02/06/2026
2 giugno 1946-2 giugno 2026
80 anni di REPUBBLICA.
“Una buona serata a tutte e a tutti, alle autorità civili, militari e religiose presenti, ai cittadini, alle associazioni
e soprattutto a voi ragazze e ragazzi diciottenni.
Sono passati ottant’anni da quel 2 giugno 1946 in cui milioni di italiani e italiane, attraverso il referendum
istituzionale, scelsero la Repubblica e iniziarono a costruire una nuova storia per il nostro Paese.
Una scelta nata dopo gli anni bui della dittatura fascista, dopo la tragedia della guerra, delle persecuzioni,
delle distruzioni e dell’occupazione nazista.
Una scelta di libertà, di democrazia, di partecipazione e di pace.
Ricordiamo anche che il due giugno 1946 si recarono alle urne per la prima volta anche milioni di italiane
che avevano appena acquisito il diritto di votare e che furono elette 21 donne all'Assemblea Costituente, le
"Madri costituenti", che hanno partecipato attivamente alla stesura della Costituzione repubblicana,
introducendo principi fondamentali legati all'uguaglianza sostanziale e ai diritti delle donne nel lavoro e
nella famiglia.
Da quel voto popolare nacque la nostra Repubblica e, poco dopo, la Costituzione italiana: il più alto punto
d’incontro tra culture politiche diverse che seppero mettere davanti a tutto il bene comune, la dignità della
persona, i diritti, il lavoro, la solidarietà e il ripudio della guerra.
Parole che oggi, ottant’anni dopo, non possiamo permetterci di considerare scontate.
Viviamo infatti un tempo attraversato da conflitti, tensioni internazionali, disuguaglianze crescenti e paure
che rischiano di dividerci invece di unirci.
Il primo pensiero va inevitabilmente alle guerre ancora in corso. All’Ucraina, colpita ormai da oltre quattro
anni dall’aggressione russa, e a tutte le popolazioni civili coinvolte nei conflitti che continuano a
insanguinare il mondo.
E il nostro pensiero va anche alla tragedia umanitaria che ogni giorno si consuma a Gaza e in Palestina.
Di fronte alle migliaia di vittime civili, ai bambini uccisi, alle famiglie senza più una casa, senza cure, senza
cibo e senza futuro, non possiamo restare indifferenti.
La difesa dei diritti umani, della dignità delle persone e del diritto internazionale deve valere sempre, senza
doppi standard, senza silenzi comodi, senza ambiguità.
La Repubblica italiana è nata sulle macerie della guerra proprio per affermare un principio semplice e
fortissimo: mai più odio, mai più sopraffazione, mai più indifferenza.
Ed è per questo che oggi, qui, celebrare la Repubblica significa anche assumersi una responsabilità.
Quella di difendere ogni giorno i valori della democrazia, dell’antifascismo, della libertà, del rispetto
reciproco, della solidarietà e della partecipazione.
Valori che non si difendono solo con le parole, ma soprattutto con i comportamenti quotidiani.
Ce lo ricordava Giovanni Falcone, alla cui memoria, insieme a Paolo Borsellino e Francesca Morvillo,
abbiamo dedicato la scuola di Somaino:
“Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni, non le parole.”
E allora il compito di tutti noi adulti — istituzioni, scuola, famiglie, associazioni, comunità — è prima di tutto
quello di dare l’esempio.
Ascoltare davvero i giovani. Offrire loro opportunità, spazi, fiducia. Aiutarli a costruire il proprio futuro senza
lasciarli soli davanti alle difficoltà, alle incertezze e alle paure di questo tempo.
Per questo voglio ringraziare voi diciottenni presenti questa sera.
Grazie per aver scelto di esserci, grazie per il vostro contributo e per la vostra partecipazione alla cerimonia
di oggi, insieme al prezioso lavoro del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
A voi voglio dire una cosa molto semplice ma sincera: abbiate il coraggio di essere protagonisti.
La vostra generazione viene spesso raccontata in modo superficiale, io invece continuo a vedere ragazze e
ragazzi capaci di sensibilità, attenzione, impegno, spirito critico e voglia di cambiare le cose, capaci di
lasciare TRACCIA del loro passaggio.
Lo vediamo nella scuola, nello sport, nel volontariato, nelle associazioni, nei piccoli e grandi gesti quotidiani.
Siete la generazione che ha affrontato la pandemia in anni fondamentali della propria crescita, vivendo
rinunce e difficoltà che nessuno di noi aveva conosciuto alla vostra età.
E lo avete fatto con una forza e una maturità che meritano rispetto.
Per questo non smettete mai di essere curiosi.
Studiate, viaggiate, informatevi, mettetevi in discussione.
Difendete sempre il vostro diritto a pensare liberamente.
E soprattutto partecipate: partecipate alla vita della vostra comunità___ Impegnatevi___Fate sentire la
vostra voce.
E usate il diritto più importante che la democrazia vi consegna: il voto.
Non credete a chi vi dice che “tanto non cambia nulla”. La democrazia vive soltanto se qualcuno sceglie di
esserci.
Tante donne e tanti uomini hanno sacrificato la propria vita perché oggi noi potessimo vivere in un Paese
libero. Anche per questo il voto non è solo un diritto: è una responsabilità.
Noi ci siamo. Come amministrazione comunale, insieme alla scuola, alla parrocchia, alle associazioni, alle
forze dell’ordine, alle famiglie e a tutta la comunità.
Siamo dalla vostra parte. Sempre.
E permettetemi allora di lasciarvi con le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ci
ricordano il senso più profondo dell’essere cittadini:
“La democrazia non è conquistata per sempre. Va vissuta, custodita e rafforzata ogni giorno.”
Ecco il compito che abbiamo davanti. Non limitarci a celebrare la Repubblica una volta all’anno, ma viverla
ogni giorno attraverso il rispetto degli altri, la partecipazione, la solidarietà, la legalità e il coraggio di non
voltarci dall’altra parte.
La Repubblica siete voi!! Siete voi quando scegliete di impegnarvi, quando tendete una mano a qualcuno,
quando difendete chi è più fragile, quando decidete di non restare indifferenti.
Abbiate sogni grandi, Abbiate il coraggio di cambiare le cose. Abbiate la forza di non abituarvi mai alle
ingiustizie.
Perché il futuro del nostro Paese non arriverà da solo: ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra
sensibilità, della vostra passione e della vostra umanità.
Adesso tocca anche a voi continuare a scrivere la storia della nostra Repubblica.
Viva la Costituzione, viva la Repubblica, viva l’Italia, e viva i nostri diciottenni.
Il vostro Sindaco,
Simone Moretti