01/04/2026
Dalle agorà alle prediche sul palco
Riunione Regionale "Nova 2.0" – Regione Umbria
Quello che colpisce non è solo l’incoerenza tra i principi dichiarati e i comportamenti adottati, ma il fatto che continuiate a escludere – e anche a denigrare – proprio chi sul territorio ha costruito relazioni, credibilità e voglia concreta di fare.
In un contesto realmente aperto, queste sarebbero risorse da valorizzare. Qui invece diventano un problema, perché tutto ciò che non è controllabile viene sistematicamente tenuto fuori.
È difficile non leggere questa dinamica come una chiusura difensiva, che nulla ha a che vedere con la partecipazione o con la crescita di un progetto politico.
Continuate a parlare di coinvolgimento, ma nei fatti vengono sempre selezionate le stesse persone, quelle che vi assecondano, mentre quelle più attive e radicate sul territorio vengono escluse, isolate o ridicolizzate. Questo non è solo incoerente: svuota completamente di senso qualsiasi discorso sulla democrazia.
Ci sono persone che da anni, senza alcun diritto di replica, senza che gli sia stata mai documentata motivazione valida, sono state escluse da qualsiasi tavolo, contesto, incontro. E questo è gravissimo!!
Da quando abbiamo creato questo gruppo a Passignano, la nostra pagina, con oltre 15000 followers è stata chiusa, sempre dall'interno, sempre dai vostri referenti, come sono state boicottate le tante attività che facevamo sul territorio, perché il tutto andava indirizzato verso altre zone, verso il ternano....e noi eravamo pericolosi, facevamo rumore, creavamo consensi, e questo era pericoloso, per chi ha sempre voluto concentrare tutto sul suo paesello!!
Avete trasformato quello che doveva essere partecipazione in un sistema chiuso, dove vengono premiati l’allineamento e la fedeltà, non le competenze né il lavoro reale sul territorio.
Molti dei ruoli che oggi ricoprite non sono il risultato di un percorso costruito sul merito, ma l’effetto trascinato di una fase in cui il consenso è arrivato grazie a un’ondata nazionale che non avete mai saputo trasformare in qualcosa di concreto a livello locale.
Chi porta idee, relazioni e autonomia viene escluso perché meno controllabile. Chi si adegua resta.
Questo non è un movimento: è gestione del potere in piccolo. E alla lunga, senza credibilità, non può reggere.
Per anni abbiamo sentito parlare di partecipazione, trasparenza, democrazia diretta. Parole importanti, che molti di noi hanno preso sul serio.
Ma in Umbria la realtà è stata diversa.
Qui non c’è mai stata una vera democrazia diretta.
Qui, troppo spesso, hanno deciso sempre gli stessi.
Qui, invece di crescere, si è semplicemente galleggiato.
Si è scelto di restare, più che di cambiare.
Di adattarsi, più che di costruire.
Di allearsi, quando serviva, pur di mantenere una posizione.
E così, poco alla volta, si sono p***e identità, coerenza e credibilità.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Non è una questione di opinioni. È una questione di fatti.
Chi oggi rappresenta questo movimento in Umbria lo sa.
La domanda, a questo punto, è semplice:
abbiamo il coraggio di dirlo chiaramente, oppure continuiamo a raccontarci una realtà che non esiste?
Noi, nonostante tutto, siamo ancora qui.
E almeno una cosa possiamo dirla: possiamo ancora guardarci allo specchio.
P.s.: dopo anni di totale inerzia gestionale ed organizzativa riguardo alle attività degli "attivisti" ora ci chiedete di mobilitarci per cercare consensi e associazioni da coinvolgere nei vostri progetti. L'ennesima farsa alla quale vorreste che mettessimo noi la faccia. E non solo quella..... Muovete il culetto, che è ora che le campagne elettorali ve le facciate con i vostri adepti, non con le persone perbene che poi sul territorio ci vivono ci lavorano ed hanno una credibilità da mantenere