Ird - Italia Repubblica Democratica

Indicazioni Sito Web Contatta l'organizzazione

Ird - Italia Repubblica Democratica Movimento per la Democrazia e la Libertà

“UN’ALTRA FIGURACCIA DEI LEADER EUROPEI”Il 15 gennaio 2026, il Presidente Emmanuel Macron affermava in conferenza stampa...
11/10/2026

“UN’ALTRA FIGURACCIA DEI LEADER EUROPEI”

Il 15 gennaio 2026, il Presidente Emmanuel Macron affermava in conferenza stampa: “In Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, gli europei hanno una responsabilità particolare, perché questo territorio è legato all’Unione Europea ed è anche quello di uno dei nostri alleati della NATO”.

E da lì, vi ricorderete, tutti i mezzi di informazione davano per matto il Presidente Donald Trump per aver manifestato pubblicamente il suo interesse per la Groenlandia, nonostante Trump avesse spiegato chiaramente il perché di questo interesse.

A parte la presenza nel sottosuolo di minerali e terre rare, si tratta principalmente di un problema di sicurezza che nessuno Stato europeo aveva mai avvertito, ma che una superpotenza come gli USA non può permettersi. Washington non intende tollerare sottomarini russi e cinesi dietro la porta di casa.

Teoricamente non dovrebbero poterselo permettere neanche gli Stati europei, soprattutto nazioni in prima linea e che vogliono fare la voce grossa contro il vicino di casa, la Russia, come Francia, Germania e Gran Bretagna.

Ebbene, il 22 settembre 2026 si è raggiunto un accordo strategico tra USA, Danimarca e Groenlandia, con l’Unione Europea rimasta praticamente assente.

Un risultato imbarazzante: l’Europa ha fatto una comparsata simbolica a gennaio con l’invio di uomini, navi e aerei, proclamando che la sicurezza artica va garantita collettivamente; ma quando si è trattato di decidere il futuro strategico della Groenlandia, è rimasta fuori dalla stanza delle decisioni.

Gli Stati Uniti hanno ottenuto esattamente ciò che volevano, ovvero un rafforzamento duraturo della loro posizione militare e il controllo permanente sulla sicurezza dell'isola. La Danimarca e la Groenlandia hanno negoziato direttamente con Washington; l’UE, che aveva tanto parlato di sovranità europea e sicurezza artica, si è ritrovata a commentare un accordo deciso senza di lei.

Purtroppo la storia della Groenlandia, oltre a evidenziare l’inadeguatezza dei nostri leader europei – incapaci di gestire anche le piccole crisi –, dimostra come esista da tempo, grazie alla complicità dei mezzi di informazione, una politica delle chiacchiere e della propaganda a cui ci siamo ormai abituati, contrapposta a quella di sostanza, che in Europa non sappiamo più cosa sia.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

"ACCORDO TRUMP-PUTIN SUL DIESEL: ECCO PERCHÉ L'EUROPA RESTA AL PALO"È di oggi la notizia di un accordo tra Putin e Trump...
11/10/2026

"ACCORDO TRUMP-PUTIN SUL DIESEL: ECCO PERCHÉ L'EUROPA RESTA AL PALO"

È di oggi la notizia di un accordo tra Putin e Trump per la fornitura immediata di prodotti petroliferi: 300mila tonnellate da subito, altre 500mila a novembre e 1 milione a dicembre, con l'obiettivo di mettere la misura a regime.

Una mossa che noi in Europa non possiamo permetterci. Da noi, infatti, prevale la volontà dei paesi europei pro guerra a tutti i costi contro la Russia, e per conseguenza schiacciati sulle regole dell'embargo introdotte nel 2023. Si tratta di restrizioni pretese dall'amministrazione dei "sinistrati" americani guidata da Biden e company, seguite poi ciecamente e senza colore politico da tutti i leader europei, Meloni compresa.

All'atto pratico, abbiamo continuato a consumare petrolio russo, ma pagando passaggi intermedi costosi attraverso India, Turchia e altri paesi, subendo così rincari inevitabili. Eppure, questi leader europei continuano a fare la voce grossa e a ti**re la corda.

Basti pensare alle dichiarazioni di qualche giorno fa, quando la Meloni ha lanciato il messaggio che non si sarebbe mai alleata con chi non vota il sostegno a Kiev. Tradotto: pur di sostenere l'Ucraina, sarebbe disposta ad allearsi con il diavolo, compresa la sinistra.

Parliamo della stessa leader che sacrifica le risorse del bilancio pubblico per ridurre le accise dello zero virgola o per andare a elemosinare condizioni migliori con le grandi compagnie petrolifere in Italia, ottenendo misure che spostano di pochissimo la lancetta verso il basso.

La cosa che più stupisce è che, davanti a dichiarazioni e posizioni che rischiano solo di aggravare la situazione economica e la sicurezza di famiglie e imprese, tutti i partiti presenti in Parlamento – compreso quello del Generale della NATO – continuino a godere di ottima salute nei sondaggi, ovviamente tra quelli che andranno a votare. Trovo tutto questo assolutamente assurdo.

Se non lo avete ancora capito cari italioti, siete proprio voi elettori che, attraverso le vostre prima intenzioni e poi il vostro voto, alimentate queste politiche.
A questo punto, parafrasando il vecchio detto, ognuno pianga il mal proprio: se votate chi fa i vostri stessi danni, non potete poi lamentarvi delle conseguenze.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

“LA VERA CAUSA DEGLI AUMENTI DEI CARBURANTI”Avevamo un presidente degli Stati Uniti, Biden, cioè la continuazione dei si...
11/10/2026

“LA VERA CAUSA DEGLI AUMENTI DEI CARBURANTI”

Avevamo un presidente degli Stati Uniti, Biden, cioè la continuazione dei signori Obama-Clinton: ovvero quelli della guerra creata a tavolino in Europa e contro la Russia. Praticamente una persona che non parlava, non comunicava e si presume che neanche pensasse.

Ora abbiamo invece Trump, uno che non solo pensa, ma lo fa ad alta voce e rilascia involontariamente dichiarazioni (che ho verificato da più fonti e che corrispondono al vero) che ci aiutano a capire meglio le cause dell’aumento dei carburanti che colpisce tutti, compresi gli USA, ma soprattutto un'Europa che dimostra la smidollatezza dei suoi leader.

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’aumento non è determinato dai problemi legati alla guerra in Iran e allo Stretto di Hormuz — dove produzione, vendita e trasporto di idrocarburi sono tornati ai livelli pre-guerra —, ma dal lavoro certosino che l'Ucraina sta facendo con droni di propria produzione e di Paesi terzi europei contro le raffinerie russe.

Questo mette in discussione l’approvvigionamento di benzina e soprattutto di diesel negli Stati industrializzati, intaccando il 10% della produzione mondiale e facendo traballare i mercati, al punto che tali frizioni e la scarsa disponibilità di prodotto rischiano di far salire i prezzi sempre di più.

Altro che sacrificare somme di bilancio per ridurre le accise dello zero virgola o fare accordi con i grandi colossi della distribuzione (ENI, IP, Q8, ecc.), anche perché la Russia ha deciso di sospendere le esportazioni per utilizzare il materiale raffinato ad uso interno, riducendo la quantità in circolazione per tutti.

In pratica, agli Stati dell’Unione Europea e della NATO non è bastato aver consegnato finora 143 miliardi di euro in denaro e armi all’Ucraina (più altri 90 miliardi promessi a voce ma non ancora consegnati in gran parte, poiché non sanno dove andarli a prendere). Oltre a questi, fanno a gara per fornire droni e tecnologia per colpire meglio le raffinerie russe, senza capirne le conseguenze.

Qui siamo oltre il comportamento del signore che per fare un torto alla moglie si taglia gli attributi: siamo di fronte a un’azione politica sciagurata e autolesionista, al punto da far ve**re il dubbio che le persone chiamate a decidere abbiano un problema psicologico.

In pratica con la guerra in Ucraina abbiamo perso più volte, ma preferisco elencarne due: l’avere speso un'enorme quantità di risorse e, allo stesso tempo, l'aver aiutato a colpire le raffinerie, determinando per riflesso un aumento dei costi del carburante il cui prezzo può arrivare ovunque, senza che ci siano accise o accordi che tengano.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

11/10/2026

"IL DECLINO DELLA DEMOCRAZIA: LA NUOVA LEGGE ELETTORALE"

Siamo di fronte a un atto di inaudita gravità, una ferita profonda inferta al cuore della nostra Costituzione. La nuova riforma elettorale si configura come un provvedimento palesemente incostituzionale, un attacco diretto ai principi fondamentali della rappresentanza democratica.

Questo meccanismo non si limita a cristallizzare lo status quo, ma attua una vera e propria mummificazione della classe politica attuale.
Si garantisce a una ristretta oligarchia il mantenimento delle poltrone a tempo indeterminato, sbarrando le porte a quel ricambio generazionale e di idee di cui le nostre istituzioni hanno disperatamente bisogno per rigenerarsi.

A questo impianto già inaccettabile si aggiunge un ostacolo insormontabile: l'assurdo vincolo di ben 6.000 firme per singolo collegio per poter presentare le liste dei nuovi partiti. Si tratta di una barriera burocratica e antidemocratica studiata a tavolino per imbalsamare l'attuale sistema partitico, soffocando sul nascere qualsiasi voce dissenziente, ogni movimento civico o nuova forza politica che cerchi di emergere dal basso.

Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome: questo è un vero e proprio golpe bianco. È un assalto silenzioso ma devastante alla democrazia e alla sovranità popolare.
Davanti a questa deriva autoritaria, l'indifferenza non è un'opzione tollerabile.

È un dovere morale e civile, per chiunque creda nella libertà e nello Stato di diritto, opporsi con fermezza, fermamente uniti nell'alveo della legalità e attraverso tutti gli strumenti democratici che la nostra Costituzione ci mette a disposizione.

IRD - ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Liberta'
www.italiarepubblicademocratica.org

“IL DISASTRO DEL SUPERBONUS E LE RESPONSABILITA’ POLITICHE”Caro Onorevole Calenda, non si parla a consuntivo e a Babbo m...
11/10/2026

“IL DISASTRO DEL SUPERBONUS E LE RESPONSABILITA’ POLITICHE”

Caro Onorevole Calenda, non si parla a consuntivo e a Babbo morto.
Un politico, teoricamente, si dovrebbe distinguere dall'uomo qualunque perché ha una visione e guarda in prospettiva.
Di ogni provvedimento approvato – compresi quelli senza copertura finanziaria che la politica italiana è solita varare – un leader deve, ripeto deve, capirne le conseguenze prima della sua applicazione.

Sul disastro del Superbonus c’è una responsabilità collettiva di tutti, anche se di alcuni più che di altri. Ricordo che, al di là del partito che lo ha proposto (il M5S) che solo per questo andrebbe bannato dalle competizioni elettorali, il provvedimento è stato approvato dal Governo Conte II, sostenuto da M5S, Liberi e Uguali, Italia Viva e dal PD. Parliamo proprio di quel PD che l'ha candidata e fatta eleggere al Parlamento Europeo.

Questa precisazione è necessaria per cominciare a chiamare le cose con il loro nome e cognome. Ognuno si prenda le dovute responsabilità, compreso Lei, Calenda: parlarne male oggi, a cose fatte, solo per autoassolversi, non è così che funziona, anche perché ai tempi aveva un ruolo autorevole in quanto ex ministro ed europarlamentare, ripeto in quota Partito Democratico.

Per quanto mi riguarda, da semplice cittadino, già in data 8 giugno 2020 ho inviato una lettera all'allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l'On. Fraccaro (principale sostenitore della misura), per chiederne le dimissioni. La missiva fu inoltrata contestualmente ai mezzi di informazione e a tutti i parlamentari di Camera e Senato, completamente ignorata e che Vi invito a leggerla qui: https://tinyurl.com/mt48tvew

Se avessero ascoltato allora un semplice cittadino, oggi avremmo circa 200 miliardi di euro in più da spendere a sostegno degli italiani in difficoltà, per i servizi essenziali e per lo sviluppo economico.

Ma, soprattutto, non avremmo in circolazione così tanti truffatori rimasti impuniti, che si sono arricchiti alle spalle degli italiani.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

“QUANDO LA POLITICA FESTEGGIA E DISCUTE SUL NULLA”La maggior parte dei mezzi di informazione è impegnata a parlare di pe...
11/10/2026

“QUANDO LA POLITICA FESTEGGIA E DISCUTE SUL NULLA”

La maggior parte dei mezzi di informazione è impegnata a parlare di percentuali, eletti, candidati e strategie politiche di ogni tipo, tralasciando un particolare di fondamentale importanza — ma evidentemente irrilevante per politici e operatori dell’informazione: la percentuale reale di votanti, pari ad appena il 22,34% degli aventi diritto.

L'affluenza definitiva del 22,34% corrisponde esattamente a 77.165 elettori che si sono recati alle urne, su un totale di 345.486 aventi diritto al voto nell'intero collegio dei comuni di Reggio Calabria.

Questo significa che circa 268.000 cittadini iscritti nelle liste elettorali del territorio hanno scelto di non partecipare alla consultazione.

Un dato che dovrebbe allarmare tutti, tranne i politici di casa nostra che, con la faccia di c..lo che si ritrovano, non si pongono minimamente neanche una domanda.

E ancora la gente non ha messo a fuoco la mostruosità della legge elettorale "Stabilucum": se dovesse passare definitivamente, il dato sull'affluenza alle prossime elezioni del 2027, potrebbe crollare ulteriormente.
Peraltro, se Vannacci non avesse portato al voto quasi 9 mila suoi elettori, che non sentendosi rappresentati quasi certamente non avrebbero votato, la percentuale finale sarebbe scesa al 19,95%.

Cari politici e politicanti, se non l’avete ancora capito non c’è proprio nulla da festeggiare e polemizzare.
Dovreste iniziare a farvi non una, ma molte domande: la politica si sta muovendo in totale difformità dalle esigenze e dallo stato d’animo degli italiani che, al di là della propaganda sempre a sostegno di chi governa, si trovano in fortissima difficoltà e questo purtroppo Voi continuate a non capirlo.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

“IL PARADOSSO DI BG: DAL CONTROLLO DEMOGRAFICO ALLA PAURA DELL’IA”C'è una sottile e profonda contraddizione logica nelle...
11/10/2026

“IL PARADOSSO DI BG: DAL CONTROLLO DEMOGRAFICO ALLA PAURA DELL’IA”

C'è una sottile e profonda contraddizione logica nelle recenti dichiarazioni sull'Intelligenza Artificiale che merita un'analisi seria, lontana dai soliti slogan da social.
Mettiamo a confronto due scenari e due epoche diverse del medesimo protagonista, esattamente come riportato nell'immagine qui sopra:

Anno 2010 (BG - Il Regista): Nel suo celebre intervento, BG affronta apertamente il tema della crescita demografica globale. Associa esplicitamente l'uso di nuovi piani sanitari e interventi medici a una possibile riduzione (o stabilizzazione) della popolazione del 10-15%. In quel campo, la sua struttura è il principale motore finanziario e strategico. È lui che stila le linee guida, finanzia i laboratori e decide la tabella di marcia. In questo scenario, l'investitore ha il controllo totale del sistema: ne conosce l'inizio, gestisce le variabili e ne determina il punto d'arrivo.

Anno 2026 (BG - Lo Spettatore): Lo stesso protagonista lancia un allarme shock: l'IA non regolamentata potrebbe causare impatti critici fino a "un miliardo di persone". Ma perché un uomo che ha sempre teorizzato la necessità di frenare la crescita demografica planetaria oggi si mostra così terrorizzato da una simile ecatombe?
La risposta non è ideologica. È puramente strategica e sta in una sola parola: CONTROLLO.

Nel settore dell'Intelligenza Artificiale, BG non tocca palla. Anche se la sua storica azienda ha una partnership enorme con OpenAI, la tecnologia è ormai un'arma globale, fluida, open-source e accessibile a chiunque: Stati rivali, gruppi indipendenti e attori terzi.

Non c'è una tabella di marcia firmata o gestita da lui.
Se l'IA dovesse causare un collasso sistemico attraverso attacchi cibernetici o minacce biologiche, lo farebbe nel caos più assoluto, distruggendo i mercati e la stabilità planetaria. Le conseguenze colpirebbero indistintamente tutti, grandi patrimoni e miliardari inclusi.

Non si tratta di una preoccupazione legata ai numeri, ma all'anarchia del mezzo. Un conto è un processo pianificato, lineare e prevedibile attraverso lo sviluppo economico istituzionale. Un altro è il caos imprevedibile di una tecnologia fuori controllo, che nessuno è in grado di governare, prevedere o arginare.

Finché la gestione è centralizzata dall'alto, per i grandi investitori è governance. Quando il controllo sfugge di mano e diventa caos globale, si trasforma in una minaccia personale.

Cosa ne pensate di questo cambio di postura davanti a tecnologie che non possono più essere confinate?

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org


LINK ARTICOLO - FOXNEWS - https://www.foxnews.com/media/bill-gates-warns-artificial-intelligence-powerful-enough-cause-billion-deaths-unchecked

“IL CONCETTO DI DEMOCRAZIA SECONDO FRATELLI D’ITALIA E ALLEATI”Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Cirian...
28/09/2026

“IL CONCETTO DI DEMOCRAZIA SECONDO FRATELLI D’ITALIA E ALLEATI”

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani di Fratelli d’Italia, ha voluto ricordare – attraverso un elenco – i parlamentari eletti per la prima volta che, in caso di voto anticipato e di mancata approvazione della legge alla Camera, perderebbero il privilegio della pensione.

Il ministro ha tuttavia trascurato il fatto che il rischio del voto contrario potrebbe arrivare proprio da coloro (la maggioranza) che la pensione l'hanno già in tasca. Tradotto, questo significa che, persino con il voto di fiducia e a scrutinio palese, la legge elettorale rischia seriamente di essere bocciata.

Il punto di partenza, utile ad avere un parametro di riferimento, è l'attuale legge elettorale per la presentazione delle liste per il rinnovo di Camera e Senato, ovvero il Rosatellum. Una legge che permetteva di ridurre da 1.500 a 750 le firme richieste in caso di scioglimento anticipato del Parlamento.

L'emendamento attuale matura invece in seno a Fratelli d'Italia: la proposta originale prevedeva ben 10.000 (dico a lettere: diecimila) firme per collegio, poi limitate a 6.000 a seguito dell'iter parlamentare al Senato. Si tratta comunque di un numero abnorme per qualsiasi forza politica emergente.

Nei fatti, questo provvedimento può essere definito come un vero e proprio "golpe bianco". A questi quattro segretari di partito non bastava mummificare il proprio ruolo e quello dei loro fedelissimi; con questa squallida operazione hanno voluto imbalsamare persino i partiti stessi.

Ricordo alla presidente Meloni, al ministro e ai loro alleati – definiti impropriamente con lo slogan di "sovranisti", ma solo a parole – che la Costituzione non impone ai parlamentari alcun vincolo di mandato, figuriamoci su come debbano votare. Di conseguenza, le minacce sullo scioglimento anticipato, mirate a far perdere la pensione ai parlamentari eletti per la prima volta o a spaventare quelli che già la possiedono ma sanno che non verranno ricandidati, lasciano il tempo che trovano.

Anche perché lo scioglimento delle Camere non viene decretato dal Presidente del Consiglio, il quale può solo rassegnare le proprie dimissioni. Spetta invece al Presidente della Repubblica, il quale – con molta probabilità – preferirà conferire l'incarico a un nuovo premier per dare vita a un governo transitorio, visto che manca ormai solo un anno alla fine della legislatura.

Le leggi non possono essere approvate incutendo paura ai deputati attraverso vere e proprie minacce che, al di fuori del Parlamento, potrebbero persino configurarsi come reati; al contrario, si dovrebbe votare secondo libertà e coscienza.

Siamo di fronte a una legge incostituzionale che azzera la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese e di cui ci si dovrebbe solo vergognare per il semplice fatto di averla pensata — figuriamoci per averla proposta e approvata.

www.italiarepubblicademocratica.org

“QUANDO LE PAROLE NON SERVONO PIÙ”Un drone ha colpito la torre di raffreddamento di un'unità reattore della centrale nuc...
21/09/2026

“QUANDO LE PAROLE NON SERVONO PIÙ”

Un drone ha colpito la torre di raffreddamento di un'unità reattore della centrale nucleare di Kursk, nella Federazione Russa. Il direttore generale dell'agenzia nucleare dell'ONU, Rafael M. Grossi, ha dichiarato che tutti gli attacchi contro impianti nucleari sono inaccettabili, in quanto possono compromettere la sicurezza nucleare indipendentemente dal luogo in cui avvengono. Grossi ha inoltre ribadito l'appello alla massima moderazione per scongiurare il rischio di un incidente nucleare.

Caro Vannacci, mentre il mondo è surriscaldato — ma soprattutto in Europa, dove lo scontro tra l’Ucraina con i suoi sostenitori (i Paesi NATO europei) e la Russia ha superato la linea rossa di non ritorno —, trovo strana e singolare la Sua posizione. Da ex generale NATO, che in materia di guerra e di pericoli dovrebbe essere più preparato di quanto possiamo esserlo noi, La vediamo organizzare una convention ad Orvieto con tavolate all’ombra della quercia, sorridente e rilassato.

Caro generale, guardi che ogni giorno che passa le cose si complicano, a tal punto che si parla di un'escalation dietro l'angolo. Visto che, da quello che ci dicono i mezzi di informazione, Lei macina consensi, che ne pensa di organizzare nell’immediato una manifestazione a Roma con leader e cittadini europei, invitando tutti i partiti e i militanti contrari alla guerra a manifestare per porre fine al conflitto?

Una manifestazione per richiedere due cose: fermare il conflitto immediatamente, aprendo una nuova fase di negoziati, e le dimissioni immediate degli attuali leader pro-guerra alla guida dei rispettivi Stati (Francia, Germania, Regno Unito).

Perché se le cose dovessero precipitare da un momento all’altro — e se ancora non lo ha capito —, non arriveremo neanche a presentare le liste.

Pertanto La invito a mettere a fuoco il prima possibile la gravità della situazione e a cominciare a fare politica oggi e subito, in quanto come movimento non c'è bisogno di essere presenti in parlamento per farsi sentire.

A un Futuro appunto Nazionale ci si può pensare solo se usciamo dalla polveriera su cui siamo seduti e questo, ripeto, Lei dovrebbe saperlo meglio di noi.

Potremmo organizzarla noi di IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA, ma non abbiamo ad oggi la forza e i consensi di Futuro Nazionale; se avessimo avuto anche meno della metà del Vostro consenso saremmo già stati in piazza a manifestare: non oggi e neanche domani, ma ieri.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

“IL CANONE RAI, IL BOLLO AUTO E LA POLITICA”Il canone Rai, l’imposta più odiata dagli italiani, è stato reso obbligatori...
21/09/2026

“IL CANONE RAI, IL BOLLO AUTO E LA POLITICA”

Il canone Rai, l’imposta più odiata dagli italiani, è stato reso obbligatorio in bolletta dal più grande "stratega" della politica italiana, il sig. Renzi.

Si tratta di un balzello che i cittadini vorrebbero vedere abolito, poiché pagato a fronte di un servizio pubblico sempre più scadente. Eppure, non si riesce nemmeno a ridurlo di 20 euro – figuriamoci a eliminarlo – a causa della netta contrarietà di Forza Italia a tal punto da minacciare una crisi di governo. Il motivo? Un taglio danneggerebbe gli interessi legati al mercato pubblicitario della famiglia Berlusconi, proprietaria sia delle reti private sia del partito stesso.

Questo particolare conflitto di interessi è stato il cavallo di battaglia della sinistra italiana dal 1994 fino al novembre 2011, mese e anno in cui è iniziato l’addomesticamento del Cavaliere. Da quel momento, l’asse del partito si è spostato stabilmente verso sinistra, appiattendosi sulle politiche del Partito Democratico.

Ecco, cari abbonati obbligati: se oggi non sentite più parlare di conflitto di interessi è proprio per questo cambio di pelle, iniziato con il Presidente Berlusconi e perpetuato oggi dai suoi figli. Di conseguenza, reti televisive, radio, giornali e mezzi d'informazione un tempo rivali si sono allineati all'agenda del centro-sinistra. Si sono così aggiunti ai media già esistenti: veri e propri strumenti che tengono in vita un Partito Democratico che, altrimenti, sarebbe clinicamente morto ormai da tempo.

Questi strumenti, un tempo di informazione e oggi di disinformazione, rappresentano il vero pericolo per la nostra democrazia. Il loro ruolo è mantenere in vita un sistema politico che gli italiani non tollerano più, come dimostra l'astensionismo che ha ormai superato il 50%.

Il governo riesce a trovare la quadra su investimenti e riforme che impegnano ingenti risorse pubbliche, ma si blocca quando si tratta di far risparmiare 20 euro ai contribuenti.

Questo Paese, ormai in caduta libera, potrà salvarsi solo se si interverrà il prima possibile con riforme strutturali profonde, a partire dall'istruzione e, soprattutto, dall'informazione.

IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
www.italiarepubblicademocratica.org

Indirizzo

Palermo
90133

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Ird - Italia Repubblica Democratica pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Ird - Italia Repubblica Democratica:

Scelte rapide

Condividi

Categoria