20/10/2026
Ospedale di Parma il lato meno virtuoso.
Ancora una volta, all'interno dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, gli spogliatoi degli operatori sanitari delle Torri delle Medicine sono stati teatro di intrusioni e furti, con armadietti divelti e beni personali dei lavoratori esposti all'ennesima violazione.
Una vicenda che, purtroppo, non rappresenta una novità.
Già circa un anno fa la Segreteria Provinciale FIALS di Parma aveva denunciato episodi analoghi, segnalando le evidenti criticità dei sistemi di accesso agli spogliatoi e avanzando proposte concrete per migliorare la sicurezza.
Tra queste, l'installazione di serrature magnetiche con apertura tramite badge personale, per impedire l'accesso indiscriminato ai locali.
Una richiesta tutt'altro che irragionevole, soprattutto considerando che le porte di accesso, secondo quanto già segnalato, presenterebbero fin dalla loro installazione una configurazione che ne rende particolarmente semplice la forzatura, a causa del montaggio invertito e della conseguente esposizione dei meccanismi di chiusura.
A distanza di un anno, ci ritroviamo a parlare degli stessi problemi.
E allora viene spontanea una riflessione: quanto vale davvero la sicurezza di chi ogni giorno garantisce la salute degli altri?
Recentemente abbiamo letto articoli che descrivono l'Ospedale di Parma come una realtà virtuosa. Non intendiamo mettere in discussione i risultati clinici, le professionalità o le eccellenze che certamente caratterizzano questa struttura.
Ma un ospedale può davvero definirsi virtuoso se non riesce a garantire condizioni dignitose, sicurezza e attenzione a chi vi lavora?
Perché dietro le eccellenze sanitarie esiste un'altra realtà, spesso meno raccontata.
È quella dei lavoratori che attendono risposte sugli incentivi economici, delle progettualità che faticano a concretizzarsi per l'insufficienza delle risorse disponibili, di un sistema di welfare aziendale che troppo spesso appare distante dalle reali necessità del personale.
Un sistema nel quale il lavoratore rischia di sentirsi sempre più solo, poco ascoltato e scarsamente valorizzato.
Ed è proprio qui che l'immagine degli armadietti divelti assume un significato più profondo.
Gli armadietti vengono svuotati dei beni personali. Ma ciò che preoccupa maggiormente è il vuoto che sembra essersi creato attorno ai lavoratori.
Un vuoto di attenzione, di risposte, di investimenti sul benessere organizzativo.
Un vuoto che non si misura soltanto con ciò che viene sottratto materialmente, ma anche con ciò che quotidianamente manca: sicurezza, riconoscimento, prospettive e partecipazione.
Non bastano i riconoscimenti pubblici o i risultati di eccellenza per definire virtuosa un'organizzazione. La qualità di un ospedale dovrebbe misurarsi anche attraverso il rispetto e la valorizzazione delle persone che ne garantiscono il funzionamento ogni giorno.
Come FIALS Parma riteniamo che la sicurezza degli spogliatoi non possa continuare a essere considerata una questione secondaria e che le segnalazioni dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali debbano trovare risposte concrete, non soltanto attenzione dopo l'ennesimo episodio.
Chiediamo pertanto all'Azienda di intervenire tempestivamente, verificando le vulnerabilità degli accessi e adottando soluzioni efficaci e durature.
Ma chiediamo anche qualcosa di più: che si torni a mettere il lavoratore al centro delle politiche aziendali, non soltanto nei comunicati e nelle dichiarazioni di principio, ma nelle scelte quotidiane.
Perché un ospedale può avere reparti d'eccellenza, tecnologie avanzate e grandi risultati sanitari, ma se lascia soli i propri lavoratori rischia di perdere una parte fondamentale del proprio valore.
Gli armadietti si possono riparare o sostituire. Ricostruire la fiducia dei lavoratori, invece, richiede molto di più.
Segreteria Provinciale FIALS Parma