Compagno è il mondo - Padova

Compagno è il mondo - Padova Movimento dei Democratici e Progressisti. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».

IL MANIFESTO di Articolo 1 - Movimento Democratici e Progressisti
Siamo donne e uomini che si impegnano in un movimento democratico e progressista con l’obiettivo di dare all’Italia un governo che corrisponda ai bisogni e gli interessi del nostro Paese. Un progetto di governo che si avvalga dell’esperienza delle donne per realizzare una società più equilibrata, accogliente, meno individualista, ch

e si batta per sviluppare una coscienza dei diritti e delle libertà fondamentali. Pensiamo che l’Italia abbia urgente necessità di questo impegno per contrastare il populismo e l’avanzata delle forze antisistema e della destra isolazionista e reazionaria. Per questo serve costruire e radicare in tutte le comunità un campo di esperienze democratiche e progressiste legate alle culture socialiste, liberali, cattoliche democratiche e ambientaliste, al mondo civico dell’associazionismo e del volontariato, alla grande mobilitazione popolare manifestatasi nel recente referendum costituzionale. Per questo ci rivolgiamo a tutte e tutti quelli che hanno a cuore la cosa pubblica e il desiderio di cambiare l’Italia. Questo processo costituente si propone di ricostruire un centrosinistra plurale, non soffocato da ambizioni leaderistiche e da pretese di arrogante autosufficienza che inevitabilmente porteranno alla vittoria dei nostri avversari, né dalla rassegnazione alla progressiva impotenza delle istituzioni democratiche, ma che sappia trarre nuova linfa vitale dai valori costituzionali dell’antifascismo e dalla storia repubblicana migliore, a partire dall’esperienza dell’Ulivo. Un progetto all’altezza dei tempi che propone una sfida in Italia e in Europa per rilanciare una politica vissuta come efficace da chi è emarginato, escluso e sconfitto dalla globalizzazione neoliberista e dal saccheggio delle risorse della Terra. Della nostra Costituzione assumiamo come principio guida l’articolo 1: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Il lavoro stabile e giustamente remunerato è la prima garanzia per un’equilibrata costruzione del sé e per un progetto di vita pienamente agito e realizzato. Per questo ci accorgiamo della sua importanza soprattutto quando non c’è. E il declino economico che ne consegue alimenta inevitabilmente anche un declino civile. L’uguaglianza è la nostra bussola e una maggiore equità fiscale il nostro obiettivo. Combattere le disuguaglianze non è soltanto una richiesta di ordine morale che vuole affermare un elementare bisogno di giustizia, ma ha anche una sua natura e logica economica: se si allarga la forbice sociale si minano le condizioni stesse della crescita e quindi la possibilità di un’equa ridistribuzione dei profitti tra i cittadini. Nessuno si salva da solo e nessuno può stare davvero bene se gli altri stanno male: la dignità della persona e il rispetto della libertà di ogni singolo individuo sono dunque un principio basilare sia in campo morale e civile, sia in quello economico e sociale. Bisogna anzitutto attivare politiche attive del lavoro incentrate sulla sua qualità. Nell’immediato significa arrestare l’uso indiscriminato dei voucher e di altre forme lavorative che costano poco. Anche per questa ragione è necessario fissare immediatamente una data per lo svolgimento dei referendum sul lavoro promossi dalla Cgil e sottoscritti da oltre tre milioni di cittadini. Riconosciamo la libera iniziativa economica che può portare al dinamismo e alla crescita del Paese nel rispetto delle regole condivise e del principio di legalità. Siamo però convinti che l’istruzione, la sanità, la sicurezza e l’ambiente debbano avere un valore universalistico, senza distinzioni tra ricchi e poveri, perché sono beni comuni che definiscono il grado di civiltà e di democrazia di un Paese. La difesa dei beni comuni è la risposta che la politica deve dare a un bisogno di comunità e di partecipazione che è tornato a manifestarsi tra noi. Dobbiamo investire su misure universali di sostegno al reddito a contrasto dell’esclusione sociale, su politiche per il diritto alla casa, di promozione del diritto alla parità di genere, di supporto alle famiglie per le cure parentali, che potenzino l’offerta pubblica dei Comuni e delle Regioni. La grande sfida dei democratici e dei progressisti è guidare il rilancio di un processo di integrazione europea ancorato alla Carta Costituzionale. Meno retorica europeista e più politiche su scala continentale per ridurre la forbice che si è aperta tra democrazia e sovranità in ambiti fondamentali come la difesa, le politiche fiscali, la sicurezza, la lotta alla povertà e l’aumento del bilancio Ue. L’articolo 1 della Costituzione contiene un altro valore per noi fondamentale, quello di popolo. L’unico modo per arginare l’onda populista è quello di tornare a essere popolari. Ciò significa recuperare il rapporto con le periferie, quelle politiche, sociali, culturali e antropologiche, che oggi compaiono soltanto nella parola spirituale di papa Francesco. In queste periferie avanza una nuova destra, aggressiva, identitaria che sfrutta il disagio sociale per vendere false risposte ai vecchi e nuovi problemi sollevati oggi dai cittadini. Ora tocca a noi dare risposte chiare, inclusive che riportino la sicurezza sociale nella vita quotidiana di ognuno di noi e rispondano a un’esigenza di protezione declinata secondo i valori della sinistra e di un nuovo centrosinistra di governo. Vogliamo costituire un movimento aperto, non un partito, che sia anche la costituente di un rinnovato centrosinistra, perché non rinunciamo al progetto di una grande forza unitaria del centrosinistra e vogliamo essere da stimolo affinché il Partito democratico riprenda questo cammino arrestando la sua deriva neocentrista. Da oggi il nostro lavoro è questo e lo vogliamo fare con tutte e tutti voi.

28/07/2026

L’Odissea di Nolan è il film che stiamo guardando in tante e tanti, e uno dei temi ricorrenti è la maledizione degli Dei, che segnano i destini degli uomini: Poseidone si è inc*azzato per Polifemo e solo Ulisse ritorna a Itaca.

Sulla vicenda Vera la narrazione del sindaco in questi anni sembra quella di una “maledizione degli dei”: “cossavutto”, c’è un destino necessario, segnato dal 2006, e forse anche da prima, forse dalle tavole della legge di Mosé, che impone la scelta di giovedì 30 luglio a favore dell’ampliamento. Si citano - come se fossero obblighi immutabili e cogenti e non ci fosse la libertà di voto - programmazioni urbanistiche general-generiche, si parla di un “percorso” incontestabile e segnato da un ventennio, e che non lascia scampo a consigliere e consiglieri: “Bisogna votare a favore”.

Poi ci sono i fatti: al momento quel terreno è ancora agricolo. E diventa cemento solo se il consiglio comunale a maggioranza giovedì dice sì. La grande contraddizione è che non si capisce perché nel 2022 - quando la Vera presentò il primo progetto - tutto si sia arenato. Al tempo non c’era già il percorso obbligato? E quindi l’amara verità è che non c’è nulla di omerico e obbligato dagli Dei: nel 2017 la legge regionale sul consumo di suolo ha definito la nuova impostazione urbanistica del Veneto e fatta la legge ha fatto pure l’inganno al metro cubo di cemento, e ha previsto la deroga degli “ampliamenti” attraverso lo Sportello Unico Attività Produttive. E così le aziende fanno richieste e poi chiedono ai consigli comunali: “Trasformate sì o no il terreno agricolo in cemento?”. Questo è quello che sta succedendo a San Giorgio in Bosco. Ma la legge dice che è possibile dire NO, e ci sarebbero pure delle motivazioni toste, pensiamo solo ai principi giuridici di prevenzione e precauzione: con il caldo fuori controllo e la siccità e l’emergenza idrica e un paese in gran parte senza acquedotto, non ci conviene fermare questo consumo di suolo e questo sostegno al business privato dell’acqua e della plastica?

Non c’è nulla di omerico, quindi. Semmai c'è solo l’eterno ritorno di Pinocchio e delle bugie di chi fugge dalla responsabilità di una scelta. Che però non è obbligata da nessun Dio del cemento e della plastica, e neppure dall’articolo Quinto “Chi ga i skei ga vinto”.

Giovedì potete (ancora) dire NO.

Indirizzo

Padua

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Compagno è il mondo - Padova pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi