25/09/2024
Ieri, tutti e 6 i componenti di OperAttiva hanno rassegnato le loro dimissioni in Comune, definitive e irrevocabili, prendendo atto sia della distanza ormai insanabile dall’amministrazione Barbieri, sia della delusione per i troppi risultati (non) ottenuti.
Abbiamo provato ad essere da stimolo dall’interno, sostenitori del cambiamento con cariche di rilievo, per poi ritrovarci isolati ed impossibilitati a portare avanti le nostre istanze e i nostri progetti. Abbiamo provato ad appoggiare il programma elettorale dall’esterno con la scelta appunto di costituire il gruppo consiliare OperAttiva, ma siamo stati volontariamente e sistematicamente tagliati fuori da qualsiasi tipo di decisione e di strategia politica.
Il clima di sospetto e le decisioni non condivise, le posizioni apertamente poco democratiche (pensiamo ad esempio alla chiusura della possibilità di commentare la pagina FB del Comune) ci hanno definitivamente allontanato da questa amministrazione.
La nostra fedeltà andava totalmente al programma politico elettorale sul quale la cittadinanza di Opera ci ha dato fiducia 3 anni fa, ma di questo programma elettorale è stato realizzato davvero troppo poco per giustificare ulteriormente questa amministrazione.
I pochi risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti:
Per la terza estate consecutiva non sono stati fatti i lavori importanti e necessari nelle scuole, né al Polifunzionale.
Il cimitero versa in condizioni irraccontabili.
Sul Palazzetto non esiste alcuna idea politica.
Nessun Parco della Pace a Noverasco (primo atto politico della Giunta Barbieri che di fatto viene stralciato), nessuna scala o piazza che dir si voglia alla Sacco e Vanzetti, mensa ancora chiusa in Don Milani, lavori al campo Angelo di Napoli non terminati (nessun bagno per il pubblico, nessun bar); diversi cantieri aperti dall’amministrazione precedente non ancora chiusi.
Ci siamo ritrovati con un’amministrazione che quasi festeggia per il taglio dell’erba o per il rifacimento della segnaletica su strada (tra l’altro lavoro lasciato incompleto), che procede da un’emergenza all’altra.
Conosciamo bene - perché le abbiamo vissute in prima persona - le serie difficoltà dell’Ufficio Tecnico che non possono però diventare l’“alibi perfetto” per ogni inadempienza e leggerezza, anche perché tante di queste difficoltà sono conseguenze di precise scelte politiche, da noi non condivise.
Le responsabilità di una gestione così miope del personale interno al Comune sta tutta nelle mani di Sindaca ed ex Vice Sindaco (dimessosi solo il 12 giugno scorso), che con questa gestione hanno aggravato ulteriormente le oggettive difficoltà che il nostro Comune purtroppo ha da tempo.
Decidere di dedicare tutto l’Ufficio Tecnico ai progetti PNRR sapendo che lo avrebbero tenuto impegnato per i successivi due anni è stata una precisa scelta politica.
Permettere al responsabile del verde di andare in mobilità senza avere un piano B per garantire al nostro territorio almeno la gestione dell’ordinario è una precisa scelta politica.
Lasciare importanti decisioni e indirizzi politici (non certo gestionali) in mano al Segretario Generale, e permettergli di dettare tempi e modi per colmare le esigenze pressanti del nostro Comune è una precisa scelta politica.
Smembrare, cambiare, cancellare interi settori all’interno del Comune, senza una visione di insieme e senza mai condividerlo con i dipendenti – né con noi - è una precisa scelta politica.
Molti ricorderanno che, all’ultimo Consiglio Comunale (luglio) OperAttiva aveva provato a dare un metodo, dei tempi e delle priorità, che erano: 1. coperture delle scuole, 2. progetto per il cimitero e 3. risorse disponibili subito per esternalizzare nuove progettazioni. Ebbene: le coperture non sono partite, sul cimitero non c’è nemmeno l’ombra di un progetto che vada al di là di piccole quanto ormai inutili manutenzioni, e le risorse proposte per le progettazioni da esternalizzare non sono state stanziate né con la variazione di bilancio di luglio, nè sono previste nell’immediato futuro.
Tutto questo con un avanzo di bilancio che si aggira ad oggi intorno ai 10 milioni di euro e senza che mai chi ne aveva delega e facoltà presentasse un serio Piano delle opere e degli investimenti.
Noi non siamo né vogliamo in nessun modo accomunarci all’opposizione operese che abbiamo sempre civilmente osteggiato e democraticamente combattuto, fieri e orgogliosi delle differenze valoriali, etiche e di visione che da sempre ci contraddistinguono.
Per questo evitiamo con dignità di andare in un Consiglio Comunale dove necessariamente la nostra non adesione alle scelte dell’amministrazione Barbieri sarebbe drammaticamente coincisa con quella dell’opposizione.
Per questo evitiamo la bagarre del CC, al CC di stasera nessuno di noi sarà presente. Con questa scelta vogliamo rivendicare la nostra differenza sostanziale, radicale e incolmabile dalle posizioni della destra di Opera.
Una politica di promesse non mantenute, di cronoprogrammi che da 3 anni “stanno arrivando”, di aggiornamenti richiesti ma non ancora ottenuti, è una politica che di fatto non riesce a gestire nemmeno l’ordinario, è una “non politica”.
La politica non è per tutti e questa avventura purtroppo lo dimostra.
Certo, questo è sicuramente il giorno della disillusione per tutti noi di OperAttiva, che abbiamo cercato con tutte le nostre forze, mettendo da parte personalismi e guardando soltanto agli interessi del paese, di portare avanti il nostro mandato elettorale.
Certo, “la politica non è un taxi”, dal quale si sale e si scende a proprio piacimento. Ma fare politica non è nemmeno un obbligo.
Essere adulti, amare Opera ed essere responsabili verso la cittadinanza significa saper prendere decisioni anche dolorose, saper fare un passo indietro, se necessario.
La Sindaca Barbieri non ha più la maggioranza, è un dato di fatto: e per questo la invitiamo caldamente alle dimissioni.
Lasciamo che sia la cittadinanza operese, “sovrana” all’interno delle dinamiche della piena democrazia in cui viviamo, a decidere chi in futuro guiderà il nostro paese.