Novoli rinasce - Comitato di Cittadinanza Attiva

Novoli rinasce - Comitato di Cittadinanza Attiva Elezioni Amministrative /// 8 - 9 giugno 2024

TARI. PIÙ PROVANO A SPIEGARLA, PIÙ EMERGE CHE “NON DIPENDE DA NOI” NON BASTA PIÙ.Abbiamo deciso di intervenire nuovament...
27/08/2026

TARI. PIÙ PROVANO A SPIEGARLA, PIÙ EMERGE CHE “NON DIPENDE DA NOI” NON BASTA PIÙ.

Abbiamo deciso di intervenire nuovamente sulla vicenda TARI non per partecipare a una gara di post, ma perché crediamo che i cittadini di Novoli meritino qualcosa di diverso da una successione di spiegazioni che cambia e si arricchisce ogni giorno.

Ieri abbiamo pubblicato atti, numeri e domande.

Abbiamo anche protocollato formalmente la richiesta di integrazione di documenti e chiarimenti.

Nel frattempo il consigliere di maggioranza Angelo Orlando ha nuovamente replicato, aggiungendo altri elementi.

Li abbiamo letti.

E proprio le sue nuove precisazioni rendono, a nostro avviso, ancora più evidente il punto politico che stiamo sollevando.

LA TARI NON È UNA CALAMITÀ NATURALE.

Nessuno di noi ha mai sostenuto che il Comune di Novoli determini il prezzo del carburante, l'inflazione, il costo degli impianti o ogni singola componente del servizio.

Ci sono costi esterni.

Ci sono vincoli ARERA.

Ci sono costi del gestore.

Tutto vero.

Quello che non è più sostenibile è raccontare ai cittadini che l'Amministrazione non abbia margini, responsabilità o scelte e possa soltanto ricevere il conto dall'alto e girarlo alle famiglie.

Perché ormai a smentire questa rappresentazione non siamo neppure noi.

SONO LE LORO STESSE PAROLE.

Hanno dichiarato in Consiglio comunale:

«Quest'anno abbiamo voluto fare una variazione a favore delle utenze domestiche».

E ancora:

«Noi abbiamo deciso, insieme con gli uffici, di aumentare di un punto percentuale [...] la parte delle utenze non domestiche».

Quindi esistono delle decisioni.

Poi hanno anche spiegato che i €48.196 di aumento dovevano essere distribuiti tra domestiche e non domestiche e che per alcune famiglie:

«abbiamo pensato anche di ridurre le tariffe precedenti».

Quindi esistono delle decisioni.

Poi, sui social, ci è stato detto che forse sarebbe necessario cambiare gestore e ottenere capitolati meno onerosi.

Quindi anche organizzazione, affidamento e capitolato possono incidere sul costo.

E oggi leggiamo che a Novoli alcune categorie commerciali sarebbero state mantenute relativamente più basse perché:

«SI È DECISO DI NON PENALIZZARE LE POCHE ATTIVITÀ COMMERCIALI APERTE».

Ancora una volta:

si è deciso.

Benissimo.

Non stiamo contestando il diritto dell'Amministrazione di compiere queste scelte.

Stiamo contestando la narrazione secondo cui non esisterebbero scelte.

Perché una cosa è dire:

“non possiamo controllare tutti i costi”.

Altra cosa è dire:

“non dipende da noi”.

Sono due affermazioni profondamente diverse.

E ORA SPUNTANO ANCHE LE “PERIFERIE”.

Secondo l'ultima spiegazione, il costo di Novoli sarebbe influenzato anche da Villa Convento, zona Lallo, zona Verre e dagli insediamenti periferici.

Può essere.

Non abbiamo alcuna intenzione di negare una circostanza tecnicamente possibile.

Ma se vogliamo parlare seriamente di conti pubblici, una spiegazione deve diventare un numero.

E c'è un particolare interessante.

Il territorio comunale di Novoli è di circa:

17,77 km².

Quello di Salice Salentino è di circa:

59 km².

Oltre tre volte tanto.

Questo significa forse che Salice debba necessariamente spendere più di Novoli?

No.

Sarebbe un ragionamento altrettanto superficiale.

Perché bisogna sapere dove sono localizzate le utenze, quanti chilometri percorrono i mezzi, quali frequenze sono previste, quali servizi vengono effettuati e quali costi comportano.

Ed è precisamente questo il punto.

SE LALLO, VERRE E VILLA CONVENTO SPIEGANO IL MAGGIORE COSTO, QUANTIFICATELO.

Quanti chilometri?

Quanti passaggi?

Quale maggiore costo?

Quale voce del PEF?

Quanti euro dei €1.880.179?

Perché con un conto da quasi due milioni di euro non basta aggiungere ogni giorno un nuovo sostantivo:

“carburante”.

“impianti”.

“gestore”.

“guerre”.

“periferie”.

Servono i numeri.

E POI È ARRIVATA UNA RISPOSTA DA SALICE CHE TROVIAMO MOLTO INTERESSANTE.

Sotto lo stesso post interviene un consigliere comunale di opposizione di Salice Salentino.

Non prendiamo per oro colato quello che scrive un consigliere soltanto perché è di opposizione.

Abbiamo controllato gli atti.

E questa volta gli atti confermano un fatto importante.

A Salice, nel 2026, il Consiglio comunale ha introdotto una riduzione TARI del 30% per nuclei familiari con persone con disabilità grave e ISEE inferiore a €12.000.

E nel verbale ufficiale viene detto espressamente che le minori entrate derivanti da queste riduzioni:

SARANNO COPERTE CON RISORSE PROPRIE DEL BILANCIO COMUNALE.

Questa è politica.

Non propaganda.

Una maggioranza e un'opposizione che, dopo essersi confrontate, decidono di utilizzare risorse pubbliche per una determinata priorità sociale.

E non è una forzatura.

ARERA ha chiarito espressamente che la legge consente ai Comuni ulteriori agevolazioni TARI locali finanziate con la fiscalità generale comunale, senza farle gravare sulle altre utenze del servizio rifiuti.

Quindi bisogna fare attenzione quando si utilizza la parola:

“INEVITABILMENTE”.

È vero: se il PEF rimane identico e si decide semplicemente di togliere una quota dalle famiglie e trasferirla alle attività, ciò che viene tolto da una parte deve essere recuperato dall'altra.

Ma questa non è l'unica possibilità esistente.

Per determinate agevolazioni sociali il Comune può utilizzare risorse del proprio bilancio.

E soprattutto esiste un'altra strada ancora più importante:

RIDURRE IL COSTO PRIMA DI DECIDERE SU CHI SCARICARLO.

Migliorare il servizio.

Controllare il gestore.

Migliorare la riscossione.

Ridurre gli insoluti.

Verificare il capitolato.

Pretendere efficienza nell'ARO.

Utilizzare bene ogni euro.

Questa è politica amministrativa.

E QUI TORNIAMO A NOVOLI.

Perché mentre la discussione sui social si arricchisce ogni giorno di una nuova spiegazione, le domande che abbiamo protocollato restano perfettamente ferme.

Ci sono €70.555 derivanti dalla rideterminazione 2024-2025.

In Consiglio è stato detto che saranno distribuiti nel 2027 e nel 2028.

Sono stati definiti:

«UN AUMENTO IRRISORIO».

Noi vogliamo sapere quanto finirà nel 2027, quanto nel 2028 e in quali componenti.

Ci sono oltre €250.000 collegati agli accantonamenti per crediti, con €255.413,95 indicati nella relazione comunale e €263.648 nel prospetto finale AGER.

Vogliamo sapere perché.

Vogliamo soprattutto sapere quanto Novoli riesce realmente a riscuotere.

Ci sono €49.598 di attività esterne al ciclo integrato dei rifiuti, di cui circa €43.803 lato Comune.

Nel dettaglio comunale compaiono anche:

€16.338,24 per pulizia di immobili comunali e aree scoperte;

€3.800 per pulizia e sanificazione di immobili comunali.

Oltre €20.000 solo per queste due voci.

Non abbiamo scritto che siano automaticamente già dentro gli €1.880.179.

Abbiamo chiesto:

SARANNO FATTI PAGARE AGLI UTENTI TARI?

E se sì:

quanto?

con quale titolo?

e dove compariranno negli avvisi?

Aspettiamo risposta.

QUINDI NO, NON RISPONDEREMO COMMENTO PER COMMENTO.

Non ci interessa trasformare una questione da quasi 1,9 milioni di euro in una rissa social.

Anzi.

Ringraziamo persino chi continua a intervenire, perché ogni nuova spiegazione ci permette di porre domande sempre più precise.

Adesso sappiamo che entrano nel dibattito:

il gestore;

il capitolato;

le scelte tra famiglie e attività;

le periferie;

le politiche sociali;

la riscossione;

i costi comunali.

Perfetto.

ADESSO METTIAMO UN NUMERO ACCANTO A OGNUNA DI QUESTE PAROLE.

Abbiamo protocollato le richieste.

Aspettiamo gli atti.

E nel frattempo abbiamo iniziato un'altra verifica.

Poiché sono stati chiamati in causa Salice e gli altri Comuni dell'ARO, li confronteremo seriamente.

Non con impressioni.

Non con “mi risulta”.

Ma usando:

la stessa famiglia;

gli stessi metri quadrati;

lo stesso bar;

lo stesso ristorante;

lo stesso negozio;

le tariffe ufficiali 2026.

Comune per Comune.

Il nostro obiettivo non è vincere una discussione.

È CAPIRE PERCHÉ I NOVOLESI PAGANO QUELLO CHE PAGANO.

E soprattutto capire cosa può essere fatto per farli pagare meno senza mettere famiglie contro commercianti.

Questa è la domanda alla quale la politica dovrebbe rispondere.

Non:

“di chi è la colpa?”

Ma:

“COSA POSSIAMO FARE NOI?”

Perché dopo otto anni di governo non basta più spiegare ai cittadini tutto ciò che non dipende dall'Amministrazione.

È arrivato il momento di spiegare ciò che l'Amministrazione può fare.

TARI A NOVOLI: NON SIAMO NOI A SMENTIRVI. VI SMENTISCONO I VOSTRI ATTI E LE VOSTRE STESSE PAROLE.Ci avete dato degli “im...
26/08/2026

TARI A NOVOLI: NON SIAMO NOI A SMENTIRVI. VI SMENTISCONO I VOSTRI ATTI E LE VOSTRE STESSE PAROLE.
Ci avete dato degli “impreparati”. Avete parlato di “bufale” e “mistificazione”. Avete perfino ironizzato sul nostro presunto “consulente in ferie”. Abbiamo fatto quello che un’opposizione deve fare: abbiamo continuato a leggere gli atti. E oggi il problema non è più ciò che diciamo noi. Il problema è che le vostre dichiarazioni pubbliche non coincidono tra loro e, in più punti, non coincidono con i documenti del Comune.
1. CHI REDIGE IL PEF? IN UN MESE AVETE DATO TRE VERSIONI DIVERSE.
Il 30 luglio, in Consiglio comunale, l’assessore D’Ambrosio ha detto che il piano economico finanziario “viene redatto dai nostri uffici su indicazioni … di Ager”.
Ma la Determinazione comunale n. 164 del 3 febbraio 2026 afferma che “in seno all’Amministrazione non sono presenti dipendenti con adeguate competenze professionali per la redazione del Piano Economico Finanziario della TARI” e, proprio per questo, affida a LandX Srls un servizio di redazione/supporto specialistico da 4.867,80 euro.
Poi, sui social, la maggioranza scrive: “Il PEF NON lo redige il Comune. Lo elabora e lo valida ARERA”.
Tre versioni diverse dello stesso procedimento. La ricostruzione tecnica è un’altra: i soggetti gestori e il Comune, per le componenti di rispettiva competenza, alimentano la predisposizione; AGER è l’Ente territorialmente competente che valida; ARERA stabilisce il metodo e svolge la successiva funzione regolatoria. Quindi ARERA non è il soggetto che “elabora il PEF di Novoli”.
2. IL “CONSULENTE IN FERIE”? IL CONSULENTE LO PAGA IL COMUNE.
Noi non attacchiamo i dipendenti comunali. Anzi, li rispettiamo. Ma è il Comune, non l’opposizione, ad aver scritto di non disporre internamente di adeguate competenze professionali per redigere il PEF e ad aver incaricato LandX.
E LandX non viene incaricata per fare fotocopie: analisi dei dati, sviluppo del PEF, conguagli, costi efficienti, costi riconosciuti, limite di crescita, FCDE, relazione di accompagnamento, documentazione AGER.
Non è neppure la prima volta: nel 2024 il Comune ha liquidato a LandX altri 4.867,80 euro per le attività necessarie all’approvazione del PEF 2024. Una nota comunale del 26 agosto 2024 parla espressamente degli elaborati trasmessi ad AGER per la validazione del PEF 2024/25 “da parte della società LandX”.
Quindi la battuta sul consulente non dimostra la nostra impreparazione. Dimostra soltanto che, prima di ironizzare, sarebbe stato utile leggere le proprie determine.
3. “NESSUNA SCELTA POLITICA”? IL VERBALE DEL 30 LUGLIO DICE IL CONTRARIO.
Sui social avete sostenuto che l’aumento non dipenderebbe da una scelta politica dell’Amministrazione. Nessuno nega che esistano costi esterni: inflazione, impianti, CCNL e altri fattori regolati. Ma la frase, detta in assoluto, non regge.
D’Ambrosio in aula: “Quest’anno abbiamo voluto fare una variazione a favore delle utenze domestiche”. Poi: “noi abbiamo deciso, insieme con gli uffici, di aumentare di un punto percentuale … la parte delle utenze non domestiche”. Orlando, poco dopo: “abbiamo pensato anche di ridurre le tariffe precedenti”.
Non significa che il Comune possa scegliere liberamente il totale dei costi riconoscibili. Significa però che il modo in cui quel costo viene distribuito tra categorie contiene scelte. Lo avete detto voi.
E Orlando si contraddice anche sui social: prima sostiene che i costi sarebbero indipendenti dalla volontà degli amministratori; poi scrive che forse bisognerebbe cambiare gestore per imporre capitolati meno onerosi. Se gestore, capitolato e governance dell’ARO possono rendere il servizio meno oneroso, allora non è serio raccontare che il livello dei costi sia totalmente estraneo a ogni scelta di gestione.
4. “IL PEF È ARRIVATO POCHI GIORNI PRIMA”? LA VALIDAZIONE SÌ. IL LAVORO NO.
La validazione definitiva AGER è arrivata a luglio. Ma il Comune lavorava formalmente al PEF almeno dal 3 febbraio 2026, quando affidava a LandX lo sviluppo e la redazione del PEF. La stessa determina indicava il 28 febbraio 2026 come termine per la presentazione della documentazione ad AGER.
Quindi non confondiamo la data della validazione finale con l’inizio dell’istruttoria.
5. 70.555 EURO DAL 2024-2025: “IRRISORI”?
AGER quantifica 42.215 euro riferiti al 2024 e 28.340 euro riferiti al 2025: totale 70.555 euro da recuperare nel nuovo periodo regolatorio. In aula D’Ambrosio ha detto che verranno spalmati nel 2027 e 2028 e li ha definiti un aumento “irrisorio”.
Prendiamo atto della sua indicazione sul 2027-2028. Ora chiediamo il prospetto: quanto nel 2027? Quanto nel 2028? In quale componente? Sono già compresi nei valori di PEF 2027 e 2028 approvati dal Consiglio? Settanta mila euro meritano una riga di calcolo, non un aggettivo.
6. 49.598 EURO DI ATTIVITÀ ESTERNE. E OLTRE 20.000 EURO RIGUARDANO IMMOBILI COMUNALI.
Il PEF AGER espone separatamente 49.598 euro di attività esterne al ciclo integrato: 5.795 euro lato gestore e 43.803 euro lato Comune. Nel dettaglio comunale compaiono 16.338,24 euro per pulizia di immobili comunali e aree scoperte e 3.800 euro per pulizia e sanificazione di immobili comunali: 20.138,24 euro.
Siamo precisi: ARERA chiarisce che tali attività esterne non rientrano nel totale delle entrate tariffarie approvabili. Proprio per questo la domanda è ancora più semplice: il Comune intende recuperarne una parte dagli utenti TARI? Se sì, per quale importo e con quale separata evidenza negli avvisi?
Non scriviamo che la pulizia del Municipio sia già dentro gli 1.880.179 euro. Chiediamo al Comune di dire ufficialmente se e come quei costi saranno fatti gravare sugli utenti.
7. IN AULA UNA SPIEGAZIONE TECNICAMENTE SBAGLIATA. NELLA DELIBERA, FISSO E VARIABILE INVERTITI.
Il 30 luglio D’Ambrosio ha detto che, per le utenze domestiche, i costi variabili oscillano anche in base ai metri quadri dell’abitazione. Nel metodo normalizzato la superficie incide sulla quota fissa; la quota variabile è ripartita in funzione del numero dei componenti e dei coefficienti Kb, indipendentemente dalla superficie.
Separatamente, la Delibera C.C. n. 26 indica quota fissa 1.099.059 euro e quota variabile 781.120 euro, mentre il prospetto AGER presenta la struttura opposta. Le tabelle tariffarie sembrano seguire la struttura corretta: proprio per questo non diciamo che le bollette siano automaticamente sbagliate. Diciamo che l’atto deve essere formalmente riconciliato e, se necessario, rettificato.
Nella stessa Delibera n. 26 compare inoltre il richiamo a uno “schema di PEF MTR-2” pur trattandosi del PEF 2026-2029 MTR-3. Altro elemento da correggere.
8. OLTRE 250.000 EURO LEGATI AI CREDITI. ANCORA NESSUNA RICONCILIAZIONE.
La relazione comunale indica 255.413,95 euro quale quota FCDE ammessa a copertura tariffaria; il PEF finale AGER espone 263.648 euro di accantonamenti “per crediti”. Non diciamo che l’FCDE sia illegittimo. Chiediamo perché i due importi siano diversi e, soprattutto, quanto il Comune riesca realmente a riscuotere, quanto recupera in coattiva e quanto resta insoluto.
9. NOVOLI È SOPRA IL BENCHMARK AGER.
AGER calcola per Novoli un costo unitario 2026 di circa 49,80 centesimi/kg, contro un benchmark di circa 44,62: circa +11,6%. Non è una prova di illecito. È però una ragione molto concreta per chiedere perché il servizio costi più del parametro ufficiale di riferimento.
10. E A PROPOSITO DI “IMPREPARAZIONE”: ALTRE DUE CORREZIONI.
La scadenza TARI 2026 non era il 30 luglio: la legge l’ha fissata al 31 luglio. Novoli ha approvato il 30, quindi in tempo. Ma la data pubblicata come “scadenza obbligatoria” era sbagliata.
E il bonus TARI non è una decisione locale di “spalmare” lo sconto dei beneficiari soltanto sugli altri novolesi: è un meccanismo perequativo nazionale. Dal 1° gennaio 2026 la soglia ISEE ordinaria è stata inoltre aggiornata a 9.796 euro.
LA CONCLUSIONE È SEMPLICE.
Avete risposto all’opposizione. Non avete risposto alle domande.
Facebook non rettifica la Delibera n. 26. Facebook non riconcilia il FCDE. Facebook non mostra il file LandX. Facebook non spiega come vengono distribuiti i 70.555 euro. Facebook non chiarisce se le attività esterne saranno recuperate dagli utenti. Facebook non produce i dati sulla riscossione.
Noi continueremo a fare quello che avete ironicamente invitato a fare: studiare. Solo che studieremo anche i vostri atti, le vostre determine e i vostri verbali.
Gli insulti si scrivono in pochi minuti. I documenti, invece, devono essere spiegati.
NOVOLI RINASCE - I documenti prima degli slogan. I conti prima degli insulti.

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23/08/2026

💸🎁 𝗧𝗔𝗥𝗜 𝗔 𝗡𝗢𝗩𝗢𝗟𝗜: 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢!
𝐼 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑙𝑜𝑔𝑎𝑛: 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 1,9 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑒𝑢𝑟𝑜 𝑒𝑑 8 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒. 𝑁𝑜𝑛 𝑣𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑖𝑑𝑎𝑟𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖, 𝑚𝑎 𝑣𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑁𝑜𝑣𝑜𝑙𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝐴𝑔𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑃𝑢𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑖𝑢𝑡𝑖.

𝟭. 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗟𝗘: €𝟭.𝟴𝟴𝟬.𝟭𝟳𝟵 𝗡𝗘𝗟 𝟮𝟬𝟮𝟲
Nel 2025 il PEF era € 1.831.983 ma nel 2026 è salito a €1.880.179. Risultato? € 48.196 in più (+2,63%) mentre nel 2027 il PEF approvato arriverà a €1.911.221. In Consiglio l’aumento 2026 è stato definito “piccolo”. 𝑷𝒆𝒓 𝒏𝒐𝒊 𝒍𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒆̀: 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂 𝒂 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆?

𝟮. 𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 € 𝟮𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗟𝗘𝗚𝗔𝗧𝗜 𝗔𝗟 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗡𝗖𝗔𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗢𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘
La relazione comunale indica un FCDE TARI di €425.689,92 e una quota ammessa in tariffa del 60%, pari a € 255.413,95. Il PEF finale AGER riporta, invece, €263.648 di “accantonamenti per crediti”. Non diciamo che l’FCDE sia illegittimo: ARERA lo consente entro il 60%. Ma parliamo di circa il 14% del PEF. 𝑽𝒐𝒈𝒍𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊 𝒅𝒖𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒗𝒂𝒍𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒆, 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒕𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒆𝒓𝒕𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒏𝒄𝒂𝒔𝒔𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒓𝒆𝒄𝒖𝒑𝒆𝒓𝒂 𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒔𝒐𝒍𝒖𝒕𝒐.

𝟯. € 𝟰𝟵.𝟱𝟵𝟴 𝗗𝗜 𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜𝗧𝗔̀ “𝗘𝗦𝗧𝗘𝗥𝗡𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗜𝗖𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗥𝗜𝗙𝗜𝗨𝗧𝗜”
AGER espone separatamente € 49.598 di attività esterne: € 5.795 lato gestore e € 43.803 lato Comune. Nei €43.803,17 comunali compaiono €16.338,24 per pulizia di immobili comunali e aree scoperte, oltre a €3.800 per pulizia e sanificazione di immobili comunali, con caditoie, sfalcio stradale e recapiti di fogna bianca. 𝑵𝒐𝒏 𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒎𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊 𝒏𝒆𝒈𝒍𝒊 €1.880.179: 𝑨𝑮𝑬𝑹 𝒍𝒊 𝒆𝒔𝒑𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑪𝒉𝒊𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒔𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒓𝒆𝒄𝒖𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒈𝒍𝒊 𝒖𝒕𝒆𝒏𝒕𝒊, 𝒑𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐 𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒗𝒗𝒊𝒔𝒐.

𝟰. 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗜 € 𝟳𝟬.𝟱𝟱𝟱 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝟮𝟬𝟮𝟰-𝟮𝟬𝟮𝟱...
AGER quantifica € 42.215 riferiti al 2024 e € 28.340 riferiti al 2025: totale €70.555 da recuperare nel nuovo periodo regolatorio. In aula è stato detto che saranno distribuiti nel 2027 e 2028 e sono stati definiti un aumento “irrisorio”. 𝑷𝒆𝒓 𝒏𝒐𝒊 €70.555 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒊𝒓𝒓𝒊𝒔𝒐𝒓𝒊!

𝟱. 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗙𝗜𝗡𝗜𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗙𝗜𝗦𝗦𝗢 𝗘 𝗩𝗔𝗥𝗜𝗔𝗕𝗜𝗟𝗘 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗜 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗥𝗜𝗢!
Dopo le detrazioni, AGER riporta circa € 1.099.059 di parte variabile e € 781.120 di parte fissa. La Delibera C.C. n.26 del 30 luglio scrive gli stessi importi ma li etichetta al contrario: quota fissa €1.099.059 e quota variabile €781.120. Le tabelle tariffarie applicative sembrano invece seguire la struttura corretta. 𝑷𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒆𝒕𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒆 𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒄𝒊𝒍𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝒄𝒂𝒍𝒄𝒐𝒍𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒂𝒍𝒅𝒐.

𝟲. 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗘̀ 𝗖𝗜𝗥𝗖𝗔 𝗟’𝟭𝟭,𝟲% 𝗦𝗢𝗣𝗥𝗔 𝗜𝗟 𝗕𝗘𝗡𝗖𝗛𝗠𝗔𝗥𝗞
AGER calcola per il 2026 un costo unitario di 49,80 centesimi/kg contro un benchmark ufficiale di 44,62. Il benchmark non è un tetto di legge e non dimostra da solo un illecito. Ma è un parametro ufficiale! 𝑰𝒍 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒗𝒆 𝒔𝒑𝒊𝒆𝒈𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝑵𝒐𝒗𝒐𝒍𝒊 𝒆̀ 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒇𝒆𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐...

𝟳. 𝗔𝗧𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗟 𝗦𝗔𝗟𝗗𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝟯𝟬 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘
Le rate di acconto sono complessivamente pari al 75% calcolato sulle tariffe 2025. Il saldo del 30 dicembre sarà invece calcolato con le tariffe 2026. Tradotto: l’effetto individuale della nuova TARI si vedrà compiutamente con il conguaglio di dicembre. 𝑷𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒍𝒆 𝒔𝒑𝒊𝒆𝒈𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒂𝒅𝒆𝒔𝒔𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒐𝒑𝒐!

𝟴. 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗘𝗖𝗢: 𝗖𝗜𝗥𝗖𝗔 €𝟱𝟵.𝟯𝟱𝟵 𝗗𝗜 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗜𝗥𝗘
Negli atti acquisiti è indicato un corrispettivo contrattuale aggiornato di circa € 952.302,48 ma il PEF AGER 2026 riconosce al lato Monteco €892.943,38. La differenza matematica è circa € 59.359. Non diciamo che esista già un debito fuori bilancio: la disciplina tariffaria e contrattuale è molto più complessa. 𝑪𝒉𝒊𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒐̀ 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒐, 𝒑𝒓𝒐𝒓𝒐𝒈𝒂, 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒖𝒓𝒆, 𝒑𝒂𝒈𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊, 𝒆𝒗𝒆𝒏𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒓𝒊𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒆 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒐 𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒆𝒔𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒂.

❓ 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗨𝗡 𝗘𝗦𝗘𝗠𝗣𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗥𝗘𝗧𝗢
Una famiglia di 3 persone in una casa di 100 mq, con le tariffe Novoli 2026, arriva a circa € 519,07 di TARI base (100 x €1,6909 + €349,9813), prima di TEFA e delle componenti perequative applicabili. Come solo ordine di grandezza, il rapporto 2025 richiamato dall’Ufficio Statistico della Regione Puglia indicava €340 di media nazionale e €445 in Puglia per la famiglia tipo. 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗱𝘂𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗻𝗼𝘃𝗼𝗹𝗲𝘀𝗲 𝗲̀ 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗼.

⏰ 𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗢𝗖𝗢𝗟𝗟𝗔𝗧𝗢 𝗟𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗘. 𝗘 𝗢𝗥𝗔 𝗔𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗢𝗖𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗧𝗘...
Cosa chiediamo e che risposte ci attendiamo??? 𝑉𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝐸𝐹, 𝑖 𝑑𝑎𝑡𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐𝑜𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐹𝐶𝐷𝐸, 𝑖𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑛𝑒, 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑜𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 €70.555, 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑡𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐷𝑒𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎 𝑛°26, 𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑙𝑎𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑠𝑢𝑙 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒𝑐𝑜.
𝑵𝑶𝑵 𝑪𝑯𝑰𝑬𝑫𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑨 𝑵𝑬𝑺𝑺𝑼𝑵𝑶 𝑫𝑰 𝑵𝑶𝑵 𝑷𝑨𝑮𝑨𝑹𝑬.
𝑪𝑯𝑰𝑬𝑫𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑪𝑯𝑬 𝑶𝑮𝑵𝑰 𝑬𝑼𝑹𝑶 𝑺𝑰𝑨 𝑺𝑷𝑰𝑬𝑮𝑨𝑻𝑶 𝑷𝑹𝑰𝑴𝑨 𝑫𝑬𝑳 𝑺𝑨𝑳𝑫𝑶!

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𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗧𝗧𝗢, 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗩𝗢𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢!Dopo il Consiglio Comunale del 30 luglio abbiamo fatto una cosa m...
21/08/2026

𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗧𝗧𝗢, 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗩𝗢𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢!

Dopo il Consiglio Comunale del 30 luglio abbiamo fatto una cosa molto semplice. Abbiamo preso il verbale stenotipistico, abbiamo preso la delibera di assestamento approvata dalla maggioranza, abbiamo preso i prospetti contabili. E abbiamo confrontato ciò che è stato detto in Aula con ciò che è stato realmente votato. Già da alcuni giorni, a mezzo pec, abbiamo protocollato una richiesta formale di chiarimenti. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘀𝘂𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲. 𝗠𝗮...𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼???

1️⃣ 𝐑𝐀𝐍𝐃𝐀𝐆𝐈𝐒𝐌𝐎

𝐿’𝐴𝑆𝑆𝐸𝑆𝑆𝑂𝑅𝐸 𝐴𝐿 𝐵𝐼𝐿𝐴𝑁𝐶𝐼𝑂 𝐻𝐴 𝐷𝐸𝑇𝑇𝑂:
“𝐶’𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 20 𝑚𝑖𝑙𝑎 𝑒𝑢𝑟𝑜.”
La Polizia Locale aveva effettivamente richiesto 20.000 euro. MA LA VARIAZIONE APPROVATA NE STANZIA 12.500 EURO! Non 20.000!
𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝟳.𝟱𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼? 𝗦𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼, 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼. 𝗦𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲, 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗮𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘃𝗼𝘁𝗮𝘁𝗼.

2️⃣ 𝗠𝗘𝗡𝗦𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗟𝗔𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔

𝐿’𝐴𝑆𝑆𝐸𝑆𝑆𝑂𝑅𝐸 𝐻𝐴 𝐷𝐸𝑇𝑇𝑂:
“𝑁𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑠𝑎 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑢𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑠𝑜𝑚𝑚𝑒 𝑖𝑛 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑎 37 𝑚𝑖𝑙𝑎 𝑒𝑢𝑟𝑜.”
Il fabbisogno indicato dagli uffici era infatti 37.225 euro. MA L’INCREMENTO APPROVATO È 21.270 EURO, con una sostanziale differenza di 15.955 EURO. 𝗡𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶𝗻𝗼, 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲: 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗖𝗔𝗧𝗘 𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗕𝗜𝗟𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘!

3️⃣ 𝗜𝗟 𝗙𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗔 𝟭𝟮𝟴 𝗠𝗜𝗟𝗔 𝗘𝗨𝗥𝗢

𝐿’𝐴𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 ℎ𝑎 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 "𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑈𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝑇𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑣𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑢𝑛 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 128.000 𝐸𝑈𝑅𝑂 𝑖𝑛 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎".
Abbiamo chiesto formalmente quale finanziamento? Quale atto di concessione? Quale capitolo di entrata? Quale capitolo di spesa?
quale importo esatto? 𝗨𝗻 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘃𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗳𝗿𝗲 “𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮”. 𝗗𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘃𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗶!

4️⃣ ...𝗘 𝗣𝗢𝗜 𝗖’𝗘̀ 𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗦𝗔
𝐼𝑙 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑅𝑒𝑣𝑖𝑠𝑜𝑟𝑒 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎, 𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙 21 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜: “𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑠𝑎 €1.329.962,54”.
Ma quella cifra corrisponde alla consistenza iniziale dell’esercizio. La deliberazione definitiva indica invece al 21 luglio: €299.879,39 di saldo di fatto. I conteggi del Tesoriere sono riconciliabili, ma la domanda è un’altra: PERCHÉ NEL PARERE VIENE DEFINITA “FONDO DI CASSA” LA CONSISTENZA INIZIALE SENZA SPECIFICARLO IN QUEL PASSAGGIO? 𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗥𝗲𝘃𝗶𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗶𝗿𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮.

5️⃣ 𝗦𝗨𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝟳 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗨𝗜

Gli stessi atti approvati dalla maggioranza riportano €7.127.652,85 DI RESIDUI ATTIVI, ma al 20 luglio erano stati riscossi €703.681,94, ovvero il 9,87%. Restavano ancora da incassare €6.423.970,91! E, come se non bastasse, oltre €2,2 MILIONI risalgono al 2020 e agli anni precedenti. 𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗹’𝗲𝗹𝗲𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗲 𝗶𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮, 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶. 𝗜𝗹 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗖𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗗𝘂𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗘𝘀𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼, 𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗨𝗢𝗧𝗘 𝗜 𝗖𝗥𝗘𝗗𝗜𝗧𝗜!

6️⃣ 𝗣𝗢𝗜 𝗖𝗜 𝗘̀ 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗣𝗜𝗘𝗚𝗔𝗧𝗢 𝗖𝗛𝗘...“𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗘𝗠𝗘𝗧𝗧𝗢𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜”

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑆𝑎𝑛𝑑𝑟𝑜 𝑅𝑢𝑔𝑔𝑖𝑜 ℎ𝑎 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜: “𝐿𝐸 𝐷𝐸𝐿𝐼𝐵𝐸𝑅𝐸 𝑁𝑂𝑁 𝑉𝐸𝑁𝐺𝑂𝑁𝑂 𝑆𝐶𝑅𝐼𝑇𝑇𝐸 𝐷𝐴 𝑄𝑈𝐸𝑆𝑇𝐴 𝑀𝐴𝐺𝐺𝐼𝑂𝑅𝐴𝑁𝑍𝐴 𝑀𝐴 𝑉𝐸𝑁𝐺𝑂𝑁𝑂 𝐸𝑀𝐸𝑆𝑆𝐸 𝐷𝐴𝐺𝐿𝐼 𝑈𝐹𝐹𝐼𝐶𝐼.”
Facciamo chiarezza, gli uffici istruiscono, i responsabili firmano i pareri, il Revisore esprime il proprio giudizio, il Segretario presta assistenza giuridico-amministrativa. 𝗠𝗔 𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗘̀' 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗔𝗟𝗘! 𝗘 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝘁𝗮. 𝗚𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗹𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝟯𝟬 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗜̀!

7️⃣ 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗥𝗘𝗩𝗜𝗦𝗢𝗥𝗘 𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔

Il sistema è molto preciso. Il Revisore non viene scelto fiduciariamente dalla maggioranza, ma non è nemmeno corretto dire semplicemente che “lo nomina la Prefettura”. Il 26 marzo 2026 la Prefettura di Lecce ha effettuato l’estrazione mediante il sistema informatico del Ministero dell’Interno. Quindi il dott. Francesco Viva è risultato PRIMO REVISORE ESTRATTO. Successivamente il Consiglio comunale ha proceduto alla sua NOMINA FORMALE.
𝗘̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲: 𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝗲, 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮. 𝗘 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝗶𝗹 𝗥𝗲𝘃𝗶𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗰𝘂𝗱𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗲𝗿𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼, 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮!..E ABBIAMO TROVATO ANCHE QUESTO! Il precedente Revisore scadeva il 14 MARZO 2026. La proposta comunale dice che il Comune ha comunicato la scadenza alla Prefettura soltanto il 19 MARZO 2026, cioè dopo la scadenza! 𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲, 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮.
INFINE, LA PROPOSTA DI NOMINA DEL REVISORE CONTIENE INOLTRE UNA SERIE DI REFUSI. Tra gli atti troviamo 26/03/2023 invece di 26/03/2026, poi 31/03/2023 invece di 31/03/2026 ma anche D.M. 23 del 25 febbraio 2012 invece che del 15 febbraio e D.L. 16 maggio 1004 invece del 1994, D.M. 21 dicembre 2008 nel dispositivo, mentre poco prima viene correttamente richiamato quello del 2018. Possono essere semplici errori materiali. Ed è proprio per questo che abbiamo chiesto che l’Ente lo confermi formalmente e valuti la rettifica. 𝗡𝗼𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗿𝗶𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗮𝗻𝗱𝗮𝗹𝗼, 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗔𝗧𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗥𝗥𝗘𝗧𝗧𝗜!

🔴 𝗢𝗥𝗔 𝗢𝗚𝗡𝗨𝗡𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢!

All’Assessore abbiamo chiesto di spiegare gli importi illustrati in aula.
Al Responsabile finanziario abbiamo chiesto le riconciliazioni contabili.
Al Revisore abbiamo chiesto chiarimenti sulla cassa e conferma formale del proprio giudizio.
Al Segretario abbiamo chiesto di chiarire il ruolo degli uffici, del Revisore e del Consiglio.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝘂𝗻 𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗻𝗮𝗻𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝗿𝗲: “𝗹𝗼 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶”. 𝗦𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼: “𝗟𝗢 𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗩𝗢𝗧𝗔𝗧𝗢.” 𝗘 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗼𝘁𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘃𝗼𝘁𝗮! 𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮: 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔𝗥𝗘. 𝗗𝗢𝗖𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘. 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘. 𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗹𝘁𝗶, 𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶!

Gruppo consiliare Novoli rinasce
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𝘌𝘭𝘦𝘰𝘯𝘰𝘳𝘢 𝘔𝘢𝘳𝘻𝘰
𝘋𝘢𝘯𝘪𝘦𝘭𝘢 𝘋𝘦 𝘗𝘢𝘴𝘤𝘢𝘭𝘪𝘴

𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗣𝗔𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔: 𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗖’𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗔𝗩𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝟯𝟬 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢 / 𝟯𝐼𝑙 30 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑖𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝...
19/08/2026

𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗣𝗔𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔: 𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗖’𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗔𝗩𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝟯𝟬 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢 / 𝟯

𝐼𝑙 30 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑖𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑁𝑜𝑣𝑜𝑙𝑖 𝑅𝑖𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 ℎ𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑙’𝐴𝑢𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎. 𝐿𝑜 𝑟𝑖𝑝𝑒𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜: 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑟𝑎𝑟𝑐𝑖 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑖 𝑎𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑚𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑐𝑖 𝑣𝑒𝑛𝑖𝑣𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 «𝑝𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖» 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑣𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑣𝑢𝑡𝑜, 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑜𝑡𝑜, 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑛𝑎𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒. 𝐷𝑜𝑝𝑜 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑠𝑎𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜, 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑅𝑒𝑣𝑖𝑠𝑜𝑟𝑒, 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑜𝑣𝑒𝑟𝑜𝑠𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑟𝑒 𝐼 𝑁𝑈𝑀𝐸𝑅𝐼 𝐷𝐸𝐿𝐿’𝐴𝑆𝑆𝐸𝑆𝑇𝐴𝑀𝐸𝑁𝑇𝑂 𝐶𝐻𝐸 𝐼 𝐶𝐼𝑇𝑇𝐴𝐷𝐼𝑁𝐼 𝐷𝐸𝑉𝑂𝑁𝑂 𝐴𝑆𝑆𝑂𝐿𝑈𝑇𝐴𝑀𝐸𝑁𝑇𝐸 𝐶𝑂𝑁𝑂𝑆𝐶𝐸𝑅𝐸 𝐸 𝐼𝐿 𝐷𝐴𝑇𝑂 𝑃𝐼𝑈̀ 𝐼𝑀𝑃𝑂𝑅𝑇𝐴𝑁𝑇𝐸, 𝐶𝐻𝐸 𝑅𝐼𝐺𝑈𝐴𝑅𝐷𝐴 𝐼 𝑅𝐸𝑆𝐼𝐷𝑈𝐼. 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖 𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑒?

▪️𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝟳 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗖𝗥𝗘𝗗𝗜𝗧𝗜 𝗗𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗨𝗢𝗧𝗘𝗥𝗘. 𝗔𝗟 𝟮𝟬 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗜𝗡𝗖𝗔𝗦𝗦𝗔𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝟵,𝟴𝟳%
Al 1° gennaio 2026 il Comune di Novoli conservava in bilancio € 7.127.652,85 di residui attivi, cioè crediti formatisi negli esercizi precedenti e ancora da incassare. Al 20 luglio risultavano riscossi in conto residui soltanto € 703.681,94 pari al 9,87%. Restavano quindi ancora da riscuotere € 6.423.970,91.
Ma è soprattutto l’anzianità di questi crediti a meritare attenzione. Dei € 7,127 milioni complessivi, ben € 2.205.918,31 risalgono al 2020 e agli anni precedenti, ovvero quasi il 31% dell’intera massa dei residui.E, all’interno di questi crediti più risalenti, circa € 1.824.615,11 sono residui tributari. Se allarghiamo l’analisi ai residui formatisi fino al 2022 compreso, arriviamo a € 3.664.267,22 ovvero oltre la metà dell’intera massa dei crediti ancora iscritti. Questi numeri sono contenuti nella relazione tecnico-finanziaria predisposta dallo stesso Comune.
E c’è un altro dato che rende evidente quanto il problema della riscossione sia serio: dei € 4.423.453,69 di residui tributari complessivi, al 20 luglio erano stati riscossi € 189.058,74 (cioè appena il 4,27%)!
𝗡𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗲̀ 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝗮𝘀𝗰𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮? 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼? 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗼𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶? 𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶? 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶? 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶?
𝗟’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟭𝟵𝟯 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗨𝗘𝗟 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 «𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘇𝗲𝗿𝗼»: 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮.

▪️ 𝗨𝗡 𝗙𝗖𝗗𝗘 𝗗𝗔 𝟰,𝟯 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜: 𝗜𝗟 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗜𝗟 𝗕𝗜𝗟𝗔𝗡𝗖𝗜𝗢, 𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗨𝗢𝗧𝗘 𝗜 𝗖𝗥𝗘𝗗𝗜𝗧𝗜
Nel risultato di amministrazione il Comune ha accantonato un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità di € 4.312.451,10. Di questa enorme somma € 4.129.766,05 riguardano la TARI, Vale a dire circa il 95,8% DELL’INTERO FCDE!
Il dato è riportato nero su bianco nella relazione finanziaria. Il FCDE è uno strumento fondamentale di prudenza contabile: impedisce che entrate la cui riscossione presenta elementi di incertezza vengano considerate come risorse liberamente spendibili. È precisamente questa la funzione attribuitagli dal sistema della contabilità armonizzata. 𝗠𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮: 𝗜𝗟 𝗙𝗖𝗗𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗜𝗡𝗖𝗔𝗦𝗦𝗔 𝗨𝗡 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗘𝗨𝗥𝗢. 𝗦𝘁𝗲𝗿𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗹’𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗙𝗖𝗗𝗘 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗿𝗿𝗶𝗹𝗲𝘃𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗶: 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲.
Anche perché il risultato di amministrazione 2025, apparentemente enorme, va letto correttamente. Il Comune chiude il rendiconto con € 4.997.737,54 di risultato di amministrazione, ma di questi € 4.865.510,69 sono accantonati e € 70.461,68 sono vincolati. La quota effettivamente disponibile è appena € 61.765,17, quindi quasi tutto il risultato positivo è indisponibile perché destinato a coprire rischi, crediti dubbi, contenzioso e altri accantonamenti. 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗘̀ 𝗟𝗔 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗜𝗔 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗢𝗦𝗖𝗘𝗥𝗘 𝗡𝗢𝗩𝗢𝗟𝗜!

▪️𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗦𝗔: 𝟭,𝟯𝟮𝟵 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗘𝗥𝗔𝗡𝗢 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟭 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢
Qui occorre essere estremamente precisi.Nel parere del Revisore del 23 luglio si legge che dalla verifica del Tesoriere aggiornata al 21 luglio risultano «fondo di cassa pari ad € 1.329.962,54» insieme alle riscossioni, ai pagamenti e al saldo di fatto di € 299.879,39. Ma € 1.329.962,54 è il fondo di cassa iniziale dell’esercizio, non la disponibilità esistente al 21 luglio. La verifica ufficiale del Tesoriere indica infatti «saldo di fatto al 21 luglio: € 299.879,39» e «saldo di diritto: € 178.504,96. Il documento del Tesoriere riporta inoltre € 121.374,43 di mandati ancora da pagare. I conti del Tesoriere, va detto con correttezza, sono matematicamente riconciliabili.
Alla determinazione del saldo di fatto concorrono infatti anche «€ 643.545,47 di riscossioni ancora da regolarizzare con reversali» e «€ 397,00 di pagamenti da regolarizzare con mandati». Quindi non contestiamo il saldo di € 299.879,39 ma contestiamo la rappresentazione contenuta nel parere del Revisore, dove € 1.329.962,54 viene indicato semplicemente come «fondo di cassa» all’interno di una verifica dichiarata aggiornata al 21 luglio, senza precisare in quel passaggio che si tratta della consistenza iniziale dell’esercizio. 𝗟𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗿𝗴𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲: 𝘁𝗿𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝟮𝟭 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 € 𝟭.𝟯𝟮𝟵.𝟵𝟲𝟮,𝟱𝟰 𝗮 € 𝟮𝟵𝟵.𝟴𝟳𝟵,𝟯𝟵 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 € 𝟭.𝟬𝟯𝟬.𝟬𝟴𝟯,𝟭𝟱 (𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 −𝟳𝟳,𝟰𝟱%!). 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮, 𝗻𝗲́ 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗺𝗶𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝘀𝗼𝗿𝗲𝗿𝗶𝗮. 𝗠𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶.
Il Quadro Generale Riassuntivo espone infatti un FONDO DI CASSA FINALE PREVISTO DI € 6.212.423,97. Al 21 luglio il saldo di fatto è circa € 300 mila. A fine esercizio se ne prevedono oltre € 6,2 milioni. La domanda, dunque, è semplice: DA QUALI INCASSI ANALITICAMENTE INDIVIDUATI DERIVA QUESTA PREVISIONE? Soprattutto considerando che alla stessa data era stato riscosso appena il 9,87% dei residui attivi. 𝗡𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗹𝗶 «𝗶𝗻𝗰𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶» 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼.𝗦𝘂 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮!

▪️ 𝟮𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗘𝗨𝗥𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘𝗦𝗧𝗜𝗩𝗘. 𝗘 𝗟𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗟𝗢𝗖𝗔𝗟𝗘?
Poi ci sono le scelte politiche….
Con nota del 18 giugno la Polizia Locale aveva rappresentato necessità aggiuntive per complessivi:
€ 63.000 così suddivisi: € 20.000 per il randagismo, comprese cure veterinarie urgenti e gestione delle colonie feline, € 20.000 per la segnaletica stradale, comprese sostituzione dei segnali deteriorati, segnaletica orizzontale e attraversamenti pedonali, € 5.000 per dotazioni operative del Comando e € 18.000 per il progetto “Estate in Sicurezza 2026”, destinato al potenziamento dei servizi serali e notturni della Polizia Locale e al supporto della Protezione Civile. Nel prospetto di assestamento troviamo invece un incremento di € 12.500 per il randagismo.
Non risultano, nello stesso prospetto di variazione, gli incrementi di € 20.000, € 5.000 e € 18.000 richiesti rispettivamente per segnaletica, dotazioni ed “Estate in Sicurezza”. Contemporaneamente viene istituito da zero il capitolo 40087:“SPESE € 20.000,00 PER MANIFESTAZIONI ESTIVE” con incremento integrale di € 20.000. È una scelta politica ed è precisamente per questo che va raccontata ai cittadini. 𝗟’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗼. 𝗡𝗼𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 - 𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 - 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́, 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝘀𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 € 𝟮𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗟𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼.

▪️𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗡𝗦𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘, 𝗡𝗢𝗡 𝗨𝗡𝗢 𝗦𝗟𝗢𝗚𝗔𝗡…
Gli Affari Generali indicavano per la refezione scolastica una quota di € 37.225 da imputare al bilancio 2026. Nella variazione il capitolo relativo alla refezione viene incrementato di € 21.270. Questo non significa automaticamente che manchino € 15.955. Potrebbero infatti esistere stanziamenti già disponibili sul capitolo. 𝗠𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲: 𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗥𝗜𝗦𝗨𝗟𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗕𝗜𝗟𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔? 𝗘̀ 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮 𝘂𝗻 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼. 𝗡𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗻𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗺𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶.

▪️𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗦𝗢: “𝗡𝗘𝗦𝗦𝗨𝗡 𝗗𝗘𝗕𝗜𝗧𝗢 𝗙𝗨𝗢𝗥𝗜 𝗕𝗜𝗟𝗔𝗡𝗖𝗜𝗢” 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 “𝗡𝗘𝗦𝗦𝗨𝗡 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗟𝗘”
Nel risultato di amministrazione è accantonato un FONDO CONTENZIOSO DI € 150.000. Gli atti dichiarano inoltre che non sono stati segnalati debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 194 del TUEL.
Sono due questioni differenti. Una richiesta di risarcimento, un sinistro, una diffida o una controversia ancora pendente non coincidono automaticamente con un debito fuori bilancio già riconoscibile ai sensi dell’articolo 194. Ed è proprio qui che manca, nel fascicolo messo a nostra disposizione, il livello di dettaglio che chiediamo. Il fondo da € 150.000 da quali posizioni deriva? Quante cause copre? Con quale valutazione del rischio? Comprende anche richieste risarcitorie stragiudiziali? Comprende sinistri ancora in istruttoria? Comprende eventuali controversie non ancora sfociate in un giudizio? Noi non affermiamo che esistano passività occultate.𝗔𝗳𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮 𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲: 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗟𝗟𝗘𝗚𝗔𝗧𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗠𝗘𝗦𝗦𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗧𝗢𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗥𝗜𝗖𝗢𝗦𝗧𝗥𝗨𝗜𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗔𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗢𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗦𝗢 𝗗𝗔 € 𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬. 𝗘 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗻𝘁𝗲.

▪️ 𝗨𝗡 𝗘𝗤𝗨𝗜𝗟𝗜𝗕𝗥𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗥𝗥𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗠𝗔𝗥𝗚𝗜𝗡𝗘
C’è infine un dato che descrive la qualità dell’equilibrio meglio di molti discorsi. Per il 2026 vengono utilizzati € 87.445,54 di risultato di amministrazione per la parte corrente. Il prospetto degli equilibri chiude la parte corrente a ZERO. E il saldo corrente ai fini della copertura degli investimenti pluriennali è −€ 87.445,54.
𝗟’𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗧𝗨𝗘𝗟 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟭𝟴𝟳. 𝗡𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.𝗣𝗼𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗼𝗯𝘂𝘀𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼: 𝘂𝗻 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗴𝗼𝗿𝗼𝘀𝗼.

▪️ …𝗘 𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗚𝗥𝗨𝗘𝗡𝗭𝗘 𝗗𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗜𝗥𝗘
La relazione finanziaria quantifica il concorso alla finanza pubblica ex art. 1, comma 533, legge 213/2023 in: € 22.937,71 mentre il prospetto di variazione iscrive sul relativo capitolo: € 22.398,00. Differenza: € 539,71.
Può sembrare una somma minima. Ma un bilancio non diventa preciso in funzione dell’importo dell’errore. O il dato corretto è € 22.937,71 oppure è € 22.398,00. Chiedevamo semplicemente che fosse chiarito e, se necessario, corretto prima del voto. La relazione richiama inoltre, per l’utilizzo di € 75.000 di proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione nella parte corrente, l’articolo 1, comma 737, della legge 208/2015.Anche su questo avevamo chiesto di indicare quali specifiche spese fossero finanziate da quei € 75.000 e in quale delle finalità oggi consentite rientrassero, evitando di limitarci a un richiamo normativo riferito alla disciplina transitoria degli esercizi precedenti. Infine, proposta e parere del Revisore richiamano anche la nota protocollo n. 10325 del 18 giugno 2026. Quella nota non risultava nel fascicolo documentale messo a disposizione del nostro gruppo prima della seduta. E se un documento viene utilizzato come parte dell’istruttoria sulla quale il Consiglio è chiamato a deliberare, riteniamo che i consiglieri debbano poterlo conoscere prima di votare.

𝐄𝐂𝐂𝐎 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́ 𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐀𝐁𝐁𝐀𝐍𝐃𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐋’𝐀𝐔𝐋𝐀
𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐨𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐬𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐬𝐭𝐨. 𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢 € 𝟕,𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐢𝐠𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢. 𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐚𝐠𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞.
𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀𝐍𝐎 𝐈 𝐍𝐔𝐌𝐄𝐑𝐈.
* € 𝟕.𝟏𝟐𝟕.𝟔𝟓𝟐,𝟖𝟓 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢.
* 𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝟗,𝟖𝟕% 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥 𝟐𝟎 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨.
* € 𝟐.𝟐𝟎𝟓.𝟗𝟏𝟖,𝟑𝟏 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟎 𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢.
* 𝐀𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝟒,𝟐𝟕% 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐮𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐚𝐫𝐢.
* € 𝟒.𝟑𝟏𝟐.𝟒𝟓𝟏,𝟏𝟎 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐂𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐃𝐮𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐄𝐬𝐢𝐠𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
* € 𝟒.𝟏𝟐𝟗.𝟕𝟔𝟔,𝟎𝟓 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐂𝐃𝐄 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐀𝐑𝐈.
* € 𝟐𝟗𝟗.𝟖𝟕𝟗,𝟑𝟗 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝟐𝟏 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 € 𝟏.𝟑𝟐𝟗.𝟗𝟔𝟐,𝟓𝟒 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢.
* € 𝟐𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨𝐬𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐋𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐬𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
* € 𝟏𝟓𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚.
𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞. 𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞. 𝐄 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚, 𝐧𝐨𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚.
𝐂𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚! 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐮𝐧 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚. 𝐃𝐄𝐕𝐄 𝐑𝐄𝐆𝐆𝐄𝐑𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐕𝐀 𝐃𝐄𝐈 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐈.

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