07/06/2022
Il Delta del Po è uno straordinario mosaico di lagune, valli, sacche, barene, bonelli, ecosistema fiorente di biodiversità animale e vegetale. La sua formazione, sempre in divenire, è l'esito di un processo millenario governato dalla natura e dagli uomini, in cui risaltano almeno un paio di eventi rilevanti: la rotta (o le rotte) di Ficarolo intorno al 1150 che sconvolsero l'assetto idraulico nel Ferrarese, con conseguenze anche nel Delta; il Taglio di Porto di Viro, ossia lo scavo di un canale praticato dalla Repubblica di Venezia sulla fine del Cinquecento, che portò a scaricare le acque di un ramo del Po nella sacca di Goro. Gli apporti detritici del fiume cominciarono a colmare le terre, che emergervano dalle acque e la linea di costa originaria avanzava verso il mare. Man mano queste isole o polesini vennero riordinati idraulicamente, specie da parte dei monaci dell'abbazia di Pomposa e di altri bonificatori privati come i Sullam e Tito Rossati. Queste vicende sono descritte, con un notevole apparato di tavole, planimetrie, disegni e altre immagini, nel volume "60 anni di bonifica nel Delta del Po", del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige, con testi di Pietro Colombo e Lino Tosini, pubblicato nel 2009. Oltre alla evocazione delle principali vicende storiche che hanno contribuito alla conformazione attuale del Delta, alla descrizione della evoluzione della bonifica nelle varie isole di Ar**no, Donzella, Camerini, Bonelli, Ca' Venier e negli altri territori deltizi, il libro focalizza l'attenzione sulle emergenze degli ultimi decenni, tra le quali i fenomeni della subsidenza e del cuneo salino. Infine, una sezione è dedicata alla Fondazione Ca' Vendramin (con sede a Taglio di Po), costituita nel 2009 per valorizzare le antiche idrovore, oggi sede del Museo Regionale della Bonifica che racconta tra l'altro, la storia della bonifica di Ar**no e del suo protagonista Antonio Zecchettin.