03/10/2026
DALLA SANITÀ PUBBLICA ALLA LIBERTÀ DEI CORPI: I DIRITTI NON SI SEPARANO
La nuova frontiera della lotta politica è intersezionale, perché i diritti sono interdipendenti e separarli significa indebolire le condizioni materiali della libertà.
La vicenda del servizio di interruzione volontaria di gravidanza (IVG) al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo va oltre la singola struttura: interroga lo stato della sanità pubblica, le risorse disponibili e le disuguaglianze territoriali e sociali.
Il 29 settembre un avviso scritto a mano comunicava la sospensione delle attività IVG. Il giorno dopo, la smentita ufficiale e la denuncia della FP CGIL sulle criticità del personale. Il problema non è solo l'obiezione di coscienza che attraversa la sanità pubblica dell'isola con numeri di obiettori e obiettrici davvero altissimo, ma si somma in generale con l'aggravante di carenza di personale medico e investimenti insufficienti.
Il divario tra Nord e Sud si intreccia con quello tra chi può ricorrere alla sanità privata e chi, senza risorse, resta in attesa. Per chi decide di interrompere una gravidanza il tempo è dirimente: un diritto che arriva troppo tardi rischia di non essere più esercitabile. A pagare il prezzo più alto sono donne in povertà, persone migranti e senza reti familiari.
La sanità pubblica incontra così la libertà dei corpi e la giustizia sociale. Non basta che un diritto sia riconosciuto per legge: tutte le persone devono poterlo esercitare concretamente, indipendentemente da reddito e provenienza.
Ora, e arriviamo al cuore della questione femminile: le donne non possono continuare a essere martirizzate dalla retorica patriarcale. La capacità di generare non può diventare destino, obbligo sociale o misura del valore delle loro scelte.
Torna attuale lo slogan: "La va**na è mia e me la gestisco io". Un'affermazione politica chiara: il corpo delle donne non può essere terreno di contesa per decisioni altrui.
Serve un femminismo intersezionale e sindacale che riconosca come le disuguaglianze condizionino la libertà. Non chiediamo protezione paternalistica, ma diritti e condizioni materiali per esercitarli.
La richiesta politica è precisa: servono risorse, personale e servizi pubblici adeguati a garantire i diritti a partire da quelli che non possono essere rimandati, colmando il divario Nord-Sud.
Per l'IVG significa garantire che il servizio sia realmente accessibile nei tempi previsti. Un diritto che sulla carta appartiene a tutt3, ma nella realtà spetta solo a chi ha denaro, rischia di diventare una libertà diseguale.
Difendere i diritti significa difendere le condizioni materiali che permettono di esercitarli.
Sinistra Italiana – Palermo