28/04/2026
L’apertura del Museo archeologico di Novara, grazie al congiunto lavoro della Soprintendenza archeologia belle arti paesaggio Biella Novara Vercelli VCO e del Comune di Novara, è stata resa possibile anche grazie allo studio del patrimonio documentario conservato nel nostro Istituto.
Il percorso si snoda cronologicamente, illustrando i processi di acquisizione e l’interesse collezionistico di eruditi e appassionati novaresi, dalla metà dell’Ottocento fino ai primi anni del Novecento.
L’Archivio di Stato di Novara conserva le carte della “Società archeologica pel Museo patrio”, oltre che i carteggi di eruditi quali Rusconi, Morandi e Viglio.
Dopo quasi vent’anni di chiusura, il Museo Archeologico di Novara riapre le porte,
questa volta nella location del Castello Visconteo-Sforzesco. Il percorso espositivo,
rinnovato nel concept e negli allestimenti, offre ai visitatori una prospettiva inedita sul
patrimonio archeologico della città e sulla storia della sua raccolta.
La formazione delle collezioni archeologiche di Novara risale al XIX secolo, con la nascita
della Società Archeologica pel Museo Patrio Novarese. In quel contesto pionieristico,
studiosi, appassionati e cittadini contribuirono a salvaguardare reperti che emergevano dal
territorio in modo occasionale, durante lavori agricoli o edilizi, evitando la loro dispersione.
Le prime donazioni di collezionisti e personalità locali hanno dato vita al nucleo originario
del patrimonio, che nel tempo si è arricchito e ha trovato diverse sistemazioni museali.
Il nuovo percorso museale si discosta dalla tradizionale esposizione cronologica. La
narrazione non si limita a raccontare la storia antica di Novara, ma mette in luce il
processo di formazione delle collezioni, le persone che le hanno create e i contesti
culturali che le hanno generate. Foto La Stampa