Lega Sezione Parma

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🇮🇹 PONTIDA 2026 – NOI CI SIAMO!Domenica 20 settembre torna l’appuntamento di Pontida.Anche da Parma siamo pronti a parti...
07/09/2026

🇮🇹 PONTIDA 2026 – NOI CI SIAMO!

Domenica 20 settembre torna l’appuntamento di Pontida.
Anche da Parma siamo pronti a partire insieme! 💪

🚌 PULLMAN DA PARMA
📍 Partenza: Viale delle Esposizioni – c/o casello autostradale
🕡 Ritrovo/partenza: 20 settembre alle ore 06:30
📞 Prenotazione posto: 329 6033459

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💚 Parma c’è. Ci vediamo a Pontida!

27/08/2026

In questi anni **la Lega è rimasta praticamente l'unico argine dentro il governo e dentro il centrodestra al dilagare delle politiche liberiste, globaliste ed europeiste che hanno progressivamente svuotato la sovranità del nostro Paese.**

E questa posizione l'abbiamo pagata e continuiamo a pagarla. Politicamente e mediaticamente.

Eravamo quelli irresponsabili quando ci siamo opposti al **MES**. Abbiamo resistito e il MES non è passato.

Oggi siamo quelli che rompono gli equilibri perché ci opponiamo al **SAFE**, l'ennesimo meccanismo europeo che, dietro la formula della “difesa comune”, significa debiti, riarmo e un altro pezzo delle nostre decisioni consegnato a Bruxelles.

Sull'**Ucraina** siamo stati la forza che più di tutte ha cercato di frenare la corsa senza fine agli aiuti militari. Continuiamo a dire che la russofobia permanente e il prolungamento indefinito della guerra non stanno facendo gli interessi dell'Italia.

Lo abbiamo detto anche davanti all'attacco americano e israeliano all'**Iran**: allargare continuamente i conflitti può soddisfare gli interessi geopolitici di qualcun altro, ma rischia di presentare il conto all'Italia in termini di energia, commerci e sicurezza nel Mediterraneo.

Ma la sovranità non è soltanto politica estera.

È anche **sovranità economica, monetaria e finanziaria**.

Per anni la Lega, con Claudio Borghi e Alberto Bagnai, si è battuta sulla questione delle **riserve auree italiane**. Una battaglia che sembrava quasi una fissazione per chi ci derideva e che oggi ha prodotto un risultato scritto nero su bianco nella legge dello Stato: le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia **APPARTENGONO AL POPOLO ITALIANO**.

Non alla BCE. Non alla Banca d'Italia. **Al popolo italiano.**

E non è una questione simbolica. Sono 2.452 tonnellate d'oro costruite attraverso il lavoro, il risparmio e la storia economica della nostra Nazione.

La stessa logica sta dietro alla battaglia della Lega e di Borghi contro l'**euro digitale**, quando rischia di trasformarsi da semplice strumento di pagamento in un ulteriore mezzo di controllo e progressiva marginalizzazione del contante.

La stessa logica spiega la nostra posizione su **Monte dei Paschi di Siena**: MPS non deve essere smontata, svenduta o sacrificata sull'altare delle grandi concentrazioni finanziarie. Deve rimanere una grande banca italiana, rafforzata, con centri decisionali italiani e con un legame vero con i territori, le imprese e le famiglie.

E poi ci sono gli **extraprofitti delle banche**.

Claudio Borghi ha semplicemente posto una domanda che evidentemente qualcuno considera scandalosa: dopo anni nei quali le banche hanno realizzato profitti enormi, chi deve contribuire quando servono risorse? Sempre il lavoratore? Sempre il pensionato? Sempre l'artigiano? Sempre la famiglia che fa benzina per andare al lavoro?

Tajani risponde evocando addirittura l'Unione Sovietica.

Noi rispondiamo molto più semplicemente: **prima gli italiani che lavorano e producono.**

Perché quelle risorse possono servire per fare finalmente quello che la Lega chiede da anni: finanziare una **riforma delle pensioni** che permetta alle persone di uscire dal lavoro a condizioni dignitose oppure realizzare un **taglio strutturale delle accise**, lasciando soldi nelle tasche di chi ogni mattina accende una macchina o un furgone per andare a lavorare.

E qui emerge una differenza politica che ormai è impossibile nascondere.

Da una parte c'è chi considera intoccabili Bruxelles, le grandi banche, i mercati finanziari, il riarmo europeo e l'attuale impostazione della politica internazionale.

Dall'altra c'è **la Lega**, che continua ostinatamente a mettere davanti gli interessi dei lavoratori, del ceto medio, degli artigiani, delle piccole imprese, delle famiglie. Di quella gente che tutti i giorni si spacca la schiena e che da troppo tempo viene chiamata a pagare il conto delle scelte fatte da altri.

**Non governiamo per chi vive di finanza. Governiamo per chi vive del proprio lavoro.**

E forse è proprio per questo che gli attacchi aumentano.

Contro Borghi oggi. Contro Salvini ieri e domani. Contro Bagnai. Contro chiunque osi mettere in discussione ciò che Bruxelles, i grandi interessi finanziari e buona parte del sistema mediatico vorrebbero farci considerare inevitabile.

Per questo anche i nostri militanti devono capire una cosa: **più la battaglia diventa dura, più dobbiamo stringerci.**

Perché togliete la Lega da questo governo e poi ditemi chi rimane, su **MES, SAFE, Ucraina, Russia, Iran, euro digitale, oro italiano, MPS, banche, pensioni e accise**, a ricordare ogni volta che prima degli interessi di Bruxelles, della grande finanza e degli altri Paesi vengono quelli dell'Italia e degli italiani.

23/08/2026
17/08/2026

SOVRANISTI, SVEGLIA: MOLLIAMO LA FOLLIA UCRAINA E TORNIAMO A FARE GLI INTERESSI DELL'ITALIA

Mentre continuiamo a discutere ogni giorno dell'ultimo drone, dell'ultima avanzata russa o dell'ultimo attacco ucraino, il mondo sta cambiando. E noi continuiamo a guardare la tattica invece della strategia.
Con centinaia di miliardi occidentali, anche con i nostri soldi, l'Ucraina ha costruito uno degli eserciti più addestrati, tecnologici ed esperti d'Europa. Un esercito potentissimo che, però, per continuare a funzionare avrà bisogno ancora di soldi, armi e munizioni occidentali.
E noi dovremmo continuare a pagare indefinitamente?
La Russia non invaderà l'Europa. Prima o poi questa guerra dovrà finire. Il rischio, invece, è costruire una nuova cortina di ferro permanente tra Europa e Russia, dopo anni di sanzioni che NON hanno messo Mosca in ginocchio, ma hanno danneggiato anche le nostre imprese e interrotto rapporti economici costruiti in decenni.
Ragioniamo da italiani.
L'Italia non è la Polonia, non è la Lettonia, non è l'Estonia.
Siamo nel cuore del Mediterraneo, siamo la seconda manifattura europea, abbiamo bisogno di energia e materie prime a prezzi competitivi, esportiamo una parte fondamentale di ciò che produciamo e dipendiamo dalla sicurezza delle rotte commerciali.
Il nostro interesse nazionale è tornare a essere protagonisti nel Mediterraneo, nel Nord Africa e nel mondo arabo e parlare con tutti: Stati Uniti, Russia, Turchia, Egitto, Arabia Saudita e chiunque sia necessario.
Riaprire i canali diplomatici con Mosca non significa essere filorussi. Significa fare politica estera e interesse nazionale.
Nel frattempo gli Stati Uniti stanno progressivamente rivedendo il loro impegno in Europa, nascono nuovi blocchi e cambiano gli equilibri mondiali. E noi non possiamo continuare semplicemente a seguire una burocrazia europea sempre più distante dai popoli e sempre meno capace di comprendere ciò che sta accadendo.
Per troppi anni abbiamo accettato il vincolo esterno: l'Europa ce lo chiede, i mercati ce lo chiedono, gli alleati ce lo chiedono.
Basta.
Un governo nazionale deve avere la forza di dire NO quando Bruxelles pretende qualcosa contrario agli interessi italiani. E tutte le istituzioni della Repubblica dovrebbero ricordare che la sovranità appartiene al popolo italiano, non a qualche potere esterno. E QUESTO ANDREBBE RICORDATO ANCHE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA la cui figura da troppi anni ha preso spazi che non gli competono e ad oggi è il garante del vincolo esterno.
Nel 2022 gli italiani hanno chiesto un cambiamento netto. Quel cambiamento deve vedersi anche nella capacità di mettere l'Italia prima degli interessi degli altri.
E c'è un'emergenza sulla quale dovremmo investire almeno la stessa determinazione e le stesse risorse che abbiamo trovato per finanziare guerre lontane: la NATALITA'.
BASTA REGALARE SOLDI
Servono politiche vere per le famiglie, per le giovani coppie e per chi mette al mondo figli. E dobbiamo tornare ad avere persino il coraggio di dirlo: i giovani italiani devono tornare a donare figli alla Patria e farsi su le maniche come i nostri nonni.

30/07/2026

DAVVERO VOGLIAMO CEDERE ANCORA SOVRANITÀ CON IL SAFE?
Ecco l'ennesimo “pacco regalo” in arrivo da Bruxelles: il SAFE. Mittente? Sempre Lei: Ursula Von Der Leyen
Tra le varie notizie estive questa ci viene data così….come per caso….invece è una fregatura tremenda, l’ennesima.
In questi mesi la Lega ha cercato in tutti i modi di spiegare agli italiani, ma anche agli alleati di governo, che il SAFE è l'ennesima trappola costruita dall'Unione Europea. Un altro strumento con cui Bruxelles entra sempre più nelle scelte del nostro Paese, restringendo gli spazi di sovranità nazionale e mettendo il naso nelle nostre politiche.
Ci raccontano che è un'opportunità. Ma opportunità per chi? E per fare cosa? Comprare armi tedesche da inviare in Ucraina? Continuare l'assurdo scontro con la Russia?
Il SAFE, in sostanza, è un prestito. Ma lo Stato italiano quei soldi potrebbe reperirli tranquillamente sul mercato emettendo titoli di Stato, come ha sempre fatto e come continuano a fare Paesi sovrani.
La differenza è tanta.
Se emettiamo titoli di Stato sappiamo quali sono le condizioni (i tassi per esempio), decidiamo noi quanto raccogliere e, soprattutto, decidiamo noi come spendere quei soldi.
Con il SAFE, invece, non è nemmeno chiaro quale sarà il costo reale del finanziamento, come verranno determinati i tassi e quali saranno le condizioni definitive. Una cosa, però, la sappiamo già: sarà Bruxelles a dirci per cosa quei soldi potranno essere utilizzati.
Ed è qui la fregatura come con il PNRR. Faccio sempre lo stesso esempio.
È come andare in banca a chiedere un mutuo per comprare una casa e sentirsi rispondere: "Il mutuo te lo concediamo, ma compri quello che decidiamo noi. Tu vuoi una casa? No, compri un capannone. E già che ci siamo, ti diciamo anche come devi arredarlo e perfino come ti devi vestire." Chi accetterebbe un accordo del genere?
Eppure è esattamente quello che continuiamo ad accettare con i fondi europei, con il PNRR e ora con il SAFE.
Noi diciamo da anni che uno Stato serio deve poter finanziare i propri investimenti emettendo titoli di Stato, come fanno gli Stati Uniti, il Giappone, la Svizzera e tanti altri Paesi che non hanno rinunciato alla propria sovranità economica.
La Lega questa battaglia la porta avanti da anni.
Quando dicevamo che le nostre leggi di bilancio sarebbero diventate poco più che fax inviati da Bruxelles, molti ci prendevano in giro. Quando ci opponemmo al governo Monti imposto da Mario Draghi: Idem. Oggi è sotto gli occhi di tutti che, purtroppo, avevamo visto giusto. Come sempre…..
Quando abbiamo denunciato i limiti del PNRR ci hanno accusato di essere contro l'Europa. Oggi tutti si accorgono dei vincoli, dei ritardi e delle condizioni imposte.
Adesso stiamo dicendo la stessa cosa sul SAFE.
La domanda che vi pongo è: Vogliamo davvero consegnare un altro pezzo della nostra sovranità?
Oppure vogliamo fermarci prima che sia troppo tardi?
Io credo che sia arrivato il momento di sostenere questa battaglia con forza. Anche attraverso manifestazioni pubbliche che chiedano con chiarezza al Governo di non aderire al SAFE.
Perché ogni volta che abbiamo ignorato questi segnali, Bruxelles ha conquistato un altro pezzo della nostra autonomia.
Non lasciamole mettere un altro piede nella porta.
Resistiamo e difendiamo la sovranità italiana.

27/07/2026

NO TAV: MA DAVVERO SIAMO ANCORA IN BALIA DI LORO?
Per un sovranista l'interesse nazionale viene prima di tutto; stiamo parlando di un infrastruttura strategica nel corridoio EST-OVEST per le nostre merci, le merci della seconda manifattura europea. Poche ore di ritardo nel traffico merci possono decretare la scelta di un porto piuttosto che di un altro da parte dei clienti.
E noi dopo anni siamo ancora in balia di questi personaggi. Con tutti i problemi che hanno le nostre città le nostre forze dell'ordine devono rischiare la vita sulle montagne. Mi spiace ma credo che tra servizi, settori investigativi e forze speciali il nostro paese abbia tutte le capacità di intercettare casa per casa queste persone rendendole inoffensive. Questi sono atti terroristici al pari di quelli islamici; quindi dovrei pensare che, allo stesso modo, non saremmo in grado di prevenire altre forme di terrorismo? Oppure forse non li si vuole fermare veramente? Di cosa abbiamo paura? Dei media main stream? Della UE? Della magistratura? O forse conviene a qualcuno mantenerli in gioco? La storia d'Italia è farcita di episodi poco chiari....in cui gruppi terroristici vennero volutamente foraggiati per portare avanti strategie di distrazione o di coercizione popolare.

27/07/2026

A SAN LEONARDO, AL FIANCO DEI PARMIGIANI, PER DIFENDERE LA NOSTRA IDENTITÀ!

Indirizzo

Strada Giuseppe Mazzini 2, PR
Parma
43121

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