12/04/2026
▪️GLI STEMMI DEI MONTECUCCOLI - cap.II°
L’Arma di Guidinello III presso la Rocca di Montefiorino (1318-1336)
La Rocca di Montefiorino è stata teatro fin dal XII secolo di una feroce lotta per l’indipendenza e ne ha subito molteplici devastazioni e successive ricostruzioni.
Nel 1170 Bernardo Montecuccoli protettore delle Terre della Badia di Frassinoro fece costruire una robusta torre-mastio quadrangolare quale presidio dalle mire espansionistiche di Modena.
Tra il 1235 e il 1239 l’abate di Frassinoro e i Montecuccoli potenziarono notevolmente il vecchio torrione dotandolo in un primo tempo di un palazzo fortificato, che dopo essere stato una prima volta assediato e danneggiato dalle truppe modenesi, venne ulteriormente potenziato attorno al 1245 con la costruzione di una cerchia muraria dotata di due torri.
Nel 1247 i Modenesi riuscirono nuovamente a prendere la rocca, dopo averla lungamente assediata, e la devastarono gravemente in modo che non potesse essere per molto tempo riedificata e armata contro di loro.
Dopo vari decenni di abbandono il complesso venne nuovamente utilizzato, dapprima come eremo di due monaci frassinoresi e poi nel secondo decennio del Trecento, venne scelto da Guidinello III Montecuccoli quale luogo strategicamente formidabile per la costruzione del più forte dei suoi fortilizi. La Rocca di Montefiorino venne così ricostruita tra il 1318 e il 1320 assumendo le caratteristiche di una residenza signorile fortificata.
A quel periodo risale il portale posto nel porticato al piano terra che immetteva alla “sala della ragione” dove un tempo veniva amministrata la giustizia. Tra pietre accuratamente squadrate il portale reca sulla chiave di volta dell’arco l’arma dei Montecuccoli, dieci monti rappresentati alla tedesca sormontati da sei ramoscelli carichi di frutta.
In merito all’identità di questi frutti alcuni sostengono che si tratti di bacche di quercia, altri di olive. I primi ritengono che “Mons cuculi” alluda al “Mons Luculus”: monte del bosco sacro, ovvero le querce che da sempre coprono il crinale di Montecuccolo, le cui ghiande sono chiamate nel dialetto locale “côcla”. Dello stesso parere anche il Sandonnini:
“Lo stemma Montecuccoli dapprima era composto dei soli monti coi rami di quercia uscenti da essi, ed era uguale a quello della provincia del Frignano”.
Di diversa opinione è Andrea Pini:“la leggenda di Matteo e di Nereo se non ha alcun fondamento sul piano storico, è però motivo di qualche interesse, perché pare offrirci una chiave per riconoscere i simboli che compaiono nello stemma dei Montecuccoli, in particolare per capire a quale specie di albero appartengano i rami e i frutti, un piccolo enigma araldico di cui molto si è scritto e su cui molto si è congetturato”.
La leggenda narra che allorquando dopo il 1115 i Corvoli da Frignano si divisero i feudi posseduti in quanto vassalli matildici, per estrarre a sorte la parte di territorio di ciascuno si utilizzarono oggetti che ricordassero i nomi delle due località eminenti dei territori da dividere: il Monte del Cuccolo ed il Monte del Garullo. Vennero perciò usate la cuccola d'oliva (l'oliva col suo appiccicagnolo) ed il gheriglio (garuglio) di nocciola (entrambe simili per dimensione e forma). Nereo estrasse il gheriglio di nocciola e da allora si chiamò dei Montegarullo; a Matteo invece la sorte assegnò la cuccola d’oliva e da lui ebbero origine i I Montecuccoli.
In una cronaca manoscritta risalente ai primi anni del XVII secolo, un Montecuccoli di Polinago narra di come nei tempi antichi lo stemma fosse formato da dieci monti coi rami d’ulivo ai quali successivamente venne aggiunta un’aquila nera a due teste con la corona.
Anche nella cronaca seicentesca del Magnani narrando della venuta a Montefiorino dell’Imperatore nel 1368 si parla dei rametti quali olive: “Creando inoltre Cavagliere Corsino et Baldassarre et concedendo a tutti loro e discendenti l’aquila nera imperiale che dall’ali aperte aggiunsero sopra le sei ovvero sette montagne dell’arme loro coronate di verde ulive dette cuccole, dal volgo, come appare in molti luoghi, et massime sopra la porta a basso del Castello di Montefiorino reso forte da loro, et massime da Guglielmo, che acquistò quel poggio dall’Abbate di Frassinoro”.
Alessio Magnani si riferiva proprio a questo stemma, in cui il fogliame nei rametti non compare ed il frutto è piccolo e tendenzialmente ovale.
▪️La Rocca di Montefiorino fu teatro delle lotte per l’indipendenza del Frignano tra XIII-XIV secolo contro le mire espansionistiche del Comune di Modena. Condottieri di quell’epoca eroica della nostra storia, assieme all’Abate di Frassinoro, furono i Conti Montecuccoli Guidinello I & Guidinello III.
Con la cacciata dei Montecuccoli da Montefiorino nel 1429 e la richiesta da parte dei montefiorinesi di soggezione diretta alla casa D'Este, la rocca divenne sede di podesteria, e poi, dopo secoli, del municipio, quale è tutt'ora nonostante i gravi danni subiti durante la Resistenza.
Attualmente una gran parte della rocca, completamente restaurata, è visitabile, compresa la torre che ne formava il nucleo originale e sulla cui sommità è possibile salire. La Rocca ospita il Museo della Resistenza ed è presente una sezione sulla storia ed archeologia del territorio.
testo da una ricerca sull'araldica dei Montecuccoli di Alessio Bononcini
MONTEFIORINO (MO)