Squeert Collettivo

Squeert Collettivo Collettivo Transfemminista di Padova
Squeertiamo sul patriarcato 🦄

06/03/2026

NÉ POLVERE NÉ POVERE
Il 9 marzo scioperiamo!
🔥✊ Ci vediamo in piazza!

siamo entusiastɜ di annunciarvi che questa estate dal 7 giugno al 13 luglio ci troverete a Sherwood Festival al punto fu...
04/06/2024

siamo entusiastɜ di annunciarvi che questa estate dal 7 giugno al 13 luglio ci troverete a Sherwood Festival al punto fucsia 🔥⬇️

🟣 194 VOLTE LIBERꞫ DI SCEGLIEREUna piazza per la libera scelta, ecco cosa si è dato a Padova oggi. Una piazza importante...
11/03/2023

🟣 194 VOLTE LIBERꞫ DI SCEGLIERE

Una piazza per la libera scelta, ecco cosa si è dato a Padova oggi. Una piazza importante in una settimana importante, che ha riempito la nostra città di istanze ambientali, transfemministe e sociali.
A partire dallo sciopero globale per il clima passando poi per una grandissima mobilitazione transfemminista globale l'8 Marzo, che a Padova ha visto scendere per le strade migliaia di persone, arriviamo ad oggi, 11 marzo, in cui abbiamo sentito la stringente necessità di tornare in piazze e strade, perché il diritto all'ab**to è ancora un tema su cui vogliamo avanzare, e per questo è un diritto che difenderemo con le unghie e con i denti sempre.
Ancora oggi la legge 194 viene attaccata da ogni parte, sia da parte delle istituzioni che non ne garantiscono la piena applicazione sia con una propaganda violenta che dipinge chi abortisce come assasinə.
Alle associazioni "pro life" è concesso di stare nei servizi pubblici a diffondere i loro materiali, il sistema sanitario favorisce il personale medico obbiettore piuttosto che quello non obbiettore, non ci sono abbastanza medicə né abbastanza presidi sanitari di prossimità.
A tutto questo si aggiunge la piazza di oggi del "comitato no194", esasperante certo, ma anche pericolosa, perché negare l'ab**to significa mettere in pericolo la salute delle persone che cercheranno comunque di abortire, ma questa volta in un garage o nel bagno di casa rischiando la vita.
Era necessario quindi attraversare le vie del centro cittadino e dimostrare davvero cosa significa lottare per la vita, per ogni sorella, per la tutela e l'applicazione della legge 194, per chi cerca un futuro e trova la morte in mare, per chi scappa da territori che sono diventati ostili perché sfruttati dal colonialismo dei paesi europei.
Oggi è stata una vittoria, i pochi scarti fascisti sono stati relegati e circoscritti alla piazza del Santo. Noi invece ci siamo prese in centinaia le strade. La lotta non si arresta, ma vive nelle quotidiane iniziative e assemblee.
Per restare aggiornatə segui le nostre pagine!

Sgombero in corso delle occupazioni abitative di via delle Melette. Raggiungeteci all'incrocio tra via Melette e via Vol...
09/11/2022

Sgombero in corso delle occupazioni abitative di via delle Melette. Raggiungeteci all'incrocio tra via Melette e via Volturno.

SIAMO FURIOSƏ, siamo incazzatə e per questo collettivamente ci organizziamo, scendiamo in piazza, prendiamo parola. Insi...
03/10/2022

SIAMO FURIOSƏ, siamo incazzatə e per questo collettivamente ci organizziamo, scendiamo in piazza, prendiamo parola.
Insieme all'assemblea transfemminista Babajaga ed a tanti altri collettivi e collettive del Veneto e del Trentino questo sabato a Vicenza abbiamo costruito un corteo importante, una prova necessaria, una testimonianza fondamentale.
Abbiamo seguito il filo logico di quello che non funziona riguardo l'ab**to in questo paese: prima ci siamo fermatə al consultorio, dove troppo spesso le persone che sceglono di praticare l'IVG vengono rimbalzate da una parte all'altra, e ci siamo fermatə a riflettere su quanto l'ingerenza dell'associazionismo cattolico "Pro vita" agisca in questi luoghi pubblici che dovrebbero essere invece delle zone di sicurezza e di scelta libera.
Ed è molto probabile che i fondi già cospicui di cui godevano vengano ampliati da questo governo.
Ma noi lo chiediamo a gran voce che i nostri diritti vengano tutelati, ed è per questo che dalla piazza si erge un grido che chiede il superamento della legge 194, perché questa legge fa in modo che pochə medichə pratichiamo gli aborti, non soddisfacendo la richiesta di questo servizio e rimanendo imbottigliati a fare solo questo per tutta la loro carriera.
Passando sotto il comune parla una compagna, diretta protagonista delle vicende che hanno portato negli ultimi mesi al centro della cronaca il "cimitero per prodotti del concepimento" di Vicenza (unico in Veneto). Infatti la nostra regione ha anche questo primato: dal 2017 grazie all'assessora Elena Donazzan se scegli di abortire sei anche costretta a seppellire il risultato (o da solə o con il fervente aiuto delle associazioni cattoliche). È proprio la Donazzan che definisce le madri che non vogliono seppellire "gente che va a buttare i bambini nei cassonetti" dimostrando come sempre delle posizioni retrograde e fasciste.
Le persone in corteo invece hanno fortemente espresso la necessità di abrogare questa clausola dal regolamento ospedaliero.
"Ma quale stato, ma quale dio, sul mio corpo decido io", sabato lo abbiamo cantato tante volte, lo abbiamo cantanto con rabbia, con commozione, con dolore, con gioia anche, vedendo che centinaia di altri visi lo cantavano con noi: sono anche momenti come questo che ci impongono di continuare a lottare, pezzo per pezzo, in ogni città e quartiere per fare il mondo ancora un po' più giusto, e quindi sempre più transfemminista.
Questa manifestazione apre un autunno un cui sarà necessario costruire insieme tutte le possibili forme che possiamo dare alle nostre lotte, per autodeterminarci, per costruire alternativa, per sottrarci al dominio di patriarcato e capitalismo.

Oggi siamo scese in piazza a fianco della comunità Iraniana.È stato un presidio intenso, partecipato, colmo di rabbia e ...
26/09/2022

Oggi siamo scese in piazza a fianco della comunità Iraniana.

È stato un presidio intenso, partecipato, colmo di rabbia e di corpi in lotta.

In Iran, dopo l’uccisione di Masha Amini da parte della polizia perché non indossava correttamente l’hijab, sono esplose le rivolte in tutto il paese. Dopo di lei, altre decine di persone sono state uccise dal regime repressivo, che legittima la violenza con la religione.

La lotta è per la liberazione del popolo iraniano dal suo governo dittatoriale, patriarcale e repressivo. Al contempo è una lotta universale, per la liberazione di tutt* dal disciplinamento e dal controllo sui corpi e la libertà di ognun*.

Perché non cambia se l’ hijiab viene imposto o se viene strappato via in nome di una presunta laicità e modernità (come avviene in India alle donne musulmane), non importa se ci danno delle puttane e ci stuprano perché abbiamo la minigonna, non importa cosa indossiamo o non indossiamo, i nostri corpi sono considerati come proprietà di altri, proprietà del desiderio maschile, corpi su cui non abbiamo alcun diritto.

Le donne iraniane stanno mettendo in campo i loro corpi, in una lotta universale che è quella per l'autodeterminazione dei corpi, per riappropriarsene e sconfiggere il dominio patriarcale. Stanno lottando per la loro vita e per quella dei figli, per il diritto al divorzio, contro gli abusi della polizia, le torture e gli stupri, per la libertà di parola e la libertà di movimento, per tutte quelle persone che sono dovute fuggire dall'Iran e che non possono tornare nel loro paese.

Siamo scese in piazza perché vogliamo far sentire anche noi la nostra rabbia per tutte le sorelle uccise da questo sistema di dominio, rivendicare insieme a loro e per loro i nostri corpi, rivendicare il diritto di mostrarli o coprirli come più ci piace, senza per questo essere insultate, stuprate o uccise. La lotta delle donne iraniane non è una lotta per il velo, ma per la vita e contro il sistema patriarcale. Jin Jiyan Azadi, Donna vita libertà

🔥diritto all'ab**todiritto all'autodeterminazionesiamo furios🔥Il risultato elettorale non può che farci sentire l'urgenz...
26/09/2022

🔥diritto all'ab**to
diritto all'autodeterminazione
siamo furios🔥

Il risultato elettorale non può che farci sentire l'urgenza di scendere in piazza nel modo più massiccio, compatto e furioso possibile.

📆 Diritto all'ab**to , diritto all'autodeterminazione! Siamo furiosə!

sabato 1 ottobre - ore 15
Vicenza - Campo Marzo - Piazza esedra

Il 28.09 è la giornata internazionale per il diritto all'ab**to libero, sicuro e gratuito. In queste settimane il tema ha nuovamente incendiato le cronache locali e regionali, e nel clima preelettorale, come da qui in avanti, le dichiarazioni pericolose sul tema non hanno tardato ad arrivare. Parlare di ab**to e autodeterminazione vuol dire affrontare il tema della salute riproduttiva a 360 gradi: salute ginecologica, accesso alle visite per soggettività trans e non binarie, medicina e salute non di genere, libertà di scelta, strutture sanitarie, obiezione di coscenza, legge 194, accesso all'ivg e tumulazione del materiale del concepimento, tema attualmente al centro del dibattito a mezzo stampa in Veneto.

L'1 ottobre saremo in piazza a Vicenza, a portare nuovamente le nostre voci per le strade, per ribadire che la 194 non ci basta, vogliamo che il diritto alla salute ginecologica sia garantito per tuttə,e in tutte le strutture ospedaliere e al cui interno non devono entrare associazioni pro vita e obiettori di coscienza.

Ci troviamo in una regione in cui il 75% del personale sanitario è obiettore di coscienza. Ma ci troviamo anche in una regione dove la salute ginecologica non è garantita in tutte le strutture con attrezzature adeguate.

In Veneto, grazie alla modifica della legge regionale 18 in materia funeraria, l'autodeterminazione e la libertá di scelta a seguito di un ab**to sono impedite dall'obbligo di tumulazione dei prodotti abortivi o del concepimento.

In una regione governata dalla Lega di Zaia da una parte e da Fratelli d'Italia con Donazzan dall'altra, i diritti delle soggettività non normate, il diritto all'ab**to e il diritto all'autodeterminazione sono costantemente sotto attacco e vengono eliminati appena se ne ha la possibilità.

Complici e solidali con le compagne di Treviso Atti Contro la PUBBLICA DECENZA Nonunadimeno treviso durante il pride di ...
06/08/2022

Complici e solidali con le compagne di Treviso

Atti Contro la PUBBLICA DECENZA

Nonunadimeno treviso durante il pride di qualche settimana fa ha scelto di comunicare anche tramite i loro corpi quanto ognunə di noi dovrebbe poterne disporne liberamente.

L'hanno fatto in segno di dissenso a tutti quei posti nel mondo, compreso il ridente veneto, in cui il diritto all'ab**to viene negato o è inaccessibile.

Sappiamo come solo in veneto più del 60% di chi potrebbe praticare l'ab**to è obiettore di coscienza.

La reazione di questa performance da parte della questura di treviso, espressione dello stato, è stata una: la repressione.
Numerose denunce a chi ha scelto di usare il proprio corpo come spazio di lotta, corpi che chi indossa le vesti dei "protettori dello stato" non riesce a guardare se non sessulaizzandoli e sperando di poterli censurare perché indecorosi, soprattutto davanti ad un luogo religioso come il duomo.

‼Per questo in solidarietà alle compagne abbiamo anche noi deciso di fare lo stesso, perché siamo tutte pubblicamente indecorosa e non ci copriremo né arresteremo davanti a nessuna istituzione religiosa (e non), che vuole confinare la nostra libertà di esistere e autodeterminarci

Qui il post di Non una di meno Treviso:
https://www.facebook.com/2061337440612779/posts/5490587337687755/

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