04/04/2026
Chi oggi attacca il Governo Meloni sull’energia dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dire una cosa molto semplice: la situazione che viviamo oggi non nasce ieri, ma è il risultato di anni di scelte sbagliate.
Il confronto con la Spagna di Pedro Sánchez è utile, ma va fatto fino in fondo. La Spagna ha investito con continuità e stabilità politica su un modello energetico preciso. In Italia, invece, per anni si sono alternati governi fragili, cambi di linea continui, stop and go sulle rinnovabili, nessuna visione strategica di lungo periodo. Il risultato? Dipendenza dal gas e ritardi strutturali che oggi paghiamo tutti.
Pensare che un Governo in carica da poco più di tre anni possa ribaltare in pochi mesi errori accumulati per oltre un decennio non è analisi: è propaganda.
Il viaggio in Medio Oriente non è una “fuga”, ma esattamente il contrario: è il tentativo di rafforzare relazioni strategiche per garantire approvvigionamenti e sicurezza energetica in una fase internazionale estremamente complessa. È quello che dovrebbe fare qualsiasi governo serio.
Sulle misure interne, poi, è facile fare confronti numerici senza guardare al contesto: l’Italia ha margini di bilancio molto più ristretti proprio a causa delle politiche del passato. Eppure, nonostante questo, il Governo sta intervenendo cercando di tenere insieme due esigenze fondamentali: sostenere famiglie e imprese oggi e costruire, finalmente, una strategia energetica più solida per domani.
La verità è che l’Italia non paga le scelte di oggi, ma quelle di ieri. E chi oggi critica è spesso lo stesso che, quando governava, non ha fatto ciò che ora pretende.
La differenza, semmai, è che oggi c’è un Governo che sta cercando di rimettere ordine, anche in condizioni molto più difficili rispetto a quelle in cui altri hanno scelto di non decidere.