05/08/2026
ROMA - SPORT – OLIMPIADI - MONDIALI DI ATLETICA
A parte le esternazioni, le opinioni e le chiacchiere che si sono sentite a partire dalla chiusura di Milano-Cortina, Azione è stata l'unica, a gennaio e in tempi non sospetti, ben prima dell’apertura delle Olimpiadi invernali a seguito delle quali in tanti poi si sono lanciati in dichiarazioni rimaste tali, a presentare in Campidoglio una proposta scritta e organica per iniziare a fare delle valutazioni tecniche finalizzate ad avere, in un’eventuale prospettiva olimpica 2036 o 2040, il quadro reale della situazione e di ciò che sarebbe necessario fare; tutte cose imprescindibili per poter decidere di puntare a organizzare tutto per il meglio. Senza quei dati si viaggerebbe nella nebbia, lasciando spazio a deleterie posizioni ideologiche (da evitare, essendo già capitato).
L'assegnazione di un'Olimpiade e Paralimpiade avviene in genere tra i 7 e gli 11 anni prima; considerando per praticità 8 anni (cioè due olimpiadi prima), l'assegnazione dell'edizione 2036 potrebbe avvenire nel 2028, cioè a soli 2 anni da ora, mentre i Giochi 2040 potrebbero essere assegnati nel 2032. Quindi, l'orizzonte temporale per valutare, considerare, sentire, programmare, progettare, decidere, realizzare bene ciò che manca, ristrutturare e adeguare ciò che abbiamo, cioè non molto (e meno male che campiamo dell'eredità dei Giochi del '60), considerando le trattative, le interlocuzioni, le convergenze politiche, interistituzionali, tecniche, gli espropri e finanziamenti, ecc., ecc. ecc., e se si vuole evitare di adottare provvedimenti d'urgenza (che qualche strascico e dubbio, ante e post, in genere lo lasciano), non manca molto.
E poi ci vogliono (solo) persone preparate, convinte, determinate a gettare il cuore, la mente e le energie oltre l'ostacolo. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono una cosa seria e complessa, massimo evento planetario, e non sono certo affari per "temporeggiatori", "mister tentenna", o per "annunciatori" e "incantatori".
A ciò si aggiunga che anche l'Ordine del Giorno per il sostegno alla candidatura di Roma ai Campionati Mondiali di Atletica 2029 o 2031, approvato dall’Assemblea capitolina nella notte tra il 30 e il 31 luglio, è stato presentato dal gruppo capitolino di Azione.
Per la verità il documento era stato presentato come "mozione" già ad aprile scorso da Flavia De Gregorio e Antonio De Santis (alla cui redazione ho potuto dare il mio contribuito), poi, visto che il tempo passava senza votazione e che si avvicinava la scadenza del 5 agosto (cioè oggi) entro cui la FIDAL doveva confermare la candidatura di Roma, l'atto è stato trasformato a luglio in “mozione urgente”. Però anche con le motivazioni dell’urgenza (per avere una qualche valenza, si doveva essere, evidentemente, approvato prima del 5 agosto), la mozione non si è riusciti a mandarla al voto. Abbiamo quindi dovuto nuovamente convertire l'atto in un o.d.g., collegato alla delibera per l’istituzione di RomaSport, per riuscire "in extremis" a far votare (e approvare a notte fonda) il sostegno dell'Assemblea Capitolina alla candidatura per i mondiali prima che scadessero i tempi stabiliti da World Athletics.
Ora, da un lato ci auguriamo fortemente, per il bene dell’atletica italiana, che a settembre World Athletics decida di assegnare nuovamente alla Capitale i mondiali (i precedenti svoltisi a Roma risalgono all'edizione del 1987! ma la concorrenza è qualificata). Dall'altro, mi auguro che finalmente, dopo la contingenza della candidatura per i mondiali d'atletica, e sempre a partire da settembre, la mozione di Azione per avviare una ricognizione olimpica, presentata a gennaio, possa andare al voto ed essere approvata, superando il rischio della sindrome delle "bandierine", e che si possa così ritornare a parlare seriamente di Olimpiadi che, come si vede, coi ritmi capitolini, e della politica italiana, e tenendo conto dei tempi necessari per gli impianti che servono, ma ora inesistenti (si veda il velodromo, per es.), non sono affatto lontane.
Il "Modello Roma" per lo sport, illustrato nel corso del recente convegno de Il Sole 24 Ore, oltre alle slide, va confermato con atti concreti, per esempio iniziando dall'analisi approfondita della realtà e di ciò che serve a Roma se vuole candidarsi in modo credibile a un'Olimpiade e Paralimpiade, per poi essere in grado di decidere e programmare con serietà tutto ciò che ne consegue. Il Sindaco ha detto, giustamente, che gli impianti devono essere realizzati a prescindere dai grandi eventi, non in conseguenza di essi, però poi occorre attuare mettere in pratica questa posizione con atti concreti. Se poi Roma riuscirà anche a risalire la graduatoria redatta sempre da Il Sole 24 Roma sull’indice di sportività delle città italiane, da due anni ferma al 17° posto (non un granché per una capitale), sarà una bella soddisfazione per tutti. Però anche qui, si cresce coi fatti, non con altro.
La mozione di gennaio, presentata da Flavia De Gregorio e Antonio De Santis e alla quale ho potuto contribuire, puntando a fotografare la realtà per definire, se possibile, un futuro olimpico per la Capitale, ha questo obiettivo (anche se con 7 mesi volati via inutilmente).
Mi auguro che da settembre l’Assemblea Capitolina recuperi in fretta il tempo perduto, per il bene della città e dello sport italiano.