La Biblioteca della Bonifica

La Biblioteca della Bonifica La Biblioteca della Bonifica è una selezione di libri sulla bonificazione e la irrigazione in Itali

13/05/2025
04/02/2025
Questo libro di Antonio Saltini è una storia delle bonifiche in Emilia Romagna, in quell'ampio segmento della Pianura Pa...
28/06/2022

Questo libro di Antonio Saltini è una storia delle bonifiche in Emilia Romagna, in quell'ampio segmento della Pianura Padana dove il conflitto tra gli uomini e le acque è stato tra i più impegnativi, con un alternarsi di esiti positivi e negativi. Dopo un cenno alla evoluzione fisica della Pianura Padana nel corso delle epoche geologiche, il racconto delle attività bonificatrici nel territorio emiliano-romagnolo comincia dagli Etruschi che praticarono le prime regimazioni idrauliche, prosegue con i Romani che alle regimazioni aggiunsero le grandi centuriazioni e con i Benedettini che riordinarono e migliorarono le loro possessioni. Tra il Quattrocento e il Cinquecento iniziarono grandi opere idrauliche nella pianura bolognese per opera di Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, che realizzò il cavamento Foscaglia per raccogliere le acque dei terreni bassi e convogliarle nel Fiume Panaro; nonché nel Ferrarese per opera degli Estense. In particolare, nel corso nella bassa reggiana operò Cornelio Bentivoglio, che avviò un progetto generale di prosciugamento delle paludi alimentate dai Fiumi Enza e Crostolo; e nel Ferrarese Alfonso II D'Este avviò la grande bonificazione. Nel Ravennate furono i Pontefici ad occuparsi del risanamento idraulico, supportati da tecnici come l'Aleotti. L'autore evidenzia che tra la fine del Cinquecento e il Settecento vi fu una recrudescenza del disordine idraulico e delle paludi e le acque ripresero il sopravvento. Dalla metà dell'Ottocento, anche grazie all'avvento delle prime idrovore, gli interventi di bonifica furono più significativi e taluni impresari privati si fecero carico del riordino di estese aree, come i polesini ferraresi di San Giorgio e San Giovanni. Il libro si conclude con le bonifiche statali del Novecento e con talune riflessioni sulle opere irrigue e il governo delle acque nel contesto della urbanizzazione degli ultimi decenni del Novecento.

Il Delta del Po è uno straordinario mosaico di lagune, valli, sacche, barene, bonelli, ecosistema fiorente di biodiversi...
07/06/2022

Il Delta del Po è uno straordinario mosaico di lagune, valli, sacche, barene, bonelli, ecosistema fiorente di biodiversità animale e vegetale. La sua formazione, sempre in divenire, è l'esito di un processo millenario governato dalla natura e dagli uomini, in cui risaltano almeno un paio di eventi rilevanti: la rotta (o le rotte) di Ficarolo intorno al 1150 che sconvolsero l'assetto idraulico nel Ferrarese, con conseguenze anche nel Delta; il Taglio di Porto di Viro, ossia lo scavo di un canale praticato dalla Repubblica di Venezia sulla fine del Cinquecento, che portò a scaricare le acque di un ramo del Po nella sacca di Goro. Gli apporti detritici del fiume cominciarono a colmare le terre, che emergervano dalle acque e la linea di costa originaria avanzava verso il mare. Man mano queste isole o polesini vennero riordinati idraulicamente, specie da parte dei monaci dell'abbazia di Pomposa e di altri bonificatori privati come i Sullam e Tito Rossati. Queste vicende sono descritte, con un notevole apparato di tavole, planimetrie, disegni e altre immagini, nel volume "60 anni di bonifica nel Delta del Po", del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige, con testi di Pietro Colombo e Lino Tosini, pubblicato nel 2009. Oltre alla evocazione delle principali vicende storiche che hanno contribuito alla conformazione attuale del Delta, alla descrizione della evoluzione della bonifica nelle varie isole di Ar**no, Donzella, Camerini, Bonelli, Ca' Venier e negli altri territori deltizi, il libro focalizza l'attenzione sulle emergenze degli ultimi decenni, tra le quali i fenomeni della subsidenza e del cuneo salino. Infine, una sezione è dedicata alla Fondazione Ca' Vendramin (con sede a Taglio di Po), costituita nel 2009 per valorizzare le antiche idrovore, oggi sede del Museo Regionale della Bonifica che racconta tra l'altro, la storia della bonifica di Ar**no e del suo protagonista Antonio Zecchettin.

Nell'anno della celebrazione dello storico Congresso delle Bonifiche di San Donà di Piave del 1922, ANBI Campania ha org...
09/05/2022

Nell'anno della celebrazione dello storico Congresso delle Bonifiche di San Donà di Piave del 1922, ANBI Campania ha organizzato questa conferenza per riflettere su un secolo di azioni e realizzazioni di bonifica integrale e per comunicare la importanza e la imprescindibilità del suo patrimonio di opere e impianti idraulici e irrigui anche nell'odierna fase di transizione verso una civiltà ecologica.

Architetture d'acqua per la bonifica e l'irrigazione (Mondadori Electa Spa, 2003) è un repertorio delle immagini, con le...
22/04/2022

Architetture d'acqua per la bonifica e l'irrigazione (Mondadori Electa Spa, 2003) è un repertorio delle immagini, con le relative schede descrittive, dei più rilevanti manufatti idraulici e irrigui della Lombardia, ossia di "quella pianura tutta smossa e quasi rifatta dalle nostre mani" (Cattaneo, Introduzione a notizie naturali e civili su la Lombardia, Milano 1844). La bonifica è un'attività che tenta di mettere d'accordo la terra con le acque: quando nei campi c'è troppa acqua, bisogna toglierla per evitare danni al suolo e alle colture; quando nei campi c'è poca acqua, bisogna condurla per supportare la coltivazione. A tanto servono le fabbriche idrauliche e irrigue che si vedono sparse lungo la pen*sola e, particolarmente, nella pianura lombarda ove esse contribuiscono al mantenimento di una "Civiltà dell'Acqua" che, dal passato al presente, ha innervato la storia di queste terre. Nel volume i manufatti rappresentati e descritti sono distinti in tre categorie, a seconda delle funzioni svolte: fabbriche di regolazione dei maggiori laghi lombardi, dai quali deriva la maggior parte dell'acqua irrigua; fabbriche di irrigazione, siano esse di derivazione che per sollevamento dai corsi d'acqua; fabbriche di bonifica, destinati alla bonifica idraulica. Sono opere di sbarramento, di presa, dighe, nodi idraulici, impianti idrovori, eccetera. Strutture imponenti e imprescindibili per garantire l'equilibrio idraulico e la distribuzione della risorsa idrica, presupposti dello sviluppo territoriale.

Curiosando tra i libri di una bancarella nel centro di Cassino, mi sono imbattuto in questo corposo volume sulla Bonific...
15/04/2022

Curiosando tra i libri di una bancarella nel centro di Cassino, mi sono imbattuto in questo corposo volume sulla Bonifica delle Paludi Pontine edito nel 1935 dalla Casa Editrice Leonardo da Vinci per conto dell’Istituto di Studi Romani. Pubblicato in coincidenza con la inaugurazione di Pontinia (una delle città di fondazione dell’agro pontino), il libro consiste in una raccolta di contributi su tematiche diverse scritti da studiosi e operatori della bonificazione, tra i quali: Valentino Orsolini Cencelli (Commissario di Governo dell’O.N.C. e Podestà di Littoria e Sabaudia), Arnaldo di Crollalanza (giornalista e Ministro dei Lavori Pubblici), Natale Prampolini (Commissario di Consorzi di Bonifica, Presidente della Società Nazionale per le Bonifiche in Italia). Pur scritto nel contesto delle realizzazioni bonificatorie del Ventennio e, quindi, della relativa retorica del riscatto della terra dalle paludi con l’obiettivo dello sviluppo delle campagne e della creazione di borghi e colonie agricole, il libro ricostruisce la storia dell’agro impaludato e malarico, evidenziando i tentativi degli imperatori, dei consoli e dei pontefici, talvolta parzialmente riusciti, talvolta falliti o inutili; dà conto degli aspetti geologici, geografici, climatici, idrologici, faunistici e floristici del territorio pontino; nonché delle opere idrauliche eseguite, tra le quali il noto Canale Mussolini di 37 chilometri che, raccogliendo le acque alte del comprensorio di Piscinara e conducendole verso il mare, risolse la questione dell’impaludamento dell’area alla destra del fiume Ninfa-Sisto; tratta della sperimentazione agraria e della trasformazione fondiaria dell’agro redento; come della organizzazione sanitaria e della famiglia colonica. Infine, non mancano riferimenti alla percezione della palude negli ambiti letterari e artistici e una selezione dei commenti della stampa estera dell’epoca sull’impresa di risanamento compiuta in quegli anni.

Quest’anno ricorre il Centenario del Congresso delle Bonifiche di San Donà di Piave, nel corso del quale venne elaborato...
13/04/2022

Quest’anno ricorre il Centenario del Congresso delle Bonifiche di San Donà di Piave, nel corso del quale venne elaborato il concetto di «bonifica integrale» che è stato il cardine delle normative e delle azioni di bonificazione in Italia per tutto il Novecento. Il dominus di quel Congresso del 1922 fu Arrigo Serpieri (1877-1960), professore di Economia ed Estimo rurale, Sottosegretario di Stato alla Bonifica Integrale, guida dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Bonifica. Egli ha definito la bonifica integrale come «La coordinata attuazione di tutte le opere e le attività che occorrono per adattare la terra e le acque a una più elevata produzione e convivenza rurale». La definizione è tratta dal suo libro La bonifica nella storia e nella dottrina (Edizioni Agricole) con il quale è apparso opportuno inaugurare questa pagina della Biblioteca della Bonifica dedicata a una selezione di opere sul tema: saggi storici, biografie di bonificatori, atlanti di opere idrauliche e irrigue, raccolte fotografiche e cartografiche, romanzi. Il volume del Serpieri, dopo la introduzione, è diviso in due parti: la prima, su “La bonifica nel processo storico” ripercorre le tappe di questa attività dal Medioevo fino al 1940, descrivendone opere e protagonisti; la seconda, “Dottrina e problemi della bonifica” affronta talune questioni come la trasformazione agraria, il rapporto tra Stato e privati, il finanziamento della bonifica, il piano di bonifica, la bonifica e la malaria, le bonifiche irrigue e montane, i consorzi di bonifica.

Indirizzo

Padula
84034

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