La Riserva Naturale Orientata “Grotta della Molara”
è stata istituita, ai sensi dell’art. 4 della legge
regionale n.14/88 con Decreto dell’Assessore
Regionale al Territorio ed Ambiente del 9 aprile
2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 49,
parte I del 24.10. 2008. La riserva naturale è tipologicamente individuata,
ai sensi dell'art. 6 della legge regionale n. 14/88,
come riserva naturale or
ientata al fine di tutelare
i luoghi caratterizzati dal notevole interesse
carsico - sia epigeo che ipogeo - per l'esistenza di
tre grotte (Grotta Molara, Grotta del Coniglio
Morto e Grotta degli Spiriti «Zubbio della Molara» )
che assommano importanza paleontologica per la
presenza di resti dell'estinta fauna quaternaria e
paleontologico. La zona, costituita dai
calcari coralligeni del Trias-Giura (Era Mesozoica),
è di notevole interesse per i fenomeni carsici che
hanno dato origine a tre grotte in cui si
rinvengono fossili dell’estinta fauna quaternaria e
testimonianze della presenza di popolazioni
umane preistoriche. Nell’area circostante la riserva sono presenti i
segni di antiche coltivazioni legnose: sparuti
esemplari di Olivo, Fico, Mandorlo, Carrubo ed
un nucleo di Fichi d’India. Oltre ad alcuni
esemplari di Cipresso, sono presenti la
Bambagella, la Vulneraria, la Cerinte maggiore,
la Calendula dei campi e la spinosa Scarlina. La Riserva è, comunque, caratterizzata dalla
presenza di Rovo comune, di Ferula, di Ricino,
e Sommacco. Tra la fauna presente in riserva troviamo
esemplari di Martora, Gheppio, Rondine montana,
Ramarro occidentale, Istrice, Biacco e diversi
esemplari di Lepidotteri e altri insetti.