Siciliani Liberi

Siciliani Liberi Il movimento politico “Siciliani Liberi” punta alla costituzione dello Stato di Sicilia

«La Sicilia che faremo, governata da una nuova classe dirigente, onesta, capace e competente, saprà sfruttare al meglio le proprie risorse, garantirà a tutti i propri cittadini di potere progettare nel proprio paese la propria vita, e sarà una terra di benessere e di civiltà.»

Dal Manifesto del Movimento "Siciliani Liberi"

L'Etna erutta...e la politica rutta.👇
17/08/2026

L'Etna erutta...e la politica rutta.
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Catania – La recente e infelice dichiarazione del ministro Nello Musumeci sui disagi causati dall’eruzione dell’Etna al traffico aereo è un capolavoro di surrealismo politico. Il ministro ha infatti detto testualmente che “ad essere fuori posto non è il vulcano, ma l’aeroporto di Catania...

Siciliani Liberi esprime la propria solidarietà al sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola. A seguito della sua decisione...
12/08/2026

Siciliani Liberi esprime la propria solidarietà al sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola. A seguito della sua decisione di mettere il benessere dei cittadini al primo posto, il primo cittadino ha ricevuto un avviso di garanzia per aver preso un'iniziativa personale che rientra nei suoi poteri. Confidiamo che la giustizia faccia chiarezza, mettendo anch'essa al primo posto i bisogni della popolazione rimasta senza acqua durante un'estate rovente.

Confidiamo inoltre che la magistratura possa indagare sulle cause che hanno spinto il sindaco ad assumere la decisione di erogare l'acqua, nonché sulle responsabilità del cronico disservizio in cui versa la provincia di Agrigento. Una situazione che sta causando gravi danni al comparto turistico e agricolo, oltre a un forte disagio sociale a scapito di tutti i cittadini, con un impatto ancora più grave su anziani, persone fragili e famiglie con disabili.

La nostra sensibilità ci spinge ad estendere la solidarietà a tutti gli allevatori che hanno visto morire di sete i propri animali, nell'impossibilità di far interve**re le autobotti.

Mentre il presidente Schifani si vanta sorridente del presunto superamento della crisi idrica, l'Agrigentino si anima di proteste e comitati civici che danno voce alla disperazione. Nel 2026 si è costretti ancora a scendere in piazza per l'acqua — bene primario e inalienabile secondo il diritto nazionale e internazionale —, mentre una cattiva gestione politica e istituzionale riduce la Sicilia in uno stato di assedio della sete.

Posso dire una cosa ai turisti che decidono di catapultarsi a Catania in aereo? Leggete e rileggete Pindaro, così vi ric...
12/08/2026

Posso dire una cosa ai turisti che decidono di catapultarsi a Catania in aereo? Leggete e rileggete Pindaro, così vi ricorderete che esite anche "la Colonna del cielo".
Buon giorno a tutti.
Giulio Ambrosetti

Sopra, Ciro Lomonte Tutta l'eruzione della "Colonna del cielo" minuto per minuto Dopo che ieri abbiamo pubblicato un post del mio vecchio amico Ciro Lomonte sull'Etna (qui l'articolo di approfondimento di ieri), non posso esimermi dal proseguire nel dare spazio all'informazione su quanto sta avvenen...

11/08/2026

*Vendita aeroporti di Catania e Palermo. Il post di Ciro Lomonte. La cenere dell’Etna. Trump taglierà la strada ai globalisti che vorrebbero acciuffare i due scali? La due diligence c’è già?*
Non sarà una passeggiata. No, la vendita degli aeroporti dell'Isola non sarà una passeggiata. Egregi ascari siciliani, questa volta sarà un po' più complicato. Proviamo a illustrare cosa cova, è proprio il caso di dirlo, sotto la cenere dell'Etna...
Giulio Ambrosetti
https://www.thehour.info/vendita-aeroporti-di-catania-e-palermo-il-post-di-ciro-lomonte-la-cenere-delletna-trump-tagliera-la-strada-ai-globalisti-che-vorrebbero-acciuffare-i-due-scali-la-due-diligence-ce-gia/

Con tutto il rispetto, questo è un mistero aritmetico: come si fa ad azzerare lo zero?
06/08/2026

Con tutto il rispetto, questo è un mistero aritmetico: come si fa ad azzerare lo zero?

https://www.facebook.com/share/1DS2AzKHGw/?mibextid=wwXIfr
02/08/2026

https://www.facebook.com/share/1DS2AzKHGw/?mibextid=wwXIfr

A conferma che il Comune di Palermo sia in condizioni di sostanziale insolvenza, per il quarto anno consecutivo sui 4 del mandato già svolto, il Consiglio comunale aumenta in modo sostanziale la Tari, cioè la tassa sui rifiuti. A differenza di quanto scrivono all’unisono le testate locali e i vari consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, l’aumento non è affatto “di 10 euro a famiglia”. L’aumento è del 7%, con l’importo nominale complessivo del tributo che raggiunge l’astronomica cifra di 143 milioni di euro: quasi 300 miliardi di lire. Nelle condizioni di degrado sociale e crisi economica perdurante che caratterizzano Palermo da oltre 30 anni, a pagare la tassa sono poco più del 50 per cento di famiglie, imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni che dovrebbero farlo. Il Comune non rende pubblico il dato. Ma se il tasso di evasione era del 50% nel 2016, facendo di Palermo dopo Roma la seconda città italiana per evasione della Tari (https://ilsicilia.it/rifiuti-palermo-capitale-dei-furbetti-meta-dei-cittadini-non-paga-la-tari-2-posto-in-italia/), dieci anni dopo con la città che ha perso da allora altri 50.000 abitanti e con i prezzi di energia elettrica, gas, benzina e gasolio tutti al record storico, il tasso di evasione è certamente aumentato. Questo significa che il Comune deve trasferire a Rap oltre la metà dei 143 milioni prelevandoli dal proprio bilancio: creando così 70 milioni di nuovo debito ogni anno. La metà di famiglie, imprese e associazioni e persino molte pubbliche amministrazioni non pagano perché non hanno i soldi per farlo: infatti il Comune non riesce a recuperare le tasse evase non perché, come sostengono alcuni, avrebbe personale insufficiente (https://www.palermotoday.it/economia/evasione-fiscale-palermo-2024-contributo-stato.html), ma perché Palermo è una città abitata in gran parte da famiglie a basso reddito, con la quasi totalità delle imprese fatta da micro e piccole imprese che non fanno utili, ma a stento pagano gli stipendi al personale e ai proprietari delle aziende. La situazione è ben nota tanto alla Regione che allo Stato: che con i “bonus” pagati per tutto da 5 anni evitano il collasso sociale italiano al costo di 150 miliardi di euro di nuovo debito pubblico ogni anno. Potrà durare, forse, qualche mese ancora. Poi, la Germania padrona dell’euro dirà che così l’euro non può essere più sostenuto e deciderà la sua fine tornando al marco. In Italia e in Sicilia nessuna forza politica propone soluzioni o conduce una qualsiasi analisi pubblica: si sente solo la voce di ANCI Sicilia che ogni settimana denuncia ignorata da tutti come i Comuni siano alla paralisi. Siciliani Liberi invece conduce le sue analisi pubbliche praticamente ogni mese con lo scopo proprio di identificare adesso, prima dell’ormai ineludibile fine di euro ed Ue, le soluzioni per la rinascita di Sicilia ed Italia.

Torna il nostro consueto appuntamento con Mario Pagliaro per parlare di meteo, ambiente e agricoltura. Prima notizia: la...
23/07/2026

Torna il nostro consueto appuntamento con Mario Pagliaro per parlare di meteo, ambiente e agricoltura. Prima notizia: la calura sta lasciando la nostra Isola. Seconda notizia: il depuratore di Carini ha del tutto eliminato l’inquinamento dell’omonimo golfo, di Sferracavallo e delle zone limitrofe. Terza notizia: il blocco delle navi mercantili del Mar Nero potrebbe far ve**re meno il grano russo, di conseguenza il prezzo di questo cereale dovrebbe crescere. Buon giorno a tutti.
Giulio Ambrosetti

Torna il nostro consueto appuntamento con Mario Pagliaro per parlare di meteo, ambiente e agricoltura. Tre notizie importanti. Prima notizia: la calura sta lasciando la nostra Isola. Seconda notizia: il depuratore di Carini ha del tutto eliminato l'inquinamento dell'omonimo golfo, di Sferracavallo e...

12/07/2026

Canicattì (Ag) – Che siamo in piena campagna elettorale per le Regionali, si capisce dalla centralità data in queste settimane alla questione dell’acqua che, nell’agrigentino, continua a scarseggiare mentre invece i rubinetti della propaganda scorrono abbondantemente. Il disastro idrico vien...

"A Palazzo d'Orléans si difende l'autonomia a giorni alterni. Rigorosi sul Sindaco di Serradifalco, ma pronti a calare l...
25/06/2026

"A Palazzo d'Orléans si difende l'autonomia a giorni alterni. Rigorosi sul Sindaco di Serradifalco, ma pronti a calare la testa davanti a Roma"
​Dichiarazione di Eliana Esposito, Segretaria di Siciliani Liberi:

​Palermo, 23 giugno 2026 - Assistiamo in questi giorni a un singolare quanto commovente spettacolo di fermezza istituzionale da parte dei vertici della Regione siciliana. Il presidente dell'ARS Galvagno e l'assemblea si interrogano amleticamente sul destino del neoeletto sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio: "casa abusiva da abbattere o da sanare?"
​Una appassionata difesa dell'autonomia, la loro, che ci lascia sbalorditi. Si solleva il caso perché un candidato sindaco ha superato il limite dei due mandati, imposto dalla legge regionale per i comuni sopra i 5.000 abitanti, nonostante qualcuno, negli uffici preposti ai controlli, abbia regolarmente timbrato e autorizzato quella candidatura, permettendogli di correre e di vincere. Semmai, il problema è ab origine perché chi doveva controllare non lo ha fatto. Sarà adesso un giudice a decidere se quella norma regionale valga più delle sentenze della Corte Costituzionale applicate nel resto d'Italia.

​Al di là di come andrà a finire, quello che salta agli occhi è l'improvviso risveglio d'orgoglio dell'Assemblea Regionale Siciliana. Un rigore verso le nostre leggi siciliane che sarebbe perfino ammirevole se non fosse che i nostri governanti usano due pesi e due misure: diventano leoni inflessibili del diritto statutario contro un sindaco di paese (forse perché non fa parte del loro cerchio magico); ma ogni volta che da Roma o da Bruxelles arriva un diktat che calpesta la Sicilia e i diritti dei siciliani, diventano agnellini silenti, pronti a calare la testa.

​Dov'era questo sacro ardore per la legalità statutaria quando lo Stato ci ha imposto le leggi di armonizzazione dei conti pubblici e il vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione? Una vera e propria camicia di forza che ha devastato la contabilità regionale, di fronte alla quale questi signori hanno preferito tacere e piegarsi, rinunciando persino a invocare la clausola di salvaguardia del nostro Statuto - lo scudo legale che avrebbe dovuto proteggerci da questo cappio finanziario - lasciando invece che lo Stato italiano asfaltasse la nostra autonomia.

​Dove sono questi paladini dell'Autonomia quando si tratta di pretendere l'attuazione degli articoli 36 e 37? Parliamo di norme costituzionali scritte e mai applicate e la cui mancata attuazione deruba letteralmente i siciliani di ben 10 miliardi di euro l'anno. Nessun atto concreto è mai stato portato avanti dal palazzo d'Orléans per proteggere davvero la Sicilia. Al contrario, il governo Schifani ha persino regalato allo Stato circa 9 miliardi di euro tra accise e crediti pregressi senza colpo ferire, dimenticando persino che la Corte Costituzionale aveva chiesto a entrambe le parti di rendicontare con trasparenza entrate e uscite.
​La verità è che per questa classe politica la difesa dell'autonomia è come un abito da sfoggiare solo per convenienza elettorale. La storia recente, del resto, ci insegna una dura verità: i danni peggiori per la nostra isola arrivano proprio quando a Palermo e a Roma governa lo stesso colore politico. È successo in passato con l'asse Crocetta-Renzi e i loro accordi-capestro che hanno stracciato persino le sentenze vinte dalla Sicilia. Sta succedendo oggi con il tandem Schifani-Meloni. Schiacciati dal vincolo di obbedienza ai propri leader nazionali, i governanti di turno preferiscono svendere i diritti dei siciliani pur di non dare fastidio ai propri padroni di partito, riducendo la Sicilia a piangere sempre con entrambi gli occhi.

​Se i nostri governanti usassero contro i governi centrali un decimo della grinta che usano oggi contro il sindaco Burgio, la Sicilia non sarebbe in queste condizioni finanziarie. Ma si sa, a Palermo difendere lo Statuto significa andare contro gli interessi di Roma. Molto più facile e meno rischioso fare i leoni a Serradifalco.

Indirizzo

Piazza Giovanni Meli, 5
Palermo
90133

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