02/09/2026
SORGENTE-RIZZICONI E LA RAPINA DELL’ENERGIA: LA SICILIA PRODUCE, IL NORD CONSUMA E I SICILIANI PAGANO IL CONTO
La narrazione ufficiale lo definisce un «ponte energetico strategico», un trionfo ingegneristico per l'integrazione della rete elettrica nazionale. La realtà dei fatti racconta ben altro: l’elettrodotto sottomarino Sorgente-Rizziconi è l’ennesimo snodo di un sistema coloniale che trasforma la Sicilia nell’hub energetico a basso costo per il tessuto industriale del Centro-Nord, lasciando all'Isola solo servitù di passaggio, suolo consumato e bollette salatissime.
UN'OPERA PAGATA ANCHE DAI SICILIANI PER ALIMENTARE ALTRI MERCATI
I costi di realizzazione dell'infrastruttura) centinaia di milioni di euro) sono stati interamente scaricati sulle bollette elettriche attraverso gli oneri di sistema e le componenti tariffarie di rete fissate da ARERA. I cittadini e le imprese siciliane, pur vivendo nella regione che ospita una quota massiccia della produzione da fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) dell'intero Paese, hanno contribuito a finanziare un’opera che ha come scopo primario il drenaggio sistematico del surplus energetico verso il Continente.
Non si tratta di solidarietà infrastrutturale, ma di un trasferimento unidirezionale di ricchezza:
Produzione verde a km zero, ma prezzi da mercato penalizzante: L'energia generata dal sole e dal vento siciliano viene convogliata oltre lo Stretto per abbattere i costi delle grandi fabbriche del Nord, mentre i residenti siciliani continuano a pagare tariffe allineate o persino svantaggiate rispetto alla media nazionale.
L’espropriazione del territorio: Migliaia di ettari di terreno agricolo e paesaggistico vengono vincolati o sacrificati per parchi rinnovabili e stazioni di trasformazione, senza che sul territorio rimanga alcun gettito reale, royalty energetica o reale sconto in bolletta per le comunità locali.
LO SCHEMA COLONIALE DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA
La Sicilia produce più energia di quanta ne consumi, eppure non gode di alcuna autonomia tariffaria né di compensazioni strutturali. L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi garantisce la sicurezza della rete nazionale ed evita i blocchi di produzione che danneggerebbero i grandi operatori, ma cristallizza la condizione della Sicilia come mera fornitrice di materie prime ed energia primaria.
Mentre al Nord si programmano sgravi e agevolazioni per la competitività industriale, alle imprese e alle famiglie siciliane restano:
1. L'impatto ambientale e paesaggistico delle mega-infrastrutture.
2. L'assenza di un piano industriale regionale basato sul vantaggio comparativo dell'energia a basso costo.
3. Il paradosso di esportare ricchezza pulita e continuare a subire il depauperamento economico del territorio.
LA POSIZIONE DELL'MSA: FERMARE IL DRENAGGIO DELLE RISORSE SICILIANE
Non è più tollerabile che le risorse naturali della Sicilia vengano trattate come un bene da espropriare senza contropartita economica diretta. È necessario rivendicare:
Tariffa energetica regionale differenziata:
L'energia prodotta in Sicilia da fonti rinnovabili deve tradursi in un abbattimento immediato del costo per i residenti e per le imprese locali.
Ristori e fiscalità energetica locale:
Gli utili generati dal transito e dalla vendita dell'energia siciliana devono essere tassati e reinvestiti integralmente sul territorio regionale, a beneficio delle infrastrutture e dei servizi essenziali dell'Isola.
Stop al consumo passivo di suolo:
Nessuna nuova concessione o ampliamento di rete deve avvenire senza un piano vincolante di ricadute economiche dirette per i Comuni e i cittadini siciliani.