07/08/2026
SEZIONE CALABRIA 📚
Ci sono poeti che appartengono al futuro, capaci di scavare nella parola fino a farne tremare la materia. Uno di questi è senz’altro il melicucchese Lorenzo Calogero, medico condotto per professione e poeta per viscerale necessità, la cui storia umana e letteraria rappresenta uno dei capitoli più intensi della cultura calabrese del Novecento.
In occasione del Festival della Poesia a lui dedicato, in corso in questi giorni a Melicuccà, oggi vi portiamo nella nostra Sezione Calabria per riscoprire la sua opera attraverso il volume “Poesie”, curato da Luigi Tassoni ed edito da Rubbettino Editore, custodito nella nostra Biblioteca “Domenico Topa”, insieme ad altre sue opere.
Nato a Melicuccà (RC) nel 1910, medico per dovere familiare ma poeta nell’anima, Calogero visse un’esistenza segnata dall’isolamento, dall’incomprensione e da una profonda inquietudine interiore. La sua casa diventò uno studio fitto di taccuini, fogli volanti e versi scritti nei margini dei ricettari medici.
La sua è una poesia pura, ermetica, dove la natura calabrese si fonde con una ricerca linguistica visionaria. Un verso moderno, frantumato, che anticipava le avanguardie, ma che l’ambiente culturale del suo tempo faticò a comprendere.
Solo negli ultimi anni della sua vita, grazie all’interessamento di grandi intellettuali come Giuseppe Ungaretti, Leonardo Sinisgalli e Eugenio Montale, il suo valore iniziò a essere riconosciuto. Purtroppo il riconoscimento arrivò troppo tardi per salvarlo dalla solitudine che lo accompagnò fino alla scomparsa, avvenuta nel 1961.