Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche

  • Casa
  • Italia
  • Perugia
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche

Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche, Public & Government Service, Via G. Salvemini, 1, Perugia.

L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche "Togo Rosati" è un'azienda sanitaria pubblica che opera nell'ambito del servizio sanitario nazionale espletando funzioni in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria.

Nel Lazio, la Peste Suina Africana (PSA) è stata nuovamente rilevata nella popolazione selvatica in provincia di Roma ne...
04/09/2026

Nel Lazio, la Peste Suina Africana (PSA) è stata nuovamente rilevata nella popolazione selvatica in provincia di Roma nell’agosto 2026, quando il IZSUM - Centro di Referenza Nazionale Pesti Suine (CEREP) ne ha confermato la presenza in un cinghiale rinvenuto morto nel comune di Riano. Presso il CEREP sono in corso ulteriori approfondimenti diagnostici, tra cui l’analisi filogenetica degli stipiti virali, finalizzati ad acquisire elementi utili a chiarire l’origine dell’epidemia.
Il Lazio aveva già affrontato la PSA a partire dal maggio 2022, quando la malattia fu rilevata per la prima volta nel comune di Roma. Dopo quasi tre anni, nel gennaio 2025, il territorio fu dichiarato nuovamente libero grazie a una complessa strategia di eradicazione, che consentì di confinare l’infezione in un’area limitata. La strategia adottata dalla Regione Lazio rappresenta un esempio di efficace collaborazione tra istituzioni e competenze diverse: veterinari del Servizio Pubblico, naturalisti, forze di polizia e laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana hanno contribuito in maniera coordinata al controllo dell’emergenza.
La comparsa della PSA in una nuova zona richiede l’immediata applicazione di rigorose misure di emergenza e innalza, al contempo, il livello di allerta sul restante territorio nazionale. Pur non essendo trasmissibile all’uomo, la PSA è infatti una delle malattie a maggiore impatto sulla suinicoltura, con rilevanti conseguenze sanitarie, economiche e sociali.
Ne parla Francesco Feliziani, direttore del CEREP, nell’intervista andata in onda il 31 agosto 2026 nel programma televisivo “UnoMattina”.

https://youtu.be/KOUTXBDxDgk

Uno degli elementi distintivi dell’IZSUM è rappresentato dalla stretta integrazione tra attività di ricerca e diagnostic...
02/09/2026

Uno degli elementi distintivi dell’IZSUM è rappresentato dalla stretta integrazione tra attività di ricerca e diagnostica, che operano in sinergia secondo un approccio traslazionale orientato alla sorveglianza, alla prevenzione e al controllo delle malattie animali e delle zoonosi, comprese quelle a trasmissione alimentare e ambientale.
L’obiettivo è tradurre le evidenze prodotte dalla ricerca e dall’attività diagnostica in strumenti concreti a supporto della sanità pubblica veterinaria, favorendo l’identificazione precoce dei pericoli, la valutazione del rischio e la tempestiva attuazione di strategie di prevenzione e controllo, in una prospettiva One Health.
In questo quadro, le acque dolci superficiali rappresentano un comparto ambientale di particolare interesse: costituiscono infatti un punto di convergenza tra pressioni di origine animale, antropica e ambientale e, al tempo stesso, un osservatorio privilegiato per intercettare precocemente la presenza e la circolazione di patogeni zoonotici emergenti e riemergenti.
In tale contesto si inserisce la linea di ricerca sviluppata dall’IZSUM nell’ambito del progetto IZS UM 07/24 RC, finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dalla Dott.ssa Martina Torricelli in qualità di Responsabile Scientifico. Il progetto è dedicato al monitoraggio integrato delle criticità degli ecosistemi acquatici e allo sviluppo di modelli innovativi di sorveglianza applicata.
Attraverso l’integrazione di metodiche diagnostico-molecolari e microbiologiche, tecniche di caratterizzazione ad ampio spettro e dati ambientali, la ricerca mira a contribuire allo sviluppo di sistemi di early detection in grado di individuare tempestivamente segnali di rischio emergenti e di tradurli in dati sanitari ed epidemiologici e, più in generale, in informazioni utili alla prevenzione, alla sorveglianza e all’analisi del rischio in sanità pubblica veterinaria.
Un modello di ricerca integrata che valorizza il ruolo dell’ambiente come componente essenziale della salute e rafforza l’approccio One Health, mettendo in relazione salute animale, salute umana ed ecosistemi.
https://www.izsum.it/index.php?id_sezione=173363

Trichophyton benhamiae è un fungo dermatofita zoofilo emergente trasmesso dagli animali all'uomo. La sua crescente diffu...
24/08/2026

Trichophyton benhamiae è un fungo dermatofita zoofilo emergente trasmesso dagli animali all'uomo. La sua crescente diffusione in Europa richiama l'attenzione sull'importanza di una diagnosi precoce, della sorveglianza veterinaria e della applicazione di corrette misure igieniche nella gestione degli animali da compagnia.
Il principale serbatoio naturale di Trichophyton benhamiae è il porcellino d'India (nome scientifico Cavia porcellus), comunemente noto anche come cavia, che può ospitare il fungo anche in assenza di segni clinici evidenti. Questa caratteristica favorisce la diffusione del patogeno in ambito domestico, rendendo il contatto con animali apparentemente sani una possibile fonte di trasmissione all'uomo. Per questo motivo, il controllo sanitario di questi animali, oggi sempre più spesso considerati animali da compagnia e con i quali le persone condividono gli stessi spazi domestici, insieme a una stretta collaborazione tra medicina umana e medicina veterinaria, rappresentano strumenti fondamentali per la prevenzione delle infezioni, in linea con l'approccio "One Health”.
Recentemente, presso il Laboratorio di Diagnostica Specialistica e Benessere Animale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” (IZSUM) guidato dalla dr.ssa Silvia Crotti, sono stati analizzati tre ceppi fungini, provenienti dall’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, isolati da tre pazienti pediatrici con lesioni riconducibili a dermatofitosi. Le indagini micologiche sono state eseguite presso il laboratorio ospedaliero; successivamente, i ceppi isolati in coltura pura sono stati analizzati tramite spettrometria di massa MALDI-TOF ed inviati al Laboratorio dell’IZSUM per approfondimenti molecolari.
Le indagini di PCR e sequenziamento Sanger hanno confermato l'identificazione di Trichophyton benhamiae in tutti tre i casi, confermando i risultati ottenuti mediante MALDI-TOF. Tutti i campioni esaminati sono inoltre risultati sensibili alla terbinafina, un farmaco comunemente utilizzato per il trattamento delle infezioni fungine.
Caso 1. Bambino di 3 anni con lesioni compatibili con Tinea corporis, Tinea faciei e Tinea capitis, successivamente comparse anche nei genitori. L'anamnesi riferiva la convivenza con porcellini d'India. Le successive indagini condotte sugli animali e sull'ambiente domestico hanno evidenziato la positività dei porcellini d'India a T. benhamiae, nonostante fossero completamente asintomatici. Negativi i campioni ambientali effettuati all’interno dell’abitazione.
Caso 2: bambino di 5 anni con Kerion celsi, grave infezione fungina del cuoio capelluto che provoca una marcata infiammazione, Tinea corporis e Tinea faciei; l’anamnesi riferiva la presenza di porcellini d’India nella abitazione e la comparsa di lesioni di natura micotica nel fratello a livello di addome e braccia (Tinea corporis). Gli animali non sono stati sottoposti ad accertamenti diagnostici poiché tempestivamente allontanati dal domicilio.
Caso 3: bambina di 8 anni con Tinea corporis e anche in questo caso l’anamnesi riferiva di una convivenza con porcellini d’India, trattati con antimicotici in quanto presentavano lesioni riferibili a dermatofitosi.
I tre pazienti sono stati sottoposti a terapia antifungina presso l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e presentano un progressivo miglioramento del quadro clinico, con sintomatologia in remissione.
Questi casi confermano il ruolo del porcellino d'India quale principale serbatoio di Trichophyton benhamiae e sottolineano l'importanza di un approccio integrato tra clinici, microbiologi e veterinari per identificare precocemente la fonte di infezione, interrompere la trasmissione e prevenire nuovi casi in ambito familiare.
La diagnosi precoce negli animali riveste un ruolo cruciale nella prevenzione delle dermatofitosi da Trichophyton benhamiae. L'introduzione in famiglia di animali, in particolare dei cosiddetti “exotic pet”, dovrebbe essere accompagnata da un controllo veterinario, poiché gli animali possono essere portatori asintomatici del fungo e costituire una fonte di infezione per le persone, in particolare per i bambini, che, per la maggiore frequenza e vicinanza dei contatti, risultano più esposti al rischio di contagio.
Nell'ambito di un progetto di Ricerca Corrente finanziato dal Ministero della Salute, dal titolo “La trasmissione delle malattie tra animali e uomo: micosi e antimicotico-resistenza, il nuovo allarme sanitario” (2025-2027), l’IZSUM mette a disposizione la possibilità di effettuare gratuitamente indagini diagnostiche su animali sospetti o coinvolti in casi di dermatofitosi umana, oltre che su quelli di nuova introduzione. L’IZSUM fornirà ai proprietari degli animali apposite spazzole per consentire di effettuare autonomamente il campionamento del pelo. I campioni raccolti dovranno essere consegnati presso la sede centrale di Perugia per le successive analisi. In caso di esito positivo, con isolamento e identificazione del dermatofita, i proprietari saranno invitati a rivolgersi a una Clinica Veterinaria per la valutazione clinica dell’animale e, qualora necessario, l’avvio di uno specifico percorso terapeutico.
Obiettivi del presente resoconto e del percorso operativo proposto sono quelli di identificare precocemente eventuali portatori del fungo, ricostruire la catena di trasmissione e contribuire alla prevenzione di nuovi casi umani, secondo l'approccio "One Health".


https://www.izsum.it/area_strutturaOrganizzativa/245/pagsistema.html

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo comunica con piacere che il 3 luglio ha preso avvio il percorso formativo online “...
22/07/2026

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo comunica con piacere che il 3 luglio ha preso avvio il percorso formativo online “Seafood Industry Academy 2026”, organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche in collaborazione con Assoittica Italia e con il Ministero della Salute - Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione, nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato il 7 ottobre 2024.
Il corso, articolato in differenti moduli webinar, rappresenta un’importante occasione di formazione, aggiornamento e confronto tra tutti i rappresentanti della filiera ittica e dei molluschi bivalvi: professionisti del settore, Autorità Competenti, Istituti Zooprofilattici Sperimentali, esperti scientifici, operatori e imprese. L'iniziativa ha l’obiettivo di favorire una crescita condivisa del comparto e rafforzare la sicurezza, la qualità e la sostenibilità delle produzioni ittiche. Il programma del corso affronta tematiche di grande attualità e interesse, tra cui l’etichettatura dei prodotti ittici, gli aggiornamenti normativi a livello nazionale ed europeo, i controlli ufficiali, la gestione delle non conformità, la sicurezza microbiologica e chimica degli alimenti, l’esportazione dei prodotti ittici ed il controllo della filiera dei molluschi bivalvi.
L’iniziativa si propone di promuovere la diffusione delle conoscenze tecnico-scientifiche, favorire il dialogo tra tutti gli stakeholder e sostenere lo sviluppo del settore. Costituisce inoltre un’importante opportunità per consolidare le competenze professionali degli operatori, incentivare processi di innovazione e contribuire allo sviluppo di una filiera sempre più sicura, competitiva, resiliente e orientata ai principi della sostenibilità e della tutela del consumatore.

Nell’ambito delle attività di supporto diagnostico in caso di spiaggiamento o rinvenimento di mammiferi marini e tartaru...
14/07/2026

Nell’ambito delle attività di supporto diagnostico in caso di spiaggiamento o rinvenimento di mammiferi marini e tartarughe, il Laboratorio di Diagnostica di Pesaro dell’IZSUM ha recentemente effettuato un’importante indagine necroscopica su un esemplare maschio adulto di tartaruga marina comune (Caretta caretta). L’esame è stato condotto dalla Dott.ssa Ilaria Pascucci, referente dell’Istituto per le malattie dei mammiferi e delle tartarughe marine.
L’esemplare era stato recuperato al largo del porto di Rimini grazie alla collaborazione con Fondazione Cetacea, attiva in Emilia-Romagna e nelle Marche e da tempo impegnata nella tutela della fauna marina. Il soggetto, un maschio adulto di 105 cm di lunghezza totale, si presentava in apparenti buone condizioni nutrizionali. La presenza di crostacei e mitili freschi nello stomaco e nell’intestino testimoniava infatti un’attività alimentare normale e recente, senza evidenze di un deperimento cronico.
L’indagine anatomo-patologica ha tuttavia evidenziato un grave quadro di spirorchiidiasi sistemica. I trematodi della famiglia Spirorchiidae, tra cui Hapalotrema mistroides e Neospirorchis spp., possono colonizzare il cuore e i grandi vasi sanguigni delle tartarughe marine. La presenza dei parassiti e delle loro uova può determinare gravi lesioni vascolari e fenomeni trombotici, compromettendo progressivamente la circolazione sanguigna.
Nel caso esaminato, il grave danno vascolare potrebbe aver determinato un aumento della pressione e un progressivo indebolimento delle pareti arteriose, fino alla rottura di grossi vasi e alla conseguente, abbondante emorragia nella cavità celomatica. Il quadro era compatibile con una morte acuta per shock emorragico. All’esame esterno erano inoltre presenti un marcato edema intermandibolare e un’estesa emorragia oculare bilaterale.
A rendere il quadro ancora più complesso è la possibile interazione con le attività umane. L’esemplare era stato infatti recuperato tramite una rete a strascico e non si può escludere che la rapida risalita abbia determinato un concomitante insulto barotraumatico, riconducibile alla sindrome da decompressione. L’eventuale formazione di emboli gassosi potrebbe aver ulteriormente aggravato un sistema vascolare già fortemente compromesso dall’infezione parassitaria.
Il rinvenimento di un maschio adulto e riproduttivamente maturo assume particolare rilevanza anche sotto il profilo della conservazione della specie. L’aumento delle temperature, infatti, può influenzare il rapporto tra i sessi nelle popolazioni di tartarughe marine, poiché il sesso dei nuovi nati è determinato dalla temperatura di incubazione delle uova: temperature più elevate favoriscono la nascita di femmine. In questo scenario, la presenza e la sopravvivenza dei maschi adulti rivestono un’importanza crescente per il mantenimento dell’equilibrio delle popolazioni.
Questo caso conferma il ruolo dell’IZSUM quale presidio scientifico attivo nella sorveglianza sanitaria della fauna marina, nella tutela delle specie protette e nello studio dei complessi fattori che possono incidere sulla salute e sulla conservazione degli ecosistemi marini.

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo  comunica con piacere che il 3 luglio 2026 l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale...
13/07/2026

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo comunica con piacere che il 3 luglio 2026 l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche "Togo Rosati" ha partecipato alla Giornata della “Piramide della Ricerca”, ospitata presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia "A. Mirri" di Palermo. L'iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto istituzionale e scientifico dedicato al futuro della ricerca sanitaria pubblica, alla presenza dei vertici del Ministero della Salute, delle Direzioni Generali dei dieci Istituti Zooprofilattici Sperimentali e del personale della ricerca.
Ad aprire i lavori sono stati il Direttore Generale dell'IZS della Sicilia, Prof.ssa Francesca Di Gaudio, e i rappresentanti del Ministero della Salute: Giovanni Filippini, Direttore Generale della Salute Animale, Giovanni Leonardi, Capo del Dipartimento della salute umana, della salute animale e dell'ecosistema (One Health) e dei rapporti internazionali, e Pierfrancesco Catarci, dirigente veterinario della Direzione Generale della Salute Animale. Gli interventi hanno delineato il percorso evolutivo della "Piramide della Ricerca", evidenziandone il ruolo strategico nel rafforzamento della ricerca sanitaria pubblica e della rete degli II.ZZ.SS.
Per l'IZSUM hanno partecipato, oltre al Direttore Generale Vincenzo Caputo, il Direttore Sanitario Giovanni Pezzotti, il Direttore Amministrativo Riccardo Baci, le Ricercatrici Sanitarie Dott.ssa Cecilia Righi e Dott.ssa Francesca Romana Massacci e il Dott. Massimiliano Orso, Collaboratore Professionale di Ricerca Sanitaria.
Nel corso della sessione plenaria sono stati presentati i risultati conseguiti dalla rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e le prospettive future della ricerca sanitaria pubblica, con particolare riferimento alle attività finanziate nei settori della sanità animale, della sicurezza alimentare e del benessere animale.
Particolarmente significativo è stato il confronto tra i ricercatori dei diversi Istituti, durante il quale sono state condivise esperienze, modelli organizzativi e prospettive di crescita professionale. Per l'IZSUM, la Dott.ssa Francesca Romana Massacci ha evidenziato il valore delle collaborazioni scientifiche nazionali e internazionali quale fattore strategico per lo sviluppo della ricerca e dell'innovazione.
Nel workshop dedicato alla Sanità Animale, le ricercatrici dell'IZSUM hanno presentato due contributi scientifici di particolare rilievo. La Dott.ssa Cecilia Righi ha illustrato il ruolo strategico del Ricercatore Sanitario nelle attività di sperimentazione animale svolte presso i Centri di Referenza Nazionali dell'Istituto, evidenziando i risultati ottenuti nell'ambito di numerosi progetti di ricerca nazionali ed europei dedicati, in particolare, alla Peste Suina Africana e alla Rinotracheite Infettiva Bovina, con ricadute sullo sviluppo di vaccini, strumenti diagnostici innovativi e materiali di riferimento.
La Dott.ssa Francesca Romana Massacci ha invece presentato uno studio realizzato in collaborazione con l'Università Complutense di Madrid sulla caratterizzazione genomica di Streptococcus suis, evidenziando il contributo dell'epidemiologia molecolare e del sequenziamento genomico al monitoraggio dell'antimicrobico-resistenza e al rafforzamento delle attività di sorveglianza secondo l'approccio One Health.
La giornata si è conclusa con un ampio confronto sul futuro del personale della ricerca sanitaria. Le Direzioni Generali degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali hanno condiviso l'impegno a promuovere un percorso comune volto alla valorizzazione dei Ricercatori Sanitari e dei Collaboratori Professionali di Ricerca, confermando l'attenzione del Ministero della Salute verso il rafforzamento della ricerca pubblica e il riconoscimento del ruolo strategico che il personale della ricerca svolge per lo sviluppo dell'innovazione scientifica e a supporto al Servizio Sanitario Nazionale.

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo ha il piacere di comunicare che il 6 luglio l'Istituto ha ospitato, presso la sede...
10/07/2026

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo ha il piacere di comunicare che il 6 luglio l'Istituto ha ospitato, presso la sede di Perugia, il Prof. Dr. Zongfu Wu, Lead Expert del WOAH Reference Laboratory for Swine Streptococcosis, Professore presso il College of Veterinary Medicine della Nanjing Agricultural University (Cina) e Editor-in-Chief della rivista scientifica internazionale Transboundary and Emerging Diseases.
La visita istituzionale è iniziata con un incontro tra il Prof. Wu e la Direzione dell'Istituto, durante il quale sono state presentate le principali attività di ricerca, diagnostica e sorveglianza svolte dall'IZSUM nei settori della sanità animale e della sicurezza alimentare. Il Direttore Sanitario ha inoltre illustrato il modello organizzativo del sistema degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani, evidenziandone il ruolo strategico a supporto del Servizio Sanitario Nazionale e delle autorità competenti.
La giornata è proseguita presso la Sala Formazione dell'Istituto con la lecture scientifica del Prof. Wu, dal titolo Streptococcus suis and Streptococcus pasteurianus: molecular pathogenesis, population diversity, and antimicrobial resistance, alla quale ha partecipato il personale dell'IZSUM. Nel corso dell'intervento sono stati illustrati i più recenti sviluppi della ricerca internazionale riguardanti la patogenesi molecolare, la diversità genetica delle popolazioni batteriche e i meccanismi di antimicrobico-resistenza di Streptococcus suis e Streptococcus pasteurianus, patogeni di rilevante interesse per la sanità animale e la salute pubblica in quanto agenti zoonotici emergenti. L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di aggiornamento e confronto con uno dei massimi esperti mondiali del settore.
Successivamente, il Prof. Wu ha visitato i principali laboratori e le infrastrutture scientifiche dell'Istituto, confrontandosi con i ricercatori sulle attività svolte nei diversi Dipartimenti. Particolare interesse ha suscitato la visita all'Officina Farmaceutica, dove vengono prodotti vaccini autogeni destinati anche alla prevenzione delle infezioni sostenute da Streptococcus suis, patogeno al centro delle attività di ricerca del Professore. La visita è proseguita presso le animal facilities, consentendo di approfondire le infrastrutture e le competenze dell'IZSUM a supporto della ricerca sperimentale e dello sviluppo di nuove strategie di prevenzione e controllo delle malattie infettive.
L'iniziativa è stata promossa e organizzata dalla Dott.ssa Francesca Romana Massacci, Ricercatrice Sanitaria della UOS Laboratorio di Batteriologia Speciale afferente all'UOC Ricerca e Sviluppo, nell'ambito delle collaborazioni scientifiche internazionali sviluppate sullo studio di Streptococcus suis. Grazie alla consolidata esperienza maturata nel campo della caratterizzazione genomica e dell'antimicrobico-resistenza di questo importante patogeno, la Dott.ssa Massacci ha contribuito a costruire un solido rapporto di collaborazione con il Prof. Wu, ponendo le basi per future iniziative congiunte di ricerca.
L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di confronto sulle prospettive di cooperazione tra l'IZSUM e la Nanjing Agricultural University, con particolare riferimento allo sviluppo di progetti di ricerca congiunti, alla partecipazione a programmi di finanziamento nazionali e internazionali e alla promozione dello scambio di competenze, esperienze e ricercatori.
La visita del Prof. Wu conferma la crescente attrattività dell'IZSUM quale partner scientifico di riferimento nel panorama della ricerca veterinaria internazionale. Il consolidamento delle relazioni con istituzioni accademiche e centri di eccellenza di rilievo mondiale rappresenta infatti un'opportunità strategica per promuovere l'innovazione, favorire la condivisione delle conoscenze e rafforzare le reti di collaborazione internazionale, in coerenza con i principi dell'approccio One Health e con l'impegno dell'Istituto nello sviluppo di soluzioni innovative a tutela della sanità animale, della salute pubblica e nel contrasto dell'antimicrobico-resistenza.

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo ha il piacere di comunicare che il 30 giugno 2026 si è svolto, presso il Ministero...
07/07/2026

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo ha il piacere di comunicare che il 30 giugno 2026 si è svolto, presso il Ministero della Salute, il primo evento formativo nazionale organizzato dall'IZS del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta nell'ambito del Progetto Strategico di Ricerca Corrente 2025 "neoVAX", realizzato in collaborazione con la Direzione Generale della Salute Animale del Ministero della Salute. L'iniziativa ha inaugurato un percorso di formazione dedicato all'adeguamento dei centri di produzione degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali ai requisiti delle Norme di Buona Fabbricazione (NBF) applicate ai vaccini autogeni, in vista dell'entrata in vigore del nuovo quadro regolatorio europeo.
L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra il Ministero della Salute, gli Enti preposti ai controlli e gli IIZZSS, favorendo la condivisione delle migliori pratiche produttive e ispettive e presentando lo stato di avanzamento delle attività previste dal progetto "neoVAX". Il progetto, finanziato dal Ministero della Salute nell'ambito della Ricerca Corrente Strategica 2025, mira a definire un percorso condiviso per l'adeguamento ai nuovi requisiti normativi europei, sviluppare un sistema armonizzato per la produzione, il controllo e l'impiego dei vaccini autogeni, promuovere attività di formazione e aggiornamento del personale e rafforzare il ruolo degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali quali centri pubblici di eccellenza nel settore dei vaccini autogeni.
I vaccini autogeni rappresentano infatti uno strumento di particolare rilevanza per la sanità animale, poiché consentono di sviluppare preparazioni vaccinali specifiche per i patogeni presenti in un determinato allevamento, contribuendo al controllo delle malattie infettive e alla riduzione dell'impiego degli antibiotici, in linea con l'approccio One Health e con le strategie di contrasto all'antimicrobico-resistenza.
Per l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche hanno partecipato la Dott.ssa Monica Cagiola, Responsabile di Unità Operativa del progetto "neoVAX" e moderatrice della sessione mattutina, il Dott. Giulio Severi, responsabile del Work Package 4 e relatore nel corso dei lavori, e la Dott.ssa Silvia Cardaioli del Laboratorio Vaccini della S.C. Officina Farmaceutica di Perugia, in rappresentanza del personale tecnico. La partecipazione dell'IZSUM conferma il ruolo attivo dell'Istituto nelle attività di ricerca, innovazione e armonizzazione nazionale finalizzate a garantire elevati standard qualitativi nella produzione dei vaccini autogeni e a preparare il sistema pubblico veterinario all'applicazione della futura normativa europea.

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo  ha il piacere di comunicare che lo scorso 26 giugno la Dr.ssa Silvia Crotti e la ...
03/07/2026

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo ha il piacere di comunicare che lo scorso 26 giugno la Dr.ssa Silvia Crotti e la Dr.ssa Paola Papa sono state invitate a intervenire, in qualità di esperte, all’incontro "Lotta al randagismo e all’antibiotico-resistenza e prevenzione della leishmaniosi come zoonosi", organizzato dall’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Terni.
La Dr.ssa Silvia Crotti ha presentato una relazione dal titolo "Leishmania: dai dati di sorveglianza IZSUM alla programmazione regionale", evidenziando come la leishmaniosi, riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) tra le malattie tropicali neglette, rappresenti una sfida sempre più rilevante per la sanità pubblica e veterinaria. In tale contesto è stato ricordato che il Decreto del Ministero della Salute del 26 gennaio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2026 ed entrato in vigore il 31 maggio 2026, ha incluso la leishmaniosi tra le malattie di categoria E ai sensi del Regolamento (UE) 2016/429, rafforzando il sistema di sorveglianza epidemiologica quale strumento essenziale per orientare le strategie di prevenzione e controllo.
Nel corso dell’intervento sono stati illustrati i dati raccolti dall’IZSUM nel periodo 2022-2025 mediante test IFAT, che hanno consentito di delineare il quadro epidemiologico regionale e di individuare le principali criticità. Sulla base delle evidenze emerse è stata inoltre presentata la proposta di elaborare un Piano regionale dedicato, ispirato all’approccio multidisciplinare One Health, volto a integrare le competenze dei servizi veterinari, della sanità pubblica, del mondo accademico e degli altri soggetti coinvolti, con l’obiettivo di rafforzare il controllo della malattia e la tutela della salute umana e animale.
La Dr.ssa Paola Papa ha tenuto una relazione dal titolo "L’impegno dei veterinari contro l’antibiotico-resistenza", illustrando le attività che la sanità veterinaria regionale sta portando avanti nell’ambito della sorveglianza e del monitoraggio del fenomeno, della riduzione del consumo degli antibiotici e della promozione del loro uso appropriato.
Nel corso dell’intervento è stata presentata la nuova edizione delle Linee guida per il corretto uso degli antibiotici negli animali da compagnia, recentemente revisionata, illustrandone i principali aggiornamenti e le indicazioni operative, con l’obiettivo di favorirne un’efficace applicazione nella pratica clinica quotidiana.
La relazione si è conclusa con un approfondimento dedicato all’interpretazione dei risultati dei test di sensibilità agli antimicrobici, fornendo ai partecipanti indicazioni utili per un impiego sempre più consapevole dei dati di laboratorio a supporto delle decisioni terapeutiche.

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo comunica con piacere l’assunzione a tempo indeterminato della Dott.ssa Sara Mrabet...
02/07/2026

Il Direttore Generale Vincenzo Caputo comunica con piacere l’assunzione a tempo indeterminato della Dott.ssa Sara Mrabet e della Dott.ssa Arianna Fulmini, in qualità di Collaboratori Tecnici Professionali.
I nuovi inserimenti si inseriscono nel percorso di progressivo rafforzamento dell’organico dell’Istituto, in coerenza con le esigenze di potenziamento delle funzioni istituzionali, scientifiche e di servizio e con l’obiettivo di consolidare le competenze a supporto delle attività strategiche dell’Ente.
Le due professioniste saranno assegnate rispettivamente all’Officina Farmaceutica e al Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus (CEREP), due settori strategici dell’Istituto che svolgono un ruolo di primaria importanza nel supporto al Servizio Sanitario Nazionale, nella ricerca scientifica e nello sviluppo di attività ad elevato contenuto specialistico.
La Direzione Generale augura alle neoassunte un proficuo percorso professionale, nella certezza che il loro contributo rappresenterà un importante valore aggiunto per la crescita dell’Istituto.

Indirizzo

Via G. Salvemini, 1
Perugia

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 13:00
15:00 - 17:00
Martedì 08:30 - 13:00
15:00 - 17:00
Mercoledì 08:30 - 13:00
15:00 - 17:00
Giovedì 08:30 - 13:00
15:00 - 17:00
Venerdì 08:30 - 13:00
15:00 - 17:00
Sabato 08:30 - 12:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi