Colli del Chiani

Colli del Chiani Un’area teatro di lotte secolari, di delicati equilibri, ma anche e soprattutto di scambi culturali, economici, sociali.

Dalla terra dei campanili, ad un territorio delle comunità
In un’epoca che richiede una sempre maggiore presa di responsabilità da parte di tutti, cittadini, rappresentanze politiche ad ogni livello, organismi collettivi, sociali e religiosi, mondo economico e scientifico, l’idea di “ripartire” dal territorio(e non dai campanili) per immaginare un futuro di qualità e migliore per le generazioni

a ve**re, è uno dei punti fermi su cui investire. E a nord di Orvieto, nell’Umbria sud occidentale, si trova una terra collinare che si affaccia sul Chiani caratterizzata nei secoli dai confini, quelli tra i potenti Comuni-Stato di Perugia, Siena, Orvieto, e poi quelli degli Stati tardo medievali e rinascimentali, lo Stato Pontificio, la Repubblica di Siena, il Granducato di Toscana. Il simbolo sono forse sotto Chiusi le celeberrime torri Beccati questo, Beccati quest’altro, site lungo un canale di bonifica della Chiana che poi si immette nel vicino Lago di Chiusi. I Comuni di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto e Parrano, sono oggi al centro di un progetto di aggregazione che mette al centro il presente e il futuro di un’area vasta con oltre 8.000 abitanti residenti, che con la possibile estensione a S.Venanzo. Oggi, nel secondo decennio del XXI secolo, questi Comuni, l’Umbria, il nostro paese, l’Europa, l’intero mondo occidentale, sono impegnati in un delicato momento di passaggio, di crisi appunto, secondo l’etimologia greca. In questo contesto l’ente locale “comune”, da sempre cellula primaria e fondamentale del nostro ordinamento territoriale, si trova a sostenere nuovi e complessi oneri non solo in termini economici ma anche nella gestione di servizi strutturali e alla persona, nella sicurezza preventiva e attiva, nella competizione territoriale, nella capacità/possibilità di pianificazione urbanistica a medio-lungo termine. Stanti le progressive riduzioni strutturali delle risorse a disposizione degli Enti Locali da parte di Europa, Stato, Regione, siamo di fronte al bivio: o una rinuncia alla pianificazione urbanistica per il territorio e una contestuale riduzione dei servizi e delle garanzie acquisite di welfare, oppure un’ “ottimizzazione coatta” di processi di gestione e servizi. Ecco che i processi in atto non solo in Italia di accorpamento di Comuni piccoli o piccolissimi, possono significare un decisivo scarto di qualità verso il futuro. Naturalmente occorrerà salvaguardare l’identità specifica di ogni comunità a mezzo di specifiche politiche di messa in valore di ogni specificità territoriale, vocazione e cultura. Non sarà più possibile e produttivo replicare pedissequamente format pianificatori standard, ma toccherà valorizzare le migliori prerogative di ciascun territorio. Per fare un esempio, non è più tempo di creare a pioggia e senza una puntuale verifica di opportunità, artificiosi quartieri a “vocazione artigianale ed industriale” in aree non idonee o scarsamente vocate, che hanno altre caratteristiche e valore.

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Indirizzo

Via Alboratello 3
Parrano
05010

Sito Web

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