21/01/2023
Nurachi, 20 gennaio 2022
Presentazione dei risultati delle campagne di scavi archeologici 2021-2022 al Nuraghe Pische
Un pubblico numeroso e interessato ha partecipato ieri alla presentazione del progetto Pischendi. Le archeologhe Maura Vargiu, direttrice scientifica dello scavo, e
Valentina Chergia hanno illustrato i primi risultati delle indagini al nuraghe Pische, fortemente volute e sentite dalla comunità desiderosa di riappropriarsi del monumento che segna in maniera fortemente identitaria il paese - nel nome stesso oltre che nello stemma - , ma i cui resti erano solo scarsamente visibili.
Il progetto Pischendi nasce nel 2021 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Nurachi con lo scopo di avviare un programma di ricerche sistematiche volte ad approfondire la conoscenza di un monumento la cui esistenza era nota solo dalle fonti scritte ottocentesche, il Nuraghe Pische. Lo stesso nuraghe sarebbe all’origine del toponimo dell’odierno abitato.
Il progetto, in linea con le tematiche di ricerca che la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna porta avanti sul territorio, grazie alla costante e proficua collaborazione tra gli enti coinvolti, ha preso dunque avvio nel 2021, dapprima solo con risorse economiche comunali e poi, dal 2022, con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Le indagini archeologiche, partendo dalle fonti e da pochi residui di muratura emergenti lungo una strada del centro storico, sono tenacemente riuscite ad accertare, in maniera tangibile, l’esistenza del Nuraghe Pische e a riscoprirne una parte, restituendo consistenza e materialità ad una delle pagine più antiche della storia di Nurachi.
Lo scavo ha evidenziato una porzione consistente di una torre costruita in blocchi poligonali di basalto, conservata nello spazio limitrofo al bacino idrico realizzato nel centro storico negli anni Venti. Nonostante l’edificio antico sia stato utilizzato come elemento di fondazione del fabbricato moderno è possibile ipotizzarne un diametro di circa 14 metri.
Lo studio archeologico, che proseguirà con una nuova campagna già programmata, si inserisce così all’interno di un importante percorso di recupero dell’identità culturale della comunità nurachese che si riappropria non solo dei simboli che ancora oggi la rappresentano come il nuraghe, che campeggia nel gonfalone del comune, ma anche di una importantissima pagina della sua storia che sembrava ormai dimenticata.