14/06/2026
(*** approfondimento ***)
“𝐏𝐑𝐎𝐆𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐍𝐔𝐎𝐑𝐎” 𝐒𝐎𝐋𝐋𝐄𝐕𝐀 𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐁𝐋𝐄𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐈𝐍𝐄𝐓𝐀 𝐃𝐈 𝐔𝐆𝐎𝐋𝐈𝐎 𝐄 𝐃𝐄𝐍𝐔𝐍𝐂𝐈𝐀 𝐋’𝐈𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐋’𝐀𝐂𝐐𝐔𝐈𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐀𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐎 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎 𝐃𝐈 𝐔𝐍 𝐁𝐄𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀 𝐃𝐈 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐌𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐈𝐍 𝐕𝐄𝐍𝐃𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐀𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐄𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐈𝐌𝐌𝐎𝐁𝐈𝐋𝐈𝐀𝐑𝐄
Stiamo parlando – secondo una scheda descrittiva del Segretariato regionale per la Sardegna del ministero della Cultura – di «un parco naturalistico sito nel quartiere di Biscollai, nella città di Nuoro. La pineta rappresenta un parco naturalistico e un polmone verde che si sviluppa per circa 80 ettari su rocce di natura granitica. L’estesa pineta è legata a passate attività di rimboschimento. Tuttavia sono inoltre presenti, in quantità minore, altre varietà arboree, quali lecci, sughere, corbezzoli ed altre essenze della Macchia Mediterranea. Inoltre, all’interno del parco è presente il sito archeologico del Nuraghe Ugolio, costruito su un affioramento granitico a 622 m. s.l.m., allineato con Punta Dionisi (612 metri sul livello del mare.). Qui sono state posizionate tre croci, rappresentazione della crocifissione di Cristo, un punto panoramico sulla città e le valli circostanti. Il parco viene utilizzato dagli amanti del jogging e delle passeggiate, essendo tra l’altro attraversato da diversi percorsi. Sono inoltre presenti diverse aree attrezzate per il pic-nic. L’area della Pineta è stata in passato gestita dell’Ente Foreste della Regione Autonoma della Sardegna, ma da qualche anno, è tornata in parte (per circa 50 ettari) ai proprietari privati dei terreni su cui ricade. Tuttavia, attualmente, l’accesso rimane libero»
Un bene in gran parte valorizzato dal pubblico e restituito ai privati come da convenzione (i restanti 30 ettari sono di proprietà del Comune e della Curia) ma su cui gravano una serie di rigidi vincoli ambientali, che torna d’attualità ogni anno quando i volontari dell’Atletica Amatori ripuliscono il percorso della tradizionale gara di Cross Nuraghe Ugolio (lo scorso febbraio particolarmente impegnativo visti i danni creati dalla tempesta di vento) o puntualmente in estate quando scatta il rischio incendi. Questa volta sollevare il problema in una interrogazione sono i consiglieri comunali di Progetto per Nuoro Lisetta Bidoni e Mario Carcassi che, caduta nel dimenticatoio la possibilità di acquisire l’area da parte del Comune con un mutuo di 400mila euro, propongono l’idea di un’acquisizione a costo zero compensando i privati con ile relative volumetrie da assegnare in altre zone. Nell’interrogazione con richiesta di risposta scritta da parte del sindaco e assessori competenti, Bidoni e Carcassi ricorda che il parco, o la pinea che dir si voglia di Ugolio, «riveste un valore identitario e immateriale inestimabile per la nostra comunità, configurandosi come un vero e proprio patrimonio che la cittadinanza riconosce come proprio e che concorre a generare un profondo senso di appartenenza». Nel tempo anche grazie agli investimenti pubblici con l’Ente Foreste (oggi Forestas) «per uso collettivo spontaneo e consolidato, è divenuto uno spazio dinamico, un punto di riferimento insostituibile per attività sportive, ludiche, ricreative, di relax e di aggregazione sociale a cui la cittadinanza non può e non deve rinunciare. Per quei 50 ettari restituiti anni fa ai privati al temine della concessione, è stata garantita finora la fruizione pubblica ma - ricorda “Progetto per Nuoro” - «i legittimi titolari hanno manifestato l’intenzione di alienare il bene, privilegiando il rapporto con l’Amministrazione Comunale avvertendo però, in caso di perdurante inerzia, che immetteranno l’area sul mercato immobiliare». Ricordato che a precedente amministrazione aveva previsto nel bilancio di previsione 2024/2026, la contrazione con la Cassa Depositi e Prestiti di un finanziamento di 400mila euro mai perfezionato, nel documento per sopperire alla giustificazione della mancanza di risorse e partendo dalla dichiarazione di principio della Giunta comunale in carica informalmente favorevole all’acquisizione della pineta, riconoscendone la pubblica utilità e la necessità di preservarlo dalle logiche di mercato, Lisetta Bidoni e Mario Carcassi ipotizzano una soluzione basata sulla progettazione partecipata e l’urbanistica negoziata: «Attraverso istituti normativi consolidati, quali la perequazione urbanistica, la compensazione o il riconoscimento di crediti edilizi, il Comune ha la facoltà tecnica di acquisire la proprietà pubblica del comparto a costo zero per l'erario comunale», scrivono i due consiglieri comunali spiegando nel concreto che «tale meccanismo consentirebbe di trasferire la capacità edificatoria (potenziale o premiale) spettante alla proprietà su altre aree del territorio comunale idonee alla trasformazione urbanistica, cedendo contestualmente al Comune l’intera proprietà dell'area verde, che verrebbe così definitivamente vincolata alla pubblica fruizione. Il Puc vigente al capo IV delle norme tecniche di attuazione prevede gli istituti di perequazione, compensazione e il riconoscimento dei crediti edilizi». Alla luce di queste possibilità, sottolineando che «il persistere di questo stallo amministrativo rischia di compromettere definitivamente la trattativa con la proprietà, esponendo la città al rischio concreto di perdere un polmone verde e sociale unico nel suo genere, Lisetta Bidoni e il Mario Carcassi chiedono di sapere da sindaco e giunta «se sia intenzione formale di questa Amministrazione procedere all'acquisizione al patrimonio comunale del Parco di Ugolio al fine di tutelarne la destinazione d’uso collettiva, sportiva e sociale, salvaguardandolo da eventuali speculazioni private» e se la Giunta in carica abbia mai preso in considerazione l’ipotesi di ricorrere a strumenti negoziali di urbanistica contrattata (perequazione, compensazione di crediti edilizi) per acquisire la proprietà del compendio senza gravare sulle casse comunali». In quest’ottica poi i due consiglieri di "Progetto per Nuoro” vorrebbero sapere se «l’Amministrazione intenda convocare la proprietà per proporre formalmente un accordo di programma o una convenzione urbanistica negoziata, interrompendo lo stallo che rischia di spingere i privati a vendere il bene sul mercato libero» e, infine, «quale sia il cronoprogramma che si intende adottare per riavviare formalmente il tavolo di trattativa con la proprietà privata, definendo una proposta di acquisto o una formula di compensazione urbanistica prima che il bene venga definitivamente immesso sul mercato immobiliare».
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