10/05/2026
BASTA MORTI SUL LAVORO
La nostra comunità è rimasta profondamente scossa dal lutto che ha colpito la città di Paola, una notizia su tutti i quotidiani locali: operaio muore a 23 anni, un lavoratore stagionale, probabilmente in nero, ospite del centro d’accoglienza, proveniente dal Senegal. Non sappiamo altro, nemmeno il suo nome compariva nelle notizie delle testate e nelle comunicazioni di cordoglio del comune di Paola.
La morte di El Hadji Mamadou Diallo, questo il suo nome, non è un episodio isolato, una tragica fatalità, ma è la storia comune di tante e tanti, soprattutto giovani, che lavorano come stagionali nella nostra città. Paola perla del tirreno, il mare da bere e la movida della bella stagione si reggono troppo spesso su un sistema di sfruttamento consolidato e normalizzato, che abbiamo imparato ad ignorare.
Oggi ci è arrivato dritto come un colpo nello stomaco il conto. Una vita si è spezzata, i sogni e le speranze di un ragazzo, amico, figlio, fratello, sono persi, inabissati nell’oblio del lavoro nero, della mancanza di tutele, nell’ingiustizia dello sfruttamento, nell’isolamento delle politiche di immigrazione e nel silenzio delle nostre coscienze.
Centinaia di invisibili vivono come fantasmi nella nostra città, sono parte della comunità di lavoratori, studenti, concittadini, ma non riusciamo a dargli un nome nemmeno quando muoiono a 23 anni, sepolti nel sistema di disumanizzazione dell’accoglienza italiana.
Questa morte si aggiunge alle altre che hanno scandito il tempo negli ultimi tre giorni in Calabria e che ogni anno arrivano a contare il migliaio in Italia, donne e uomini morti di lavoro. Siamo carne da macello in un sistema di precariato e sfruttamento.
Chiediamo ai sindacati che si apra urgentemente un osservatorio sulla costa sul lavoro stagionale, pretendiamo vigilanza sulle condizioni di lavoro e garanzie, rilanciamo l’appello dell’ ANPI - Sezione di Paola che chiede un giorno di sciopero generale.
Non è un incidente, Mamadou merita giustizia.