01/06/2026
🔴 #𝐏𝐀𝐓𝐄𝐑𝐍𝐎̀, 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐀. 𝐋’𝐀𝐅𝐅𝐎𝐍𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐀𝐍𝐃𝐑𝐄𝐀 𝐃𝐈 𝐁𝐄𝐋𝐋𝐀: “𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐂𝐈𝐂𝐋𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐒𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈 𝐍𝐎𝐓𝐈, 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎 𝐄̀ 𝐅𝐈𝐍𝐈𝐓𝐎”
Il trauma del recente scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose avrebbe dovuto segnare un punto di non ritorno per la politica locale, ma la fase di transizione sembra aver imboccato la strada del già visto. A lanciare un durissimo atto d'accusa contro le attuali manovre dei partiti e il persistente peso dei "veterani" delle istituzioni è il giornalista Andrea Di Bella, che affida ai social una riflessione amara e senza sconti sul futuro della città.
IL «GIOCO DELLE SEDIE MUSICALI» E I TRENT'ANNI DI GESTIONE
Secondo Di Bella, la reazione della politica paternese alla crisi democratica si sta riducendo a un mero calcolo tattico, ben lontano da quella rigenerazione che la comunità meriterebbe. «La realtà a cui assistiamo somiglia purtroppo al solito, prevedibile gioco delle sedie musicali», attacca il giornalista. «Invece di una vera rigenerazione politica, si vede un continuo passaggio di dirigenti da un partito all'altro, un rimescolamento di carte guidato dai soliti noti: soggetti ultranavigati con oltre trent'anni di presenza nelle istituzioni alle spalle, che oggi si ripropongono come i salvatori della patria».
Un paradosso che, secondo l'analisi di Di Bella, rasenta l'ironia: «Viene da chiedersi come sia possibile che chi ha vissuto da protagonista le stagioni passate possa oggi pretendere di risolvere quei problemi storici che non si è riusciti a superare in almeno tre decenni di gestione».
IL RISCHIO DISAFFEZIONE E IL NODO DEL RICAMBIO GENERAZIONALE
La critica non vuole essere uno scontro anagrafico fine a se stesso, bensì una questione di metodo e di credibilità delle formule proposte. Il rischio più grande, sottolinea Di Bella, è l'allontanamento definitivo dei cittadini dalle urne e dalla vita pubblica, rassegnati davanti a un eterno ritorno degli stessi protagonisti.
«Una città ferita non può ripartire riciclando formule e personalismi del passato, camuffati sotto il nome dell'ultimo partito di turno», incalza il testo. «Se le ricette usate finora hanno fallito, è evidente che per invertire la rotta servono visioni diverse, linguaggi nuovi e, soprattutto, una reale discontinuità nei metodi e nelle logiche di potere».
L'APPELLO: «LE ISTITUZIONI NON SONO UN VITALIZIO PRIVATO»
L'affondo finale è un invito perentorio a un passo indietro da parte di chi ha occupato le stanze dei bottoni durante le stagioni del declino. Per Di Bella, la sopravvivenza politica dei singoli non può essere anteposta al bene collettivo di Paternò, specialmente in un momento così delicato della sua storia amministrativa.
«È semplicemente inaccettabile che chi ha occupato le stanze dei bottoni per trent'anni, assistendo al declino della città fino al suo punto più basso, pretenda oggi di bloccare il futuro di Paternò per tutelare la propria eterna sopravvivenza politica», conclude Di Bella, lanciando un messaggio chiaro ai leader storici della politica locale. «Una classe dirigente autenticamente rinnovata non nascerà mai finché i soliti nomi continueranno a considerare le istituzioni come una specie di vitalizio privato. Il tempo è scaduto: chi ha fatto la sua epoca faccia un passo di lato, perché Paternò non è un ospizio per carriere politiche infinite».
(Nella foto, il giornalista paternese Andrea Di Bella)