24/08/2026
Trichophyton benhamiae è un fungo dermatofita zoofilo emergente trasmesso dagli animali all'uomo. La sua crescente diffusione in Europa richiama l'attenzione sull'importanza di una diagnosi precoce, della sorveglianza veterinaria e della applicazione di corrette misure igieniche nella gestione degli animali da compagnia.
Il principale serbatoio naturale di Trichophyton benhamiae è il porcellino d'India (nome scientifico Cavia porcellus), comunemente noto anche come cavia, che può ospitare il fungo anche in assenza di segni clinici evidenti. Questa caratteristica favorisce la diffusione del patogeno in ambito domestico, rendendo il contatto con animali apparentemente sani una possibile fonte di trasmissione all'uomo. Per questo motivo, il controllo sanitario di questi animali, oggi sempre più spesso considerati animali da compagnia e con i quali le persone condividono gli stessi spazi domestici, insieme a una stretta collaborazione tra medicina umana e medicina veterinaria, rappresentano strumenti fondamentali per la prevenzione delle infezioni, in linea con l'approccio "One Health”.
Recentemente, presso il Laboratorio di Diagnostica Specialistica e Benessere Animale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” (IZSUM) guidato dalla dr.ssa Silvia Crotti, sono stati analizzati tre ceppi fungini, provenienti dall’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, isolati da tre pazienti pediatrici con lesioni riconducibili a dermatofitosi. Le indagini micologiche sono state eseguite presso il laboratorio ospedaliero; successivamente, i ceppi isolati in coltura pura sono stati analizzati tramite spettrometria di massa MALDI-TOF ed inviati al Laboratorio dell’IZSUM per approfondimenti molecolari.
Le indagini di PCR e sequenziamento Sanger hanno confermato l'identificazione di Trichophyton benhamiae in tutti tre i casi, confermando i risultati ottenuti mediante MALDI-TOF. Tutti i campioni esaminati sono inoltre risultati sensibili alla terbinafina, un farmaco comunemente utilizzato per il trattamento delle infezioni fungine.
Caso 1. Bambino di 3 anni con lesioni compatibili con Tinea corporis, Tinea faciei e Tinea capitis, successivamente comparse anche nei genitori. L'anamnesi riferiva la convivenza con porcellini d'India. Le successive indagini condotte sugli animali e sull'ambiente domestico hanno evidenziato la positività dei porcellini d'India a T. benhamiae, nonostante fossero completamente asintomatici. Negativi i campioni ambientali effettuati all’interno dell’abitazione.
Caso 2: bambino di 5 anni con Kerion celsi, grave infezione fungina del cuoio capelluto che provoca una marcata infiammazione, Tinea corporis e Tinea faciei; l’anamnesi riferiva la presenza di porcellini d’India nella abitazione e la comparsa di lesioni di natura micotica nel fratello a livello di addome e braccia (Tinea corporis). Gli animali non sono stati sottoposti ad accertamenti diagnostici poiché tempestivamente allontanati dal domicilio.
Caso 3: bambina di 8 anni con Tinea corporis e anche in questo caso l’anamnesi riferiva di una convivenza con porcellini d’India, trattati con antimicotici in quanto presentavano lesioni riferibili a dermatofitosi.
I tre pazienti sono stati sottoposti a terapia antifungina presso l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e presentano un progressivo miglioramento del quadro clinico, con sintomatologia in remissione.
Questi casi confermano il ruolo del porcellino d'India quale principale serbatoio di Trichophyton benhamiae e sottolineano l'importanza di un approccio integrato tra clinici, microbiologi e veterinari per identificare precocemente la fonte di infezione, interrompere la trasmissione e prevenire nuovi casi in ambito familiare.
La diagnosi precoce negli animali riveste un ruolo cruciale nella prevenzione delle dermatofitosi da Trichophyton benhamiae. L'introduzione in famiglia di animali, in particolare dei cosiddetti “exotic pet”, dovrebbe essere accompagnata da un controllo veterinario, poiché gli animali possono essere portatori asintomatici del fungo e costituire una fonte di infezione per le persone, in particolare per i bambini, che, per la maggiore frequenza e vicinanza dei contatti, risultano più esposti al rischio di contagio.
Nell'ambito di un progetto di Ricerca Corrente finanziato dal Ministero della Salute, dal titolo “La trasmissione delle malattie tra animali e uomo: micosi e antimicotico-resistenza, il nuovo allarme sanitario” (2025-2027), l’IZSUM mette a disposizione la possibilità di effettuare gratuitamente indagini diagnostiche su animali sospetti o coinvolti in casi di dermatofitosi umana, oltre che su quelli di nuova introduzione. L’IZSUM fornirà ai proprietari degli animali apposite spazzole per consentire di effettuare autonomamente il campionamento del pelo. I campioni raccolti dovranno essere consegnati presso la sede centrale di Perugia per le successive analisi. In caso di esito positivo, con isolamento e identificazione del dermatofita, i proprietari saranno invitati a rivolgersi a una Clinica Veterinaria per la valutazione clinica dell’animale e, qualora necessario, l’avvio di uno specifico percorso terapeutico.
Obiettivi del presente resoconto e del percorso operativo proposto sono quelli di identificare precocemente eventuali portatori del fungo, ricostruire la catena di trasmissione e contribuire alla prevenzione di nuovi casi umani, secondo l'approccio "One Health".
https://www.izsum.it/area_strutturaOrganizzativa/245/pagsistema.html