SSU - Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali

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24/05/2021

SSUPARMA Sinistra Studentesca Universitaria

27/04/2021
15/03/2021

100000 VITTIME DA COVID-19: LA LOGICA DEL PROFITTO A DEPERIMENTO DEI VALORI UMANI

Pochi giorni fa è stata raggiunta in Italia la tragica cifra di centomila vittime di COVID19 senza considerare tutte le persone decedute per motivi correlati ma indiretti.

È passato ormai un anno dall’inizio della pandemia e l’umanità è stata messa a dura prova. Un’ardua sfida che ha richiesto enormi sacrifici e responsabilità collettive per la salvaguardia della salute. Sono state attuate misure contenitive per evitare scenari disastrosi. Tutto questo però non è bastato per evitare di arrivare a più di due milioni e mezzo di decessi in tutto il mondo.

Fin dall'inizio ci sono stati esempi luminosi di persone che hanno compreso la gravità della situazione dato il loro contributo per evitare che il virus veicolasse indisturbato.

Da questa sfida ne è nato uno sforzo mai visto in precedenza in materia di ricerca: in un anno è stato possibile isolare il virus, studiarne i meccanismi e sviluppare un vaccino ad hoc nonostante tutto questo sembrasse inizialmente impossibile dati i continui tagli alla ricerca.

A seguito di questo esempio di collaborazione tra Stati e persone si è notato come, nonostante la gravità della situazione, alcuni abbiano anteposto la logica del profitto alla salute.

È passato molto tempo dal grande esempio di Sabin e dal suo vaccino contro la poliomielite reso subito pubblico e gratuito per tutti. Oggi, le grandi case farmaceutiche decidono che sia meglio tenere per loro il brevetto e la catena produttiva facendo pagare i propri vaccini a prezzi esorbitanti.

È indecente che queste aziende lucrino su ricerche fatte prevalentemente grazie ai finanziamenti internazionali e che preferiscano vendere i propri prodotti al miglior offerente piuttosto che fornirne a tutti il libero uso dei brevetti ottenuti grazie a finanziamenti statali. In tempo di pandemia il profitto deve ve**re dopo.

12/02/2021

STUDENTI, UNITEVI! FIRMATE LA PETIZIONE PER LE LEZIONI IN PRESENZA

Nell’ultima seduta del Senato Accademico l’Ateneo aveva deciso di garantire le lezioni in presenza agli studenti dei primi anni, per poi estendere progressivamente la didattica mista agli studenti degli anni successivi.

Nonostante sia stata presa una direttiva chiara da parte dell’Ateneo, ci sono arrivate numerose segnalazioni da parte degli studenti di numerosi Corsi di Studio sul fatto che diversi Direttori di Dipartimento hanno deciso di prendere una strada completamente diversa. Una strada che non prevedeva la possibilità agli studenti di rivivere nuovamente la propria Università non come mera distributrice di nozioni, bensì come luogo in cui vi sia l’occasione di uno scambio dialettico, di scambio culturale e sociale tra gli studenti.

Consapevoli della gravità dell’emergenza sanitaria, riteniamo che non si debba più rinviare il rientro in aula (in condizioni di sicurezza) e che non sia tollerabile che alcuni Direttori di Dipartimento disattendano senza giustificazioni le decisioni della loro stessa Università. Abbiamo portato con fermezza la nostra posizione all’interno di tutti gli organi di rappresentanza in cui siamo presenti, ma siamo costretti a constatare che le nostre sollecitazioni non hanno avuto un esito positivo.

Per questo motivo abbiamo deciso di inviare una lettera al Rettore, chiedendogli di prendere dei provvedimenti nei confronti di tutti quei Dipartimenti che ancora non abbiano attivato, senza una reale giustificazione, la didattica mista. Assieme alla lettera, abbiamo deciso di avviare una petizione per raccogliere le firme degli studenti a sostegno delle nostre richieste. È il momento di far sentire la nostra voce per poter finalmente ripartire e ritornare a crescere all’interno dell’Università, insieme.

Firmate anche voi la petizione per ottenere le lezioni in presenza!

https://forms.gle/rKTELY7vgjyn7zXi8

21/12/2020

BORSE DI STUDIO PER GLI ALLUVIONATI?
“CI SONO ALTRE PRIORITÀ”

In seguito alla drammatica alluvione che ha colpito numerosi comuni dell’Emilia-Romagna, i nostri rappresentanti di SSU-Sinistra Studentesca Universitaria hanno proposto in Consulta Regionale di stanziare delle borse di studio straordinarie per aiutare gli studenti le cui famiglie abbiano subito dei gravi danni economici a causa del disastro. Le famiglie degli studenti universitari devono infatti affrontare delle spese e dei sacrifici notevolmente maggiori per permettere ai propri figli di iscriversi e di frequentare l’Università, giovani ragazzi che molto spesso sono costretti a lavorare per potersi mantenere gli studi. Proprio per questo motivo, pur ringraziando la regione per i fondi stanziati per i territori alluvionati, riteniamo che siano insufficienti e che debbano essere necessariamente accompagnati da ulteriori aiuti economici per gli studenti colpiti dall’alluvione.

Di fronte a questa situazione drammatica, che rischia di mettere a repentaglio il Diritto allo Studio di numerosi studenti, le cui famiglie sono rimaste senza casa o senza lavoro, ci aspettavamo il sostegno compatto di tutte le associazioni studentesche.
Per questo motivo siamo rimasti completamente spiazzati dalle parole dei rappresentanti di UDU-Unione degli Universitari, che in Consulta Regionale si sono dichiarati assolutamente contrari a questo provvedimento, perché secondo loro “le priorità sono altre”.

È inaccettabile che nel mezzo della pandemia, di una crisi economica che sta impoverendo milioni di famiglie e di un disastro ambientale che mette a rischio la prosecuzione della carriera universitaria di diversi studenti, ci sia ancora qualcuno che anteponga i propri interessi personali ai diritti degli studenti, rifiutandosi di collaborare in modo unitario e bocciando delle proposte per gli studenti solo ed esclusivamente perché avanzate da altre associazioni.
La rappresentanza è una cosa seria, non un gioco.

Come Sinistra Studentesca Universitaria continueremo a lottare per garantire il Diritto allo Studio, restando sempre dalla stessa parte, dalla parte degli studenti 🌹

10/11/2020

VACCINO: A CHE PUNTO SIAMO

A che punto è il vaccino contro il COVID-19 e quando sarà disponibile?

Il vaccino è una sostanza che è in grado di indurre una risposta immunitaria specifica contro un certo microrganismo (virus, batteri...). Esso, inoltre, genera degli effetti positivi per l’intera popolazione: con la vaccinazione di un certo numero di persone si riduce la circolazione del patogeno responsabile della malattia.

Lo sviluppo del prodotto finito è particolarmente lungo, in alcuni casi dura addirittura anni. Ci sono vari step da seguire che passano dalla conoscenza del microrganismo, dalla sperimentazione in vitro e animale per finire con le diverse fasi, obbligatorie, sull’uomo. Quest'ultima è suddivisa in quattro fasi: le prime tre coinvolgono un numero crescente di persone che testano le varie risposte del prodotto somministrato, la quarta fase consiste nel monitoraggio di eventuali effetti collaterali. Soddisfatti tutti i requisiti si potrà procedere alla messa in commercio.

Secondo l’OMS attualmente i candidati vaccini sono 249, oltre ai quali ve ne sono 48 che si sono offerti per la fase preclinica e 9 persone hanno già superato la fase 1 e 2 della sperimentazione umana, completando quindi circa 2/3 delle fasi obbligatorie.

Sulla base delle informazioni disponibili e dell’esperienza precedente sui tempi di sviluppo dei vaccini, l’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) stima che potrebbe essere necessario almeno un anno prima che un vaccino contro il Covid- 19 sia pronto per essere approvato e reso disponibile in quantità sufficienti.
Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno cercando di ridurre i tempi per la produzione del vaccino tramite delle “sfide” che tuttavia lasciano forti dubbi etici nella comunità scientifica.

L’azienda farmaceutica Pfizer è riuscita a sviluppare un vaccino contro il covid-19. Questo prodotto ha superato le prima due fasi di sperimentazione. Da mercoledì saranno sul mercato circa 300 milioni di dosi, di cui 1,7 mln saranno distribuite in Italia.

Auspichiamo che il vaccino sarà pubblico e che sia messo a disposizione della popolazione globale il prima possibile.

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08/11/2020

APERTURA COMPILAZIONE PIANO DEGLI STUDI

📝Da domani, lunedì 9 novembre, sarà possibile compilare il piano degli studi accedendo alla propria Area Studente su ESSE3 e selezionando la voce “Piano di Studio” dal menù. La domanda verrà interamente compilata online. La compilazione del piano di studi è obbligatoria per tutti gli studenti regolari (in corso): senza di essa non sarà possibile svolgere attività come l’iscrizione agli appelli o la verbalizzazione degli esami.

🗓Il periodo utile per completare la domanda va dal 9 novembre all’11 dicembre.

📌Gli insegnamenti obbligatori del Corso di Laurea sono già automaticamente indicati dal sistema, mentre gli insegnamenti a scelta o opzionali sono selezionabili durante la procedura di compilazione. Se il proprio Corso prevede la scelta di un curriculum questa potrà essere fatta sempre durante la compilazione.

☎️Per gli studenti fuoricorso non sarà necessario compilare il piano degli studi in quanto questo è stato già formalizzato negli anni precedenti. Per poter cambiare gli insegnamenti a scelta è possibile contattare la segreteria studenti che provvederà a modificare il piano in base alle richieste.

🌹Per qualsiasi dubbio o problema noi siamo qui a vostra disposizione!

🔗Potete trovare la guida alla compilazione del Piano di Studi di seguito:https://www.unipr.it/sites/default/files/allegatiparagrafo/21-11-2014/s3_pdsonline.pdf

06/11/2020

APPROVATO ALLA CAMERA IL DDL ZAN CONTRO L’OMOTRANSFOBIA

Il 4 novembre è stato approvato alla Camera dei Deputati il DDL Zan per il contrasto all’omotransfobia, alla misoginia e all’abilismo, ossia le azioni discriminatorie verso la comunità lgbt+, le donne e i disabili.

Il Disegno di Legge prevede il carcere per chi istiga o commette atti di discriminazione o di violenza fondati sul sesso, sull’identità di genere o sulla disabilità, equiparandoli ai reati commessi per motivi razziali o religiosi. Saranno inoltre stanziati 4 milioni di euro all’anno per la creazione di centri contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale e l’identità di genere, nonché per prestare assistenza legale, sanitaria e psicologica alle vittime di tali reati.

Secondo i dati dall'Agenzia Europea per i diritti fondamentali il 62% delle coppie omosessuali in Italia non si dichiara pubblicamente per paura di essere molestato o aggredito.
L’Italia ha un indice di inclusione sociale delle persone lgbt pari al 23%, un valore estremamente inferiore rispetto a quello degli altri Paesi dell’Europa occidentale, come Spagna e Francia (rispettivamente al 67% e al 56%) e allo stesso livello degli Stati dell’Europa dell’Est, come l’Ucraina (22%).
In Italia, inoltre, solo il 19% degli episodi di discriminazione viene denunciato, dato che mette in luce la completa sfiducia dei cittadini lgbt nei confronti di un sistema normativo che ha dimostrato di essere incapace di tutelare realmente i loro diritti e le loro libertà.

In questa situazione, in cui gli atti di discriminazione, di odio e di violenza di genere aumentano di anno in anno, non può più essere rimandata la modifica di norme vecchie e anacronistiche, che non tengono conto delle evoluzioni della nostra società.
Il DDL Zan rappresenta una Legge di civiltà, che permetterebbe all’Italia di raggiungere gli altri Paesi comunitari con uno dei sistemi normativi più avanzati d’Europa. Una Legge che permetterebbe finalmente di garantire eguali diritti e tutele a cittadini troppo a lungo considerati di serie B.

Auspichiamo che questo fondamentale risultato sarà confermato al Senato. 🌹

04/11/2020

AGGIORNAMENTO SULLA DIDATTICA: LEZIONI E BIBLIOTECHE🌹

A seguito dell’ultimo DPCM del 3 novembre 2020:

⚠️A partire da domani 5 novembre, le attività formative e curricolari si svolgeranno a distanza.

👩‍🏫Possono svolgersi in presenza le sole attività formative e curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio nonché quelle dei laboratori.

Per le attività didattiche che potranno essere svolte in presenza, la capienza effettiva delle aule sarà limitata a non più del 25% di quella nominale.

📚Sempre per motivi di precauzione, l’aggiornamento dei protocolli di Ateneo contemplerà, per le biblioteche, la sola apertura per prestito e consultazione su prenotazione da parte degli interessati.

04/11/2020

COVID-19: LE MISURE DEL NUOVO DPCM

Il Presidente del Consiglio ha firmato un nuovo decreto, il quale prevede l’implementazione di misure più stringenti per contrastare la seconda ondata di Covid-19 nel nostro Paese.

🗓Le limitazioni del nuovo DPCM rimarranno in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre e prevedono sia delle misure nazionali sia delle misure modulate in base al livello di rischio delle Regioni, distinguendo tra zone gialle, arancioni e rosse.

🇮🇹A livello nazionale:
• Entra in vigore il coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00, durante il quale sono consentiti esclusivamente gli spostamenti per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
• le Università organizzeranno in modo autonomo la didattica a distanza e in presenza, in base all’evoluzione del quadro epidemiologico territoriale;
• sono sospese le prove dei concorsi pubblici e privati e le prove di abilitazione all’esercizio delle professioni, ad eccezione dei casi in cui siano effettuate su basi curriculari o in modalità telematica e dei concorsi per il personale sanitario;
• la percentuale massima di riempimento dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale scende al 50%;
• nei giorni festivi e prefestivi sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccai ed edicole;
• le attività di ristorazione sono consentite dalle 5.00 alle 18.00. Resta comunque consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22.00, con asporto;
• restano chiusi cinema, teatri, discoteche e rimangono vietate le feste pubbliche e private;
• sono sospese le mostre nei musei;
• le scuole superiori svolgeranno la didattica a distanza al 100%;
• l’attività didattica delle scuole elementari, medie e dell’infanzia continuerà a svolgersi in presenza.

🟡Nelle zone gialle, quindi dove la diffusione del virus è bassa, saranno mantenute le restrizioni già presenti: utilizzo della mascherina e distanziamento fisico.

🟠Nelle zone arancioni (livello 3 - scenario di elevata gravità e alto livello di rischio) il nuovo DPCM impone misure più stringenti:
• È vietato ogni spostamento in entrata o in uscita dalle zone arancioni e da un comune diverso da quello di residenza, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di emergenza, motivi di salute o di studio. È inoltre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
• sono sospesi i servizi di ristorazione, ad eccezione della consegna a domicilio e, fino alle 22.00, dell’asporto.

🔴Nelle zone rosse (livello 4 - scenario di massima gravità e livello di rischio molto elevato) scatteranno misure molto restrittive:
• È vietato ogni spostamento in entrata, in uscita o all’interno dei territori della zona rossa, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o di studio. È inoltre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
• le attività formative e curriculari delle università si svolgeranno integralmente a distanza, ad eccezione dei corsi di specializzazione in medicina e dei tirocini delle professioni sanitarie;
• sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Restano invece aperte edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie;
• sono sospesi i servizi di ristorazione, ad eccezione della consegna a domicilio e, fino alle 22.00, dell’asporto;
• si svolgeranno in presenza solamente i servizi educativi per l’infanzia e le lezioni del primo anno delle scuole medie, mentre tutte le altre attività scolastiche e didattiche si svolgeranno a distanza.

Indirizzo

Parma

Sito Web

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