01/09/2026
LETTO DA NOI
Il libro di questa settimana parte da una provocazione che tocca da vicino tutti noi lettori: se leggere libri non serve, perché continuiamo a farlo?
Enrico Terrinoni, “Leggere libri non serve”
Il saggio di Terrinoni si apre con una tesi spiazzante: la lettura, se misurata con i parametri del profitto e dell’utilità pratica, non serve a nulla. Non produce ricchezza materiale né garantisce il successo, ma proprio per questo si sottrae alla logica secondo cui ciò che conta è soltanto ciò che produce un risultato concreto. Attraverso sette parole – profezia, sogno, infinito, eresia, coscienza, onda e silenzio – l’autore costruisce un percorso nella letteratura, mettendo in dialogo scrittori molto diversi tra loro, da Shakespeare a Virginia Woolf, da Joyce a Giordano Bruno. Le loro opere diventano un punto di partenza per parlare non soltanto di libri, ma anche di immaginazione e del modo in cui guardiamo il mondo. La lettura non deve avere una funzione precisa: sfogliare le pagine è un modo per creare empatia, allargare i confini della nostra coscienza, mettere in discussione ciò che davamo per scontato. In questo senso la lettura apre uno spazio oltre i confini delle nostre abitudini. Forse leggere non serve a qualcosa, serve a qualcuno. A noi.
“Noi leggiamo libri per non servire, e non servire significa capire altro per capire gli altri. Certo, anche per capire noi stessi, ma pure per non capirci, se questo vuol dire cogliere quello che di noi non sappiamo ancora, perché forse è situato al di fuori. La coordinata geografica della lettura dovrebbe essere chiamata ‘altritudine’. Attraverso questa nuova dimensione possiamo finire per ritrovarci persino dove non ce lo aspettiamo. […] Perché se c’è una cosa che descrive al meglio l’essenza dei libri è il fatto che rappresentano estensioni del nostro corpo – dato che la mente appartiene al corpo […]. Ma appartiene al corpo anche in quanto lo tiene a parte di questioni che per alcuni non gli appartengono. Come i sentimenti, ad esempio. O come i sogni”.
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Buona lettura!
Alessandra