09/02/2026
Vincenzo Scuderi (1923-2024) è stato certamente uno tra i “fondatori” della tutela dei beni culturali nella Sicilia “repubblicana”. Il suo primo incarico di “curatore” del Museo Pepoli a Trapani conferitogli appena laureato, infatti, temporalmente quasi coincide con la nascita (2 giugno 1946) della Repubblica Italiana, contesto sociale e politico che ha fortemente connotato il suo operare. All’approfondito, analitico, incessante studio (continuò a scrivere sino agli ultimi suoi giorni), affiancò sempre l’impegno assoluto, la piena dedizione, la “coscienza”, come lui stesso diceva, verso i valori etici che, con la “storia sociale dell’arte”, sono cardini della storia e delle civiltà.
Di tutto ciò dà prova il documentario “Vincenzo Scuderi. La coscienza popolare dei beni culturali” voluto dal Centro regionale per il Catalogo, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario (1975-2025) della istituzione dell’Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali.
Le testimonianze di Vincenzo Abbate, continuatore scientifico e amministrativo dell’operato di Scuderi, di Daniela Scandariato per la storia del Museo Pepoli, di Franco Fazio per la gigantesca attività della Soprintendenza e dei Musei negli anni di Scuderi per il restauro delle opere d’arte, di Evelina De Castro, Maurizio Vitella, Giovanni Scaduto, Francesco Paolo Campione per gli approfondimenti scientifici degli studi e l’impegno pubblico, di Angela Morabito per l’importanza attribuita alle biblioteche specializzate, e infine di Don Cosimo Scordato per i valori etici, descrivono bene non solo il personaggio, ma quasi ottant’anni di “storia” dei beni culturali siciliani. Testi biografici di Vincenzo Scuderi raccontati da Francesco Giordano “aprono e chiudono”, quasi emotivamente, il documentario.