27/01/2026
27 gennaio, Giornata della Memoria. Non un giorno qualunque: esattamente ottantuno anni fa le forze armate dell’URSS liberarono i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, e anche oggi commemoriamo le vittime della Shoah.
L’esercizio della memoria non può essere a breve termine, ma a lungo termine, da praticarsi tutti i giorni, da tutti e attraverso le generazioni. Proprio per questo ogni anno vengono organizzati molti Viaggi della Memoria, che a differenza di quanto ha recente affermato una Ministra del nostro Governo, non sono “gite”, ma occasioni per comprendere il passato e leggere meglio il presente.
I nostri Erminio Mancin e Sara Galante hanno partecipato nel 2023 al Viaggio della Memoria organizzato da Sermais e lo ricordano così.
Erminio Mancin: Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Varcato il cancello di Auschwitz, capii che non si trattava solo di un viaggio nella storia. Entrammo esattamente dallo stesso punto dove, il 27 gennaio 1945, i sopravvissuti riassaporarono il sapore amaro della libertà. Visitammo anche le docce. Non erano come nei film. Lì si percepiva un sentimento di crudeltà che lo schermo non ti fa comprendere. Vedere i segni sui muri provocati dalle unghie stanche e rotte dei prigionieri mi ha fatto riflettere su quanto l’essere umano possa essere crudele. Nel pomeriggio, a Birkenau, il freddo mi entrò nelle ossa. Era un freddo che non se ne andava più. Mi sono sentito colpevole.
Sara Galante: Entrata ad Auschwitz, non provai nulla. L’atmosfera di morte mi aveva completamente paralizzata. L’unico pensiero che mi passò in mente era: “Perché?”. Una domanda che mi frullava in testa, mentre inciampavo sui ciottoli delle strade del campo, col vento gelido che mi entrava nelle ossa. Sapevo cosa avrei visto, ma non ero pronta, nessuno lo è. Da quel giorno, la mia vita è cambiata. Tornerò mai in quel luogo di sofferenza? Mi sono promessa di no quando due anni dopo ho “finalmente” metabolizzato tutto. Viviamo in un mondo sicuro? Mi sono chiesta. La risposta è no. E la causa è molto semplice: non abbiamo capito nulla dagli errori passati.