04/10/2026
LA REGIONE FA UN PASSO INDIETRO SU I DATA CENTER?
*Datacenter: l'assessore regionale annuncia modifiche alla legge.*
_Un fallimento sotto gli occhi di tutti_
Mentre imperversano le proteste nei territori, incredibile colpo di scena sul fronte datacenter: l'assessore regionale Sertori annuncia sulle pagine de Il Giorno che la legge regionale subirà delle modifiche.
Probabilmente spaventati dalla pressione dell'opinione pubblica e dall'esplosione del numero di nuovi progetti, anche fuori Milano, corrono a rimettere mano a un testo approvato solo il 3 giugno scorso.
Una sonora bocciatura per una legge regionale che nasceva, come avevamo denunciato, per accelerare e semplificare le procedure, più che per governare lo sviluppo.
Avessero ascoltato... Non solo noi, ma pure il coro di esperti che si sono susseguiti nel corso delle audizioni, oggi avremmo potuto avere una normativa equilibrata.
Invece, con la consueta arroganza e con l'idea f***e che tanto il mercato, in qualche modo, si autoregola, hanno tirato dritto.
Pensavano di arginare lo straripante potere economico dei signori del mondo maggiorando gli oneri: dare un prezzo a beni comuni come suolo, aria e acqua non allontana tutti, ma seleziona solo chi li può comprare.
Un conto è essere aperti agli investimenti, un altro è svendere il territorio ed essere colonizzati.
Noi ci saremo e ci faremo trovare pronti.
Rilanciando le nostre proposte, a partire dalla necessità di contrastare la f***e concentrazione di questi impianti nell'area metropolitana.
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DATACENTER: L'ASSESSORE REGIONALE ANNUNCIA MODIFICHE ALLA LEGGE.
UN FALLIMENTO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
Mentre imperversano le proteste nei territori, incredibile colpo di scena sul fronte datacenter: l'assessore regionale Sertori annuncia sulle pagine de Il Giorno che la legge regionale subirà delle modifiche.
Probabilmente spaventati dalla pressione dell'opinione pubblica e dall'esplosione del numero di nuovi progetti, anche fuori Milano, corrono a rimettere mano a un testo approvato solo il 3 giugno scorso.
Una sonora bocciatura per una legge regionale che nasceva, come avevamo denunciato, per accelerare e semplificare le procedure, più che per governare lo sviluppo.
Avessero ascoltato... Non solo noi, ma pure il coro di esperti che si sono susseguiti nel corso delle audizioni, oggi avremmo potuto avere una normativa equilibrata.
Invece, con la consueta arroganza e con l'idea f***e che tanto il mercato, in qualche modo, si autoregola, hanno tirato dritto.
Pensavano di arginare lo straripante potere economico dei signori del mondo maggiorando gli oneri: dare un prezzo a beni comuni come suolo, aria e acqua non allontana tutti, ma seleziona solo chi li può comprare.
Un conto è essere aperti agli investimenti, un altro è svendere il territorio ed essere colonizzati.
Noi ci saremo e ci faremo trovare pronti.
Rilanciando le nostre proposte, a partire dalla necessità di contrastare la f***e concentrazione di questi impianti nell'area metropolitana.