Partito Democratico Orvieto

Partito Democratico Orvieto Pagina ufficiale del Partito Democratico di Orvieto. [email protected]

18/08/2026

“ Eppur si muove “
La Giunta Regionale comincia a governare i Territori

Il caldo asfissiante Ferragostano ci ha tenuti ai margini del dibattito politico cittadino, per settimane abbiamo assistito a proclami di efficienza e capacità di programmazione politica futura per la Città da parte della maggioranza che governa la Città.

Ci siamo stupiti dell’ enorme sforzo profuso nel comunicare le meravigliose strategie atte a rilanciare la bellezza e l’ordine in città, dal restyling delle vetrine dei negozi sfitti nel centro storico fino alle telecamere di sorveglianza e le fioriere in via Soliana.

Non erano comunicati della Segreteria della Sindaca, ma di una parte politica della Maggioranza che, quando si tratta di propaganda, è sempre “presente!” ed attiva, ma ciò che ci ha, veramente, svegliati dal torpore estivo è stata l’ attività letteraria del massimo Consigliere che, ossessionato dal silenzio del Partito Democratico, per giorni ha sciorinato il suo pensiero a 360° arrivando ad esaltare la demolizione degli asset più importanti, che hanno fatto crescere la città nei decenni scorsi, come la migliore strategia politica della Destra locale degli ultimi 7 anni con l’aggiunta dei primi 5.

Come dire: …..abbiamo demolito la diga che avevano costruito i “comunisti” rimettendo il fiume nel suo letto originale, facendo perdere lavoro a centinaia di lavoratori e lasciando al buio il territorio nel quale insisteva quella infrastruttura produttiva.

Il Partito Democratico è convinto, che si possa fare meglio, anzi si deve, vantare lustrini politici ignorando la depressione economica locale che unita a quella nazionale diventa spaventosa, è esercizio da improvvisati senza conoscenza, non aver sfornato progetti atti ad acquisire fondi del PNRR e, laddove ci sono riusciti, farli addirittura scadere, salvo un recupero grazie alle Risorse stanziate dal Governo Conte con la legge 160 nel Decreto Ministeriale 20/26, per il Centro Sociale di Orvieto Scalo che verrà realizzato entro il 31 dicembre del 2027, dovrebbe farli vergognare.

Eppoi, l’Asilo di Sferracavallo, la S.P. Bagnorese, le pirotecniche lucubrazioni sul futuro della Piave, i mancati interventi sui beni architettonici come la Chiesa di San Francesco, i Giardini pubblici che non sono ancora fruibili mentre l’area giochi della Confaloniera ( 200.000euro spesi !) è già da manutenere a pochi mesi dal taglio del nastro, le soluzioni a strisce gialle per il parcheggio dei residenti e nessun controllo sugli abbonamenti concessi nei parcheggi insilati, piazza della Pace senza servizio di ristoro per i turisti e scale mobili di accesso alla Stazione Ferroviaria, la Casa di Comunità realizzata in una porzione del vecchio Ospedale in Piazza Duomo non tenendo presente i problemi di viabilità e parcheggi.

Sembra il Metaverso progettato e compiuto…..ma al contrario !!!!

La stessa Giunta che ha governato la città nella passata Consiliatura, silente nei confronti della giunta regionale della Presidente Tesei di centro-destra, ha permesso che la Sanità Pubblica del Territorio Orvietano venisse svilita a vantaggio di quella Privata, oggi con la Presidente Proietti di centro-sinistra l’ Ospedale di Orvieto ricomincia timidamente a riorganizzarsi, da Aprile 4 nuovi medici nel reparto di Urologia, importate laddove esiste una gran parte di popolazione non più giovanissima, e, a breve, con un concorso pubblico ne verranno assunti altri 2.

Il documento di Sanità e Salute del Territorio prodotto dal Partito Democratico insieme alla richiesta di garanzia di servizi medici necessari presso l’ Ospedale di Orvieto è agli atti della programmazione del nuovo PSSR in fase di ultimazione.

Sul dissesto idrogeologico che ha interessato la S.P.Bagnorese interrompendo una arteria stradale di vitale importanza per gli abitanti di Canale da oltre sei mesi, la Giunta Regionale ha già stanziato 1 milione per iniziare il cantiere dei lavori, oggi, grazie al programma di interventi per il 2026, l’ Assessore Thomas de Luca, si aggiunge un ulteriore milione insieme agli interventi sulla strada che unisce Scoppieto a Baschi ( 1 milione) ed il consolidamento delle pendici della Fortezza Albornoz ( 1 milione) di Orvieto per ulteriori 2 milioni di euro, il tutto approvato dal Ministero per l’Ambiente e dal Ministero per per la Sicurezza Energetica (MASE).

Il Governo della Regione dimostra con i fatti di ritenere il Territorio Orvietano di massimo interesse, i Consiglieri del Partito Democratico, unitamente ai nostri rappresentanti in Giunta Regionale, sono attenti alle nostre richieste e, domani, valuteranno i nostri progetti per rilanciare l’ Economia, il Turismo e la Cultura della nostra Città.

La collaborazione tra gli Assessori De Rebotti (Infrastrutture), De Luca (Ambiente) e Bori (Bilancio) rendono l’efficienza della Giunta regionale di Centro-Sinistra un ottimo banco di prova di come tra persone competenti si possa creare una alleanza politica capace di governare una Regione, provata dai cinque anni di governo Tesei, domani una Nazione ed un Comune come Orvieto che ha subito la demolizione del suo migliore aspetto costruito in decenni, in 15 anni su 20 nei quali la Destra locale si è cimentata in improvvide soluzioni che non hanno portato alcun beneficio, innalzando la temperatura di un conflitto sociale che, inevitabilmente, ci porterà il conto.

- Partito Democratico di Orvieto -

05/08/2026

In questa calda estate, quando la politica cittadina è vacante e priva di iniziative, mentre si lanciano spot su progetti avveniristici sul futuro progetto di riqualificazione dell’ex Caserma Piave, fino a ieri utilizzata come luogo di stoccaggio di rifiuti indifferenziati con la totale distrazione dell’ Amministrazione Comunale e si informa la cittadinanza che da domani i negozi del centro storico, ormai sfitti da anni, dovranno adottare una cura estetica come da decoro urbano civile per non offendere i turisti che si trovano immersi in un decumano impoverito dalla crisi economica e dalla cecità di chi poteva prevenire quello scempio con politiche sociali ed imprenditoriali degne della Città del Signorelli, ci giunge la sperata notizia che la Regione ha stanziato i soldi necessari per ripristinare la viabilità nella S.P. 12, così detta Bagnorese, che unisce la frazione del Comune di Orvieto, Canale, al resto del mondo abitato.

Ricordiamo tutti le interminabili polemiche su chi doveva decidere e cosa fare per rendere percorribile quella strada, ci rimbombano nelle orecchie, addirittura, le minacce dell’arrogante Presidente della Provincia, Bandecchi, che si riteneva insultato per l’ accostamento dell’ affidamento dei lavori ad una Impresa locale del Presidente dell’ Unione Sportiva Orvietana dal quale aveva acquistato i diritti sportivi per fondare, dal nulla, una nuova Società di Calcio a Terni, cancellando, di fatto, più di cento anni di storia cittadina della squadra locale.

Bene !!!

Nell’assestamento di bilancio della Regione Umbria, appena Approvato, viene stanziato 1 Milione di euro destinato ai lavori necessari per la strada che collega Orvieto a Canale, grazie all’interesse dell’ Assessore alle infrastrutture, De Rebotti , ed alla proposta in Giunta dell’ Assessore al Bilancio, Bori.

Il Partito Democratico di Orvieto ha seguito in tutti questi mesi la vicenda senza ingerire nell’ iter amministrativo necessario facendo pressione presso i livelli provinciale e Regionale, lasciando libera iniziativa al Comitato Cittadino di Canale di interfacciarsi con le Istituzioni senza indossare colori politici.

Ma il silenzio e l’ incapacità di chi governa questa Città comincia ad essere evidente, il timore di alzare la voce per difendere i propri cittadini in difficoltà e l’assenza totale di potere di interlocuzione politica nei confronti di chi doveva e poteva risolvere il problema, dimostra che Orvieto ha bisogno di una nuova classe Dirigente e che bisognava impedire al Centro Destra locale di poter governare, ancora ,dopo i primi cinque anni.

Che serva di lezione tra tre anni !!!

- PARTITO DEMOCRATICO di ORVIETO -

07/07/2026

RIAPRE UNA STRADA.
SPERIAMO SI RIAPRA ANCHE UN MODO SERIO
DI AMMINISTRARE.

La Strada Provinciale Bagnorese riapre, seppure a senso unico alternato. I cittadini di Canale tornano finalmente ad essere collegati con il resto del territorio attraverso la principale arteria viaria.

È questa l’unica notizia che conta. Ed è una buona notizia.

L’abbiamo appresa dalla stampa, anche se già da un paio di giorni sapevamo che l’iter autorizzativo era giunto al termine. Non abbiamo mai dubitato che una soluzione sarebbe stata trovata. Quello che abbiamo sempre contestato è il tempo impiegato per arrivarci.

Per mesi un problema tecnico è stato trasformato in un’emergenza sociale. E un’emergenza amministrativa è stata progressivamente degradata a spettacolo politico.

Restano agli atti le dichiarazioni del Sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che nel pieno della vicenda arrivò a dichiarare di non voler muovere un dito e di augurarsi che quella strada non venisse “mai” riaperta. Parole che ciascuno giudicherà per quello che valgono, ma che difficilmente possono essere archiviate come un semplice eccesso verbale. Quando si ricoprono incarichi istituzionali, perfino la rabbia dovrebbe conoscere il limite del senso delle istituzioni.

Il Partito Democratico non rivendica medaglie. Ha fatto ciò che un’opposizione seria ha il dovere di fare: seguire la vicenda, monitorarne gli sviluppi, incalzare le istituzioni competenti, coinvolgere i propri Consiglieri Provinciali, Regionali e l’Assessore Regionale De Rebotti, affinché una questione che stava isolando un’intera comunità non venisse derubricata a fastidioso dettaglio burocratico.

Abbiamo invece rilevato, fin dall’inizio, il silenzio della Sindaca di Orvieto. Un silenzio prudente, costante, quasi notarile. Sempre attenta a non disturbare il manovratore. Una prudenza che, evidentemente, viene considerata più utile del rappresentare con forza gli interessi della propria comunità.

Ancora più singolare è assistere oggi alla distribuzione postuma dei meriti. Gli stessi amministratori che fino a ieri spiegavano quanto fosse complicata la situazione e quanto poco potessero fare, oggi sembrano voler intestarsi la soluzione. È un classico della politica contemporanea: quando il problema esiste, la responsabilità è sempre di qualcun altro; quando il problema si risolve, il merito diventa improvvisamente personale.

Noi lasciamo volentieri ad altri la competizione per le fotografie, i comunicati e i titoli di giornale.

Il merito più grande appartiene ai cittadini di Canale e al Comitato che ha saputo tenere unita la comunità senza trasformare una battaglia civica in una battaglia di appartenenza politica. Hanno dimostrato equilibrio, dignità e senso delle istituzioni. Il Partito Democratico ha scelto di rispettare quella autonomia, sostenendola senza occuparla. Per noi i cittadini non sono un fondale davanti al quale scattare una fotografia, ma interlocutori da ascoltare.

Quanto alle dichiarazioni di Fratelli d’Italia e alle ironie di Civitas, registriamo ancora una volta un copione già visto: quando gli argomenti amministrativi scarseggiano, si prova a sostituirli con la propaganda o con la derisione dell’avversario. È una strategia comprensibile. Meno comprensibile è scambiarla per buona politica.

Nel frattempo il Partito Democratico di Orvieto ha ricominciato a fare ciò che un partito dovrebbe fare: tornare nei quartieri, ascoltare i cittadini, studiare i problemi, avanzare proposte. I risultati delle ultime consultazioni elettorali raccontano già una crescita significativa. Se questo genera nervosismo in qualcuno, non è una questione che ci riguarda. Significa semplicemente che un’opposizione credibile torna ad essere percepita come tale.

Noi continueremo ad occuparci di sanità, infrastrutture, viabilità, lavoro, servizi e sviluppo. Lasciamo ad altri la ricerca ossessiva del titolo di giornale o dell’applauso facile.

Le discussioni da bar su chi sarebbe più dotato dell’altro continuano a non appassionarci. Sono il rifugio di una politica che, non avendo risultati da esibire, preferisce misurarsi sulle caricature.

Ci riesce però difficile trattenere un sorriso quando ascoltiamo Fratelli d’Italia vantarsi di aver ripristinato il traffico a Canale dopo quattro mesi nei quali, anziché governare il problema, hanno dato l’impressione di rincorrerlo, alternando silenzi, annunci e tardive rivendicazioni. Rivendicare come impresa straordinaria la soluzione di un’emergenza che si è lasciata trascinare per mesi suscita, insieme, ilarità e compassione.

Molto meno divertente è constatare che a questa maggioranza gli orvietani abbiano affidato altri cinque anni di governo della città. Questo, più che far sorridere, induce a riflettere. Perché accade spesso che il peggio riesca perfino a vestirsi da successo quando chi dovrebbe contrastarlo preferisce consumare le proprie energie nel timore che il Partito Democratico possa apparire più credibile, più autorevole o, se si preferisce la metafora, semplicemente più elegante della compagnia.

Noi continueremo a fare l’opposto.

Continueremo ad occuparci dei problemi prima della propaganda, dei cittadini prima dei comunicati, dei fatti prima delle narrazioni.

Perché una strada riaperta non è un favore concesso ai cittadini. È un loro diritto. E garantire i diritti non dovrebbe mai essere celebrato come un’impresa.

- Partito Democratico di Orvieto -

06/07/2026

Contrastare il caldo con la necessaria attenzione

La tendenza a ridurre l’ emergenza climatica ad una esagerata tendenza ideologica della Sinistra pone la Destra al governo centrale e nei territori un problema di primaria importanza, come permettere ai cittadini più deboli ed indifesi la sopportazione delle alte temperature estive nei luoghi deputati a quelle accoglienze.

Se da una parte, ecologisti, progressisti e popolazione attenta agli sprechi energetici e al conseguente inquinamento ambientale rilevano un abuso di condizionatori del clima in ogni luogo pubblico e nelle abitazioni private, gli stessi sottolineano le proteste dei cittadini e chiedono di dotare asili, scuole primarie e residenze che ospitano anziani di strumenti atti a sopportare il caldo di questi mesi estivi.

Non una contraddizione , ma semplice ed intelligente uso di tecnologie che soddisfino i bisogni primari di salute pubblica degli esseri più indifesi contro lo spreco esagerato di energia elettrica pubblica a vantaggio di semplici privati.

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Al Presidente del Consiglio comunale di Orvieto

Oggetto: Interrogazione – Emergenza caldo negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia

Premesso che:

il cambiamento climatico rende sempre più frequenti e intense le ondate di calore, con temperature che possono compromettere il benessere di bambini, educatori, insegnanti e personale scolastico;

il Ministero della Salute richiama l’attenzione sulla necessità di adottare misure di prevenzione a tutela delle persone più fragili durante i periodi di caldo intenso;

i bambini nella fascia 0-6 anni, e in particolare quelli che frequentano gli asili nido, sono tra i soggetti più vulnerabili agli effetti delle alte temperature;

molti edifici scolastici sono stati realizzati in un contesto climatico diverso da quello attuale e non dispongono di adeguati sistemi di raffrescamento e deumidificazione;

non è accettabile che bambini così piccoli trascorrano le giornate in ambienti surriscaldati, confidando esclusivamente in misure temporanee quali ventilazione naturale, ventilatori o maggiore idratazione.

Considerato che:

il Comune ha il dovere di garantire ambienti salubri e sicuri nei servizi educativi e scolastici;

la criticità interessa soprattutto gli asili nido, ma riguarda anche le scuole dell’infanzia, che accolgono bambini in età prescolare e svolgono attività per un periodo dell’anno più esteso rispetto ad altri ordini scolastici;

il prolungamento del servizio dei nidi comunali nel mese di luglio rende ancora più urgente verificare l’idoneità climatica degli edifici;

è necessario disporre di una ricognizione aggiornata degli impianti di climatizzazione, raffrescamento e deumidificazione presenti nelle strutture comunali e programmare gli interventi necessari ove tali impianti risultino assenti o insufficienti;

è altresì necessario provvedere alla riparazione o sostituzione delle serrande e degli altri sistemi di schermatura solare non funzionanti, sia per il contenimento del calore sia per la sicurezza degli edifici;

occorre verificare che il nuovo edificio della scuola dell’infanzia “Collodi” di Sferracavallo sia già predisposto per l’installazione di impianti di climatizzazione e deumidificazione;

il miglioramento della qualità degli ambienti educativi si inserisce nel quadro del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni previsto dal D.Lgs. 65/2017;

esperienze presenti anche in comuni limitrofi dimostrano la validità del modello dei poli educativi 0-6, mentre la Regione Umbria mette a disposizione risorse a sostegno dello sviluppo del sistema integrato e della qualificazione delle strutture.

Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Sindaco e la Giunta per sapere:

1. se sia stata effettuata una ricognizione degli asili nido e delle scuole dell’infanzia comunali con riferimento alla presenza e all’efficienza degli impianti di raffrescamento, climatizzazione e deumidificazione;

2. quali strutture siano attualmente dotate di impianti adeguati e quali presentino invece carenze o criticità, anche in vista del prolungamento del servizio nei nidi comunali durante il mese di luglio;

3. se l’Amministrazione intenda predisporre un piano di interventi per l’installazione o l’adeguamento degli impianti necessari a garantire condizioni ambientali adeguate alla salute e al benessere di bambini e personale;

4. se sia stata effettuata una verifica dello stato delle serrande, degli oscuranti e degli altri sistemi di protezione solare e quali interventi siano programmati per la loro riparazione o sostituzione;

5. se il nuovo edificio della scuola dell’infanzia “Collodi” di Sferracavallo sia già predisposto per l’installazione di impianti di climatizzazione e deumidificazione e, in caso contrario, se si intenda provvedere prima della conclusione dei lavori;

6. se l’Amministrazione intenda avviare una riflessione sull’istituzione di poli educativi 0-6 anche nel Comune di Orvieto, nell’ambito del sistema integrato previsto dal D.Lgs. 65/2017;

7. se siano previste iniziative per intercettare finanziamenti regionali, nazionali o europei destinati all’adeguamento climatico degli edifici scolastici, al miglioramento degli ambienti educativi e allo sviluppo del sistema integrato 0-6.

Gruppo consiliare PD di Orvieto

04/07/2026

…… ai Fratelli d'Italia !

La politica, nella fisiologica dialettica democratica, prevede che i partiti e i movimenti che non fanno parte della maggioranza di governo esercitino il proprio ruolo di controllo, di proposta e di critica, incalzando chi amministra sulle questioni che riguardano la vita di un territorio.

È ciò che fa il Partito Democratico. È ciò che abbiamo fatto con una Lettera Aperta al Sindaco, non con un comunicato estemporaneo. Abbiamo chiesto chiarimenti su una vicenda che, per metodo e gestione politica, riteniamo grave: prima l’Amministrazione ha dato l’impressione di non essere consapevole del percorso che stava conducendo alla cessione di una storica società sportiva cittadina; poi ha dichiarato di non averne avuto contezza; infine ha ricondotto tutto a una semplice dinamica tra privati, sostenendo che non spettasse alla politica intervenire nei rapporti economici tra soggetti autonomi.

Ma il punto non era, e non è, interferire nelle legittime scelte dei privati. Il punto era comprendere se una vicenda che coinvolge un patrimonio sportivo, sociale e identitario della città potesse essere accompagnata da un confronto pubblico, trasparente e responsabile.

La risposta dell’Amministrazione si è invece consumata in una conferenza dai toni autocelebrativi, nella quale i soggetti coinvolti avevano già definito un percorso con il Comune. Noi chiedevamo altro: chiedevamo che potesse parlare la comunità, che fossero ascoltate le famiglie, le associazioni, gli operatori dello sport, tutti coloro che da anni tengono vivo quel tessuto sociale che una società sportiva rappresenta.

Non siamo arrivati con un giorno di ritardo. Eravamo ancora nei tempi per evitare che un problema improvvisamente divenuto pubblico venisse affrontato con l’abituale schema ristretto, verticale, poco partecipato, nel quale pochi decidono e molti vengono informati a cose fatte.

Anche quando all’Amministrazione è stato offerto un sostegno responsabile per provare a trovare una soluzione condivisa, la risposta è sembrata segnata da approssimazione e autosufficienza. Sono stati coinvolti soggetti che già operavano in quel contesto, chiedendo loro di contribuire a contenere gli effetti politici e sociali di una vicenda che avrebbe richiesto, fin dall’inizio, una regia più ampia, più autorevole e più trasparente.

Era l’occasione per costruire un progetto utile alla città e allo sport. Si è preferito, invece, riproporre un metodo che concentra le decisioni in un rapporto troppo ristretto tra amministrazione e iniziativa privata. Oggi i soggetti coinvolti sono forse più di uno, ma l’impostazione resta la stessa: la città assiste, viene informata dopo, e rischia di ritrovarsi davanti a un film già visto, appena concluso con la scomparsa di una società che aveva più di cento anni di storia.

Su questo quadro si innesta anche l’ultima uscita pubblica del soggetto acquirente, che ha evocato la possibilità di disimpegnarsi rispetto alla S.S. Bagnorese come reazione al clima di polemica e alle questioni sollevate dall’autorità giudiziaria. Sono parole che, se confermate nella loro portata, dovrebbero preoccupare seriamente chiunque abbia responsabilità istituzionali.

La storia sembra ripetersi. I vizi di metodo restano gli stessi. E l’atteggiamento con cui la maggioranza risponde a chi esercita legittimamente il ruolo di opposizione tradisce una concezione proprietaria del potere pubblico, lontana dal rispetto che si deve alle istituzioni, al Consiglio Comunale e alla comunità.

Qui si apre un altro problema rilevante, che per mesi non è stato affrontato con la necessaria chiarezza e che oggi rischia di trasformarsi in un boomerang politico e amministrativo.

Cosa risponderete a chi, da Terni, lascia intendere che la S.S. Bagnorese possa essere abbandonata se non cesseranno critiche, polemiche o richieste di trasparenza? Davvero una comunità può essere trattata come terreno di pressione politica? Davvero una vicenda sportiva e sociale può essere utilizzata come leva di reazione rispetto al dibattito pubblico o all’azione della magistratura?

E cosa direte ai cittadini di Canale? Come intendete spiegare loro le parole di un Sindaco, nonché Presidente di Provincia, che davanti alle legittime verifiche della giustizia e al dovere di trasparenza istituzionale sembra rispondere con toni di fastidio, arrivando a formulare auspici o dichiarazioni che appaiono incompatibili con il senso di responsabilità richiesto dal suo ruolo?

Non avvertite il rischio di ridurre le istituzioni a una rappresentazione teatrale, nella quale i ruoli sono assegnati ma la sostanza delle decisioni sembra altrove? Non sentite il peso di una città che osserva, comprende e giudica?

In città ci sono rabbia e delusione. C’è anche un’ironia amara, che spesso nasce quando la fiducia nelle istituzioni si indebolisce e quando i cittadini percepiscono che le scelte più importanti vengono assunte senza un vero coinvolgimento della comunità.

Il Partito Democratico continuerà a esercitare il proprio ruolo con serietà, senza arretrare davanti alle polemiche e senza rinunciare a chiedere trasparenza, responsabilità e rispetto per la città. Perché Orvieto non può essere amministrata come un affare privato, né può accettare che il proprio patrimonio sportivo, sociale e identitario venga trattato come una variabile secondaria dentro equilibri decisi altrove.

03/07/2026

CASA DELLA COMUNITÀ di ORVIETO:

Un risultato importante, ora l'impegno è farla diventare più operativa.

L'apertura della Casa della Comunità di Orvieto rappresenta una buona notizia per tutto il territorio. È un traguardo atteso da tempo, che consente finalmente di mettere a disposizione dei cittadini una struttura destinata a rafforzare la sanità territoriale e i servizi di prossimità.

Il Partito Democratico di Orvieto ritiene che, su temi così importanti, sia necessario anteporre sempre l'interesse della comunità alle polemiche politiche. Oggi il risultato da valorizzare è che un'opera strategica finanziata con le risorse del PNRR è stata portata a compimento, evitando il rischio di ulteriori ritardi che avrebbero potuto compromettere un investimento fondamentale per il nostro territorio.

È giusto ricordare che il percorso di questo progetto è stato complesso e ha conosciuto criticità e ritardi nella fase iniziale. L'attuale amministrazione regionale guidata dalla Presidente Stefania Proietti ha scelto di imprimere un'accelerazione ai lavori e di seguire con determinazione il completamento dell'intervento, nel rispetto delle stringenti scadenze previste dal PNRR e nell'interesse dei cittadini dell'Orvietano.

Naturalmente, l'apertura della struttura non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase. Adesso la vera sfida riguarda l'organizzazione dei servizi, il personale, l'integrazione tra medici di medicina generale, professionisti sanitari, servizi sociali e ospedale di comunità. Una Casa della Comunità è realmente efficace solo se è pienamente operativa e in grado di rispondere ai bisogni quotidiani delle persone.

Come Partito Democratico continueremo a svolgere un ruolo di stimolo e di collaborazione istituzionale affinché vengano affrontate rapidamente tutte le questioni ancora aperte e affinché la struttura possa esprimere appieno le proprie potenzialità, offrendo servizi efficienti, accessibili e vicini ai cittadini.

Non è il momento delle contrapposizioni, ma della responsabilità. Dopo anni di discussioni e di scelte che hanno diviso il dibattito pubblico, oggi è interesse di tutti fare in modo che questa struttura diventi un presidio sanitario moderno, capace di migliorare concretamente la qualità dell'assistenza nell'Orvietano.

Il Partito Democratico di Orvieto continuerà a lavorare, insieme alle istituzioni regionali, all'Azienda sanitaria, ai professionisti e agli amministratori locali, perché la Casa della Comunità non sia soltanto un edificio inaugurato, ma un servizio realmente funzionante e utile per tutti i cittadini.
In conclusione, non possiamo non rilevare un elemento politico.

Ha destato sorpresa la scelta dell'Amministrazione comunale di Orvieto di non accompagnare adeguatamente questo momento con una partecipazione istituzionale e una comunicazione all'altezza dell'importanza dell'evento. L'apertura della Casa della Comunità rappresenta infatti un passaggio significativo per l'intero territorio e avrebbe meritato di essere vissuta come un risultato della comunità, al di là delle appartenenze politiche.

È difficile non pensare che questa discrezione sia anche la conseguenza di una vicenda progettuale che ha visto proprio le scelte dell'Amministrazione comunale e della precedente Giunta regionale determinare un percorso complesso, caratterizzato da ritardi, modifiche e criticità. La decisione di collocare la Casa della Comunità in un immobile da destinare ad altra funzione ha inevitabilmente inciso sui tempi di realizzazione e ha reso necessario un importante lavoro di recupero per rispettare gli impegni assunti con il PNRR.

Oggi, tuttavia, il tempo delle recriminazioni deve lasciare spazio al senso di responsabilità. I cittadini non chiedono rivendicazioni, ma servizi efficienti. Per questo il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché la Casa della Comunità e l'Ospedale di Comunità siano messi nelle condizioni di funzionare pienamente, con personale adeguato, servizi realmente attivi e una piena integrazione con la medicina territoriale.

Su questo continueremo a confrontarci con determinazione, perché il successo di questa struttura non appartiene a una parte politica, ma rappresenta un diritto di tutta la comunità orvietana.

- La Segreteria del Partito Democratico di Orvieto -

03/07/2026

- LETTERA APERTA ALLA SINDACA DI ORVIETO -


Il Partito Democratico di Orvieto ha scelto, fino a questo momento, di non alimentare le polemiche che hanno attraversato la città in merito alla cessione dell’Unione Sportiva Orvietana all’attuale Sindaco di Terni e Presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, da parte dell’imprenditore orvietano Roberto Biagioli.

Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso una vicenda che tocca corde profonde della comunità: la storia sportiva della città, il legame con i colori sociali, il ruolo educativo dello sport e l’affezione di tante famiglie che, per anni, hanno riconosciuto nell’Orvietana non soltanto una società calcistica, ma un patrimonio collettivo.

In questi giorni abbiamo letto dichiarazioni nelle quali veniva rivendicata, legittimamente, la libertà di vendere e acquistare una società sportiva. Tuttavia, riteniamo che una vicenda di questa natura non possa essere ridotta alla sola dimensione privatistica. Quando una squadra rappresenta per oltre un secolo una città, una maglia, una tradizione e un vivaio giovanile, la comunità ha il diritto di interrogarsi sul futuro di quel patrimonio.

Non intendiamo sostituirci agli organi competenti, né formulare giudizi che non ci appartengono. Prendiamo atto, tuttavia, di quanto riportato dagli organi di stampa circa l’esistenza di accertamenti da parte della Guardia di Finanza e della magistratura, che riguarderebbero anche possibili collegamenti tra la cessione della società sportiva e vicende relative ad affidamenti pubblici.

A questo proposito è doveroso ribadire con assoluta chiarezza che il procedimento penale, per quanto risulta, versa nella fase delle indagini preliminari. Fino all’eventuale sentenza definitiva, vige pienamente il principio costituzionale della presunzione di innocenza nei confronti di tutte le persone sottoposte a indagine.

Proprio per il bene delle istituzioni coinvolte, della Provincia di Terni e dell’imprenditoria del territorio, auspichiamo che ogni profilo venga chiarito rapidamente, con la massima trasparenza e nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

Ciò che invece compete direttamente alla politica locale, e in particolare all’Amministrazione comunale di Orvieto, è dare risposte immediate su ciò che rimane oggi in capo alla città.

Per questa ragione chiediamo alla Sindaca di Orvieto di riferire con chiarezza alla cittadinanza su tre questioni fondamentali.

La prima riguarda il futuro dell’attività sportiva giovanile. Molti ragazzi che fino a ieri facevano parte del settore giovanile dell’Orvietana si trovano oggi in una fase di evidente incertezza. Al di là della legittimità della cessione societaria, resta il dovere pubblico di tutelare il protagonismo sportivo dei giovani orvietani e il diritto delle famiglie ad avere punti di riferimento chiari, affidabili e radicati nel territorio.

La seconda riguarda la gestione degli impianti sportivi comunali, a partire dallo Stadio Luigi Muzi. È necessario sapere con quali modalità l’Amministrazione intenda procedere, a chi saranno affidate le strutture, con quali criteri, con quali garanzie di continuità e con quale progetto complessivo per lo sport cittadino. Il Muzi non può essere considerato soltanto un contenitore tecnico o amministrativo: è un luogo simbolico della vita sportiva di Orvieto e deve tornare a essere parte di una strategia pubblica più ampia.

La terza riguarda la capacità dell’Amministrazione di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di tutela istituzionale. In momenti delicati come questo, sarebbe stato opportuno coinvolgere tempestivamente anche le forze di minoranza presenti in Consiglio comunale. Non per trasformare ogni passaggio in uno scontro politico, ma per affrontare insieme una questione che riguarda la città intera, evitando incomprensioni, tensioni e conflitti sociali che una gestione più condivisa avrebbe potuto prevenire.

Nello stesso spirito chiediamo alla Sindaca un’ulteriore attenzione, puntuale e pubblica, sullo stato dei lavori relativi alla strada Bagnorese e sulle iniziative necessarie a garantire il ritorno a una viabilità pienamente utile e sicura per i cittadini di Canale e del Botto. Anche questo è un tema che richiede impegno costante, celerità e capacità di interlocuzione con tutti i livelli istituzionali coinvolti.

Il Partito Democratico di Orvieto non è interessato a cavalcare polemiche sterili. È interessato, invece, a difendere ciò che appartiene alla comunità: lo sport, i giovani, gli impianti pubblici, la viabilità, la credibilità delle istituzioni e il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione.

Per questo chiediamo alla Sindaca di assumere fino in fondo un’iniziativa pubblica, trasparente e istituzionalmente adeguata, capace di chiarire il futuro dello sport cittadino, tutelare le famiglie coinvolte, rilanciare il ruolo del Muzi e garantire alla città risposte all’altezza della sua storia.

- Partito Democratico di Orvieto -

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