17/06/2021
DA PARTE DEL SINDACO UNA POSIZIONE PROIBIZIONISTA CHE DANNEGGIA TUTTI
Nella giornata di ieri, il sindaco Fracassi ha convocato un incontro con i gestori dei pubblici esercizi e ASCOM Pavia. Le misure proposte dimostrano un atteggiamento che unisce proibizionismo, paternalismo e false promesse, oltre a mostrare una significativa sfiducia sia nei giovani che nei gestori e a rimandare senza ritegno a soluzioni impraticabili come quella delle aree dismesse. Secondo noi, esercenti, residenti e giovani devono dialogare, per raggiungere insieme l’obbiettivo di garantire rispetto per la città, dignità per chi abita in centro, esercizio della libera attività economica per i locali e divertimento per i ragazzi, soprattutto dopo due anni di chiusura che hanno causato, oltre agli evidenti danni economici, anche disagi psicologici, come dimostrano i numerosi studi condotti al riguardo, e una contrazione notevole dei ricavi delle attività. Chiudere, proibire e minacciare vuol dire tapparsi gli occhi, non sforzarsi di capire le radici vere del problema e generare conseguenze controproducenti. Le nostre proposte alternative sono le seguenti:
1) nessuna chiusura secca delle attività dei locali, ma solo riduzione dell'attività a una data ora. Se si chiudono i locali, e con essi i servizi igienici al loro interno, i consumatori andranno a riversare i propri bisogni per le strade della città, soprattutto l'ultima consumazione strappata prima della chiusura. Anche perché la semplice chiusura in un determinato orario non ci garantisce che la città si svuoti, ma anzi potrebbe essere favorito il bivaccamento all'interno del centro storico. Proponiamo inoltre di far cessare le attività serali in modo graduale, ad esempio riducendo il volume della musica, prevenendo assembramenti all'esterno, consentendo il solo consumo al tavolo e potenziando il trasporto pubblico per far defluire meglio le persone verso casa o, quando riapriranno, le discoteche;
2) sanzioni più severe per chi porta con sé bevande alcoliche da casa da bere lungo le strade e divieto di asporto nei soli giorni principali della movida. Questo è il classico divertimento malsano, che si previene anche con le iniziative al punto 1;
3) decisioni di questo tipo dovrebbero essere sempre assunte dopo un confronto con tutte le parti coinvolte. In questo caso i giovani non sono stati ascoltati, eppure gli strumenti per farlo ci sono, ad esempio la Consulta delle associazioni giovanili istituita presso il Comune, che riunisce oltre alle realtà associative anche i rappresentanti degli istituti e dei collegi, i quali conoscono bene la realtà della movida. Avviare un confronto permanente tra residenti, giovani ed esercenti non può che portare buoni frutti. Confronti di questo tipo sono utili anche per promuovere iniziative di sana motivazione.
Con queste proposte ci poniamo in forte contrasto con lo spirito paternalista e repressivo della giunta Fracassi e chiediamo di dare fiducia a tutte le parti in gioco. Saremmo però felici se il sindaco facesse dei passi indietro e accogliesse queste idee di buon senso.