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“URSULA VON DER LEYEN: I RISPARMI PIGRI E LE IMPRESE”A buon intenditore poche parole. Secondo Lei, la crescita delle imp...
05/09/2026

“URSULA VON DER LEYEN: I RISPARMI PIGRI E LE IMPRESE”

A buon intenditore poche parole. Secondo Lei, la crescita delle imprese europee dovrebbe passare dai risparmi dei cittadini, che dal palco di Parigi ha definito "pigri". Al tempo stesso ha lanciato il monito che le istituzioni non interverranno con i bilanci pubblici.
Parla come se le risorse pubbliche fossero vostre e i risparmi privati appartenessero a voi, anziché ai legittimi risparmiatori.

La presunta pigrizia dei risparmiatori europei è in realtà legata allo stato di totale insicurezza che avete creato sotto ogni punto di vista, compresa la gestione delle risorse disponibili. Due esempi su tutti: la gestione della pandemia e la guerra in Ucraina.

Dalle Sue parole non si capisce se queste dichiarazioni siano un invito ai risparmiatori o una minaccia per costringerli a mettersi a disposizione. Dal tono quasi categorico che ha utilizzato, sorge il dubbio se Lei stia persino pensando di sequestrarli, quei risparmi.

Affermare che all’Europa manca la capacità di far crescere le imprese richiede una bella dose di coraggio. Lei parla dell'Europa come se fosse un’entità astratta, come se i vertici istituzionali – Lei in testa – non aveste alcuna responsabilità. È veramente paradossale rilasciare certe dichiarazioni dopo che la vostra "politica non politica", con il Green Deal e corbellerie varie, ha decretato la morte dell’industria europea. Avete aperto le porte alle aziende, ai capitali e ai prodotti cinesi, con un deficit commerciale che ormai viaggia verso i 500 miliardi di euro.

Il problema non è tanto finanziare le imprese, quanto il fatto che di mezzo ci siate voi. Con la debolezza che dimostrate nei confronti del denaro, soprattutto quello altrui, e per come lo gestite, non offrite alcuna garanzia.

Se non si fa chiarezza su tutte le irregolarità e le violazioni commesse durante la pandemia e la guerra, sia dal punto di vista penale sia da quello contabile, non si può parlare di futuro.In ogni caso, né Lei, signora Ursula, né i Suoi compagni di merende siete titolati a farlo.

TUTTI A CASA, SUBITO!

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“LAVORARE PER ME?! MA IN CHE SENSO?”L’invito a lavorare per lui, rivolto a luglio scorso da Crosetto a Fedorov, alla fin...
30/08/2026

“LAVORARE PER ME?! MA IN CHE SENSO?

”L’invito a lavorare per lui, rivolto a luglio scorso da Crosetto a Fedorov, alla fine si è materializzato.

Questa è la dimostrazione di come un politico italiano – per quanto "particolare" – possa muoversi in un contesto di onnipotenza nel concepire ruoli e istituzioni, arrivando a lanciare il pubblico invito di andare a lavorare al ministero "per lui".

Ed è proprio per questa infelice affermazione, «vieni a lavorare per me», che vorrei rivolgere alcune domande al ministro Crosetto.

Come dipendente o consulente del Ministero della Difesa non può essere. Il ruolo di ministro, infatti, anche per chi è "bullonato" alla sedia di comando, è transitorio e provvisorio. Di conseguenza, non è possibile prendersi un impegno del genere a lungo termine, considerato anche che siamo prossimi alle elezioni.

Forse intendeva nella sua azienda privata? Nemmeno questo è possibile, visto che all'atto della nomina a ministro ha dichiarato di aver chiuso le sue attività.

Oppure intende in una delle aziende italiane produttrici di armi che fanno parte dell'AIAD (Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), di cui lei è stato presidente? Ma anche in questo caso non può essere, perché quelle aziende non sono sue.

Insomma, caro ministro: da lei dove? Il Ministero della Difesa, come tutte le istituzioni, non appartiene a chi ricopre l’incarico, ma al popolo italiano. Mi rendo conto che, dopo anni passati nei palazzi, si tenda a perdere questo concetto a tal punto da ritenere le istituzioni una proprietà privata. Ma voi siete solo dei delegati a rappresentare gli interessi degli italiani, interessi che nella prevalenza dei casi vengono disattesi.

Lei dice che la consulenza di Fedorov serva per sviluppare droni.
Anche qui: sono droni per proteggerci da attacchi esterni (anche se non si capisce da parte di chi)?

Oppure servono per produrli in Italia e magari inviarli in Ucraina per essere usati contro la Russia, esponendoci così ancora più di quanto già lo siamo?

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“ATTENZIONE A NON SOTTOVALUTARE”Mentre in Italia le tifoserie di destra e sinistra si scontrano sul caso Ranucci o sui s...
30/08/2026

“ATTENZIONE A NON SOTTOVALUTARE”

Mentre in Italia le tifoserie di destra e sinistra si scontrano sul caso Ranucci o sui sondaggi del Gen. Vannacci — come se fossimo in campagna elettorale e come se il domani fosse dato per scontato — lo scontro russo-ucraino volge al peggio, entrando in una fase estremamente delicata, davanti al disinteresse degli italiani.

Non possiamo accettare che le iniziative autonome di alcuni Paesi membri della NATO — come la fornitura di missili a lungo raggio britannici usati per colpire la Russia o le ipotesi sull'invio di truppe — rischino di innescare un conflitto diretto. Un'escalation che travolgerebbe automaticamente l'intera Alleanza, compresa l'Italia.

Se da un lato il nostro Paese si è ufficialmente defilato sull'invio dei soldati e ha posto limiti sull'uso difensivo delle proprie armi, dall'altro non possiamo limitarci a un silenzio passivo di fronte alle scelte avventate dei nostri alleati, come quella degli inglesi.

Cari rappresentanti istituzionali — delegati e non padroni del popolo — dovete prendere una posizione pubblica e forte per rassicurare gli italiani che l'Italia non cederà alle pressioni e non si farà trascinare in una guerra diretta con la Russia.

Se non fosse chiaro, sempre cari rappresentanti istituzionali, il tempo delle ambiguità è finito: siamo entrati in una fase di non ritorno e su questo avete l'obbligo istituzionale di rendere conto agli italiani.

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"L'INFORMAZIONE A COMANDO"Secondo il giornale americano Wall Street Journal gli USA prevedono — guarda caso — che nei pr...
10/08/2026

"L'INFORMAZIONE A COMANDO"

Secondo il giornale americano Wall Street Journal gli USA prevedono — guarda caso — che nei prossimi anni la Russia potrebbe attaccare la NATO per testare la risposta americana, approfittando della carenza di munizioni (fonte: QUIFINANZA).

Cari amici d’oltreoceano, non c’è bisogno di incutere timore. La maggior parte degli Stati membri della NATO e dell’UE ha già deciso (o sta per farlo) di aumentare le spese militari. Tuttavia, poiché ci sono ancora forti resistenze tra i cittadini europei, ecco che arrivano questi titoli terroristici.

Si tratta di risorse che saranno impegnate nei bilanci statali e che serviranno, guarda caso, per acquistare armi e tecnologia americana — proprio da chi elabora questi "rapporti della paura".

Ricordo che un terzo del PIL degli USA deriva dalla produzione di armi, e che quindi il loro interesse prioritario è cercare di mantenere in equilibrio il rapporto PIL/debito pubblico, che ammonta a circa 36 mila miliardi di dollari.

In pratica, con le buone o con le cattive, dobbiamo risanare il bilancio americano. Capisco l’interesse degli alleati d’oltreoceano nel mantenere attivo il conflitto — anche se sono ancora fermo alla disponibilità al dialogo tra Trump e Putin, che fatica a concretizzarsi per via delle "monellerie" di Ursula e compagni.

Ciò che trovo davvero difficile da capire è il comportamento dell’Unione Europea: al di là delle posizioni di facciata per racimolare un pugno di voti da parte di qualche partito, ci si ostina ad allinearsi a questa linea, continuando a alimentare un conflitto da cui abbiamo già perso abbastanza.

Considerato l'arsenale nucleare del nostro "vicino di casa" e il divario ormai incolmabile sulle armi, le linee guida per far cessare il conflitto — da cui avremmo tutto da guadagnare e nulla da perdere — dovrebbero essere: non ostinarsi sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea (soprattutto quando ci sono Stati che pensano di abbandonarla) e, ancora peggio, sull’ingresso nella NATO, che il Cremlino ha già dichiarato non avverrà mai.

Piuttosto, per stanare gli USA, attiverei le procedure per lavorare a un trattato di pace, non belligeranza, collaborazione economica e, se necessario, di mutua protezione proprio con la Russia, valido per i prossimi duemila anni.
Dopotutto, va ricordato che i russi europei, in gran parte, condividono le nostre stesse radici culturali e cristiane, dettagli non di poco conto.

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"REVOCARE L'ONOREFICENZA A FAUCI"Chiediamo di revocare l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito d...
10/08/2026

"REVOCARE L'ONOREFICENZA A FAUCI"

Chiediamo di revocare l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana al Dott. Anthony Fauci, concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Crediamo che i presupposti per il mantenimento di tale riconoscimento non siano più attuali, né rappresentativi.

Inizialmente, il Dott. Fauci è stato riconosciuto per il suo contributo nella lotta contro la pandemia di COVID-19. Tuttavia, eventi successivi hanno messo in discussione il suo operato e le sue dichiarazioni. Numerosi esperti e cittadini in Italia e all'estero hanno sollevato dubbi sulla gestione della pandemia, sui cambiamenti repentini di protocolli sanitari e sulla trasparenza delle informazioni fornite. È essenziale per un paese come l'Italia, che vanta un patrimonio culturale e scientifico di altissima qualità, onorare figure che rappresentano in modo impeccabile tali valori.

In questi anni, nuove ricerche e investigazioni hanno sollevato interrogativi sul ruolo e sull'influenza di Fauci nelle politiche sanitarie internazionali. Articoli e documentari hanno evidenziato la necessità di un'analisi critica di tali dinamiche e dell'opportunità di mantenere riconoscimenti a persone il cui operato è stato messo in discussione su scala globale.

Invitiamo il Presidente della Repubblica a riconsiderare le onorificenze concesse, iniziando un processo di revoca dove necessario. La nostra richiesta non è un attacco alla persona, ma un appello alla coerenza e al rispetto dei valori che l'Italia desidera promuovere a livello internazionale.

Unisciti a noi nel chiedere un riesame ufficiale di questa onorificenza. Firme la petizione per dar voce a questa istanza: la tua partecipazione è fondamentale affinché le istituzioni riflettano le aspettative dei cittadini.

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FIRMA LA PETIZIONE
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“NON SIAMO MESSI MALE, MA PEGGIO, E VI SPIEGO PERCHÉ”A questo provvedimento si sono opposti il PD e il M5S, giustamente,...
10/08/2026

“NON SIAMO MESSI MALE, MA PEGGIO, E VI SPIEGO PERCHÉ”

A questo provvedimento si sono opposti il PD e il M5S, giustamente, in quanto troppo invasivo e privo di valide motivazioni. Non possiamo però non evidenziare la gravità della cosa: questi partiti che oggi compongono il "campo largo" sono stati quelli che hanno approvato e reso operativo l’uso del Trojan.

Uno strumento sul quale l’ex Presidente della Corte Costituzionale Flick ha dichiarato: «Uno strumento molto invasivo la cui utilizzazione incontrollata rischia di porsi in contrasto con la Costituzione», sottolineando una «difficile controllabilità nell'uso» e il contrasto con l’art. 15 della Carta, che tutela la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.

Quindi destra e sinistra, a ruoli invertiti e in periodi diversi, hanno adottato iniziative illiberali e decisamente troppo invasive sulla vita privata degli italiani. Quest’ultimo provvedimento è talmente eccessivo da essere stato richiamato persino dalla Commissione Europea per violazione dell'AI Act — una normativa di per sé già abbastanza restrittiva. In pratics siamo riusciti a spingerci persino oltre.

La cosa ancora più allarmante è che l’alternativa a questa destra e a questa sinistra è rappresentata dal Generale in stile "imperatore romano", corporativo e statalista, che sull’argomento si guarda bene dal prendere posizione o rilasciare dichiarazioni.

Attenzione: stiamo adottando provvedimenti che neanche nella Germania dell’Est della Guerra Fredda si vedevano. Eppure parliamo dell’Italia, che nelle classifiche internazionali è agli ultimi posti per tasso di omicidi (circa 280 all'anno, di cui circa 80 commessi da stranieri).
Senza questi ultimi, saremmo sotto la soglia dei 200 omicidi all'anno: un dato che ci rende uno dei Paesi meno violenti al mondo, pur con la presenza di ben quattro organizzazioni criminali.

E allora, cara Presidente Meloni e forze di maggioranza — eredità di coalizioni come la "Casa delle Libertà" e il "Popolo della Libertà" —, non dovete limitarvi a limare questo provvedimento, ma dovete revocarlo.

Non va messo in un cassetto per essere ripreso all'occorrenza, va cancellato per sempre, se non altro per coerenza con i tanti anni in cui avete parlato di libertà individuali.

Sinistra e Destra, a piccoli passi, state rovinando questo Paese, trasformandolo in un campo di sperimentazione permanente, sicuramente per conto terzi e per fare piacere a qualcuno, non i certo a favore degli italiani.

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“TANTE POLEMICHE PER NULLA”Il tira e molla tra Governo e Quirinale, risolto a favore di quest’ultimo con il congelamento...
10/08/2026

“TANTE POLEMICHE PER NULLA”

Il tira e molla tra Governo e Quirinale, risolto a favore di quest’ultimo con il congelamento del provvedimento, si basa a mio avviso sul nulla ed è una questione di principio, oltre che squisitamente politica.

I medici non vaccinati erano circa 4.000 fino al 30 settembre 2022; a tal proposito va dato merito al Governo Meloni che, dichiarando la fine dell'emergenza pandemica, ne ha disposto a suo tempo il reintegro in servizio. Da fonti autorevoli si apprende che i medici interessati dall'attuale braccio di ferro con il Quirinale siano oggi solo una decina di radiati: professionisti che, agli occhi di una parte delle istituzioni, hanno avuto l'unico "torto" di aver espresso riserve sulla vaccinazione di massa e di aver evidenziato criticità sulle reazioni avverse.

Tra l’altro, la norma non prevedeva un reinserimento automatico, bensì la presentazione di una domanda a una commissione centrale (la CCEPS) chiamata ad analizzare ogni singolo caso. Di conseguenza, qualora la radiazione fosse stata legata a fatti dolosi o condanne penali, la reiscrizione sarebbe stata negata.

Come ricordato dagli stessi Ordini dei Medici, la legge italiana prevede già che un medico radiato possa chiedere la riammissione trascorsi 5 anni dalla sanzione, a patto di aver tenuto una condotta specchiata. Molti dei sanitari sanzionati nel 2021 stanno quindi già raggiungendo i termini naturali per fare richiesta per vie ordinarie, senza la necessità di un decreto straordinario da parte del Governo.

Risulta quindi difficile comprendere sia l'utilità di un provvedimento arrivato in prossimità delle scadenze elettorali (e non anni prima), sia la necessità di far sottoporre i medici a un ennesimo esame specifico quando la richiesta potrebbe essere presentata direttamente al proprio Ordine.

Ancora più incomprensibile appare la posizione del Quirinale, che ha messo in discussione un provvedimento sostenuto da una maggioranza parlamentare.

Soprattutto, resta arduo comprendere tale rigore alla luce del dibattito emerso nel tempo sulle origini del virus, sulle criticità nella gestione dell'emergenza e sulle segnalazioni relative alle reazioni avverse e alle patologie insorte post-vaccinazione.

Allo stesso tempo, appare evidente come per tutti coloro che hanno sostenuto con inflessibilità l'obbligo vaccinale, minimizzando o negando la presenza di reazioni avverse gravi, cambiare posizione oggi — a prescindere dal ruolo istituzionale ricoperto — suonerebbe come un'implicita e diretta ammissione di colpa per le scelte compiute. E di questo ce ne rendiamo conto.

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“VERAMENTE UN GRANDE PERSONAGGIO”Considerata l’opacità dell’operato del dott. Fauci — che senza la grazia preventiva di ...
10/08/2026

“VERAMENTE UN GRANDE PERSONAGGIO”

Considerata l’opacità dell’operato del dott. Fauci — che senza la grazia preventiva di Biden oggi vedrebbe ben altri risvolti giudiziari, magari con un processo, una condanna e l'incarcerazione —, mi e vi chiedo se la sua posizione non strida con il riconoscimento assegnatogli il 18 maggio 2021 dal nostro Presidente della Repubblica: il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Soprattutto se si considerano le motivazioni che hanno portato all’assegnazione dell’onorificenza al celebre immunologo: “per i suoi eccezionali meriti scientifici e per lo straordinario impegno nella lotta globale contro la pandemia da COVID-19, oltre che come omaggio alle sue origini italiane”.

Tali motivazioni appaiono in evidente contrasto con i gravi fatti che gli vengono contestati, dal finanziamento del laboratorio di Wuhan fino all’intera gestione della pandemia.

Così come dovrebbe essere messo in discussione il ruolo che il ministro Speranza ha assegnato nel marzo 2023 al dott. Fauci quale consulente strategico e collaboratore scientifico di alto livello per il nascente Biotecnopolo di Siena, l'hub nazionale italiano dedicato alla ricerca e alla lotta contro le pandemie: un laboratorio ad alto rischio, proprio come quello realizzato a Wuhan.

Io non so se titoli come quello di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana possano essere revocati, considerate le motivazioni per cui vengono concessi, ma sarebbe il caso di valutare fin da ora un'eventuale revoca, senza necessariamente aspettare l'elezione del nuovo Presidente.

Ritengo che sia il caso che il Ministero della Salute revochi con decorrenza immediata il ruolo di consulente del laboratorio di Siena al dottor Fauci.Ma non solo.

Caro Ministro Schillaci, vista la pericolosità di questo laboratorio, la presenza di Fauci come consulente e l'intera gestione del “Progetto Speranza” (voluto dal suo predecessore e costato ad oggi 409 milioni di euro), la invito a occuparsi seriamente del progetto, a fare luce su di esso e a riferire all'opinione pubblica.

Perché, caro Ministro, la mala gestione della pandemia non è stata solo l'acquisto di vaccini, mascherine e ventilatori polmonari, ma è anche molto altro.

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“LIBERO PENSIERO E PROPAGANDA?”La politica italiana — o meglio i leader politici italiani, compresi alcuni presunti tali...
10/08/2026

“LIBERO PENSIERO E PROPAGANDA?”

La politica italiana — o meglio i leader politici italiani, compresi alcuni presunti tali — non finiscono mai di stupire.
Per far parlare di sé e cercare di mantenere quella visibilità che garantisce loro di ti**re a campare (soprattutto per i partiti a rischio sbarramento), fanno a gara a chi la spara più grossa.

Tra i concorrenti in prima fila troviamo l’onorevole Calenda, leader di Azione e "clone" di Renzi (o viceversa, viste le percentuali di consenso). Calenda, con altri deputati e insieme all'illustre europarlamentare Pina Picierno, ha orgogliosamente presentato un disegno di legge alla Camera — che ovviamente lascia il tempo che trova — volto a contrastare la disinformazione. Il titolo del post sulla pagina facebook del leader di Azione recita "Stop alla propaganda straniera": un titolo che è già tutto un programma.

Ovviamente ci si riferisce alla propaganda russa. Sembra infatti che sia "propaganda" soltanto ciò che dicono gli altri nell'esprimere liberamente il proprio pensiero, mentre diventa del tutto normale assumere posizioni a sostegno di uno Stato estero, come l'Ucraina, persino oltre i limiti stabiliti dalle delibere parlamentari.

Il tutto avviene in un giorno simbolico per la libertà di pensiero (o per quello che ne rimane nel nostro Paese): mi riferisco alla sentenza del Tribunale Civile di Milano che ha condannato il Corriere "del buio" della Sera a un risarcimento di 30.000 euro in favore del professor Orsini. Il quotidiano si era reso protagonista della triste scelta di pubblicare una vera e propria gogna mediatica: una lista di proscrizione contenente giornalisti, influencer e opinionisti etichettati come "putiniani" solo per aver espresso un'opinione difforme.

Mentre il Corriere della Sera veniva condannato per aver definito Orsini "putiniano" insieme ad altri, l’onorevole Calenda pensava bene di predisporre un disegno di legge per bloccare le ingerenze estere. Prendiamo atto che l’onorevole confonde l’espressione di un libero pensiero con la propaganda: un errore concettuale particolarmente grave.

Parliamo di Calenda, l'ex ministro del governo Renzi. Quel governo a guida PD accusato dai sostenitori di Donald Trump di aver fornito sponda, sotto la presidenza Obama nel 2016, a un dossier volto a ostacolare il tycoon in caso di vittoria. E queste manovre, verso un altro Stato, caro onorevole, come le chiama?

Penso che capisca anche lei che qui siamo ben oltre la propaganda e che, se l’indagine dovesse concretizzarsi, le teste a cadere non saranno soltanto quelle americane!

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"ATTENZIONE ALL'USO DELLE PAROLE"Nel 2024 l’assessore del Municipio di Milano, Lorenzo Pacini, affermava: «Noi i fasc..s...
10/08/2026

"ATTENZIONE ALL'USO DELLE PAROLE"

Nel 2024 l’assessore del Municipio di Milano, Lorenzo Pacini, affermava: «Noi i fasc..sti li combattiamo alle urne e poi, a un certo punto, se servirà, con i fucili».

Ora, se un rappresentante delle istituzioni rilascia questo tipo di dichiarazione, cosa ci si può aspettare da un ragazzo dei centri sociali, indottrinato fin da piccolo, sino al midollo osseo e con la testa ancora ferma ai libri di storia? Un ragazzo che non si rende nemmeno conto di trovarsi in una sede istituzionale come Palazzo Ducale a Genova quando rilascia una dichiarazione del tutto sproporzionata: «I fasc..sti li andiamo a prendere a casa».

Un fatto estremamente grave, proprio perché pronunciato in un contesto istituzionale in cui i presenti, anziché smentire e prendere le distanze, hanno preferito applaudire.

Caro Sindaco Salis e rappresentanti delle istituzioni, certi fenomeni e certe dichiarazioni non vanno sottovalutati, indipendentemente dal fatto che arrivino da destra o da sinistra. Un intervento autorevole delle istituzioni non può né deve mancare, poiché queste affermazioni minano seriamente le fondamenta della nostra democrazia. E farlo è nell’interesse di tutti.

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