22/03/2024
Ma pensa.
Come scrive Domani, "in un rapporto annuale pubblicato da V-Dem, uno dei principali indici di globale, esce dalla categoria delle democrazie liberali per la prima volta in oltre 50 anni.
Il paese guidato da Benjamin entra invece nella categoria meno nobile di democrazia elettorale, dove cioè si vota alle urne ma non si rispettano la divisione dei poteri e i contrappesi tra i tre poteri dello stato secondo la definizione classica di Montesquieu.
L’indice attribuisce il declino ai tentativi dell’attuale governo di approvare, lo scorso anno, la controversa revisione giudiziaria che avrebbe messo in discussione la separazione dei poteri.
«Il cambio di categoria è dovuto principalmente al sostanziale calo degli indicatori che misurano la trasparenza e la prevedibilità della legge e agli attacchi del governo alla magistratura», afferma il rapporto. Parole dure che non mancheranno di aumentare le spaccature all’interno di Israele stesso.
«La Knesset israeliana (il parlamento monocamerale) ha approvato nel 2023 un disegno di legge che ha limitato il potere di invalidare le leggi da parte della Corte suprema, minando così il controllo sul potere esecutivo. Tra gli indicatori che sono in sostanziale declino c’è anche la libertà dalla tortura», rileva il rapporto.
Insomma, c’è materia di ampio dibattito su dove sta andando l’unica democrazia regionale.
Intanto il Canada, alleato chiave degli Stati Uniti che fornisce a Israele miliardi di dollari all’anno in aiuti militari, sta sospendendo le sue spedizioni di armi nel paese, che rischia di essere sempre più isolato nel contesto internazionale a causa dello scarso rispetto delle esigenze umanitarie dei civili nella Striscia di ."