19/05/2026
In occasione della ### edizione del progetto “Panormus. La scuola adotta la città” del 16 maggio 2026, dedicata alla città di Palermo con il significativo titolo “La Città che vorrei”, le alunne e gli alunni delle classi di entrambi i plessi della Scuola Secondaria di I Grado e delle classi quarte e quinte del plesso Di Bartolo della Scuola Primaria hanno partecipato insieme alla decorazione e alla presentazione dell’edificio storico della Quinta Casa dei Gesuiti (plesso Antonello Da Messina), realizzando lavori creativi (cartelloni, disegni, fotografie) e performance musicali e teatrali.
Per l'occasione sono state create anche: una canzone in lingua francese, “Une ville”, sulla “città ideale”, in cui attraverso le parole, le emozioni e la musica, il testo immagina una città fondata sul rispetto, sulla pace, sull’inclusione e sulla bellezza delle differenze; una colonna sonora con le voci delle alunne e degli alunni per esprimere i loro desideri legati al miglioramento della città in cui vivono; e una mappa digitale interattiva di tutti gli itinerari del progetto Panormus.
I bambini della scuola primaria hanno voluto ricordare che la città è la casa di tutti noi, così come la natura e l’intero pianeta. Partendo dalle brutture che flagellano la spiaggetta di Vergine Maria, le alunne e gli alunni hanno inventato una storia articolata che li vede protagonisti di incredibili avventure in molteplici ambienti naturali, sfregiati dai comportamenti irresponsabili di alcuni cittadini passivi e nocivi. Il compito della "band" è quello di rimediare e, soprattutto, convertire chi ha provocato il danno in un cittadino attivo e responsabile.
Ma la città che i ragazzi e le ragazze desiderano non è soltanto uno spazio urbano: è un luogo dell’anima. Per diffondere il loro messaggio, gli alunni e le alunne della scuola secondaria si sono ispirati alla figura di San Francesco d’Assisi nell’VIII centenario della sua morte, simbolo di purezza, semplicità e armonia tra uomo, natura e comunità. Come San Francesco vedeva nella povertà e nell’essenzialità una forma di libertà, così Panormus immagina una città capace di liberarsi dall’illegalità, dal caos e dalla disuguaglianza, per ritrovare equilibrio, bellezza e senso umano.
Come approfondimento del monumento in cui si è svolta la giornata, le alunne e gli alunni della scuola secondaria hanno raccontato in chiave comica i 300 anni di storia della Quinta Casa dei Gesuiti, mettendo in scena i vari cambi di destinazione d'uso dell'edificio dalla sua fondazione a oggi. Infine, un alunno particolarmente legato al rito dedicato a Sant’Antonu di Padova (il “Santo dei Pescatori”), che si celebra nel quartiere Arenella con la storica processione in mare, ha offerto al pubblico del Panormus un vero e proprio cunto scritto appositamente per l’occasione.