Soprintendenza del Mare

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02/09/2026

Il servizio di Ernesto Oliva della Rai TGR Sicilia sul relitto di Mazara del Vallo.

Grazie alla collaborazione di due apneisti pescatori sportivi, Giacomo De Mola e Igor Bisulli, un relitto antico è stato...
10/08/2026

Grazie alla collaborazione di due apneisti pescatori sportivi, Giacomo De Mola e Igor Bisulli, un relitto antico è stato segnalato alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana che è intervenuta per le verifiche assieme al Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri e al Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Messina.

Il relitto, databile al II-I secolo a.C. è adagiato ad una profondità di 46 metri, nei fondali di Mazara del Vallo. L’imbarcazione, lunga oltre venti metri e larga cinque, presenta centinaia di anfore, nella quasi totalità della tipologia Dressel 1A, due ceppi d’ancora in piombo lunghi oltre un metro e settanta e una struttura in piombo, probabilmente riferibile alla p***a di sentina.

Nel corso di una operazione congiunta, sul relitto si sono immersi i subacquei della Soprintendenza del Mare e del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Messina, coadiuvati dai mezzi e dal personale del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Nel corso delle immersioni i subacquei della Soprintendenza del Mare hanno realizzato la fotogrammetria tridimensionale che consentirà un primo studio del relitto che, alle prime osservazioni, si presenta in ottime condizioni. I due segnalatori, presenti nel corso delle operazioni, hanno collaborato al posizionamento del sito subacqueo.

Ancora una volta la collaborazione tra privati cittadini, Pubblica Amministrazione e Forze dell’Ordine, si conferma come la strada vincente per la tutela del patrimonio culturale sommerso e lo studio della storia antica.

Iniziano adesso le attività di studio e documentazione da parte della Soprintendenza del Mare che inizierà l’analisi del carico. Sono già programmate ricognizioni subacquee al fine di verificare l’eventuale presenza di ulteriori elementi per la ricostruzione della storia dell’imbarcazione. L’area è stata interdetta con una ordinanza della Capitaneria di Porto e sottoposta a specifiche misure di tutela.

Al minuto 51:00 il servizio sulle indagini effettuate dalla Soprintendenza del Mare sul relitto di Capo Mulinihttps://ww...
23/07/2026

Al minuto 51:00 il servizio sulle indagini effettuate dalla Soprintendenza del Mare sul relitto di Capo Mulini

https://www.raiplay.it/video/2026/07/Linea-Blu-Porti-dItalia---Catania---11072026-541f55b6-c2e5-42f4-979c-ee5dffe35c65.html?wt_mc=2.app.share.raiplay_prg_LineaBlu.

"Linea Blu – Porti d'Italia" fa tappa a Catania: un viaggio tra miti senza tempo e innovazione portuale. Prosegue in Sicilia il viaggio di "Linea Blu – Porti d'Italia", la trasmissione di Rai Uno condotta da Donatella Bianchi e Livio Beshir, realizzata in collaborazione con il Ministero delle In...

Emergono nuovi risultati dagli studi sul relitto romano di Capo Mulini, nel tratto di mare tra Acireale e Aci Castello. ...
20/07/2026

Emergono nuovi risultati dagli studi sul relitto romano di Capo Mulini, nel tratto di mare tra Acireale e Aci Castello.
La conclusione della nuova campagna di monitoraggio e ricerca, condotta dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, ha infatti permesso di acquisire elementi che potrebbero riscrivere parte della storia dei commerci nel Mediterraneo di età romana repubblicana. Le analisi archeometriche indicano, infatti, che una quota significativa del carico di anfore trasportato dalla nave potrebbe essere stata prodotta nell’area dello Stretto di Messina.
«La ricerca archeologica subacquea fin qui condotta - ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato - apre a nuovi scenari sulla provenienza delle merci e sulle rotte commerciali della Sicilia dell'età romana repubblicana. Tutelare il patrimonio sommerso significa produrre nuova conoscenza, valorizzare la nostra storia e rafforzare l’identità culturale dell’Isola».
Databile tra l’ultimo quarto del II secolo e la metà del I secolo a.C., il relitto di Capo Mulini rappresenta uno dei più importanti contesti archeologici del Mediterraneo per lo studio dei traffici commerciali del tempo. A dieci anni dalle prime indagini, la nuova campagna ha previsto il rilievo fotogrammetrico tridimensionale del sito e il recupero di alcuni reperti campione come anfore, elementi laterizi, campioni del piombo delle ancore e della tubazione della sentina, che saranno sottoposti a ulteriori approfondimenti archeometrici.
Le operazioni, rese particolarmente complesse dalla profondità del sito e dalle forti correnti, sono state condotte dalla Soprintendenza del Mare con il supporto dei mezzi navali e del Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera. Le attività sul campo sono state coordinate e dirette dall’archeologo della Soprintendenza del Mare Roberto La Rocca, responsabile scientifico dell’intervento, con la collaborazione degli ispettori onorari della Sicilia orientale Giamichele Iaria, Leonardo Leonardi e Fabio Portella.
«Il successo dell’intervento - sottolinea il soprintendente del Mare Emanuele Turco - conferma l’elevata capacità operativa della Soprintendenza del Mare e l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e professionalità specialistiche. I dati raccolti offriranno un contributo significativo alla ricostruzione della navigazione e dei traffici commerciali che interessavano la Sicilia orientale in quell'epoca».

Si è conclusa con successo la campagna archeologica subacquea che ha portato al recupero dello scafo del relitto della S...
19/07/2026

Si è conclusa con successo la campagna archeologica subacquea che ha portato al recupero dello scafo del relitto della Secca di Capistello, a Lipari, nel Messinese.

«Dopo oltre duemila anni - ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato - riemerge una delle più importanti testimonianze della navigazione ellenistica nel Mediterraneo. Si apre ora una nuova fase di studio, restauro e valorizzazione che consentirà di ricongiungere, per la prima volta, lo scafo al suo carico, restituendo al pubblico un contesto archeologico di straordinaria importanza».

Le anfore trasportate dalla nave infatti erano state recuperate e esposte oltre cinquant'anni fa, nel Museo archeologico eoliano “Luigi Bernabò Brea”.
Sul versante orientale dell'isola, presso la Secca di Capistello, la nave mercantile del III secolo a.C. naufragò dopo aver urtato uno scoglio affiorante, disperdendo così parte del proprio carico. Il relitto fu individuato nel 1966 e, fin dalle prime segnalazioni, fu oggetto di reiterati tentativi di saccheggio.
Le prime indagini scientifiche furono avviate dall'Istituto archeologico germanico di Roma e successivamente approfondite grazie agli interventi dell'Institute of Nautical Archaeology e della Sub Sea Oil Services, che contribuirono a fare del sito uno dei casi più noti dell'archeologia subacquea mediterranea.

L'intervento di recupero, promosso dalla Soprintendenza del Mare, grazie ad un progetto coordinato dall’archeologo Roberto La Rocca, in collaborazione con il Parco archeologico delle Isole Eolie, l'Università di Malta e con il supporto di uomini e mezzi della Guardia costiera, riveste carattere di assoluta eccezionalità sia per il valore storico e scientifico del relitto sia per la complessità delle operazioni.

«Il recupero del relitto - ha detto il Soprintendente del Mare Emanuele Turco - rappresenta un risultato di grande rilievo scientifico e culturale, frutto di importante collaborazione istituzionale che conferma il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale nel campo dell'archeologia subacquea».

Al termine delle operazioni di restauro e studio, il relitto della Secca di Capistello sarà destinato alla musealizzazione a Lipari, dove potrà tornare a raccontare una delle pagine più affascinanti della storia della navigazione e dei traffici commerciali del Mediterraneo antico.

03/07/2026

Ha preso il via la documentazione dei siti archeologici subacquei siciliani, per la realizzazione dell’esposizione multimediale all’interno del “Museo del Mare e della Navigazione Siciliana”. La nuova esposizione museale, finanziata dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020 “Patto per la Sicilia”, sarà realizzata all’interno dell’Arsenale della Marina Regia di Palermo, attualmente in restauro, e diventerà il primo museo regionale dedicato al mare e alla navigazione. Abbiamo realizzato il primo video sul relitto romano di Cala Minnola, a Levanzo, con la tecnologia 3D 360°. Il video farà parte della selezione di filmati che consentiranno ai visitatori che accederanno alla “Stanza del Mare”, di immergersi virtualmente sui principali siti archeologici subacquei siciliani.

🎥 Riccardo Cingillo - Chiara Guglia - Tony Scontrino - Francesco Macchiarella
Assistenza tecnica Freedivers Diving Pizzolungo Erice

17/06/2026

Il servizio della Rai TGR Sicilia sul recupero dei reperti effettuato dalla Soprintendenza del Mare e dai Carabinieri a Lampedusa.

RECUPERATI NUMEROSI REPERTI A LAMPEDUSA NEL CORSO DI UN’ATTIVITÀ CONGIUNTA DI TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALENell’ambito...
16/06/2026

RECUPERATI NUMEROSI REPERTI A LAMPEDUSA NEL CORSO DI UN’ATTIVITÀ CONGIUNTA DI TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE
Nell’ambito delle attività di tutela del patrimonio culturale sommerso, la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e la Motovedetta Carabinieri di Lampedusa, hanno svolto un’attività finalizzata alla ricognizione e al recupero di reperti archeologici presenti nei fondali dell’isola.

Le operazioni hanno interessato due distinte aree e hanno consentito il recupero di materiali archeologici riconducibili a un ampio arco cronologico compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica, che essendo dissabbiati e ad una profondità ridotta, avrebbero potuto essere oggetto di facile depredazione. Nel tratto di mare antistante Cala Guitgia, a una distanza compresa tra 100 e 200 metri dalla costa e a profondità variabili tra 3 e 6 metri, sono stati recuperati 44 reperti, costituiti da due anfore da trasporto parzialmente conservate, numerosi frammenti di colli, anse e puntali di anfore e un manufatto in piombo, verosimilmente utilizzato come peso da rete o come elemento connesso alle operazioni di recupero delle ancore.

Ulteriori rinvenimenti sono stati effettuati nei pressi della banchina del Molo della Madonnina, a una distanza compresa tra 10 e 50 metri dalla struttura portuale e a profondità comprese tra 8 e 10 metri. In quest’area sono stati recuperati otto reperti archeologici, tra cui tre anfore frammentarie, una contromarra in piombo, un frammento pertinente al puntale di un’anfora da trasporto e altri materiali ceramici.

“Questa operazione dimostra, ancora una volta, quanto sia importante la sinergia e collaborazione tra le istituzioni impegnate nella operazioni di tutela del patrimonio culturale - ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato - Grazie ad attività come questa è possibile preservare e valorizzare le preziose testimonianze della nostra storia custodite nei fondali marini, restituendole alla fruizione e alla conoscenza della collettività”.

Nel corso delle attività sono state inoltre individuate, sotto lo strato sabbioso, possibili evidenze riconducibili a relitti sommersi. Tali elementi saranno oggetto di successivi approfondimenti da parte della Soprintendenza del Mare al fine di accertarne la natura e l’eventuale interesse archeologico. I reperti recuperati sono stati affidati alla competente autorità di tutela per le attività di studio, catalogazione e conservazione.

Presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo Stand della Regione Siciliana, il volume “Nei luoghi ...
21/05/2026

Presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo Stand della Regione Siciliana, il volume “Nei luoghi degli invisibili”.

Domenica 17 maggio, nel corso dell’incontro coordinato da Laura Cappugi, direttrice della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, si è parlato di depositi museali e di siti subacquei invisibili, tema centrale del volume realizzato dai fotografi Gaetano Gambino e Salvo Emma, prodotto dal Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e curato da Ida Buttitta.

Hanno partecipato il Soprintendente di Catania Maurizio Auteri, l’archeologo Vito Messina, professore di Archeologia e Storia dell'Arte dell'Iran e dell'Asia Centrale all'Università di Torino, Roberta Carchiolo, storica dell’arte della Soprintendenza di Catania, Michela Becchis, storica e critica d’arte, gli autori Gaetano Gambino della Soprintendenza di Catania e Salvo Emma della Soprintendenza del Mare.

“Nei luoghi degli invisibili” è un libro fotografico realizzato dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania in collaborazione con la Soprintendenza del Mare. Un itinerario affascinante e inconsueto alla scoperta di un patrimonio siciliano spesso inaccessibile: depositi museali, cripte, biblioteche e siti archeologici sommersi. A questo percorso visivo si affiancano i testi di Domenico Amoroso e Maria Attanasio - quest’ultima tra i dodici finalisti del Premio Strega di quest’anno - che, ispirandosi alle fotografie, danno voce a presenze sospese tra storia e immaginazione. Un volume capace di restituire vitalità a un patrimonio apparentemente immobile, rivelando la dignità, la forza del silenzio e la straordinaria ricchezza culturale della Sicilia.

Sì è conclusa con la liberazione della tartaruga “Libertà” la quarta edizione del progetto “Verde come le alghe, blu com...
10/05/2026

Sì è conclusa con la liberazione della tartaruga “Libertà” la quarta edizione del progetto “Verde come le alghe, blu come il mare, bianco come le vele”.

I piccoli pazienti del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Civico Arnas Di Cristina di Palermo, accompagnati dalle loro famiglie, dal primario Paolo D’Angelo, dalle insegnanti della scuola in ospedale “Lombardo Radice” e dalle associazioni Aslti e Spya, hanno trascorso una giornata al Circolo Velico Sferracavallo, nel centro di educazione ambientale di Marevivo Sicilia ETS

Gli operatori di Marevivo, coordinati da Mariella Gattuso, hanno coinvolto i bambini in attività legate alle tematiche di conoscenza e protezione dell’ecosistema marino. I più grandi hanno effettuato un’immersione subacquea virtuale grazie ai visori VR con le spettacolari immagini dei fondali siciliani. Nel corso della mattinata i giovani alunni hanno presentato i lavori realizzati con materiali normalmente utilizzati nelle corsie di un ospedale, trasformandoli con grande creatività in animali e flora marina.

Grande emozione ha suscitato il momento della liberazione della tartaruga marina battezzata “Libertà”, che la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia Francesca Di Gaudio ha consegnato ai subacquei apneisti di “ Arcadia Apnea ” che l’hanno scortata, assieme all’operatore video subacqueo Riccardo Cingillo, verso i fondali dell’Area Marina Protetta.

Il progetto, organizzato dalle insegnanti della scuola in ospedale Lombardo Radice di Palermo Gisella Musumeci, Aurora Valenti, Alessandra Giaccone e Alice Paranunzio, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, Marevivo Sicilia e l’UO di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Civico Di Cristina di Palermo, ha visto la partecipazione della Capitaneria di Porto di Palermo, dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, del Provveditorato agli studi di Palermo, dell’associazione Arcadia Apnea, del Circolo Velico Sferracavallo e delle associazioni Aslti e Spya.

Indirizzo

Via Lungarini, 9
Palermo
90133

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