Fronte della Gioventù Comunista Veneto

Fronte della Gioventù Comunista Veneto Conquista il tuo avve**re. Lotta con il FGC. La pagina racchiude le foto delle azioni delle federazioni di Vicenza, Padova e Venezia !

La pagina racchiude le foto delle varie azioni compiute dalle federazioni di Vicenza e Padova

È morto un altro studente in stage, in provincia di Ancona. Aveva 16 anni. Non è passato neanche un mese dalla morte di ...
14/02/2022

È morto un altro studente in stage, in provincia di Ancona. Aveva 16 anni. Non è passato neanche un mese dalla morte di Lorenzo Parelli.
Attendiamo la prossima conferenza della Lamorgese in cui ci spiegherà di nuovo che queste morti simboleggiano la ripresa del paese, o parlerà ancora di fantomatici infiltrati nelle proteste degli studenti.
Quello che sta succedendo in Italia è sotto gli occhi di tutti. Questa è la scuola che hanno voluto governi e padroni. Sappiamo cosa fare, nessuno ha più scuse.
MOBILITAZIONE NAZIONALE DEGLI STUDENTI. NO ALLA SCUOLA DEI PADRONI.

È morto un altro studente in stage, in provincia di Ancona. Aveva 16 anni. Non è passato neanche un mese dalla morte di Lorenzo Parelli.

Attendiamo la prossima conferenza della Lamorgese in cui ci spiegherà di nuovo che queste morti simboleggiano la ripresa del paese, o parlerà ancora di fantomatici infiltrati nelle proteste degli studenti.

Quello che sta succedendo in Italia è sotto gli occhi di tutti. Questa è la scuola che hanno voluto governi e padroni. Sappiamo cosa fare, nessuno ha più scuse.

MOBILITAZIONE NAZIONALE DEGLI STUDENTI. NO ALLA SCUOLA DEI PADRONI.

"Le nostre idee saranno sempre più forti dei loro manganelli!" Non tarda ad arrivare la risposta degli studenti alle dic...
14/02/2022

"Le nostre idee saranno sempre più forti dei loro manganelli!" Non tarda ad arrivare la risposta degli studenti alle dichiarazioni del ministro Lamorgese. Il 18 febbraio torneremo in piazza in tutta Italia.
Link all'articolo nei commenti.

Nelle ultime settimane gli studenti di tutta Italia hanno rialzato la testa. In migliaia sono scesi in piazza dopo la mo...
11/02/2022

Nelle ultime settimane gli studenti di tutta Italia hanno rialzato la testa. In migliaia sono scesi in piazza dopo la morte di Lorenzo Parelli, studente morto schiacciato da una trave d’acciaio durante la scuola-lavoro. Il Governo ha risposto con una violenta repressione, difendendo il lavoro minorile gratuito con i manganelli. La verità è che hanno paura, perché la lotta degli studenti ha messo in discussione un sistema che educa i giovani a un futuro precario e senza diritti.
Solo nel 2021 ci sono stati 1404 morti sul lavoro. L’alternanza ci educa talmente bene al lavoro, che ci fa rischiare anche la vita. Di fronte alla morte di Lorenzo, il Ministro Bianchi non ha fatto marcia indietro sullo sfruttamento in alternanza. Anzi, a pochi giorni dalle cariche contro gli studenti, ha annunciato la reintroduzione degli scritti alla maturità parlando di “ritorno alla normalità”. Non si cancellano due anni di pandemia e DaD con un colpo di spugna. Basta propaganda sulla nostra pelle. Il Governo è nemico degli studenti, possiamo contare solo sulla lotta. Dobbiamo scendere in piazza in ogni città, perché la morte di un nostro coetaneo non può passare sotto silenzio. Dobbiamo unirci ai lavoratori, fermare l’ingranaggio dello sfruttamento con lo sciopero dell’alternanza.
Il 18 febbraio ci saranno manifestazioni studentesche in tutta Italia. Scendiamo in piazza per dire no alla scuola dei padroni, che ci vorrebbe schiavi senza diritti. Bocciamo il Governo, contro la nuova maturità. Hanno le mani sporche di sangue per la morte di Lorenzo e le manganellate agli studenti. Fermiamo i piani della Confindustria, che attraverso il PNRR rafforza il sistema della scuola-azienda. Meritiamo un futuro diverso da precarietà e sfruttamento. Tutti in piazza!

Nelle ultime settimane gli studenti di tutta Italia hanno rialzato la testa. In migliaia sono scesi in piazza dopo la morte di Lorenzo Parelli, studente morto schiacciato da una trave d’acciaio durante la scuola-lavoro. Il Governo ha risposto con una violenta repressione, difendendo il lavoro minorile gratuito con i manganelli. La verità è che hanno paura, perché la lotta degli studenti ha messo in discussione un sistema che educa i giovani a un futuro precario e senza diritti.

Solo nel 2021 ci sono stati 1404 morti sul lavoro. L’alternanza ci educa talmente bene al lavoro, che ci fa rischiare anche la vita. Di fronte alla morte di Lorenzo, il Ministro Bianchi non ha fatto marcia indietro sullo sfruttamento in alternanza. Anzi, a pochi giorni dalle cariche contro gli studenti, ha annunciato la reintroduzione degli scritti alla maturità parlando di “ritorno alla normalità”. Non si cancellano due anni di pandemia e DaD con un colpo di spugna. Basta propaganda sulla nostra pelle. Il Governo è nemico degli studenti, possiamo contare solo sulla lotta. Dobbiamo scendere in piazza in ogni città, perché la morte di un nostro coetaneo non può passare sotto silenzio. Dobbiamo unirci ai lavoratori, fermare l’ingranaggio dello sfruttamento con lo sciopero dell’alternanza.

Il 18 febbraio ci saranno manifestazioni studentesche in tutta Italia. Scendiamo in piazza per dire no alla scuola dei padroni, che ci vorrebbe schiavi senza diritti. Bocciamo il Governo, contro la nuova maturità. Hanno le mani sporche di sangue per la morte di Lorenzo e le manganellate agli studenti. Fermiamo i piani della Confindustria, che attraverso il PNRR rafforza il sistema della scuola-azienda. Meritiamo un futuro diverso da precarietà e sfruttamento. Tutti in piazza!

10/02/2022

È possibile equiparare lo sterminio nazifascista di milioni di ebrei ai fatti sul confine italo-jugoslavo?
Assolutamente No. Eppure a questo è arrivato il revisionismo istituzionale sulla Giornata del Ricordo, che affonda le sue radici nella propaganda fascista del primo dopoguerra.

La nota di oggi diffusa dal Ministero dell’Istruzione è di una gravità enorme, perché distorce completamente la storia, la piega secondo la logica della “memoria condivisa”, che ha come risultato la riabilitazione dell’esperienza fascista in Italia, dipingendo i carnefici come vittime.

Peccato che nella storia reale i fascisti, insieme ai nazisti, occuparono per anni la pen*sola balcanica, provocando circa un milione di vittime innocenti. Furono protagonisti di massacri, genocidi, deportazioni del popolo slavo, loro sì per questioni etniche. I partigiani jugoslavi e italiani combatterono contro i nazifascisti e i loro collaboratori.

A raccontare il contrario fino al secolo scorso erano ovviamente i fascisti, per screditare la Resistenza e i partigiani. Dagli anni ’90 in poi, anche i partiti di centro-sinistra hanno accolto la retorica della “memoria condivisa”, infangando la storia di centinaia di migliaia di giovani che combatterono per un’Italia antifascista e libera dallo sfruttamento.

I fascisti mistificano la storia e cercano la loro riabilitazione, ma il centro-sinistra è stato ed è tuttora il miglior alleato del più becero revisionismo storico.

Non prendiamo per buone “le verità della televisione”. Non facciamoci ingannare dalla propaganda di quegli stessi partiti che sostengono un governo che manganella gli studenti in piazza. Non permettiamo che ci impongano menzogne al posto dei fatti. Basta riscrivere la storia: il revisionismo non passerà!

+++ IL GOVERNO DIFENDE IL LAVORO MINORILE GRATUITO A COLPI DI MANGANELLO. GRAVISSIME LE CARICHE DELLA POLIZIA CONTRO GLI...
28/01/2022

+++ IL GOVERNO DIFENDE IL LAVORO MINORILE GRATUITO A COLPI DI MANGANELLO. GRAVISSIME LE CARICHE DELLA POLIZIA CONTRO GLI STUDENTI IN PIAZZA. +++
A Torino la polizia ha caricato ripetutamente gli studenti confluiti in Piazza Arbarello per la manifestazione contro l’alternanza scuola-lavoro in seguito alla morte di Lorenzo Parelli, studente 18enne morto in stage la settimana scorsa. Sono 20 gli studenti feriti dalle cariche con cui la polizia sta impedendo ad oltre 500 studenti di partire in corteo per raggiungere l’Ufficio Scolastico Regionale.
Quello che accade a Torino è ancora più grave perché in continuità con quanto successo a Roma domenica 23, con cariche e studenti feriti anche alla manifestazione che era stata convocata al Pantheon.
Il governo difende il lavoro minorile gratuito a colpi di manganello. È gravissimo. È la seconda volta in pochi giorni che vengono spaccate le teste di studenti che vogliono solo manifestare contro l’alternanza e per un coetaneo morto in una fabbrica mentre sarebbe dovuto stare sui banchi di scuola. Siamo di fronte ad una restrizione degli spazi di agibilità democratica insostenibile.
Facciamo appello a tutti gli studenti in mobilitazione, ai sindacati conflittuali e a tutti coloro che vogliono essere solidali con gli studenti: non fermiamo la lotta e dimostriamo di essere ancora più numerosi nelle prossime manifestazioni a partire da oggi pomeriggio. Questo attacco repressivo contro gli studenti non può lasciare indifferenti, sosteniamoli nelle piazze e respingiamolo.

26/01/2022
Migliaia gli studenti ieri in piazza a Roma, contro il governo Draghi e le nuove riforme sulla scuola previste dal PNRR....
18/12/2021

Migliaia gli studenti ieri in piazza a Roma, contro il governo Draghi e le nuove riforme sulla scuola previste dal PNRR. Da giorni le scuole romane sono in stato di agitazione: sono più di 50 i licei e istituti che hanno occupato nelle ultime settimane, per rivendicare un diverso modello di istruzione basato sulle reali esigenze degli studenti.
Una mobilitazione che non si vedeva da tempo, un segnale importante: gli studenti sono stanchi di accettare le prese in giro dei vari ministri che in due anni di pandemia non hanno fatto nulla per garantire una reale sicurezza nelle scuole.
Oggi anche Firenze scende in piazza: ogni scuola sarà una barricata!

Parte la campagna di finanziamento della CASSA DI RESISTENZA OPERAIA per i lavoratori e le lavoratrici in lotta, per sos...
26/11/2021

Parte la campagna di finanziamento della CASSA DI RESISTENZA OPERAIA per i lavoratori e le lavoratrici in lotta, per sostenere economicamente i lavoratori in sciopero a fronte delle azioni repressive nei loro confronti a causa degli scioperi e delle iniziative sindacali contro i licenziamenti, le decurtazioni salariali e il peggioramento delle condizioni sui luoghi di lavoro.
Dall’inizio della pandemia stiamo assistendo ad un evidente inasprimento delle condizioni di sfruttamento e ad un peggioramento delle condizioni di sicurezza sul posto di lavoro, luoghi dove sempre più spesso ci si contagia, ci si infortuna e troppo spesso si perde anche la vita. Chi alza la testa viene allontanato dal posto di lavoro e dalla propria città, sottoposto a misure giudiziarie restrittive ed è spesso costretto a rinunciare ad una buona parte del proprio salario per difendere il proprio posto di lavoro e quello dei propri colleghi.
I lavoratori e le lavoratrici che si organizzano e utilizzano l'arma dello sciopero per rivendicare i propri diritti sono stati colpiti dagli organi di repressione. Gli organi dello Stato lasciano la libertà totale ai padroni e ai grandi gruppi industriali nel disporre dei lavoratori per perseguire i propri interessi.
Durante quest’ultimo anno abbiamo potuto concretamente vedere come alcuni settori più combattivi si siano mobilitati e abbiano lottato contro la gestione capitalistica della pandemia, contro i piani di ristrutturazione già in atto e contro l’impulso egemonico per la pacificazione sociale sostenuto dai padroni, dai tutti i governi e dai sindacati confederali.
Di fronte a questa spinta, nelle specifiche condizioni in cui le aziende sono state costrette a cedere posizioni, a supporto del padrone sono tempestivamente intervenuti gli organi repressivi dello Stato. Ciò è avvenuto sia per intimidire i lavoratori direttamente coinvolti, sia quelli di altri settori che guardavano con attenzione a quelle esperienze più combattive.
Non ci resta quindi che organizzarci autonomamente, all’interno della nostra classe. Solo su questa strada avremo la possibilità, insieme, di ve**re fuori da questa offensiva padronale, con la prospettiva di migliorare le nostre condizioni di vita e di lavoro e impedire che i costi della crisi capitalistica siano fatti pagare ai lavoratori e alle lavoratrici e alle classi popolari.
La Cassa di Resistenza è un fondo economico comune di supporto concreto. La lotta contro l’ingiustizia di questi provvedimenti repressivi deve essere accompagnata dal sostegno materiale ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta, ai disoccupati e alle disoccupate che rivendicano il lavoro, e ai solidali che li sostengono. Una lotta che non può essere slegata da quella quotidiana contro il sistema economico e sociale che li produce. Mai come in questo momento l’unità concreta e l’organizzazione tra sfruttati e sfruttate sono la strada per non rimanere schiacciati. In passato le riforme anti-popolari hanno trovato isolati non solamente i lavoratori combattivi e le loro organizzazioni, ma tutti i lavoratori dentro e fuori i sindacati che progressivamente vedevano ridotti i propri diritti e le proprie condizioni di vita.
Questa volta andrà diversamente.
Nessuno può e deve essere lasciato solo in questa valanga che ci sta travolgendo. La solidarietà è un'arma fortissima in mano alla classe lavoratrice. Sostieni attivamente la Cassa di Resistenza con una donazione a IT44V0501803200000017119678 intestato a “Associazione Cassa di Resistenza Operaia ODV” con causale “Contributo di solidarietà”

Parte la campagna di finanziamento della CASSA DI RESISTENZA OPERAIA per i lavoratori e le lavoratrici in lotta, per sostenere economicamente i lavoratori in sciopero a fronte delle azioni repressive nei loro confronti a causa degli scioperi e delle iniziative sindacali contro i licenziamenti, le decurtazioni salariali e il peggioramento delle condizioni sui luoghi di lavoro.

Dall’inizio della pandemia stiamo assistendo ad un evidente inasprimento delle condizioni di sfruttamento e ad un peggioramento delle condizioni di sicurezza sul posto di lavoro, luoghi dove sempre più spesso ci si contagia, ci si infortuna e troppo spesso si perde anche la vita. Chi alza la testa viene allontanato dal posto di lavoro e dalla propria città, sottoposto a misure giudiziarie restrittive ed è spesso costretto a rinunciare ad una buona parte del proprio salario per difendere il proprio posto di lavoro e quello dei propri colleghi.

I lavoratori e le lavoratrici che si organizzano e utilizzano l'arma dello sciopero per rivendicare i propri diritti sono stati colpiti dagli organi di repressione. Gli organi dello Stato lasciano la libertà totale ai padroni e ai grandi gruppi industriali nel disporre dei lavoratori per perseguire i propri interessi.

Durante quest’ultimo anno abbiamo potuto concretamente vedere come alcuni settori più combattivi si siano mobilitati e abbiano lottato contro la gestione capitalistica della pandemia, contro i piani di ristrutturazione già in atto e contro l’impulso egemonico per la pacificazione sociale sostenuto dai padroni, dai tutti i governi e dai sindacati confederali.

Di fronte a questa spinta, nelle specifiche condizioni in cui le aziende sono state costrette a cedere posizioni, a supporto del padrone sono tempestivamente intervenuti gli organi repressivi dello Stato. Ciò è avvenuto sia per intimidire i lavoratori direttamente coinvolti, sia quelli di altri settori che guardavano con attenzione a quelle esperienze più combattive.

Non ci resta quindi che organizzarci autonomamente, all’interno della nostra classe. Solo su questa strada avremo la possibilità, insieme, di ve**re fuori da questa offensiva padronale, con la prospettiva di migliorare le nostre condizioni di vita e di lavoro e impedire che i costi della crisi capitalistica siano fatti pagare ai lavoratori e alle lavoratrici e alle classi popolari.

La Cassa di Resistenza è un fondo economico comune di supporto concreto. La lotta contro l’ingiustizia di questi provvedimenti repressivi deve essere accompagnata dal sostegno materiale ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta, ai disoccupati e alle disoccupate che rivendicano il lavoro, e ai solidali che li sostengono. Una lotta che non può essere slegata da quella quotidiana contro il sistema economico e sociale che li produce. Mai come in questo momento l’unità concreta e l’organizzazione tra sfruttati e sfruttate sono la strada per non rimanere schiacciati. In passato le riforme anti-popolari hanno trovato isolati non solamente i lavoratori combattivi e le loro organizzazioni, ma tutti i lavoratori dentro e fuori i sindacati che progressivamente vedevano ridotti i propri diritti e le proprie condizioni di vita.

Questa volta andrà diversamente.

Nessuno può e deve essere lasciato solo in questa valanga che ci sta travolgendo. La solidarietà è un'arma fortissima in mano alla classe lavoratrice. Sostieni attivamente la Cassa di Resistenza con una donazione a IT44V0501803200000017119678 intestato a “Associazione Cassa di Resistenza Operaia ODV” con causale “Contributo di solidarietà”

Vittoria comunista alla Consulta degli Studenti di Siena. Alessandro Locatelli (FGC) eletto presidente col 58% dei voti ...
16/11/2021

Vittoria comunista alla Consulta degli Studenti di Siena. Alessandro Locatelli (FGC) eletto presidente col 58% dei voti in plenaria. Trasformare la rappresentanza studentesca, spesso ostaggio di giovani carrieristi, in un megafono delle lotte e della combattività degli studenti che rivendicano una scuola diversa.

NAPOLI, IN CORTEO AL FIANCO DEI DISOCCUPATI ORGANIZZATI. La piazza sfida il divieto della Lamorgese e conquista la parte...
16/11/2021

NAPOLI, IN CORTEO AL FIANCO DEI DISOCCUPATI ORGANIZZATI. La piazza sfida il divieto della Lamorgese e conquista la partenza del corteo, che sfila per le vie della città. Governo Draghi e Confindustria, non fermerete la lotta di classe.

“Prima di ogni controllo alle imprese ci sarà una telefonata per programmarlo”. Da una parte il governo licenzia, vieta ...
16/11/2021

“Prima di ogni controllo alle imprese ci sarà una telefonata per programmarlo”. Da una parte il governo licenzia, vieta cortei e reprime chi lotta per i propri diritti, dall'altra cancella i controlli a sorpresa alle aziende, dando loro il tempo di nascondere irregolarità e mancanze. Mancato rispetto delle norme sui contagi? Manomissione dei macchinari per aumentare la produttività a costo della vita dei lavoratori? I padroni non devono temere: avranno il tempo per coprire tutto sotto il tappeto, per gentile concessione di Draghi e di tutti i partiti che lo sostengono.
“Gentilezza e cortesia” le parole del ministro Brunetta riservate alle imprese. Repressione e licenziamenti il conto riservato ai lavoratori.

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