08/11/2022
✅Crisi energetica? Partiamo dagli sprechi
📌Contributo a cura del Prof. Roberto Ricciu, Università degli Studi di Cagliari.
📌È dalla fine dell’estate del 2021 che qualcuno ha iniziato a vedersi recapitare bollette elevatissime e la questione energia è ritornata agli onori della cronaca. Come mai questo aumento di prezzo e cosa è necessario sapere?
Stiamo vivendo un periodo di transizione dalla produzione di energia da fonte fossile a quella da fonte rinnovabile e come società industrializzata avevamo puntato quasi tutto sul metano fornito dal monopolista russo che la guerra in Ucraina ci ha sottratto.
Quindi cosa fare?
✅Si ritorna a sistema pre transizione con l’utilizzo di carbone e petrolio (non rinnovabili) oppure
✅Si spinge sull’acceleratore delle rinnovabili.
A cui, secondo alcuni, si aggiunge una terza ipotesi
✅Crisi del mercato dei produttori energivori (che chiudono o mettono in PAUSA le aziende per mancanza di risorse) che causerà un periodo di abbassamento del prezzo dell’energia.
✅E questo è il punto di vista dei produttori di energia; ma il punto di vista dei cittadini?
🔋Utilizziamo l’energia per tre scopi principali e i consumi si suddividono in modo quasi uguale: Industria, trasporti, edifici.
🚍🏭I primi due usano l’energia, e non possono quasi mai risparmiare per via dei processi produttivi/fisici che li tengono in vita se non in percettuali molto al di sotto del 10%;
🏠il terzo (gli edifici) potrebbe (dovrebbe per legge) non consumare energia perché “NZeb” = edifici a energia netta quasi zero.
🏠Gli edifici però sono un argomento delicato e solo di recente ci si sta rendendo conto che si potrebbero ristrutturare quelli per cui vale la pena e abbattere e ricostruire NZeb (con qualità del comfort eccellente per gli occupanti), quelli più energivori dei quartieri residenziali degli anni 1970-1990 e forse anche 2000 come è successo di recente per le Vele di Napoli.
🔋In questo momento di mancanza di gas, petrolio (anch’esso per lo più russo) e quindi energia elettrica, si potrebbe inoltre lavorare sull’involucro degli edifici residenziali e pubblici maggiormente energivori e si renderebbero disponibili per l’industria e i trasporti grandi quantità di energia; è l’unica strada che vediamo a breve termine perché lavorare sull’efficienza energetica di industria e trasporti ha tempi troppo lunghi dettati dallo sviluppo di nuove tecnologie che al momento non esistono.
✅Al nuovo Governo ricordiamo quanto scritto nella speranza di aver fornito anche solo una piccola indicazione verso la strada di un miglioramento del paese Italia.