12/11/2017
Alla luce degli ultimi avvenimenti interni al Parlamento Italiano, in quanto giovane realtà di Sinistra, sentiamo di dover esprimere un parere, un’opinione su quanto accaduto in questi giorni tra Sinistra Italiana, Articolo UNO - Movimento Democratico e Progressista e Movimento 5 Stelle.
Abbiamo assistito, in questo difficile momento storico-culturale in cui sembra non esistere più alcuna identità politica e nessun ideale politico sul quale ba***re in modo ferreo e risoluto, ad un repentino cambiamento di prospettiva da parte di quella che oggi è una delle maggiori realtà politiche ed espressione di dissenso popolare da tutte quelle scelte che ad oggi sono state prese dai governi che si sono succeduti.
Parliamo proprio del M5S, che nell’arco di poche ore, se inizialmente si pensava volesse ripristinare l’art. 18, su proposta appunto di Sinistra Italiana ed Articolo Uno, dando forza a quella voce di vera Sinistra presente all’interno del parlamento italiano, ha cambiato posizione e dimostrato al popolo italiano di infischiarsene dei diritti dei lavoratori. Sì, proprio così, il M5S, ribattendo e sostenendo un’espressione che ha portato all’abolizione dello stesso articolo anni fa, si è schierato apertamente su questa tematica dalla stessa parte di Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord.
Motivazione? Il reinserimento dell’art. 18 con l’introduzione della valenza dello stesso sulle imprese aventi 15 dipendenti o meno, a loro dire, graverebbe in modo pressante per queste piccole e medie imprese che dovrebbero quindi sopportare dei costi ingenti; la domanda che oggi si pone la Sinistra, però, è un’altra: dato che la tutela dei diritti dei lavoratori è sacrosanta e dato che in questi anni, da quando si è abolito quest’articolo, ci siamo trovati dinanzi ad uno spropositato aumento dei licenziamenti senza giustificato motivo soprattutto nelle piccole e medie imprese, qual è l’interesse del Movimento 5 Stelle nel non reintegrare il diritto all’immagine ed al lavoro di un qualsiasi lavoratore? La tesi sostenuta dal loro canto è che così facendo non si aiutano gli imprenditori e che all’interno dei tavoli di discussione europea tutto ciò significherebbe ritornare ad essere visti come quel paese arretrato che non riesce a rinnovarsi, ma dal nostro canto, i diritti dei lavoratori sono innegabili!
Inoltre, in ambito europeo, esistono svariati modi per gli imprenditori di continuare a svolgere il loro lavoro di imprenditoria, ma non esiste nulla che vada a tutelare la figura del lavoratore in modo chiaro ed esclusivo e levare, togliere, estirpare diritti, lì dove già ce ne stanno pochi, sembra assurdo, evidentemente, soltanto alle vere realtà che oggi rappresentano la Sinistra in Italia.
Ci auguriamo che da oggi il popolo italiano si desti dal proprio letargo e si renda conto che qualsiasi realtà politica che attualmente governa, ha governato o che ha l’attuale consenso del popolo, oggi, non fa nulla per i diritti dei cittadini/lavoratori di questo Paese. Ci auguriamo che vengano viste ed accolte, non tanto in termini politici quanto piuttosto in termini umani, da parte della popolazione italiana, le proposte sul reintegro dell’art. 18, le proposte che riguardano il mondo del lavoro di oggi e tutte quelle proposte presentate e portate avanti dalla vera Sinistra in Italia che toccano le tematiche sociali e mirano ad un vero innalzamento dei diritti tanto dei lavoratori quanto dei consumatori e che si traducano in consenso elettorale e fiducia in coloro che oggi non hanno paura di portare avanti i propri ideali e non si nascondo dietro un dito per il terrore di essere gettati fuori dal sistema/partito che oggi rappresenta il nostro amato M5S.