Certamente non si può parlare del gruppo folk Lampiusa se non si parlasse prima del “Cöstöm dè Parr”( da non confondere con l’Associazione Cöstöm dè Parr). Si, perché il gruppo folcloristico Lampiusa è uno dei pochi che può vantare una tradizione vecchissima. Basti pensare che si è ipotizzato, per quanto riguarda l’origine del Costume di Parre, che esso risalga al 1630, quando, a causa della peste
abbattutasi in quel periodo sulla nostra regione (e non solo, dovrebbe infatti trattarsi della peste Manzoniana portata dai lanzichenecchi), alcune donne fecero un voto per esserne preservate: “…vestirono così in modo sobrio e dignitoso…”, aspetto notato dal Vescovo Dolfin durante la sua visita pastorale a Parre il 10 giugno del 1779. Un'altra ipotesi lega la nascita del tipico costume parresco ad un analoga promessa fatta per liberarsi da una moria di greggi avvenuta nel ‘700. Questo modo di vestirsi attirò anche l'attenzione dello storico Antonio Tiraboschi ( 1838-1883), che ne scrisse a riguardo: “ … il costume di Parre (…) si compone di tela, di mezza lana; di nastri e merletti: tutte cose comuni ma indosso ad un Parresco hanno un significato che non hanno indosso ad altri…”. Fin dagli ultimi anni dell’ottocento, il costume di Parre viene esibito dai parresi in diversi angoli della nostra bellissima Italia. All’inizio del 1900, i parresi con il loro tradizionale vestito hanno partecipato alla sfilata dei costumi a Bergamo, nel 1928, ad una sfilata analoga a Venezia e l'8 gennaio 1930 hanno persino partecipato alle nozze del nostro ultimo re, Umberto II° di Savoia.