01/09/2026
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La RAI sta affondando come il Titanic: qualche musicante, per dovere o abitudine, continua a suonare millantando normalità nonostante l’iceberg Giorgia Meloni ne abbia squarciato lo scafo.
E proprio come andò sul transatlantico che si pensava inaffondabile, sul carrozzone ovvero mamma Rai, come taluni di noi la chiamavano, sta andando allo stesso modo: chi può guadagna un posto su una scialuppa.
Le scialuppe, La7 così come Mediaset e le altre ancor più piccole, son quel che sono, ma almeno galleggiano e quindi finiscono per essere comunque meglio del transatlantico che affonda.
Purtroppo per i naufraghi, si tratta però di piccoli navigli e un posto per tutti non hanno. I più furbi e i più scaltri i programmi migliori se li sono accaparrati qualche anno fa.
Telemeloni non è la RAI o meglio è della RAI il ca****re: la RAI è morta, almeno quella che conoscevamo noi che abbiamo i capelli bianchi: quella che a tanto paraculismo, che c’è sempre stato, mischiava sacche di coraggio e di libertà. È rimasto il paraculismo.
Si potrebbe fare l’elenco dei caduti e dei martiri, ma forse ha più senso ricordare gli editti che la RAI hanno ucciso: l'editto bulgaro pronunciato da Silvio Berlusconi il 18 aprile 2002 e l’editto Meloni culminato con la normalizzazione di Report il 28 agosto 2026.
Due date buone per un epitaffio: qui giace la RAI, malamente sopravvissuta a Berlusconi, vigliaccamente uccisa da Giorgia tele-Meloni.