07/09/2026
Buona lettura attenta...
"Maltempo, 1.318 chiamate ai Vigili del Fuoco: ancora 220 interventi in coda." [1]
Qual'è la risposta migliore, a fronte di simili scenari, che sempre più si ripeteranno - statene certi - nei tempi a ve**re? C'è un tema ricorrente che fa discutere il mondo della Protezione Civile ed è quello di un passaggio di parte del volontariato in seno al Dipartimento Nazionale dei Vigili del Fuoco. Formazione, dotazioni e metodi operativi propri del soccorso tecnico, ma standard e compatibili in tutto il territorio nazionale, per avere una rete capillare di veri "first responder" sul territorio. Se a disposizione dei Sindaci resterebbero i gruppi comunali, una soluzione del genere costerebbe di più allo Stato? Forse, non è neanche detto, certamente ci sarebbero problemi di anzitutto di natura sindacale e, di seguito, i Governatori regionali si metterebbero di traverso perdendo una consistente parte del loro "potere sussidiario"; altrettanto poi farebbero i vari coordinamenti, poteri e poterini, che non avrebbero più alcun motivo di essere. Una realtà del genere esiste, almeno in parte, ed è quella adottata da tempo nelle province di Trento e Bolzano: si potrebbe applicare nel resto d'Italia? Qualcuno dice che sarebbe irrealizzabile ma, a fronte di un cambiamento epocale, dobbiamo pensare a nuove soluzioni, più efficienti ed efficaci, poiche il "si è sempre fatto così" non è certo una risposta adattiva! Ora, fermo restando che il volontariato di P.C. è (almeno potenzialmente, quando non si riduce a sagre e processioni pochi mezzi, poca formazione e poche attivazioni) molto di più del solo intervento in emergenza, questa è la domanda che anticipa una necessaria risposta. Nel frattempo, sui nostri territori, assistiamo a scenari estremi e alla necessità di interventi di soccorso tecnico (talvolta persino tempo-dipendenti), condizioni che sollevano una domanda inevasa, che si traduce in interminabili liste di attesa: le linee sono momentaneamente occupate...
[1] link nel primo commento