesa di S.Martino ai Bianchi), le perizie ottocentesche del Tribunale Civile e i documenti conservati all'Archivio di Stato. Anche il ramo Russo Camoli (or. 1556, grazie al matrimonio tra Paola Russo e Arcangelo Nicolò Camoli) ha mantenuto lo stesso cognome ed è tuttora presente a Cerami e a Roma. Dal Barone Enrico Russo (figlio di Vito), nel 1563 ebbe origine il ramo Rosso – Grimaldi di Enna / Catania, tuttora ivi presente con il nome di Rosso di Cerami. Il Principato di Cerami ha avuto origine nel 1663 (il primo Principe fu Francesco). Nel 1664 dal Conte Ignazio ha origine il ramo Rosso di San Secondo, che diede i natali al famoso scrittore Piermaria ed è presente oggi a Bergamo e in Svizzera. Verso la seconda metà del 1800 (verosimilmente tra il 1857 e il 1870), alcuni discendenti dei Principi di Cerami, residenti a Catania, credendo più democratico Russo, hanno anagraficamente cambiato il cognome in Rosso. Arma: di rosso, alla cometa d’oro. Motto: Serenat. Fonti:
Il Blasone in Sicilia, V. Palazzolo Gravina, Palermo 1871 - 75. Sperlinga, Salvatore Lo Pinzino, Enna 1989. Dizionario Topografico della Sicilia di Vito Maria Amico 1757 - 1760,
tradotto e annotato da Gioacchino Di Marzo, Palermo 1855 - 1856. Enrico Rosso - Conte di Aidone, Nicolò Russo, Palermo 1967.

, , ,

(Sintesi storica di Giovanni L.M. Castellana Russo).

UNO DEI CASTELLI RUPESTRI PIÙ AFFASCINANTI DELLA SICILIA, oggi in stato di abbandono:IL CASTELLO DI GRESTI o DI PIETRATA...
28/02/2026

UNO DEI CASTELLI RUPESTRI PIÙ AFFASCINANTI DELLA SICILIA, oggi in stato di abbandono:

IL CASTELLO DI GRESTI o DI PIETRATAGLIATA, sito nel Comune di AIDONE, è qui sulla sulla nostra pagina grazie alle belle foto di EMILIO MESSINA PHOTOGRAPHY, che ringraziamo.

"Il suo vero nome tramandato nei secoli è PIETRATAGLIATA che ben si addice alla sua struttura ampiamente intagliata nella viva roccia.
Tale particolarità lo rende simile al castello di Sperlinga.
La tradizione popolare lo ha invece denominato CASTELLO DI GRESTI (in dialetto Castedd' i Grest') perché si trova vicino al cozzo di Gresti, collina dove sono stati ritrovati numerosissimi cocci di ceramica che ci danno testimonianza di un insediamento del periodo greco-romano.

NOTIZIE STORICHE: l'origine del castello non è ben definita, l'insediamento nel sito sembra risalire all'era paleolitica.
La preesistenza dell'insediamento e di qualche parte della struttura in epoca greca e romana, si sostiene su labilissime tracce (2 monete, cocciame e vasellame).
La località è poco distante dall'antica città di Morgantina, per cui si pensa, che già a decorrere dal periodo greco o romano, una postazione sulla rocca avrebbe potuto costituire un ottimo luogo di avvistamento e controllo, non solo dell’antica strada che collegava Morgantina con Valguarnera ed Enna, ma anche di un vastissimo territorio in relazione alla caratteristica e strategica posizione dominante della rocca.

L’edificazione dell’attuale struttura del castello, risalente al periodo arabo normanno, contempla la torre ed il complesso di ambienti che hanno inglobato alcuni preesistenti vani scavati nella roccia.
Le prime notizie storiche documentabili sul castello risalgono al XIV secolo.
Il feudo denominato Fassima o Fessinia e il relativo fortilizio venne concesso dal re Federico III a Prandino Capizana di Piazza Armerina.
A seguito della ribellione di Prandino, che aveva fomentato un sollevamento popolare contro il re, il feudo e il fortilizio furono assorbiti dalla Regia Curia.

Successivamente questi beni furono assegnati alla famiglia Gioieni da Termini il 17 marzo 1374, alla quale appartiene fino al 1521, anno in cui passò alla famiglia CAPRINI.

Attualmente (2026) appartiene agli eredi del barone La Lumia.

DESCRIZIONE DEL CASTELLO: in linea di massima si possono distinguere alcune caratteristiche fasi costruttive e precisamente:
1) Una concentrazione di ingrottamenti denunzianti un insieme di abitazioni preistoriche.
Tali ingrottamenti sono localizzabili alla base della parete occidentale della rupe, nella vasta grotta preceduta da un riparo sotto roccia posta ai piedi della torre e nei due vani ipogei scavati nella zona superiore ed incorporati nella struttura del castello. Il più allungato di questi due vani è stato in epoca successiva suddiviso in tre piccole stanze.
2) La realizzazione di una fortezza di avvistamento e segnalazione sul culmine del roccione, che inglobò i due primitivi vani ingrottati. In questa medesima fase il più lungo dei due vani fu suddivido con diaframmi in muratura. Sembrerebbe appartenere a questa fase l’erezione della torre a pianta quadrata, anche se essa denunzia alcuni postumi rimaneggiamenti e interventi di restauro.
3) Un ulteriore ampliamento del complesso edilizio a valle del torrione, costituito da un complesso di grandi magazzini destinati alla conservazione e al trattamento dei prodotti del feudo, attorniato da stalle e da modeste abitazioni rurali."

(questo testo è a cura del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano)

IL CASTELLO, A PARTIRE DAL 1521, È APPARTENUTO AI NOSTRI ANTENATI CAPRINI.

Nel 1668 il Barone GIACOMO CAPRINI fece incidere un'epigrafe su un'architrave con una dedica al figlio. Dell'epigrafe oggi non abbiamo più traccia ma ci è stata tramandata in un testo dello storico Giacomo Magno:
"A Dio Ottimo Massimo o giovinetto, al quale queste cose appartengono per diritto di Giacomo Caprini, il quale ne è barone e qui risplende col suo antico stemma, ti avanza.
Tu godrai non dell'orto delle Esperidi, ma dei feudi, del pingue armento di lui e del gregge pascolante.
Felice te, o giovinetto, che ti pasci di aura celeste nella casa del grande eroe piena di abbondanza.
Anno del Signore 1668".

Da quest'epigrafe nacque poi la leggenda che il cavaliere che galoppando veloce fosse riuscito a leggerla (era posta molto in alto), lo stesso avrebbe scoperto un ingente tesoro.
Del tesoro non ne abbiamo mai avuta traccia, tranne che del ritrovamento di alcune monete d'argento, di vasellame e cocci vari che furono rinvenuti da ignoti nel corso del 1800, secondo quanto riportato da alcune storie locali.
In zona non risultano essere stati effettuati scavi archeologici di un certo rilievo.

Nel 1769 il Castello di Pietratagliata, e il feudo adiacente, furono venduti dai Caprini a Gioacchino Andrea Amato, V Principe di Galati.

La famiglia CAPRINI ha detenuto il castello per 248 anni.

, ,
, ,
, ,
, , , , ,
,

Per gentile concessione del cugino CARMELO MARIA ROSSO  dei   CONTI di SAN SECONDO, che ringraziamo sentitamente, pubbli...
31/01/2026

Per gentile concessione del cugino CARMELO MARIA ROSSO dei CONTI di SAN SECONDO, che ringraziamo sentitamente, pubblichiamo qui un suo post sul nostro comune consanguineo SERLONE II d'ALTAVILLA EROE di CERAMI, del quale la storia ci narra dell'eroico coraggio mostrato durante la vittoriosa BATTAGLIA di CERAMI del 1063 d.C.
Questa battaglia viene ricordata come una delle più importanti del Medioevo europeo.

In sua memoria si vuole ora realizzare, a , un monumento che auspichiamo si possa ammirare in tempi brevi.
Per questro memoriale il Comune conta di investire 1,3 milioni di euro.

, ,
, ,
,
,
,

notizia tratta da
www.qds.it

"Non dimentichiamo Serlone, mio eroico avo consanguineo. Se la Sicilia fu liberata dall’oppressione musulmana lo si deve anche a lui, oltre che agli altri miei avi normanni.
Che in Sicilia non si dimentichi.
Se si potesse tornare indietro nel tempo, Serlone II, giovanissimo guerriero, sarebbe uno dei miei valorosi consanguinei tra zii e cugini (infatti, Serlone II era figlio di Serlone I, fratello di Ruggero Gran Conte, primo sovrano cristiano di Sicilia, mentre noi discendiamo da Goffredo, altro fratello di Ruggero), zii e cugini i quali, dopo aver conquistato tutta l’Italia dal confine sud del regno del Papa in giù, completarono la conquista liberando la Sicilia dall’oppressione tirannica araba, restituendo alla Cristianità le popolazioni e rasserenandole (da qui il nostro motto “Serenat”). Il tutto a caro prezzo: anni, decenni di guerre, sacrifici, privazioni, sangue, morti.

Nel 1063 ebbe luogo la decisiva e cruenta battaglia di Cerami; l'esercito normanno (poche centinaia di cavalieri e fanti) stava perdendo, circondato da migliaia di Saraceni infuriati; Serlone d’Altavilla irruppe sul campo di battaglia con pochi cavalieri e capovolse le sorti dello scontro; a battaglia conclusa, si narrò che San Giorgio, avvolto di luce splendente, fosse intervenuto guidando i Cristiani alla vittoria.

Nel 1072 Serlone, tradito, cadde in un agguato nella valle del Salso e fu costretto ad asserragliarsi su una rupe insieme a pochi guerrieri normanni. Fu ucciso e gli arabi ne mangiarono il cuore per acquisirne il coraggio; la sua testa fu mandata al principe Tamin in Tunisia (e lì esposta, conficcata su un palo). Da allora sulla rupe fu incisa una grande croce e si chiamò Rupe di Serlone.
La rupe è scomparsa in tempi recenti, ma ora il comune di Nissoria, nel cui territorio si trovava, vuole onorare la memoria di Serlone.
Il ricordo del giovane guerriero normanno è sempre vivo."

a cura di
Carmelo Maria Rosso di San Secondo

DA VEDERE IN GIRO PERIL CENTRO STORICO DITROINA IL MUSEO DIFFUSO DELLA STORIA NORMANNAinfo:coolturalmentetroina@gmail.co...
15/12/2025

DA VEDERE IN GIRO PER
IL CENTRO STORICO DI
TROINA IL MUSEO DIFFUSO
DELLA STORIA NORMANNA

info:
[email protected]

IN GIRO PER LA SICILIA NON DIMENTICATE DI VISITARE ILCASTELLO DI SPERLINGA , , , foto e post a cura diSICILIA SEGRETAwww...
15/11/2025

IN GIRO PER LA SICILIA NON DIMENTICATE DI VISITARE IL
CASTELLO DI SPERLINGA

, ,
,

foto e post a cura di
SICILIA SEGRETA

www.siciliasegreta.net

🪨 Scalinata scavata nella roccia che porta al Castello di Sperlinga, in Sicilia, Italia.

🏰 Il Castello di Sperlinga è un castello medievale costruito sulla roccia che domina la cittadina di Sperlinga, in provincia di Enna.

⛏️ Scavato nella roccia arenaria, il castello è stato realizzato da un unico monolite sopra antiche grotte di templi sacri che risalgono a 4.000 anni fa.

⚔️ L’inizio dell’edificazione si fa risalire tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII, sotto il dominio dei Normanni.

📜 I primi documenti che attestano l’esistenza del borgo e del suo castello risalgono al 1080.

VOLETE FARE un TOUR VIRTUALE a PALAZZO RUSSO LARCAN? seguite il link:http://www.sicilia360map.it/it/palazzo-russo-larcan...
18/10/2025

VOLETE FARE un TOUR VIRTUALE a PALAZZO RUSSO LARCAN?

seguite il link:
http://www.sicilia360map.it/it/palazzo-russo-larcan-capizzi/

a cura di
Sicilia360map Tecnologia 2.0
per i Turismi,
realizzazione di Vittorio Ghelfi

    (Cliccare sull’immagine per visualizzare il Virtual Tour) Si erge imponente nella piazza Plebiscito poco distante dalla Chiesa Madre.Abitato originariamente dalla famiglia nobiliare Russo,da cui trae il nome. Autentico Continue Reading →

Vi riproponiamo il ritratto ad olio su tela dell'antenato Barone ANDREA CAPRINI, raffigurato in data 1663 in memoria del...
15/08/2025

Vi riproponiamo il ritratto ad olio su tela dell'antenato Barone ANDREA CAPRINI, raffigurato in data 1663 in memoria della fondazione del Monte di Pietà di Nicosia avvenuta nel 1569, grazie ad un suo importante contributo.

A Nicosia viene ricordato come uno dei suoi personaggi storici più eminenti.

La famiglia CAPRINI, originaria della Catalogna e proveniente dal centro Italia, arrivò a Nicosia nel 1400, avendo ricevuto in dono da parte del re aragonese Martino I (Martino il Giovane), la tenuta di Piammartino (Piano Martino).

Col doppio cognome CAPRINI – RUSSO la famiglia ha inciso autorevolmente nella vita sociale di Nicosia.
Alla famiglia CAPRINI si deve la costruzione del palazzo omonimo.

(Collezione privata famiglia Russo, Catania)

NOTA LEGALE DEGLI AMMINISTRATORI DI QUESTA PAGINA:
Informiamo i nostri gentili lettori che i contenuti di qualunque tipo qui pubblicati (a titolo esemplificativo e non tassativo: testi, fotografie, illustrazioni, filmati, supporti multimediali, etc.) sono coperti dal diritto di proprietà intellettuale; pertanto essi non potranno essere utilizzati e riprodotti in alcun modo se non col consenso scritto degli Amministratori.
In caso di violazione verranno azionate a carico dei trasgressori le tutele a norma di legge, ivi compreso il risarcimento dei danni.

,
, ,
, ,
, ,

L'ultima ospite di Palazzo Russo Caprini: la cugina Baronessa MARIA ELVIRA RUSSO MILITELLO di CASTAGNA (n.06/12/1902 - m...
12/08/2025

L'ultima ospite di Palazzo Russo Caprini:
la cugina Baronessa MARIA ELVIRA RUSSO MILITELLO di CASTAGNA (n.06/12/1902 - m. 30/07/1993).

Ha vissuto nel palazzo sino al 1993. Alternava questa residenza con i soggiorni estivi nella tenuta di Piammartino, nell'hinterland di Nicosia, trasferendosi nei mesi invernali nella sua residenza di Via Principe di Villafranca a Palermo.

Era figlia di Giacomo Russo Mancusio e Anna Maria (Annetta) Militello di Castagna.

Il palazzo in cui ha vissuto la sua intera vita, e che lei tanto amava, appartiene ininterrottamente alla famiglia da più di 5 secoli.

, , , ,
, ,

(Dall'Archivio della famiglia Russo).

CASATA REALE DEGLI ALTAVILLAI Normanni (da Nordmanni o Nordmaenner, ossia "Uomini del Nord") erano un popolo vichingo di...
20/07/2025

CASATA REALE DEGLI ALTAVILLA

I Normanni (da Nordmanni o Nordmaenner, ossia "Uomini del Nord") erano un popolo vichingo di origine Norvegese e Danese che diede il proprio nome alla Normandia, regione nel Nord della Francia.

E dalla Bassa Normandia, dalla Contea di Hauteville vennero nel 1027, i primi Normanni con a capo Rainulfo Drengot, investito dal Duca di Napoli Sergio IV del titolo di conte di Aversa in compenso dell'aiuto ricevuto nel conflitto con i Longobardi del Principato di Capua.

Subito dopo si unirono altri Guerrieri Normanni : Guglielmo Braccio di Ferro, Drogone, Umfredo ed il più famoso Roberto il Guiscardo; tutti figli del Conte Tancredi d’Altavilla.

Nel 1059 Roberto il Guiscardo fu investito da papa Niccolò II del titolo di Duca di Puglia, Calabria e Sicilia, ma nel 1070 si completa anche la conquista normanna della Sicilia e a Ruggero, fratello del Guiscardo, viene riconosciuto il titolo di Conte di Sicilia.
Nel 1127, morto Guglielmo senza lasciare figli, il ducato viene annesso alla Contea di Sicilia, retta da Ruggero II.
Questi ottenne nel 1030 il Titolo di Re e nel 1039 venne confermato Re di Sicilia dal Papa Innocenzo II. e completò la conquista di tutto il Meridione d’italia ( nel 1137 Ducato di Napoli e nel 1156 Principato di Capua).
Regnarono interrottamente il Regno di Sicilia con capitale Palermo dal 1130-1198.

Courtesy
Sodalizio Storico
Nobiliare Cavalleresco

a cura del
Prof Domenico Fulvio
Falcone Franco

, ,
, ,
,
,

gli INIZI dell'EPOPEA degli ALTAVILLA in SICILIAi NORMANNI a TROINApost a cura di COOLTURAL-MENTE , , , ,  ,
13/04/2025

gli INIZI dell'EPOPEA
degli ALTAVILLA
in SICILIA

i NORMANNI a TROINA

post a cura di COOLTURAL-MENTE

, ,
, ,
,

Questa è la Natività che potete ammirare nella chiesa di SANTA MARIA dell'AMMIRAGLIO a PALERMO.Questa chiesa, detta anch...
25/12/2024

Questa è la Natività che potete ammirare nella chiesa di SANTA MARIA dell'AMMIRAGLIO a PALERMO.

Questa chiesa, detta anche
LA MARTORANA, fu edificata
nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II d'Altavilla, nostro consanguineo.

"IL REGNO D'ORO - I NORMANNI IN SICILIA" il 23 ottobre 2024, h 22.10, su RAI STORIA, un documentario di produzione inter...
09/10/2024

"IL REGNO D'ORO - I NORMANNI IN SICILIA"

il 23 ottobre 2024, h 22.10, su RAI STORIA, un documentario di produzione internazionale (Italia, Austria, Germania) che racconta l'epopea normanna in Sicilia.
Regia di Klaus T. Steindl.

Dai figli di Tancredi d'Altavilla Signore di Normandia scesi in Sicilia, a Costanza d'Altavilla madre dell'imperatore Federico II Hohenstaufen de Hauteville.

Un lavoro che, unendo il rigore storico con la spettacolarità della fiction contemporanea, ci narra delle vicende principali che portarono alla nascita del Regno di Sicilia.

Questo documentario è stato visto in anteprima al Palazzo dei Normanni di Palermo. Vi suggeriamo adesso di non perdere la sua visione sui RAI Storia il 23 ottobre, per conoscere meglio le origini e l'importanza storica degli Altavilla di Normandia da cui i Rosso / Russo d'Altavilla di Sicilia discendono direttamente.

, , ,
, , ,
, ,
, ,


credits
https://www.direttasicilia.it
Redazione Web

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱’𝗢𝗿𝗼, 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲𝗽𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗻 𝗥𝗮𝗶| La notizia nei commenti 👇🏻

Proseguono a Catania  le visite guidate serali di Villa Cerami, una delle ville e dei palazzi appartenuti alla famiglia ...
23/08/2024

Proseguono a Catania le visite guidate serali di Villa Cerami, una delle ville e dei palazzi appartenuti alla famiglia Russo / Rosso d'Altavilla di Sicilia.

Le visite sono a cura di Officine Culturali.

Nelle note potete trovare alcune ulteriori informazioni storiche.

, ,
,
,
,


🌙 Sabato 31 agosto alle 20:00 e alle 21:00 vi aspettiamo a Villa Cerami per un nuovo appuntamento con le visite guidate serali a cura di , per andare alla scoperta della storia di uno dei palazzi storici dell'Università di Catania in una suggestiva cornice serale.

Per partecipare alle visite guidate serali a Villa Cerami, oggi sede del Dipartimento di Giurisprudenza - Unict, è necessaria la prenotazione allo 0957102767 | 3349242464 (anche messaggio Whatsapp). Tutti i dettagli: https://bit.ly/visiteseralivillacerami

Indirizzo

INFO C/o Ufficio Turismo Comune Di Nicosia (EN)/
Nicosia
94014

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Palazzo Russo Caprini pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Palazzo Russo Caprini:

Condividi