14/07/2021
“Building a bridge is a war against the forces of nature”
Se come afferma Joseph Strauss costruire un ponte è una guerra contro le forze della natura, a Pavia sarebbe giustificata dalla necessità di creare sviluppo e progresso. In fondo, la necessità di costruire un ponte ha sempre avuto la stessa motivazione, fin dall’antichità: superare ostacoli offerti dalla natura al fine di facilitare gli spostamenti.
Un guerra di questa portata risulterebbe però asimmetrica con una fine scontata perché la Natura sa essere benigna quando vuole donarci i suoi frutti, ma sa anche essere maligna quando ci svela il suo volto feroce.
Dominare la Natura è del tutto fuori misura, per questo ritengo sbagliato l’approccio di Strauss e della modernità. Con la Natura bisogna convivere esattamente come ha fatto Pavia con il suo Fiume nel corso della sua millenaria Storia.
Il concetto da cui bisogna partire è quello di creare sviluppo e progresso per facilitare gli spostamenti e, di conseguenza, migliorare gli scambi ed i commerci. Se la città è ferma lo si deve anche e soprattutto al fatto che nessun privato è disposto ad investire in una città che presenta una viabilità così caotica e tempi di percorrenza sproporzionati rispetto alle distanze da percorrere.
Secondo i dati ISTAT emerge una crescita costante della popolazione dei centri urbani con una redistribuzione dai comuni capoluogo a zone più esterne, nei comuni di prima e seconda corona. Fenomeno evidente anche a Pavia che ha assunto una connotazione di tipo diffuso, con la perdita di residenti nelle aree più centrali. Allo stesso tempo, però, la città è in continua crescita, con la conseguente maggior attrattività per gli utenti e, quindi, maggior domanda di servizi. Il risultato della combinazione di questi processi è la crescente esigenza di spostamenti rapidi ed efficienti fra vaste zone di territorio collegate da relazioni che si intersecano a diversi livelli, esigenza che, a causa di una pressoché completa assenza di una strategia comune ispirata alla coerenza fra pianificazione urbana e politiche dei trasporti, ha portato allo sviluppo di una mobilità prevalentemente individuale, legata ad un utilizzo spropositato delle autovetture. L’inevitabile conseguenza di un tale mancato sviluppo della rete infrastrutturale è il forte congestionamento di traffico con cui ci dobbiamo scontrare quotidianamente.
È opinione comune che esista la necessità di un coordinamento tra i Piani Urbani del Traffico e la pianificazione di ordine superiore per evitare quella tendenza, diffusasi negli ultimi anni, a curare le problematiche locali attraverso interventi che possono spostare i problemi da un’area ad un’altra senza trovarne però una soluzione definitiva, ossia traslando semplicemente le criticità della circolazione stradale da un punto all’altro del territorio. Nel nostro caso è evidente quanto incida negativamente sul traffico locale la situazione legata al Ponte della Becca che, una volta risolta (speriamo in tempi celeri) finirà con l’aumentare drasticamente il traffico pesante proveniente da Est.
Se l’obiettivo resta quello di accorciare i tempi di percorrenza diventa fondamentale la realizzazione di un terzo ponte nel tratto urbano e di una betella che da Est colleghi la parte a Sud della città evitando di congestionare quel tratto di Provinciale erroneamente chiamata “tangenziale Est” (anch’essa oggetto di revisione i un quadro d’intervento più ampio).
La bretella, che si allaccerebbe alla SP617 Bronese all’altezza dello svincolo di Valle Salimbene, consentirebbe, oltretutto, di alleggerire notevolmente il traffico in entrata su V.le Cremona già interessata da importanti interventi pianificati dall’attuale amministrazione. Fondamentale sarà creare un ulteriore svincolo sulla rotonda del Bivio Vela, così da intercettare il traffico proveniente dalla SP234 Codogno-Cremona.
Il nuovo ponte sorgerebbe 200 metri a Sud rispetto i bacini del Naviglio Pavese e dopo aver proseguito per un breve tratto nel Comune di Travacò, la bretella si congiungerebbe alla SS35 dei Giovi all’altezza dello svincolo per San Martino Siccomario.
È quasi superfluo sottolineare come questo intervento possa migliorare i collegamenti con il territorio esterno, l’accessibilità alla città e ai servizi, ridurre il traffico e ridurre l’inquinamento ambientale e acustico. Altrettanto superfluo è affermare che per raggiungere gli obiettivi che ci stiamo ponendo occorrono un insieme di azioni complesse e complessive che coinvolgono la città e non solo l’amministrazione comunale, ma anche altri enti e soggetti. Quello che noi stiamo proponendo in questo specifico settore così come in tutti gli altri vuole essere un patto per migliorare la qualità della vita della città e dei cittadini, un patto che nessuna amministrazioni, presente e passata, è mai stata in grado di sostenere.
Daniele Spairani - Assessore ombra alla viabilità